Sabato 23 maggio si terrà a Torino una manifestazione regionale per la sanità e
la salute.
I temi che verranno portati all’iniziativa lanciata dal
Comitato per il Diritto alla Tutela della Salute e alle Cure sono l’accesso alla
sanità, l’inefficacia delle misure adottate dalla Regione per affrontare il
problema delle liste d’attesa, l’assenza di professionisti della salute e di
assunzioni, la mancanza di strutture per l’assistenza alle persone non
autosufficienti.
Ne abbiamo parlato con Chiara Rivetti
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Con Chiara Rivetti, medico e Segretaria Regionale di Anaao Assomed Piemonte,
tracciamo un profilo della Sanità in Piemonte sotto i colpi dell’austerità
economica e il sottofinanziamento. Nonostante le innovazioni contenute nel PNRR
in termini di medicina territoriale e creazione delle case di comunità, tagli,
razionalizzazioni e “stati di emergenza” continuano a dominare il panorama delle
politiche economiche sulla cura e sulla salute pubblica.
In questa nuova puntata di Harraga, trasmissione in onda ogni venerdì alle 15 su
RadioBlackout, proviamo a parlare di sanità e del suo ruolo all’interno dei CPR,
di come la sfera della cura, o meglio la non cura, diventi un vero e proprio
strumento di dominio che porta all’annichilimento delle persone.
Partiamo dall’assunto che la sanità, all’interno di questi luoghi, risulta uno
dei tasselli su cui si poggia la violenza del CPR: non solo per la mancanza
strutturale di cure sanitarie o per la non tutela del diritto alla salute che
questi luoghi generano, quanto per essere un elemento di controllo sui corpi di
chi viene recluso. Una violenza quella dei CPR che si fonda su più parti: dalla
privazione della libertà per il solo fatto di non avere un documento europeo,
vessazioni, abusi e provocazione da parte degli sbirri, alla somministrazione di
cibo scadente e psicofarmaci.
Ne discutiamo con alcun compagn di Torino,con le quali ci soffermiamo sui limiti
e criticità che pezzi di società civile, categoria dei medici e avvocati stanno
portando avanti rispetto alla campagna di sensibilizzazione per il rilascio dei
certificati di non idoneità per i CPR. Seppur abbia avuto il merito di porre la
questione su quali basi poggi l’idoneità medica per la detenzione
amministrativa, sembra si sia arenata nella pratica in un dibattito
tecnico-scientifico, invisibilizzando la questione centrale: questi luoghi non
devono esistere e nessuno deve finire li dentro, a prescindere dal parere
medico.
Nella prima parte, partendo dal Decreto Lamorgese (2022) che stabilisce che
l’ASL deve effettuare la visita medica prima dell’ingresso nel CPR, confermando
il suo ruolo di complicità nella macchina della detenzione, giungiamo ai fatti
di Ravenna, dove 8 medici del reparto di malattia infettiva sono stati indagati
per falso ideologico in concorso per aver firmato dei certificati di non
idoneità alla detenzione in CPR.
Nella seconda parte, invece, discutiamo su come il dibattito idoneità/ non
idoneità non può essere schiacciato in un’ottica meramente sanitaria, in quanto
chi ricopre ruoli sanitari detiene un potere biopolitico che determina la
libertà delle persone recluse e non.
Chi finanzia le tecnologie della sorveglianza e della guerra? Ne parliamo con
Daniele Grasso, data journalist di El País e dell’ICIJ, a partire da
un’inchiesta sugli investimenti europei nel colosso Palantir di Peter Thiel.
Un’azienda al centro di operazioni di controllo migratorio e sistemi militari,
sostenuta dall’investimento di banche, fondi pensione e grandi istituzioni
finanziarie del continente, che hanno aumentato massicciamente le loro
partecipazioni nonostante le accuse di violazioni dei diritti umani.
Nell’intervista ci concentriamo sulle responsabilità della finanza europea, sul
ruolo delle tecnologie dei dati nei dispositivi di sorveglianza e nei conflitti
contemporanei, ma anche nelle istituzioni sanitarie, e sulle contraddizioni tra
retorica etica e pratiche di investimento.
Qualche settimana fa è giunta all’attenzione dei quotidiani la mobilitazione che
in Molise da ormai diversi mesi va avanti sul tema della sanità pubblica.
Il sindaco di Isernia ha piantato le tende davanti all’ospedale della città da
oltre un mese, marce popolari si sono succedute con una partecipazione piuttosto
inedita di migliaia di persone.
Il sistema sanitario regionale è in una situazione critica, commissariato dal
2009, i servizi essenziali vengono tagliati e il personale ridotto e nessuna
misura a livello strutturale viene messa in campo.
Ne parliamo con Brian residente a Isernia che sta seguendo da vicino la vicenda
Negli ultimi giorni, una nuova bufera mediatica si è scatenata attorno allo
Spazio Popolare Neruda, relativa alla vicenda dei casi di tubercolosi
verificatisi lo scorso ottobre all’interno dello spazio. Già nei primi giorni di
ottobre, mentre sui giornali e nei comunicati ufficiali prendeva forma una vera
e propria gogna mediatica, l3 abitanti del Neruda e le persone che attraversano
quotidianamente quello spazio avevano avviato una gestione attenta e
responsabile della situazione sanitaria, orientata alla tutela non solo di chi
vive nello spazio, ma dell’intero quartiere. Come denunciato più volte dall3
stess3 abitanti, questo lavoro è stato portato avanti con grande sforzo ma senza
alcun supporto da parte delle stesse istituzioni che le stavano mettendo alla
gogna, scontrandosi con l’inefficacia dei sistemi di prevenzione dell’ASL.
Venerdì 20 febbraio la vicenda è tornata su diverse testate giornalistiche e
rilanciata da figure come Marrone e Roberto Testi (direttore della Medicina
Legale dell’ASL 3), che hanno parlato di un presunto nuovo caso di tubercolosi,
tornando a invocare lo sgombero dello stabile. Una notizia falsa e fuorviante:
non esiste alcun nuovo caso di contagio ma ci si trova, ancora una volta, di
fronte a una strumentalizzazione politica portata avanti dalla destra. Ancora
più grave è il ruolo dell’ASL che, invece di svolgere il proprio compito e
garantire la tutela della salute pubblica attraverso prevenzione e interventi
sanitari adeguati, sceglie di prestare il fianco alla narrazione securitaria e
razzista della destra, contribuendo ad alimentare paura, isolamento e
repressione, anziché cura e prevenzione.
Ne abbiamo parlato con una compagna dello Spazio Popolare Neruda, in diretta dal
presidio e conferenza stampa convocata proprio davanti all’Ufficio di Igiene
dell’ASL della città di Torino.
La tempistica di questo ennesimo attacco non è casuale ma va letta all’interno
del clima politico attuale, caratterizzato da continui attacchi agli spazi
sociali, dalla repressione e dalla criminalizzazione del dissenso e delle
esperienze dal basso, oltre che da una deriva autoritaria, da processi di
fascistizzazione e da un razzismo di Stato sempre più esplicito e violento. Di
fronte ai problemi di salute, la risposta non può essere la discriminazione o lo
sgombero, ma solo una salute pubblica realmente per tutt3.
Di seguito, riportiamo gli interventi della conferenza stampa di questa mattina,
tenutasi davanti all’Ufficio di Igiene dell’ASL, in via della Consolata. A
partire dal racconto dell3 abitanti dello Spazio Popolare Neruda, che hanno
ricostruito la vicenda specifica e denunciato la speculazione mediatica e
politica che, ancora una volta, colpisce lo spazio.
In seguito, gli interventi della dottoressa Chiara Rivetti e di Eleonora
Artesio, del Comitato per il Diritto alla Tutela della Salute e alle Cure.
E infine, l’intervento dell’assemblea delle attività dello Spazio Neruda, con il
doposcuola popolare, lo sportello legale, la palestra popolare e la scuola di
italiano.
Sono oltre 60 gli ospedali che si sono mobilitati in tutta Italia con flash mob
e presidi per la liberazione degli oltre 90 sanitari palestinesi detenuti
illegalmente nelle carceri israeliane. Un giornata organizzata in occasione
della data nazionale e internazionale di mobilitazione “La sanità non si
imprigiona”.
Un appuntamento che fa seguito a un percorso di mobilitazione da parte dei
medici e dei sanitari riuniti nella rete Digiuno per Gaza e Sanitari per Gaza e
che prevede nuove iniziative, in particolare nella richiesta di boicottaggio dei
medicinali TEVA.
Francesco, medico per Gaza e partecipante della Freedom Flottilla ne parla ai
nostri microfoni
Il primo approfondimento della serata lo abbiamo fatto in compagnia di Marco
Veruggio del puntocritco.info, per commentare insieme l’annuncio da parte di
Amazon di voler procedere a licenziare 14mila suoi dipendenti. Abbiamo provato
ad andare alle radici di questa scelta, passando in rassegna i vari motivi che
hanno portato a ciò; ma abbiamo anche analizzato […]
Da ieri i quotidiani locali hanno alimentato la bufera in merito allo Spazio
Popolare Neruda dove si è verificato un caso di tubercolosi al quale è seguita
un'attenta gestione per la tutela della salute collettiva, sia della comunità
che vive e attraversa lo spazio sia del quartiere e di chi lo anima con le più
varie attività.
La sanità in Calabria è in condizioni disastrose. La malaugurata morte di
Serafino Congi, lo scorso gennaio, per colpa della mancanza di personale medico
sull’ambulanza sulla quale era stato ricoverato per un infarto, è l’esito
drammatico di un sistema in cui mancano le strutture ospedaliere e ci vogliono
anni di attesa per visite e controlli. […]