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Reclaim the Theatre III
> Cosa sono i margini?  > > Cosa pensiamo di intravedere nel limbo fra conosciuto e insondabile? > > Il teatro con i suoi “riflettori” ci aiuta a comprendere,  ri-plasmandole e > ri-trasmettendole, tutte quelle storie e quelle emozioni che riteniamo > fondanti per la trasformazione rivoluzionaria a cui ambiamo. > > Il teatro di tuttə, il teatro per tuttə.   Scopri il programma qui: > >>>> RECLAIM THE THEATRE <<<<<  
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[2026-01-23] GILA ~ assemblea aperta della collettiva artistica del Gabrio @ Csoa Gabrio
GILA ~ ASSEMBLEA APERTA DELLA COLLETTIVA ARTISTICA DEL GABRIO Csoa Gabrio - Via Millio 42, Torino (venerdì, 23 gennaio 19:00) Venerdì 23 gennaio ore 19 secondo piano del CSOA Gabrio via Millio 42 L'arte può essere uno strumento di resistenza? Ripartiamo alla GILA con un momento aperto e libero Lascia a casa macho e mansplaining, porta idee e proposte da sviluppare assieme 💭 Questo non è uno spazio per progetti privati: vogliamo mettere la nostra creatività a disposizione delle collettività in lotta! Cogliamo l'occasione e trasformiamo la repressione che ci circonda in nuove energie ❤️‍🔥 L'arte è politica: Ribaltiamo la prospettiva e prendiamoci i nostri spazi!
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[2025-12-18] Chiamata cittadina per lo sgombero dell' askatasuna, ore 18 corso regina 47 @ centro sociale askatasuna
CHIAMATA CITTADINA PER LO SGOMBERO DELL' ASKATASUNA, ORE 18 CORSO REGINA 47 centro sociale askatasuna - corso regina margherita 47, Torino (giovedì, 18 dicembre 18:00) SGOMBERO IN CORSO !! Continua il presidio permanente davanti all'Askatasuna che andrà avanti per tutta la giornata. Il tentativo di colpire il movimento per la Palestina è chiaro, arriva direttamente dal governo Meloni. Non saranno perquisizioni o sgomberi a fermare chi lotta, oggi appuntamento per una manifestazione di solidarietà alle 18 in corso Regina Margherita 47 !!
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Tribunali e giudici di pace servi di Israele
Questa sera, con la proiezione “colpevoli di Palestina”, avremmo voluto parlare della situazione di Anan, Alì e Mansour. Avremmo voluto parlare di come lo stato italiano si pieghi ancora una volta alle richieste sioniste di vendetta verso chi ha deciso di lottare per la propria libertà. Ci troviamo, invece, costrettə ad un’altra urgenza, ad un altro attacco repressivo verso chi si espone e lotta per la Palestina nella nostra città.  Il 25 novembre Mohamed Shahin, compagno da sempre impegnato nella lotta di liberazione della Palestina, è stato arrestato e portato al CPR. Il suo successivo trasferimento in tempi brevissimi nel CPR di Caltanissetta è un attacco disciplinatorio che rieccheggia dinamiche che vanno avanti da 25 anni e che purtroppo a Torino conosciamo bene. L’uso della detenzione amministrativa si rivela ancora e sempre di più, uno strumento politico di governo delle popolazioni razzializzate, una tecnologia di controllo che interviene non quando c’è un reato, ma quando c’è un’identità, un’appartenenza, una presenza percepita come scomoda. Non è una risposta giuridica: è un dispositivo di disciplinamento in Italia come in Palestina. Il suo messaggio è chiaro e violento: se appartieni a precise comunità, i tuoi diritti non sono garantiti, ma sospendibili; non sono stabili, ma arbitrariamente revocabili. Questo non è un incidente o una deviazione, ma la funzione stessa della detenzione amministrativa nel contesto contemporaneo. Quello che osserviamo è l’uso del diritto come strumento di controllo sociale. La legge diventa selettiva, modulata a seconda del corpo che incontra, producendo esclusione, isolamento, neutralizzazione. Il diritto, lungi dall’essere un terreno neutro, si trasforma in un campo di forze attraverso cui lo Stato regola, ordina e punisce chi alza la testa e prende parola come Shahin. I CPR sono l’incarnazione materiale di questo processo. Non sono luoghi di “gestione dei flussi”, ma spazi di contenimento e punizione preventiva rivolti a soggetti già vulnerabilizzati. Operano dentro una logica di razzismo istituzionale, un razzismo che non ha più bisogno di gridare slogan perché è stabilizzato da norme, decreti e dispositivi burocratici che governano la mobilità e la vita delle persone migranti. È un razzismo che funziona per sottrazione: sottrazione di libertà, di tempo, di dignità, di visibilità pubblica. È un razzismo che produce corpi “detenibili”, corpi per cui la privazione della libertà diventa sempre possibile, sempre giustificabile. Denunciare i CPR significa allora denunciare la logica che li rende necessari: la costruzione del capro espiatorio, la produzione politica della paura, la trasformazione della sicurezza in un linguaggio che serve non a proteggere ma a disciplinare. La sicurezza diventa l’alibi attraverso cui si giustifica la compressione dei diritti fondamentali di intere comunità, trasformate in bersaglio di sospetto generalizzato. I CPR non sono un fallimento del sistema: sono il sistema. Sono il punto in cui si manifesta senza maschere l’obiettivo della detenzione amministrativa: governare attraverso l’esclusione, controllare attraverso la punizione, costruire attraverso la razzializzazione una parte della popolazione come minaccia o eccedenza. Il caso di Mohamed Shahin si inscrive perfettamente in questa stessa logica. La sua vicenda non è un’eccezione, né un episodio isolato: è un esempio emblematico di come la detenzione amministrativa venga utilizzata come strumento politico di punizione e disciplina. Questo caso rivela con estrema chiarezza il funzionamento dei CPR come istituzioni di governamento differenziale delle popolazioni. Qui il diritto non viene applicato in modo uniforme, ma tradotto in un regime di eccezione permanente che si attiva su base razziale, religiosa, culturale ed è pronto ad essere attivato, come abbiamo visto in questi giorni, anche su base politica. Non è la persona ad essere giudicata, ma il suo profilo razzializzato. Non è il fatto a essere valutato, ma la sua posizione dentro rapporti di potere che vedono alcune comunità come radicalmente esposte alla sospensione dei diritti. Questo episodio mostra anche un’altra dinamica cruciale: la punizione politica del sostegno alla Palestina. In questo contesto, la detenzione amministrativa diventa uno strumento attraverso cui lo Stato non interviene sul piano del diritto, ma su quello dell’allineamento ideologico. Non si tratta di un giudizio sui fatti, ma di una risposta a una presa di posizione politica. E il CPR diventa così l’estremità violenta di un processo di sorveglianza ideologica che usa l’apparato amministrativo per colpire il dissenso. Per questo e non solo, nella giornata di sciopero di domani porteremo la nostra solidarietà ai detenuti del CPR di Torino, prima di raggiungere in bici il corteo in Piazza XVIII Dicembre. Ci vediamo alle 9.30 in Corso Brunelleschi e torneremo ancora questa domenica di fronte al CPR in corso Brunelleschi alle 15.00. FREE SHAHIN! ABOLIAMO I CPR! FREE PALESTINE!
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[2025-10-09] SERATA BENEFIT PULLMAN PER UDINE AL CAMPUS EINAUDI! @ Campus Luigi Einaudi
SERATA BENEFIT PULLMAN PER UDINE AL CAMPUS EINAUDI! Campus Luigi Einaudi - Lungo D'ora Siena, 100, Torino (giovedì, 9 ottobre 20:00) Lo sport e il calcio non possono più essere strumento di legittimazione per politiche genocidarie e di occupazione, per questo chiediamo l’esclusione di Israele dalla FIFA e che Udine non ospiti quella partita infame. Giovedì 9 ottobre al Campus Einaudi dalle h. 20:00 sarà un benefit per sostenere le spese dei pullman che partiranno per Udine, ma anche una festa di resistenza e solidarietà, per continuare insieme la scia di mobilitazione che da mesi attraversa le nostre strade, i nostri quartieri e i nostri campi. Serve la presenza e la forza di tuttə, perché solo insieme possiamo far viaggiare la solidarietà fino a Udine e oltre. Live con: Mauras Affittasi Cantina Madbeat, a seguire djset con Yashin (techno) Redflags (trash). Il 14 Ottobre tuttə ad Udine! Info prenotazioni bus da Torino --> 3791151641 Palestina libera, dal fiume fino al mare
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[2025-10-02] 🇵🇸SERATA HIPHOP AL PRIMO OCCUPATO🇵🇸 @ Primo Liceo Artistico Statale Occupato
🇵🇸SERATA HIPHOP AL PRIMO OCCUPATO🇵🇸 Primo Liceo Artistico Statale Occupato - Via Carcano 31 (giovedì, 2 ottobre 21:30) 🇵🇸SERATA DI CHIUSURA AL PRIMO LICEO ARTISTICO OCCUPATO🇵🇸 Questa sera alle 21.30 inizierà una serata hiphop che vedrà ospiti al Primo -Ellie Cottino -Sista Sofy -Kiki -VFox -Entropia Si esibiranno e poi ci sarà una BATTLE FREESTYLE Vi aspettiamo numerosə‼️‼️ NO MACHI NO SPACCIATORI NO FASCI NO SBIRRI PALESTINA LIBERA🇵🇸
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[2025-06-06] Alla Fine Sfaso @ Parco della Colletta
ALLA FINE SFASO Parco della Colletta - Torino (venerdì, 6 giugno 14:20) ‼️ALLA FINE SFASO‼️ il 6/06 alle 14:30 in colletta ci sarà un pomeriggio di svago,di musica ,di birre e varie attività . abbiamo la possibilità di esprimerci e di conoscere chi e ciò che ci circonda fotografandolo con Elettostatika,oppure ballando, per esprimere la nostra libertà con Asia e Ilaria. Ci sarà PSO dove potrete prendere delle spille e delle pezze e infine Frangin con stampe,toppe ecc.. dalle 16:30 ci sarà dj set tekno con @animatribe33 e @metalexo_at33: vi aspettiamo numerosi!!
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[2025-05-22] DISUMANO E DEGRANTE - IL DECRETO SICUREZZA E IL CARCERE @ Unione culturale
DISUMANO E DEGRANTE - IL DECRETO SICUREZZA E IL CARCERE Unione culturale - via C. Battisti 4b, Torino (giovedì, 22 maggio 18:00) serata/dibattito su carcere e decreto sicurezza organizzato dal Coordinamento transfemminista contro il carcere composto da organizzazioni, comitati e singol3 che da anni si battono per i diritti delle persone detenute e, in particolare, delle donne e persone trans detenute nella sezione femminile delle Vallette e sezione trans di Ivrea (Mamme in piazza, Sbarre di Zucchero, Non una di meno, Isola di Arran, campagna Madri Fuori, Antigone) Il ‘decreto sicurezza’ attenta alle libertà, al diritto e ai diritti. Lo fa soprattutto ai danni di chi è socialmente più svantaggiat3, di chi protesta e manifesta, de3 più giovani. Lo fa in modo violento e feroce contro chi è detenut3, in carcere e nei CPR. Prevede pene fino a otto anni per chi protesta dietro le sbarre, anche in modo non violento. Priva le donne madri di bimb3 di meno di un anno della garanzia di accedere a forme alterative al carcere. Priva le donne incinte del diritto a partorire libere e i loro figl3 del diritto a nascere liber3. Sono norme disumane, dettate da razzismo, classismo e sessismo e da un autoritarismo patriarcale violento. 𝑰𝑵𝑽𝑰𝑻𝑰𝑨𝑴𝑶 𝑻𝑼𝑻𝑻3 𝑨𝑳 𝑫𝑰𝑩𝑨𝑻𝑻𝑰𝑻𝑶 𝑺𝑼𝑮𝑳𝑰 𝑨𝑹𝑻𝑰𝑪𝑶𝑳𝑰 𝑫𝑬𝑳 𝑫𝑳 𝑪𝑯𝑬 𝑹𝑰𝑮𝑼𝑨𝑹𝑫𝑨𝑵𝑶 𝑰𝑳 𝑪𝑨𝑹𝑪𝑬𝑹𝑬 𝑷𝑬𝑹 𝑬𝑳𝑨𝑩𝑶𝑹𝑨𝑹𝑬 𝑬 𝑷𝑹𝑶𝑴𝑼𝑶𝑽𝑬𝑹𝑬 𝑷𝑹𝑨𝑻𝑰𝑪𝑯𝑬 𝑫𝑰 𝑶𝑷𝑷𝑶𝑺𝑰𝒁𝑰𝑶𝑵𝑬  
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