CHIAMATA CITTADINA PER LO SGOMBERO DELL' ASKATASUNA, ORE 18 CORSO REGINA 47
centro sociale askatasuna - corso regina margherita 47, Torino
(giovedì, 18 dicembre 18:00)
SGOMBERO IN CORSO
!! Continua il presidio permanente davanti all'Askatasuna che andrà avanti per
tutta la giornata. Il tentativo di colpire il movimento per la Palestina è
chiaro, arriva direttamente dal governo Meloni. Non saranno perquisizioni o
sgomberi a fermare chi lotta, oggi appuntamento per una manifestazione di
solidarietà alle 18 in corso
Regina Margherita 47 !!
Tag - resistenza
Questa sera, con la proiezione “colpevoli di Palestina”, avremmo voluto
parlare della situazione di Anan, Alì e Mansour.
Avremmo voluto parlare di come lo stato italiano si pieghi ancora una volta alle
richieste sioniste di vendetta verso chi ha deciso di lottare per la propria
libertà.
Ci troviamo, invece, costrettə ad un’altra urgenza, ad un altro attacco
repressivo verso chi si espone e lotta per la Palestina nella nostra città.
Il 25 novembre Mohamed Shahin, compagno da sempre impegnato nella lotta di
liberazione della Palestina, è stato arrestato e portato al CPR.
Il suo successivo trasferimento in tempi brevissimi nel CPR di Caltanissetta è
un attacco disciplinatorio che rieccheggia dinamiche che vanno avanti da 25 anni
e che purtroppo a Torino conosciamo bene.
L’uso della detenzione amministrativa si rivela ancora e sempre di più, uno
strumento politico di governo delle popolazioni razzializzate, una tecnologia di
controllo che interviene non quando c’è un reato, ma quando c’è un’identità,
un’appartenenza, una presenza percepita come scomoda. Non è una risposta
giuridica: è un dispositivo di disciplinamento in Italia come in Palestina.
Il suo messaggio è chiaro e violento: se appartieni a precise comunità, i tuoi
diritti non sono garantiti, ma sospendibili; non sono stabili,
ma arbitrariamente revocabili. Questo non è un incidente o una deviazione, ma la
funzione stessa della detenzione amministrativa nel contesto contemporaneo.
Quello che osserviamo è l’uso del diritto come strumento di controllo sociale.
La legge diventa selettiva, modulata a seconda del corpo che
incontra, producendo esclusione, isolamento, neutralizzazione. Il diritto, lungi
dall’essere un terreno neutro, si trasforma in un campo di forze attraverso cui
lo Stato regola, ordina e punisce chi alza la testa e prende parola come Shahin.
I CPR sono l’incarnazione materiale di questo processo. Non sono luoghi di
“gestione dei flussi”, ma spazi di contenimento e punizione preventiva rivolti a
soggetti già vulnerabilizzati. Operano dentro una logica di razzismo
istituzionale, un razzismo che non ha più bisogno di gridare slogan perché è
stabilizzato da norme, decreti e dispositivi burocratici che governano la
mobilità e la vita delle persone migranti.
È un razzismo che funziona per sottrazione: sottrazione di libertà, di tempo, di
dignità, di visibilità pubblica.
È un razzismo che produce corpi “detenibili”, corpi per cui la privazione della
libertà diventa sempre possibile, sempre giustificabile.
Denunciare i CPR significa allora denunciare la logica che li rende necessari:
la costruzione del capro espiatorio, la produzione politica della paura, la
trasformazione della sicurezza in un linguaggio che serve non a proteggere ma a
disciplinare. La sicurezza diventa l’alibi attraverso cui si giustifica la
compressione dei diritti fondamentali di intere comunità, trasformate in
bersaglio di sospetto generalizzato.
I CPR non sono un fallimento del sistema: sono il sistema. Sono il punto in cui
si manifesta senza maschere l’obiettivo della detenzione amministrativa:
governare attraverso l’esclusione, controllare attraverso la punizione,
costruire attraverso la razzializzazione una parte della popolazione come
minaccia o eccedenza.
Il caso di Mohamed Shahin si inscrive perfettamente in questa stessa logica.
La sua vicenda non è un’eccezione, né un episodio isolato: è un esempio
emblematico di come la detenzione amministrativa venga utilizzata come
strumento politico di punizione e disciplina.
Questo caso rivela con estrema chiarezza il funzionamento dei CPR come
istituzioni di governamento differenziale delle popolazioni. Qui il
diritto non viene applicato in modo uniforme, ma tradotto in un regime di
eccezione permanente che si attiva su base razziale, religiosa, culturale ed è
pronto ad essere attivato, come abbiamo visto in questi giorni, anche su base
politica.
Non è la persona ad essere giudicata, ma il suo profilo razzializzato. Non è il
fatto a essere valutato, ma la sua posizione dentro rapporti di potere che
vedono alcune comunità come radicalmente esposte alla sospensione dei diritti.
Questo episodio mostra anche un’altra dinamica cruciale: la punizione politica
del sostegno alla Palestina.
In questo contesto, la detenzione amministrativa diventa uno strumento
attraverso cui lo Stato non interviene sul piano del diritto, ma su quello
dell’allineamento ideologico. Non si tratta di un giudizio sui fatti, ma di una
risposta a una presa di posizione politica. E il CPR diventa così l’estremità
violenta di un processo di sorveglianza ideologica che usa l’apparato
amministrativo per colpire il dissenso.
Per questo e non solo, nella giornata di sciopero di domani porteremo la nostra
solidarietà ai detenuti del CPR di Torino, prima di raggiungere in bici il
corteo in Piazza XVIII Dicembre.
Ci vediamo alle 9.30 in Corso Brunelleschi e torneremo ancora questa domenica di
fronte al CPR in corso Brunelleschi alle 15.00.
FREE SHAHIN!
ABOLIAMO I CPR!
FREE PALESTINE!
SERATA BENEFIT PULLMAN PER UDINE AL CAMPUS EINAUDI!
Campus Luigi Einaudi - Lungo D'ora Siena, 100, Torino
(giovedì, 9 ottobre 20:00)
Lo sport e il calcio non possono più essere strumento di legittimazione per
politiche genocidarie e di occupazione, per questo chiediamo l’esclusione di
Israele dalla FIFA e che Udine non ospiti quella partita infame.
Giovedì 9 ottobre al Campus Einaudi dalle h. 20:00 sarà un benefit per sostenere
le spese dei pullman che partiranno per Udine, ma anche una festa di resistenza
e solidarietà, per continuare insieme la scia di mobilitazione che da mesi
attraversa le nostre strade, i nostri quartieri e i nostri campi. Serve la
presenza e la forza di tuttə, perché solo insieme possiamo far viaggiare la
solidarietà fino a Udine e oltre.
Live con:
Mauras
Affittasi Cantina
Madbeat,
a seguire djset con
Yashin (techno)
Redflags (trash).
Il 14 Ottobre tuttə ad Udine!
Info prenotazioni bus da Torino --> 3791151641
Palestina libera, dal fiume fino al mare
🇵🇸SERATA HIPHOP AL PRIMO OCCUPATO🇵🇸
Primo Liceo Artistico Statale Occupato - Via Carcano 31
(giovedì, 2 ottobre 21:30)
🇵🇸SERATA DI CHIUSURA AL PRIMO LICEO ARTISTICO OCCUPATO🇵🇸
Questa sera alle 21.30 inizierà una serata hiphop che vedrà ospiti al Primo
-Ellie Cottino
-Sista Sofy
-Kiki
-VFox
-Entropia
Si esibiranno e poi ci sarà una BATTLE FREESTYLE
Vi aspettiamo numerosə‼️‼️
NO MACHI NO SPACCIATORI NO FASCI NO SBIRRI
PALESTINA LIBERA🇵🇸
"SICUREZZA" DI CHI?
Sezione PCL Torino - Via San Paolo 6/F
(sabato, 19 luglio 18:00)
Lo strapotere del manganello, l'ostruzionismo antidemocratico delle istituzioni.
Cosa succede al diritto di dissenso e di lotta sociale in Italia?
Ne parliamo con Gianluca Vitale e Luca Vuolo.
ALLA FINE SFASO
Parco della Colletta - Torino
(venerdì, 6 giugno 14:20)
‼️ALLA FINE SFASO‼️ il 6/06 alle 14:30 in colletta ci sarà un pomeriggio di
svago,di musica ,di birre e varie attività .
abbiamo la possibilità di esprimerci e di conoscere chi e ciò che ci circonda
fotografandolo con Elettostatika,oppure ballando, per esprimere la nostra
libertà con Asia e Ilaria.
Ci sarà PSO dove potrete prendere delle spille e delle pezze e infine Frangin
con stampe,toppe ecc..
dalle 16:30 ci sarà dj set tekno con @animatribe33 e @metalexo_at33:
vi aspettiamo numerosi!!
DISUMANO E DEGRANTE - IL DECRETO SICUREZZA E IL CARCERE
Unione culturale - via C. Battisti 4b, Torino
(giovedì, 22 maggio 18:00)
serata/dibattito su carcere e decreto sicurezza organizzato dal Coordinamento
transfemminista contro il carcere composto da organizzazioni, comitati e singol3
che da anni si battono per i diritti delle persone detenute e, in particolare,
delle donne e persone trans detenute nella sezione femminile delle Vallette e
sezione trans di Ivrea (Mamme in piazza, Sbarre di Zucchero, Non una di meno,
Isola di Arran, campagna Madri Fuori, Antigone)
Il ‘decreto sicurezza’ attenta alle libertà, al diritto e ai diritti. Lo fa
soprattutto ai danni di chi è socialmente più svantaggiat3, di chi protesta e
manifesta, de3 più giovani.
Lo fa in modo violento e feroce contro chi è detenut3, in carcere e nei CPR.
Prevede pene fino a otto anni per chi protesta dietro le sbarre, anche in modo
non violento.
Priva le donne madri di bimb3 di meno di un anno della garanzia di accedere a
forme alterative al carcere. Priva le donne incinte del diritto a partorire
libere e i loro figl3 del diritto a nascere liber3.
Sono norme disumane, dettate da razzismo, classismo e sessismo e da un
autoritarismo patriarcale violento.
𝑰𝑵𝑽𝑰𝑻𝑰𝑨𝑴𝑶 𝑻𝑼𝑻𝑻3 𝑨𝑳 𝑫𝑰𝑩𝑨𝑻𝑻𝑰𝑻𝑶 𝑺𝑼𝑮𝑳𝑰 𝑨𝑹𝑻𝑰𝑪𝑶𝑳𝑰
𝑫𝑬𝑳 𝑫𝑳 𝑪𝑯𝑬 𝑹𝑰𝑮𝑼𝑨𝑹𝑫𝑨𝑵𝑶 𝑰𝑳 𝑪𝑨𝑹𝑪𝑬𝑹𝑬 𝑷𝑬𝑹
𝑬𝑳𝑨𝑩𝑶𝑹𝑨𝑹𝑬 𝑬 𝑷𝑹𝑶𝑴𝑼𝑶𝑽𝑬𝑹𝑬 𝑷𝑹𝑨𝑻𝑰𝑪𝑯𝑬 𝑫𝑰
𝑶𝑷𝑷𝑶𝑺𝑰𝒁𝑰𝑶𝑵𝑬
SOLIDARIETÀ NABAT 4
A barcellona - Barcellona
(venerdì, 9 maggio 00:00)
IMBOSCATA II 🐿️
info sul sito: limboscata.noblogs.org - mail: imboscate@canaglie.org
(sabato, 24 maggio 09:30)
Torna la settimana autogestita di condivisioni teoriche e pratiche di lotta nel
bosco!
> Ogni forma di vita che non è sfruttabile diventa un ostacolo all’espansione di
> questa società e all’espansione del cemento, che è la negazione stessa della
> vita. Per questo schiere di trivelle, ruspe e motoseghe instancabilmente le
> attaccano, disboscando, scavando, costruendo nuove infrastrutture, nuovi
> luoghi di produzione e di consumo. Qualche scoiattola ribelle però ha deciso
> di abbandonare il livello del suolo, quello delle macchine, dell’asfalto,
> delle fabbriche, per arrampicarsi e tornare a vivere tra le chiome degli
> alberi.
> Dal ritorno tra le chiome l’avanzata del cemento è stata rallentata, in certi
> casi respinta e tra gli alberi si sono aperti nuovi spazi di libertà dove
> immaginare e costruire altri mondi e altri modi di abitare e difendere i
> territori che viviamo.
> È in uno di questi spazi che ci incontreremo.
PROGRAMMA
Tutti i giorni da lunedì mattina laboratori di arrampicata e costruzione di
strutture sospese.
Punta alle 9.30 per iniziare i laboratori.
Oltre ai laboratori di arrampicata e costruzione:
SABATO 24
15.00 Presentazione della settimana
Allestimento del campo
19.00 Serata conviviale
DOMENICA 25
10.00 Alla scoperta del bosco. Passeggiata per esplorare il luogo, apprenere
alcune basi di riconoscimento degli alberi, del loro stato di salute e qualche
rudimento di cura del bosco.
20.00 La guerra parte da qui. Se la lotta contro la guerra ci fa provare una
certa impotenza, c’è qualcosa di concreto, tangibile e vicino a noi da
contrastare. Otre all’industria bellica sui nostri territori, il riarmo passa
infatti anche attraverso la digitalizzazione, la transizione energetica e in
generale la costruzione di nuove infrastrutture. Parliamone.
LUNEDì 26
10.00 Come ci raccappezziamo nel bosco? Laboratorio di orientamento e mappatura
collettiva.
MARTEDì 27
20.00 Critica della ragion ecologica. Per pensare insieme le potenzialità e i
limiti delle lotte boschive e riflettere sui nostri diversi approcci, dalla
militanza all’attivismo.
VENERDì 30
Fuga nel bosco. Da sempre eretiche, banditi, fuorilegge si sono rifugiate nelle
foreste per sfuggire a guerre, persecuzioni e imperi per vivere più liberamente.
Uno spazio per immaginare scenari e possibilità dell’oggi e del domani.
SABATO 31
Pomeriggio di giochi tra i rami e nel sottobosco.
& Festa silvana
DOMENICA 1
smonto
Ciao a tuttu, siamo l'Assemblea Manituana e questo 25 aprile, a 80 anni dalla
liberazione dal fascismo, siamo qui non…