di Mauro Armanino Da Ferlinghetti a Battiato, una riflessione sulla nazione
divorata dal nazionalismo, sulla politica ridotta a delega e sull’erosione
silenziosa di diritti e libertà. Pietà per la …
Tag - diritti
di Salvatore Palidda* A proposito del caso Fakir e dintorni. La tanatopolitica
del dispotismo Fakir, Magherini, Aldrovandi, Cucchi, Uva e tanti altri sono
stati fatti morire o lasciati morire nelle …
di Mauro Armanino A venticinque anni dal G8 di Genova, una scritta su un muro
diventa il simbolo di una politica che nasce dall’amore per la giustizia e si
traduce …
di Mauro Armanino Le ferite che non abbiamo combattuto, il futuro che non
abbiamo difeso … La cosa che mi fa più male, é vedere le nostre facce, con
dentro …
Almeno 550 persone fermate ad Istanbul mentre la polizia impedisce l’accesso a
Piazza Taksim. Sindacati in piazza tra inflazione, repressione e richieste di
diritti: “Pane, pace, libertà” Il Primo maggio …
di Agricoltori educati Dalla “pista anarchica” alle leggi speciali: come il
potere crea nemici per legittimarsi Poco importa che nemmeno la Storia sappia
dirci con sicurezza se fu proprio Anteo …
Una vittoria dei giovani e dei movimenti contro Stato di polizia, guerra e
disuguaglianze. La vittoria del No al referendum segna una sconfitta netta e
senza appello per il governo …
I Cayos Cochinos, al largo della costa dell’Honduras, sono abitati da oltre due
secoli dal popolo Garifuna, comunità afro-indigena con un legame profondo con il
mare e il territorio.
Come racconta ai microfoni di Radio Blackout Wilman Arzu, la svolta arriva nel
1993, quando il governo dichiara l’area riserva naturale affidandone la gestione
a una fondazione privata, escludendo di fatto gli abitanti locali. Da allora,
denunciano i Garifuna, si moltiplicano restrizioni alla pesca, limitazioni alla
mobilità e episodi di violenza e intimidazione. Parallelamente, l’arcipelago
diventa location di reality show internazionali come Supervivientes e L’Isola
dei Famosi, con un impatto significativo sull’ambiente e sulla vita della
comunità.
Le tensioni per il controllo del territorio arrivano presto anche sul piano
internazionale: nel 2003 l’Organización Fraternal Negra Hondureña OFRANEH
presenta una petizione alla Commissione Interamericana dei Diritti Umani,
dichiarata ammissibile nel 2007. Nel 2020 la Commissione emette un rapporto di
merito con raccomandazioni allo Stato honduregno, rimaste però senza attuazione,
fino alla decisione — nel 2023 — di deferire il caso alla Corte Interamericana
dei Diritti Umani.
Il 4 marzo 2026 arriva così una sentenza storica: la Corte condanna l’Honduras
per la violazione dei diritti della comunità Garifuna, tra cui la proprietà
collettiva, la consultazione previa e la partecipazione alle decisioni sul
territorio. I giudici stabiliscono che la creazione dell’area protetta e le
restrizioni successive sono avvenute senza un adeguato consenso libero e
informato, e riconoscono anche l’impatto negativo di turismo e produzioni
televisive sulle pratiche tradizionali. Tra le misure ordinate: la restituzione
di diritti territoriali, indagini sulle violenze denunciate e garanzie di
partecipazione nella gestione dell’area.
di Joseph Confavreux (Traduzione dal francese di Turi Palidda) A seguito
dell’omicidio di Quentin Deranque, la violenza politica è stata unanimemente
condannata e respinta. Tuttavia, ciò non è scontato, né …
di Enzo Cuomo Tra Milano-Cortina 2026, retorica olimpica e repressione: Mansouri
colpito mentre fuggiva diventa la medaglia d’oro di un Paese che scambia lo
sport per guerra e la sicurezza …