di Christian Laval* La repressione non come semplice questione di ordine
pubblico, ma come risposta di classe a una mobilitazione nata dalla crescente
segregazione sociale della scuola francese Mai un …
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Dai licei della banlieue la protesta si è estesa in pochi giorni a tutta la
Francia. Gli studenti chiedono insegnanti, classi meno affollate, edifici
dignitosi e contestano Parcoursup. Il governo …
di Salvatore Turi Palidda* Lacrimogeni, armi letali, fermi di minorenni e
denunce di pestaggi: mentre la rivolta dei licei si estende, crescono le accuse
di brutalità contro la polizia francese. …
Salari erosi dal carovita, scuole senza personale, servizi pubblici in
difficoltà e pompieri che chiedono uomini e mezzi. Conflitti diversi cominciano
a convergere mentre il governo risponde alle proteste con …
Oltre 100 città francesi scendono in piazza questo finesettimana contro la “Loi
permis de tuer”, la “Legge licenza di uccidere” che prevede che l’utilizzo delle
armi da fuoco da parte della polizia sia sempre considerato legittimo, e che
stia alla vittima e ai suoi familiari dimostrare il contrario (qui una lista
delle mobilitazioni e maggiori informazioni sulla legge). Si tratta
dell’ennesimo favore che il governo di Macron fa alle forze di polizia francesi,
ed in particolare al sindacato di ultradestra Alliance Police: sebbene la legge
sia stata inizialmente voluta dal ministro dell’interno socialista Cazeneuve nel
2017, per far fronte al grande e combattivo movimento sociale contro la riforma
del lavoro, è stato soprattutto il governo Macron ad aver trasformato la polizia
francese in una forza paramilitare con licenza di uccidere, mutilare ed
arrestare arbitrariamente, facendo della repressione una delle principali armi
per frenare i movimenti sociali e governare le periferie delle metropoli
francesi.
La risposta moltitudinaria che si annuncia contro la “Loi permis de tuer”
potrebbe essere l’introduzione ad un nuovo autunno di lotta in Francia, dove il
prezzo della benzina e delle bollette è alle stelle, la crisi sociale si traduce
in licenziamenti di massa e drastici tagli ai servizi essenziali – mentre le
elezioni presidenziali ormai alle porte si delineano sempre di più come una
sfida tra il Rassemblement National e la France Insoumise.
Ne abbiamo parlato con un compagno francese:
come riconoscere un parrucchiere, come riconoscere la moglie di un presidente
francese, come riconoscere giorgio armani morto e come riconoscere un koala con
la clamidia. le migliori guide solo per voi ascoltratrocie. con dj sbambix e la
sua rubrica ‘male sesso animale’ malormone29092025 da scaricare
Nelle ultime due settimane in Francia sono seguite le dimissioni del governo
Bayrou e del compito di forma un governo a Lecornu. In risposta a quanto sta
accadendo sul piano istituzionale si sono susseguiti due giovedì di
manifestazioni e scioperi di natura, risultati e composizioni differenti.
Abbiamo provato a ricostruire cosa è successo nella giornata […]
Il progetto macronista di radere al suolo quel che resta delle strutture sociali
d’oltralpe (più solide che da noi ma in tendenziale via di italianizzazione) al
fine di costruire una società totalmente regolata sui diktat del mercato ha
incontrato da anni resistenze molto forti che arrivano a tradursi in un voto
parlamentare che tanto a […]
MANMDATO DI ARRESTO PER NETANYAHU ,LA FOLGIA DI FICO DELL'IMMUNITA'
Un approfondimento con Sandro Moiso, ospite del Festival per la presentazione
del suo libro “Riti di passaggio. Cronache di una rivoluzione rimossa.
Portogallo e immaginario politico 1974-75”, in merito alla fase attuale in
Francia. Parliamo della scelta e del coinvolgimento dei movimenti dal basso
nella partecipazione alla costruzione del Nuovo Fronte Popolare, di quali
interessi […]