Nonostante il cessate il fuoco, come potevamo immaginare, la violenza in
Palestina non si è mai fermata. Sappiamo che questa è la realtà di chi vive lì
da ben prima dei fatti del 7 ottobre, ci troviamo però in una fase in cui sembra
esserci una escalation.
L’obiettivo, ormai dichiarato, di Israele è quello di guadagnare sempre più
territorio, fagocitando le terre palestinesi, sia a Gaza che nella Cisgiordania
occupata. Il livello dell’attenzione si sta progressivamente abbassando,
complice anche la situazione internazionale complicata ulteriormente dalle
azioni degli USA in Venezuela e le minacce portate avanti dagli stessi verso
paesi nella regione e, per ultima, la Groenlandia.
Ormai in Cisgiordania le incursioni violente non si limitano soltanto ai coloni,
con l’esercito in prima linea in azioni violente come quella condotta il 6
gennaio all’Università di Birzeit, luogo che fino ad allora era stato
considerato intoccabile. Questo dimostra come Israele abbia la volontà di
aggredire le persone nella loro quotidianità, in questo caso nell’ambito
dell’educazione.
Il governo israeliano, a tal proposito, continua a spingere per gli
allargamenti, puntando alla costruzione di nuove colonie. L’ultimo passo è
l’approvazione di un piano che consentirà ai coloni di tornare a Sanour,
evacuata nel 2005 dall’allora primo ministro Sharon. L’entrata in vigore di
questo piano è programmata entro due mesi.
Ne parliamo con una compagna dalla Cisgiordania occupata.
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Il vertice tenutosi a Sharm el-Sheikh il 13 ottobre 2025, alla presenza di molti
leader arabi e europei, per garantire il riconoscimento internazionale degli
accordi di pace che dovrebbero porre fine alla guerra unilaterale di Israele
contro la popolazione gazawi, intende, da un lato, proseguire il tentativo di
normalizzazione dei rapporti tra Paesi arabi e […]
Abbiamo sentito Eduardo Meneses, dopo i primi giorni di paro nacional in Ecuador
che ci ha indicato priorità, lotte, situazioni diverse nel paese in lotta contro
le ricette neoliberiste di Daniel Noboa e prima che gli scontri producessero i
primi morti; il popolo è sceso in piazza nella Cuenca per i diritti dei
contadini, ma […]
Il piano annunciato dal governo di Netanyahu, che pare attenda soltanto il
passaggio di Donald Trump nel Golfo, per essere messo in atto ha i contorni ben
precisi: spingere la popolazione palestinese verso l’unico valico esistente con
l’obiettivo di gestire delle zone in cui controllare la popolazione, alla quale
inviare sotto serrata gestione israeliana beni […]
Negli ultimi mesi, la situazione delle persone palestinesi in Cisgiordania –
territorio occupato illegalmente da Israele da decenni – è diventata sempre più
difficile. L’operazione militare israeliana denominata “Muro di ferro” nelle
città settentrionali di Jenin e Tulkarem, iniziata il 21 gennaio, è ancora in
corso e ha costretto almeno 40.000 persone a lasciare le […]
Continuiamo l’approfondimento iniziato qui con la compagna che si trova in una
zona C nella Valle del Giordano, in Cisgiordania. Dal 7 ottobre, il territorio è
interessato in maniera più concreta dal processo di costruzione del “Grande
Israele”. Questo non è soltanto un progetto di annessione politico-giuridica, ma
si istituisce su un piano necropolitico di violenza […]
Il ministro delle Finanze israeliano di estrema destra, Bezalel Smotrich, dopo
l’elezione di Trump a presidente degli Stati Uniti, ha incaricato la Direzione
per gli insediamenti e l’Amministrazione civile del Ministero della Difesa di
gettare le basi per l’annessione della Cisgiordania. “2025: l’anno della
sovranità in Giudea e Samaria”, ha scritto Smotrich su X, utilizzando […]
MANMDATO DI ARRESTO PER NETANYAHU ,LA FOLGIA DI FICO DELL'IMMUNITA'
Gli omicidi da parte di Israele di Fuad Shukr, il massimo leader militare di
Hezbollah, a Beirut, e del leader politico di Hamas Ismail Haniyeh, a Teheran,
hanno sollevato nuovamente lo spettro di una guerra regionale che coinvolga
avversari regionali – una guerra che potrebbe potenzialmente trascinare gli
Stati Uniti nella mischia. Prendendo di mira […]
Dal 7 Ottobre in poi, le proteste che da mesi mobilitano migliaia di persone
cittadine israeliane contro l’esecutivo guidato da Bibi Netanyahu sono state
dense, partecipate, continuative e addirittura conflittuali. Uno dei fulcri
delle proteste, è ed è stato la questione degli ostaggi israeliani a Gaza da
riportare a casa, obiettivo che molti israeliani non […]