Estratti dalla puntata del 31 agosto 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
LISTE NERE, TERRORISMO ANTIFA E CENSURA GLOBALE
Il 26 agosto 2026 il collettivo Autistici/Inventati (A/I) è stato inserito in
una lista nera del Dipartimento del Tesoro statunitense che include anche
l’organizzazione della diaspora palestinese Masar Badil (Palestinian Alternative
Revolutionary Path Movement), e il movimento britannico Palestine Action.
Il collettivo non è accusato di aver compiuto azioni criminali, ma di aver
consentito l’anonimato online e strumenti di comunicazione protetta grazie alle
sue strutture autogestite.
In compagnia dell’avvocato Gianluca Vitale, che si sta occupando della tutela
legale di Autistici/Inventati, affrontiamo diversi aspetti politici, geopolitici
e geotecnologici della vicenda: dall’attacco alla libera comunicazione del
pensiero, alla censura facilitata anche da normative come il Digital Service Act
europeo, all’utilizzo delle liste nere come esercizio di egemonia repressiva su
scala globale, alla possibile influenza sulle autorità italiane e a
ripercussioni legali, fino al conflitto intrinseco tra il modello di interazioni
digitali difeso da A/I e quello dei colossi del web statunitensi.
/ / / intervista a un compagno di Hacklab Torino
A margine riprendiamo alcune cornici all’interno delle quali leggere l’attacco
del Dipartimento del Tesoro statunitense contro A/I:
– il fronte interno degli USA trumpiani e la necessità di rappresentare Antifa
come network terroristico internazionale
– il tentativo di testare la possibilità di consolidare un’internazionale
reazionaria della repressione
– la multipolare guerra all’anonimato online e alla crittografia delle
comunicazioni digitali
CHATBOT E CYBERMAFIE
L’indicazione da parte del Dipartimento del Tesoro statunitense delle strutture
di Autistici/Inventati come facilitanti attività illegali e terroristiche
diventa quasi ridicola se si osserva il ruolo dei chatbot statunitensi nella
costruzione di industrie della truffa e nel supporto a eserciti non-statali come
Boko Haram:
DIPLOMAZIA TECNO-MILITARE UCRAINA
L’Ucraina sta seguendo le orme di Israele nella strutturazione di una rete di
diplomazia tecno-militare?
Gli accordi Ucraina-Honduras per l’uso di droni sul fronte interno, l’accesso
dell’apparato militare industriale britannico ai dati degli Avengers AI Labs
ucraini, l’ex ministro della difesa Fedorov (architetto delle guerra
automatizzata) arruolato da Crosetto, Leonardo che apre la sua filiale a Kiev,
ma soprattutto la dimensione laboratoriale del confitto… ci suggerirebbero di
sì.
Sulle reti di diplomazia industriale sionista vedi anche:
RETI DI CONDIZIONAMENTO SIONISTE
DIPLOMAZIA TECNO-MILITARE ISRAELIANA: IL CASO ELBIT
Tag - honduras
Qualche giorno fa, Il portale Honduras Gate ha denunciato di aver subito oltre
39.000 attacchi informatici in un solo giorno, principalmente sotto forma di
attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), dopo aver pubblicato, a fine
aprile, dei documenti audio che rivelano l’esistenza di una struttura di
ingerenza per orientare la politica nella regione sudamericana, con l’Honduras
usato come piattaforma.
Gli audio, disponibili anche su Canal Red, indicano un patto tra l’ex presidente
honduregno Juan Orlando Hernández (precedentemente condannato negli USA e
graziato da Donald Trump a fine 2025, proprio durante la tanto sbandierata “war
on drugs“), l’attuale presidente dell’Honduras Nasry Asfura, anch’egli di
estrema destra, e figure internazionali tra cui il presidente argentino Javier
Milei, figure come Roger Stone e finanziamenti provenienti da Israele per
sostenere il ritorno politico di Hernández.
I tentativi di hacking sono iniziati subito dopo la diffusione degli audio che
espongono la presunta rete di corruzione e ingerenza internazionale, e, come si
vede dalle immagini, provengono da USA e Israele.
Secondo i messaggi audio — resi pubblici da Canal RED e Hondurasgate — Juan
Orlando Hernández, starebbe tramando per tornare al potere nel Paese, grazie al
supporto decisivo di Stati Uniti e Israele che in cambio otterrebbero
facilitazioni per la costruzione di una nuova base militare e di centri di
confinamento per presunti terroristi, su modello di quelli voluti dal presidente
Nayib Bukele in El Salvador; una legge su misura per le loro esigenze al fine di
incentivare gli investimenti nell’intelligenza artificiale, con contratti che
verrebbero assegnati direttamente a società private americane come la General
Electric; e, infine, l’espansione delle cosiddette Zone economiche speciali,
veri e propri dispositivi di espropriazione territoriale e sovranità limitata a
beneficio di capitali stranieri, che l’amministrazione di Xiomara Castro, prima
presidente donna dell’Honduras — in carica dal 2021 al 2025 —, aveva iniziato a
smantellare. La più discussa tra queste realtà è Próspera — che sorge sull’isola
di Roatán — una vera e propria città privata, porto franco libero dalle maglie
dello Stato, in cui sono investitori del calibro di Peter Thiel a dettare
interamente le regole.
Diversi miliardari e libertari investono nella costruzione della città privata.
Próspera, di fatto una “città-stato” privata sull’isola di Roatán in Honduras, è
diventata un hub globale per il biohacking e la ricerca sulla longevità grazie
alla mancanza di una istituzione sanitaria regolamentata al suo interno. Molte
aziende specializzate vi testano terapie geniche e trattamenti
anti-invecchiamento, attirando imprenditori e biohacker come Bryan Johnson.
A Pròspera si può pagare e presentare il bilancio delle proprie aziende in
criptovalute e non vi è alcuna autorità che imponga regole, nè sull’uso di AI,
nè sullo smaltimento dei rifiuti, nè su esperimenti medici e biotecnologici.
L’isola di Roatán, dove sorge Pròspera, è abitata dal popolo Garifuna una
discendente da africani e indigeni, sbarcati a Punta Gorda nel 1797 dopo essere
stati espulsi da St. Vincent dai britannici, che lottano contro la
turistificazione dell’isola, e conservano tradizioni uniche, tra cui la danza
Punta, la musica con tamburi e la lingua. Ovviamente, Pròspera non è per loro,
il confine con la città privata è rigido. Una strada, controllata da una guardia
di una società di sicurezza privata, conduce al complesso residenziale.
L’accesso è controllato. Chi vuole entrare deve richiedere un pass online, e
allo stesso tempo può registrare la propria azienda con pochi clic.
All’interno della comunità di expat del Duna Tower (torre che svetta tra la
vegetazione dell’isola, superando di molto l’altezza consentita per gli edifici
a Roatan), tutti hanno una start-up. Tra loro c’è Rich Lee, 47 anni,
statunitense, che si definisce un “biohacker”: senza studi di biologia o
medicina, sperimenta terapie geniche e impianti elettronici.
Rich Lee mostra uno dei suoi microchip sottopelle.
Con in studio due compagne dall’Honduras, ci facciamo raccontare i vecchi e
nuovi presidenti del Paese centroamericano, parliamo di Pròspera e delle lotte
dei popoli originari e afro caraibici per la liberazione dei territori.
(in aggiornamento con link e musica dall’honduras!)
Con il giornalista Giorgio Trucchi, corrispondente per Pagine Esteri dal Centro
America, abbiamo analizzato il contenuto dei 37 audio pubblicati da Hondurasgate
che svelano la trama ordita da USA, Israele ed Argentina per fare dell’Honduras
un polo strategico per mettere le mani sull’America Latina.
Già dagli anni 70 e 80 del secolo scorso, l’Honduras ha ricoperto un ruolo
fondamentale, anche grazie alla sua collocazione geografica, per permettere agli
Stati Uniti di contrastare i movimenti armati di liberazione in Salvador e la
rivoluzione Sandinista in Guatemala. Nuovamente il paese viene cooptato per
impedire qualsivoglia avanzata di movimenti sociali e di protesta, così come
organizzazioni politiche o di governo progressisti e di sinistra nei paesi
limitrofi.
In secondo luogo sul piatto torna la partita con la Cina: dall‘articolo scritto
per Pagine Esteri da Giorgio Trucchi si legge “Obiettivo immediato è frenare
l’espansione e il dominio cinese nella lavorazione dei minerali critici –
controlla circa l’85% della raffinazione delle terre rare del mondo –
intervenendo nelle zone di maggiore incidenza come lo è la regione
latinoamericana.“
Per chi volesse approfondire ulteriormente la notizia segnaliamo il portale
“Hondurasgate.ch” che riporta i file audio e il processo di verifica
dell’autenticità.
I Cayos Cochinos, al largo della costa dell’Honduras, sono abitati da oltre due
secoli dal popolo Garifuna, comunità afro-indigena con un legame profondo con il
mare e il territorio.
Come racconta ai microfoni di Radio Blackout Wilman Arzu, la svolta arriva nel
1993, quando il governo dichiara l’area riserva naturale affidandone la gestione
a una fondazione privata, escludendo di fatto gli abitanti locali. Da allora,
denunciano i Garifuna, si moltiplicano restrizioni alla pesca, limitazioni alla
mobilità e episodi di violenza e intimidazione. Parallelamente, l’arcipelago
diventa location di reality show internazionali come Supervivientes e L’Isola
dei Famosi, con un impatto significativo sull’ambiente e sulla vita della
comunità.
Le tensioni per il controllo del territorio arrivano presto anche sul piano
internazionale: nel 2003 l’Organización Fraternal Negra Hondureña OFRANEH
presenta una petizione alla Commissione Interamericana dei Diritti Umani,
dichiarata ammissibile nel 2007. Nel 2020 la Commissione emette un rapporto di
merito con raccomandazioni allo Stato honduregno, rimaste però senza attuazione,
fino alla decisione — nel 2023 — di deferire il caso alla Corte Interamericana
dei Diritti Umani.
Il 4 marzo 2026 arriva così una sentenza storica: la Corte condanna l’Honduras
per la violazione dei diritti della comunità Garifuna, tra cui la proprietà
collettiva, la consultazione previa e la partecipazione alle decisioni sul
territorio. I giudici stabiliscono che la creazione dell’area protetta e le
restrizioni successive sono avvenute senza un adeguato consenso libero e
informato, e riconoscono anche l’impatto negativo di turismo e produzioni
televisive sulle pratiche tradizionali. Tra le misure ordinate: la restituzione
di diritti territoriali, indagini sulle violenze denunciate e garanzie di
partecipazione nella gestione dell’area.
CARCERE, MILITARIZZAZIONE E IMPUNITÀ NELLO STATO D’ECCEZIONE Il 20 giugno 2023
ci fu un massacro nell’allora unico centro penitenziario femminile
dell’Honduras, il PNFAS (Penitenciaría Nacional Femenina de Adaptación Social).
46 donne detenute con accuse relative all’affiliazione alla Mara Salvatrucha, la
MS-13, furono brutalmente assassinate da altre donne appartenenti alla Pandilla
Barrio 18. Le maras e […]