di Mauro Armanino Dalle mani dei partigiani ai migranti del Sahel, dalle
fabbriche agli sfollati delle guerre, le cicatrici lasciate dall’impegno per la
dignità umana raccontano una storia che attraversa …
Tag - resistenza
Cade l’accusa di danneggiamento contro l’attivista imputato per aver rimosso
fiori e omaggi davanti alla teca dedicata a Mussolini e Petacci a Giulino di
Mezzegra. La giudice: «Il fatto non …
Da Associazione a Resistere La Questura di Torino dopo aver presentato la
richiesta di sorveglianza speciale per un giovane compagno attivo nelle lotte
insieme a tanti e tante altre in […]
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guerra e distrugge la nostra terra! first appeared on notav.info.
Nella notte gli Stati Uniti hanno ricominciato a bombardare l’Iran utilizzando
come casus belli l’abbattimento dell’aeroplano Apache di qualche giorno fa
mentre sorvolava le acque di Hormuz.
Secondo Washington la responsabilità è iraniana, dunque, ad aver fatto saltare
il banco negoziale, su cui venivano riposte ben poche speranze da entrambe le
parti. Sono stati colpiti quindi 20 siti iraniani nell’isola di Qeshm, nella
città di Sirik e nel porto di Jask sul Golfo di Oman. Sono stati colpiti anche
due serbatoi di acqua potabile tagliandone l’accesso a circa 20 mila persone.
L’Iran ha contrattaccato colpendo basi americane nel Golfo in Barhain, Giordania
e Kuwait.
Il tutto avviene con Israele che continua a violare il “cessate il fuoco” in
Libano e prepara l’IDF per una nuova offensiva su larga scala a Gaza,
perpetuando violenze e massacri in Cisgiordania e lanciando annunci contro
Hezbollah seguendo il copione narrativo già utilizzato contro Hamas. Che sia una
opzione per rilanciare sulla sua vittoria alle prossime elezioni o per farle
rimandare causa guerra aperta poco cambia, il punto è che l’interesse di
Netanyahu continua ad essere quello di una guerra permanente per estendere il
suo progetto coloniale e di occupazione, estrarre risorse e sgomberare il campo
da altre opzioni politiche nella Regione.
Così come la guerra all’Iran ha probabilmente seguito un corso non completamente
prevedibile anche il Libano meridionale e la periferia Sud di Beirut confermano
una resistenza sul territorio che non è scontata e non va sottovalutata anche da
parte degli eserciti più potenti al mondo.
Facciamo il punto con Eliana Riva, giornalista per Il Manifesto e PagineEsteri
di Mauro Armanino Dai boschi dell’Appennino alla Palestina, i sentieri
interrotti raccontano molto più di un paesaggio: parlano di comunità spezzate,
memorie cancellate e storie che attendono ancora di essere …
Dopo la tragedia del 16 maggio, i fascisti provano a speculare sul dolore per
seminare odio razzista. In piazza centinaia di persone contro la provocazione
nera: ancora una volta manganelli …
Una piazza invasa dal tramonto, un piccolo gazebo a protezione del tavolo colmo
dei buoni cibi portati da ognuno per condividerli con tutti: è il modo di stare
insieme del Movimento […]
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di Mauro Armanino Dalle parole tracciate su un muro di Genova ai gesti di chi
resiste alle dittature, alle guerre, allo sfruttamento e alla menzogna: un
viaggio nelle “innocenti sovversioni” …
di Mauro Armanino Le ferite che non abbiamo combattuto, il futuro che non
abbiamo difeso … La cosa che mi fa più male, é vedere le nostre facce, con
dentro …
Dal palco del Primo Maggio una riscrittura che svuota la memoria della
Resistenza e rivela il cortocircuito politico e culturale di un evento sempre
più distante dai suoi stessi valori …