Epic Fury / Epic Fail / Hormuz / la guerra vista dal Golfo / Coffee gate /
l’importanza dell’elio / una nave metaniera alla deriva nel Mediterraneo
Comunicazione di servizio: L’elenco telefonico degli uragani va in pausa per 3
martedì.
Citati nella puntata:
Video sull’op Epic Fury – sito della Casa Bianca
Non solo petrolio – articolo de Il Politico
Tag - apocalypse maybe
Terraliquida si presenta; amabili chiacchiere su emergenze permanenti e
possibili risposte dal basso.
Terraliquida è un collettivo di volontar* e attivist*, che mettono a
disposizione tempo e competenze per fronteggiare emergenze postalluvione,
partecipando a reti di solidarietà attiva.
Terraliquida raggiunge anche le piccole realtà abbandonate dalle amministrazioni
locali e porta soccorso dove le organizzazioni più grandi non riescono o non
hanno interesse ad arrivare. In questo senso si oppone attivamente alla
strategia di spopolamento forzato delle zone marginali, cercando invece di
elaborare e realizzare nuovi modelli ecologici di vita e di convivenza sul
territorio.
Contro il dissesto idrogeologico permanente.
Alcune cifre sul dissesto idrogeologico in Italia:
Il 94,5% dei comuni italiani è a rischio idrogeologico. “Negli ultimi decenni –
scrive l’ISPRA – i fattori antropici, quali tagli stradali, scavi, sovraccarichi
dovuti a edifici o rilevati, hanno assunto un ruolo sempre più determinante tra
le cause predisponenti delle frane. L’abbandono delle aree rurali montane e
collinari ha determinato un mancato presidio e manutenzione del territorio e dei
manufatti antropici”.
Le alluvioni sono diventate un’emergenza tristemente ricorrente in molte zone
d’Italia, con esiti terribili come le inondazioni avvenute in Emilia-Romagna nel
maggio 2023 che hanno causato 17 decessi e ingenti danni.
Con 6,8 milioni di persone che vivono in aree a rischio di inondazione con
pericolosità idraulica media, è evidente come sia necessario intervenire nella
gestione del rischio.
RACCOLTA FONDI PER FURGONE ATTREZZATO PER TERRA LIQUIDA
A TERRA LIQUIDA SERVE UN MEZZO POLIVALENTE, AUTOSUFFICIENTE, RAPIDO DA SPOSTARE
E COMPLETAMENTE ATTREZZATO, PER:
* trasportare attrezzature di sgombero e pulizie, officina meccanica mobile,
apparati radio e antenne;
* distribuire beni e acqua, preparare pasti caldi, prestare primo soccorso
sanitario in attesa di aiuti specializzati;
* pianificare sul luogo gli interventi e coordinare i volontari, allestire
alloggi temporanei con tende da campo.
PERCHÉ CI SERVE
Abbiamo bisogno di un punto di riferimento stabile e sicuro, un campo base
rapidamente disponibile ovunque sia necessario. Le emergenze sono imprevedibili,
caotiche, spesso isolate: con le attrezzature giuste ogni intervento diventa più
rapido, sicuro ed efficace.
COME ATTREZZEREMO IL NUOVO FURGONE
Ecco i dettagli sul mezzo e gli allestimenti di cui lo doteremo, grazie anche
alla tua donazione:
* furgone guidabile con patente B (Ducato o simile) con pianale idraulico
* pompe idrovore, idropulitrici, attrezzature per sgombero e pulizia
* materiali per le squadre di intervento e dotazioni individuali di sicurezza
* radio e antenne per comunicazioni indipendenti dalla rete internet
* officina meccanica mobile (utensili, ricambi, riparazioni d’emergenza)
* dotazioni base di primo soccorso sanitario in attesa di aiuti specializzati
* tende da campo per alloggiamento emergenziale
* generatori e antenne-faro per illuminazione cantieri
* carrello trainato con cucina da campo
QUANTI SOLDI SERVIRANNO?
Dovremo acquistare un furgone usato, ma in buono stato per garantire la massima
efficienza. Lo attrezzeremo con le dotazioni necessarie, assicurandoci che le
prestazioni siano garantite in qualsiasi momento.
CI SERVIRANNO 20.000 EURO!
COME PUOI CONTRIBUIRE?
* Con la raccolta fondi su “Rete del Dono” https://furgoneofficina.vado.li/ che
prevede ricompense varie: magliette, riviste, abbonamenti a Rivista
Contadina, …
* Con bonifico ad ASSOCIAZIONE TERRALIQUIDA ODV – IBAN:
IT37L0501812800000020000134
* Partecipando e organizzando eventi benefit,
contattandoci: terraliquida@autoproduzioni.net
* Acquistando gadget promozionali https://terraliquida.noblogs.org/shop/
Per approfondire:
Rapporto Ispra edizione 2025 – Approfondimento all’info di Black out
Sito di Terra liquida
All’inizio dell’Ottocento, mentre Simón Bolívar guidava le guerre d’indipendenza
contro il colonialismo spagnolo, a Washington prendeva forma un altro progetto.
Il 2 dicembre 1823 il presidente James Monroe, nel suo messaggio al Congresso,
enunciava il principio che sarebbe diventato la dottrina Monroe, che è spesso
riassunto così: “America agli americani”, significava, in pratica, il diritto
autoproclamato degli Stati Uniti a considerare il continente come propria sfera
di influenza esclusiva. Ma forse non tuttə ricordano che il principio nasce
dalla richiesta che i Paesi europei non mettessero più in discussione
l’indipendenza dei Paesi americani: “Le Americhe, che hanno assunto e mantengono
una condizione di indipendenza, non devono essere considerate oggetto di futura
colonizzazione da parte delle potenze europee”.
In questa puntata, andiamo a esplorare il rimosso del colonialismo europeo a
partire dall’operazione di polizia di Trump nel “suo cortile di casa”, il Mar
dei Caraibi. Bagnate dallo stesso mare, Cuba, Nicaragua e Colombia ricevono un
forte avvertimento. L’Iran, scosso da proteste che durano da più di dieci
giorni, perde un altro alleato. Israele applaude, guarda a un’America Latina
sempre meno anti sionista e riconosce il Somaliland, proprio davanti allo Yemen,
Stato in cui è in corso una guerra civile e dove all’interno del fronte filo
governativo e opposto agli Houthi, sostenuto dai Sauditi, una milizia ha provato
a conquistarsi uno Stato autonomo, sostenuta dagli Emirati Arabi Uniti. Emirati
Arabi Uniti che hanno nelle Rapid Support Forces in Sudan un altro proxy.
Intanto, Trump continua a dichiarare che la Groenlandia sarà presto sua, con le
buone o con le cattive.
Per caso vi sembra che la fine sia più vicina?
Ascolta la prima puntata del 2026.
Citati nella puntata:
Groenlandia, un pezzo (coloniale) dell’Europa – Articolo di JacobinItalia
La politica di “danizzazione” delle popolazioni groenlandesi – Studio apparso su
Géoconfluences, luglio 2022
L’AI non è sostenibile da un punto di vista energetico, e quindi neanche da un
punto di vista economico. Perché l’energia costa e se si deve comprare l’enorme
quantità di energia che serve a tenere in funzione un data center, i ricavi
delle vendite di prodotti AI non ripagano l’enorme cifra di investimento che
negli ultimi anni ha gonfiato la bolla dell’AI. Questo uno dei problemi (o dei
rischi, come amano definirli loro) che si trovano a fronteggiare le Magnificent
7, ovvero i sette colossi tecnologici statunitensi – Apple, Microsoft, Amazon,
Alphabet (Google), Meta (Facebook), Nvidia e Tesla.
Nella prima parte della puntata, insieme a Ginox, andiamo a leggere i dati che
emergono da una serie di studi e testimonianze sul consumo di suolo, acqua e
energia dei data centers e sui rischi alla salute delle persone che vivono nei
territori in cui queste strutture sorgono.
Nella seconda parte della puntata, andiamo a commentare le dichiarazioni del CEO
di IBM, Arvind Krishna, che ha affermato che “non c’è modo” che gli ingenti
investimenti delle aziende tecnologiche nei data center possano venire ripagati,
visto che i data center richiedono enormi quantità di energia e investimenti.
Con la crescita della domanda di intelligenza artificiale, secondo Goldman
Sachs, il fabbisogno energetico del mercato dei data center potrebbe raggiungere
gli 84 gigawatt entro il 2027. Eppure, costruire un data center che utilizzi
solo un gigawatt costa una fortuna: circa 80 miliardi di dollari attuali,
secondo Krishna. Se una singola azienda si impegnasse a costruire dai 20 ai 30
gigawatt, ciò ammonterebbe a 1,5 trilioni di dollari di spese in conto capitale,
ha affermato Krishna. Si tratta di un investimento pressoché equivalente
all’attuale capitalizzazione di mercato di Tesla. Secondo le sue stime, tutti
gli hyperscaler messi insieme potrebbero potenzialmente aggiungere circa 100
gigawatt, ma ciò richiederebbe comunque 8 trilioni di dollari di investimenti e
il profitto necessario per bilanciare tale investimento sarebbe immenso. “A mio
avviso non c’è modo di ottenere un ritorno, perché 8 trilioni di dollari di
spese in conto capitale significano che servono circa 800 miliardi di dollari di
profitto solo per pagare gli interessi”, ha affermato. Inoltre, grazie al rapido
progresso della tecnologia, i chip che alimentano il tuo data center potrebbero
diventare rapidamente obsoleti. “Bisogna utilizzarlo tutto entro cinque anni,
perché a quel punto bisogna buttarlo via e riempirlo di nuovo”, ha affermato.
Krishna ha aggiunto che parte della motivazione dietro questa ondata di
investimenti è la corsa delle grandi aziende tecnologiche per essere le prime a
decifrare l’AGI, ovvero un’intelligenza artificiale in grado di eguagliare o
superare l’intelligenza umana. Ma la sua conquista sembra, secondo Krishna,
ancora lontana.
Di fronte all’insostenibilità finanziaria, ambientale e di sfruttamento
lavorativo dell’AI, il governo Trump sta cercando in tutti i modi di rendere
l’AI strategica da un punto di vista militare, per renderla “too critical too
fail”. Il Dipartimento dell’Energia ha dichiarato giovedì scorso di aver firmato
accordi con 24 organizzazioni, tra cui giganti tecnologici per far avanzare la
missione Genesis.
La missione è un programma nazionale volto a utilizzare l’intelligenza
artificiale per accelerare la ricerca scientifica e rafforzare le capacità
energetiche e di sicurezza degli Stati
Uniti. Il dipartimento ha detto che il programma è progettato per aumentare la
produttività scientifica e ridurre la dipendenza dalla tecnologia straniera. I
partecipanti includono i principali fornitori di cloud e chip come AWS, Oracle,
Intel, AMD, insieme agli specialisti dell’IA OpenAI, Anthropic e xAI.
Citati nella puntata:
Studio sul consumo energetico dei data centers _ Yale
Studio ul consumo di acqua e suolo legata al boom dell’AI _ Lincoln Institute
Articolo sulla vita di fianco a un data center negli Stati Uniti _ BBC
Puntata de Le dita nella presa “Non è siccità, è saccheggio!” _ Radio Onda Rossa
Articolo sul processo di accaparramento delle risorse nelle Valli alpine _
Nunatak
Libro Il rimosso della miniera. La nuova febbre dell’oro nell’Europa in guerra _
Collettivo Escombrera
Diverse puntate di Happy Hour dedicate ai data centers (1, 2, 3) e con compagna
del Collettivo Escombrera (4) _ Radio Blackout
Genesis Mission – Dipartimento del Governo Stati Uniti
Dal negazionismo climatico al razzismo sistemico, passando per la Strategia USA
per la Sicurezza.
Nella prima parte della puntata abbiamo ascoltato alcune dichiarazioni di Trump
e parlato di tipping points.
Nella seconda mezzora abbiamo parlato della nuova strategia di sicurezza
nazionale statunitense, prendendone in esame alcune parti, con alcuni excursus
sugli Epstein files e sull’atteggiamento di Trump con la stampa e le ultime
novità del governo USA a riguardo.
Nell’ultima parte, insieme a Sabrina Moles, di China-Files, collettivo di
giornalistx, sinologx ed espertx di comunicazione specializzati in affari
asiatici, andiamo a vedere le contromosse dell’universo Cina alle mosse
statunitensi.
Citati nella puntata:
National Security Strategy of the USA
Approfondimento all’info sulla Strategia di sicurezza USA
Rassegna Cina di Michelangelo Cocco
Sul visto H-1B negli USA
A fine ottobre 2025, Amazon ha annunciato il taglio di 14.000 lavoratorə, il più
grande licenziamento nella storia dell’azienda fondata da Jeff Bezos. Anche
Meta, Intel, Microsoft e altre aziende hanno effettuato o programmato decine di
migliaia di licenziamenti, dichiarando che lə lavoratorə in esubero sarebbero
state sostituite con personale AI.
Questa e altri roboanti notizie che spesso leggiamo sui giornali, ci fanno
pensare che l’apocalisse tecnologica sia arrivata, che milioni di lavoro siano
in procinto di essere persi in quanto l’AI è in grado di farli al posto nostro.
Ma è davvero così?
Ne abbiamo parlato con Kenobit.
Citati nella puntata:
Articolo di Cory Doctorow su Pluralistic
Traduzione di Kenobit
Podcast dell’info e di stakka stakka