L’11 e 12 aprile a Cosenza si terrà un’assemblea nazionale per mettere al centro
la critica al modello di sviluppo e organizzare i percorsi di lotta presenti nei
territori del Sud. L’appuntamento nasce dall’idea che non esista un unico Sud,
ma una pluralità di territori attraversati da problemi strutturali:
spopolamento, precarietà, devastazione ambientale e smantellamento dei servizi
essenziali.
Al centro del confronto c’è il rifiuto della narrazione del “sottosviluppo”,
vista come una lente coloniale che nasconde un modello estrattivo costruito
altrove e imposto ai territori. Dalle grandi opere alle piattaforme logistiche,
fino alla riconversione bellica, il Sud viene sempre più trasformato in spazio
di sfruttamento, corridoio energetico e infrastruttura funzionale agli interessi
del Capitale.
L’assemblea vuole quindi essere un momento di coordinamento contro
l’estrattivismo, la precarietà e la guerra, ma anche per rivendicare diritti
concreti e risposte alle condizioni materiali degli e delle abitanti dei Sud,
dalla sanità alle infrastrutture, alla possibilità di restare e vivere nei
propri territori.
Ne abbiamo parlato con Simone, de La Base di Cosenza.
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Nella puntata di lunedì 16/02 abbiamo parlato del ruolo che il patrimonio
culturale e le identità hanno nella trasformazione del territorio, di come il
loro intreccio porti a creare condizioni affinché prendano piede dei “progetti
di territorio” in modo da renderlo paradiso turistico e quindi luogo perfetto
per i turisti piuttosto che per gli abitanti.
Abbiamo dialogato con il sociologo Marco Patruno, esperto degli effetti che la
patrimonializzazione ha nel costruire un’intreccio tra identità e patrimonio
tale per cui essi concorrono a creare condizioni affichè prendano piede dei
“progetti di territorio” che lo rendono paradiso turistico. Il risultato? Città
belle in cui non vivrei!
Tramite il caso esemplare di Borgo Egnazia, in provincia di Brindisi, e
dell’evoluzione che ha interessato l’evento della Notte della Taranta nel corso
degli anni Marco ci racconta come nel sud la costruzione del territorio come
idillio turistico e secondo estrattivismo sta rendendo i luoghi inabitabili se
non per i turisti.