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LA FINE DI AUTISTICI/INVENTATI E GLI INTERESSI IN CAMPO – TECNOMILIARDARI REAZIONARI – AI E POLITICA – APP PER GENOCIDARI IN VACANZA@1
Estratti della puntata del 7 settembre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia LA FINE DI AUTISTICI/INVENTATI Con un comunicato rilasciato il 6 settembre 2026 si annuncia la fine del progetto Autistici/Inventati. La chiusura di A/I non è “l’ennesima disgrazia”, ma un evento che incarna diverse traiettorie da analizzare e con le quali è urgente confrontarsi. Il provvedimento dell’OFAC (ufficio beni stranieri del Dipartimento del Tesoro statunitense) descrive il contesto di arbitrarietà e di potere sanzionatorio globale di questa agenzia, così come l’impossibilità di disobbedire ai suoi diktat da parte di provider e banche. La questione non è semplicemente quella di trovare strumenti alternativi dove trasferire il proprio blog o la propria casella di posta elettronica, ma come muoversi collettivamente per contrastare la desertificazione di progetti che esulino dalle logiche del capitalismo della sorveglianza. PERCHÉ ATTACCARE A/I: CORNICE DI URGENZE E INTERESSI IN CAMPO L’attacco statunitense risponde ad almeno tre scopi: – fronte interno USA: corroborare la tesi di Antifa come network terroristico globale – testare l’adesione a un’internazionale reazionaria della repressione – completare l’egemonia sulla rete (guerra alla crittografia, all’anonimato, ecc.) Questi tre scopi non vanno letti come segmentati, ma rispondono all’agenda di classe dei tecnomiliardari: il rischio concreto di esplosione della bolla dell’AI, le contraddizioni insanabili di un completamento dei processi di automazione all’interno del sistema capitalista, l’ipotesi di una rabbia sociale organizzata che inizi a rivolgersi contro di loro, suggeriscono l’investimento in strutture di potere reazionarie. Se diversi attori geopolitici giocano alla guerra di informazione con le loro squadre di chatbots e AI agentiche, il “campo da gioco” prinicpale sono i social media statunitensi. INTELLIGENZA ARTIFICIALE E POLITICA In ambito politico, i chatbots non servono solo a manipolare il consenso, ma vengono progressivamente utilizzati in modo crescente da legislatori, ministri, funzionari di vario ordine e grado. Un’analisi di algorithmwatch.org ci consente di tornare sulla relazione tra AI e politica, osservando scenari attuali e futuribili: APP PER LE VACANZE DEI CRIMINALI DI GUERRA Shachpatz (giubbotto antiproiettile) è un’app israeliana, realizzata dal movimento ultra sionista di azioni legali Shurat HaDin, per tutelare veterani di IDF in vacanza da eventuali ripercussioni per i crimini di guerra commessi a Gaza. Se gli strumenti di autodifesa digitale vengono criminalizzati come funzionali alla commissione di reati, se collettivi come autistici/inventati sono tacciati di facilitare reati politici e network terroristici internazionali come Antifa, può essere interessante segnalare altri strumenti che tutelano poveri genocidari indifesi. SPOILER PROSSIMA PUNTATA Droni dormienti attivati da segnali acustici, automazione dei sistemi d’arma russi in Ucraina… breve introduzione di argomenti che affronteremo insieme lunedì prossimo:
guerra
antifa
intelligenza artificiale
Israele
bello come una prigione che brucia
Gaza : la tregua coloniale e l’illusione del giorno dopo.
Il piano americano che viene raccontato come una tregua in atto quando continuano a morire decine di palestinesi a Gaza e in Cisgiordania , è una sorta d’ingegneria sociale in continuazione con il piano degli accordi di Abramo e di ridefinizione del Levante con al centro la potenza militare israeliana e le disponibilità finanziarie dei paesi del Golfo. In questo piano non si parla dei palestinesi ma è solo una tappa nel progetto di espulsione dalla striscia di Gaza. Il bottino per la banda sionista è la Cisgiordania , l’approvazione dell’ estensione degli insediamenti E1, tagliando la Cisgiordania in due costituisce proprio il tentativo di cancellare la possibilità di uno stato palestinese una volta per tutte. Ormai non ha senso parlare dell’ipotesi dei due stati , solo uno stato multietnico nel territorio della Palestina storica è una prospettiva immaginabile una volta superato il suprematismo sionista . L’obiettivo del piano americano non è la “ricostruzione”, ma piuttosto la riprogettazione dello spazio, dell’autorità e della coscienza palestinese all’interno di un nuovo quadro che faccia di Gaza un laboratorio per un progetto di “pace economica” basato sul controllo senza sovranità. Di questo e altro ne abbiamo parlato con Bassam Saleh giornalista free lance, attivo in associazioni e comitati di solidarietà con il popolo palestinese .
L'informazione di Blackout
altavisibilita
Cisgiordania
Gaza; conflitto israelopalestinese; Hamas; guerra
GENOCIDIO GAZA
BOGOTA’: Vertice dell’Gruppo dell’Aia contro il genocidio in Palestina
Più di trenta paesi si sono riuniti a Bogotà il 15 e il 16 luglio per la Conferenza d’Emergenza convocata dal Gruppo dell’Aia, nato a gennaio 2025, con l’obiettivo di fermare il genocidio in corso a Gaza. la conferenza co-presieduta da Colombia e Subafrica ha avuto inizio in una piazza germita di persone con il […]
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Colombia
Sudafrica
boicottaggio
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