Israele mette a ferro e fuoco il Libano e nel mirino ora c’è direttamente anche
la capitale Beirut. Per ora, i morti accertati in 3 mesi di attacchi sono
arrivati a sfiorare quota 3.500 in Libano, con 10mila feriti e oltre un milione
di sfollati in un Paese, il Libano, oltre il collasso. ‘Non esiteremo ad agire
in qualsiasi modo per aiutare la resistenza libanese contro l’aggressione
illegale e l’ingerenza del regime sionista’, ricorda il ministero degli Esteri
iraniano, che comunica lo stop ai negoziati indiretti con gli Usa e paventa il
blocco totale al già asfittico stretto di Hormuz, chiuso da ormai 3 mesi.
Al telefono con una compagna che vive a Beirut, ci facciamo spiegare la
situazione in Libano e anche la storia millenaria, e del tutto peculiare, del
Paese dei Cedri e della sua capitale.
Il Libano è stato più volte definito la “Svizzera del Medio Oriente”, e la sua
capitale, Beirut, la “Parigi del Medio Oriente” o “la perla del Mediterraneo”,
eppure pesanti sono – e sono sempre state – le ingerenze straniere sul suo
territorio.
Dalla dissoluzione dell’Impero Ottomano, passando per l’occupazione coloniale
francese, l’indipendenza, arriviamo al 1948, anno di fondazione di Israele, e da
questa data seguiamo la ricostruzione della storia di Hezbollah proposta da
Marco Di Donato nel libro “Hezbollah, storia del Partito di Dio”.
Tracklist
1. Harik حريق – Sametou Sawtan سمعت صوتاً by SANAM
2. Habibon حبيبٌ – Sametou Sawtan سمعت صوتاً by SANAM
3. I Remember I Forget بنسى وبتذكر – I remember I forget بنسى وبتذكر by Yasmine
Hamdan
4. Vows سبع صنايع – I remember I forget بنسى وبتذكرby Yasmine Hamdan
5. Abyss حويك وزويك – I remember I forget بنسى وبتذكرby Yasmine Hamdan
6. Daya3 ضياع – I remember I forget بنسى وبتذكر
by Yasmine Hamdan
7. St. Baghdadi’s Celebrations مولد سيدي البغدادي – La Bombe
by The Great Departed
8. Seven Coins سبع لحاليح – La Bombe by The Great Departed
9. Cheftak – The Best Of by Soapkills
10. Marco Slow – The Best Of by Soapkills
11. Aranis & Koullou Ndif – The Best Of by Soapkills
12. Galbi – The Best Of by Soapkills
13. Holako (Hulagu) – Aynama-Rtama by Alif
14. Al-Juththa (The Corpse) – Aynama-Rtama by Alif
15. DOUNANA (without us) – by SIBA & MONKYMAN
Tag - apocalypse maybe
Secondo un’inchiesta pubblicata il 27 febbraio 2026 da Svenska Dagbladet e
Göteborgs-Posten, i dati raccolti dagli occhiali smart Ray-Ban Meta — video,
audio, immagini — vengono processati da lavoratorx umanx assuntx da Sama,
subappaltatrice di Meta con sede in Kenya. Lx lavoratorx in questione descrivono
di aver visto persone che si spogliano, che usano il bagno, che hanno rapporti
sessuali. Persone ignare di essere riprese.
Gli occhiali Ray-Ban Meta sono sul mercato europeo, Italia compresa, e vengono
venduti come un assistente AI indossabile, capace di rispondere a domande,
scattare foto e video, tradurre in tempo reale.
Questa e altre storie ci arrivano dagli slums di Nairobi, ed è possibile
conoscerne qualcuna grazie al lavoro della Data Workers Inquiry, un’iniziativa
di ricerca collettiva rispetto al lavoro legato alla raccolta e elaborazione
dati e all’AI.
Mathare, slum di Nairobi, Kenya
Leggiamo poi il testo “Il lavoro emotivo dietro all’intimità con l’AI“, scritto
dal Michael Geoffrey Abuyabo Asia che ha lavorato per Meta e altre piattaforme
di outsourcing globali, tramite la ditta kenyana Sama e ricoprendo ruoli presso
CloudFactory, TELUS International, TransPerfect DataForce, Appen e NMS
Philippines. Il suo background include l’esperienza di impersonare e addestrare
assistenti virtuali basati sull’IA nelle chat, il che gli ha fornito una rara
prospettiva su una delle forme di lavoro digitale più opache e in rapida
espansione. Fa parte della Data Labelers Association (DLA), il cui lavoro si
concentra sul lavoro emotivo, lo stress psicologico e le competenze umane
nascoste che si celano dietro la moderazione delle chat e l’addestramento
dell’IA.
Citati nella puntata:
I Ray-Ban di meta ti spiano: momenti intimi finiscono sugli schermi in Kenya –
Svenska Dagbladet
‘AI Is African Intelligence’: The Workers Who Train AI Are Fighting Back – 404
Media
The Data Labelers Association
Asia, MG (2025). Il costo silenzioso del lavoro emotivo. In: M. Miceli, A.
Dinika, K. Kauffman, C. Salim Wagner e L. Sachenbacher (a cura di). Data
Workers’ Inquiry.
‘In the end, you feel blank’: India’s female workers watching hours of abusive
content to train AI – The Guardian
Qualche giorno fa, Il portale Honduras Gate ha denunciato di aver subito oltre
39.000 attacchi informatici in un solo giorno, principalmente sotto forma di
attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), dopo aver pubblicato, a fine
aprile, dei documenti audio che rivelano l’esistenza di una struttura di
ingerenza per orientare la politica nella regione sudamericana, con l’Honduras
usato come piattaforma.
Gli audio, disponibili anche su Canal Red, indicano un patto tra l’ex presidente
honduregno Juan Orlando Hernández (precedentemente condannato negli USA e
graziato da Donald Trump a fine 2025, proprio durante la tanto sbandierata “war
on drugs“), l’attuale presidente dell’Honduras Nasry Asfura, anch’egli di
estrema destra, e figure internazionali tra cui il presidente argentino Javier
Milei, figure come Roger Stone e finanziamenti provenienti da Israele per
sostenere il ritorno politico di Hernández.
I tentativi di hacking sono iniziati subito dopo la diffusione degli audio che
espongono la presunta rete di corruzione e ingerenza internazionale, e, come si
vede dalle immagini, provengono da USA e Israele.
Secondo i messaggi audio — resi pubblici da Canal RED e Hondurasgate — Juan
Orlando Hernández, starebbe tramando per tornare al potere nel Paese, grazie al
supporto decisivo di Stati Uniti e Israele che in cambio otterrebbero
facilitazioni per la costruzione di una nuova base militare e di centri di
confinamento per presunti terroristi, su modello di quelli voluti dal presidente
Nayib Bukele in El Salvador; una legge su misura per le loro esigenze al fine di
incentivare gli investimenti nell’intelligenza artificiale, con contratti che
verrebbero assegnati direttamente a società private americane come la General
Electric; e, infine, l’espansione delle cosiddette Zone economiche speciali,
veri e propri dispositivi di espropriazione territoriale e sovranità limitata a
beneficio di capitali stranieri, che l’amministrazione di Xiomara Castro, prima
presidente donna dell’Honduras — in carica dal 2021 al 2025 —, aveva iniziato a
smantellare. La più discussa tra queste realtà è Próspera — che sorge sull’isola
di Roatán — una vera e propria città privata, porto franco libero dalle maglie
dello Stato, in cui sono investitori del calibro di Peter Thiel a dettare
interamente le regole.
Diversi miliardari e libertari investono nella costruzione della città privata.
Próspera, di fatto una “città-stato” privata sull’isola di Roatán in Honduras, è
diventata un hub globale per il biohacking e la ricerca sulla longevità grazie
alla mancanza di una istituzione sanitaria regolamentata al suo interno. Molte
aziende specializzate vi testano terapie geniche e trattamenti
anti-invecchiamento, attirando imprenditori e biohacker come Bryan Johnson.
A Pròspera si può pagare e presentare il bilancio delle proprie aziende in
criptovalute e non vi è alcuna autorità che imponga regole, nè sull’uso di AI,
nè sullo smaltimento dei rifiuti, nè su esperimenti medici e biotecnologici.
L’isola di Roatán, dove sorge Pròspera, è abitata dal popolo Garifuna una
discendente da africani e indigeni, sbarcati a Punta Gorda nel 1797 dopo essere
stati espulsi da St. Vincent dai britannici, che lottano contro la
turistificazione dell’isola, e conservano tradizioni uniche, tra cui la danza
Punta, la musica con tamburi e la lingua. Ovviamente, Pròspera non è per loro,
il confine con la città privata è rigido. Una strada, controllata da una guardia
di una società di sicurezza privata, conduce al complesso residenziale.
L’accesso è controllato. Chi vuole entrare deve richiedere un pass online, e
allo stesso tempo può registrare la propria azienda con pochi clic.
All’interno della comunità di expat del Duna Tower (torre che svetta tra la
vegetazione dell’isola, superando di molto l’altezza consentita per gli edifici
a Roatan), tutti hanno una start-up. Tra loro c’è Rich Lee, 47 anni,
statunitense, che si definisce un “biohacker”: senza studi di biologia o
medicina, sperimenta terapie geniche e impianti elettronici.
Rich Lee mostra uno dei suoi microchip sottopelle.
Con in studio due compagne dall’Honduras, ci facciamo raccontare i vecchi e
nuovi presidenti del Paese centroamericano, parliamo di Pròspera e delle lotte
dei popoli originari e afro caraibici per la liberazione dei territori.
(in aggiornamento con link e musica dall’honduras!)
Da qualche settimana, una serie di video generati dall’intelligenza artificiale
che raffigurano i successi militari iraniani contro Stati Uniti e Israele in uno
stile grafico a cartoni animati simile a quello dei Lego stanno diventando
virali, ricondivisi da giovani sia statunitensi, sia europei, sia del Sud
globale.
Circa un mese fa, commentavamo il video condiviso dalla Casa Bianca per lanciare
l’operazione Epic Fury in Iran. Mentre la guerra, dopo gli iniziali “pochi
giorni”, si prolungava, Trump ha continuato a usare internet per veicolare una
retorica bellica molto aggressiva.
video diffusi dalla Casa Bianca
Nei primi giorni di guerra, gli account ufficiali della Casa Bianca hanno
diffuso video in cui spezzoni di scene di sport, film e videogames venivano
montati con filmati reali di attacchi militari contro l’Iran. Trump e il
Segretario della Guerra (precedentemente Segretario della Difesa) Pete Hegseth
hanno ripetutamente sbandierato l’“annientamento” dell’esercito iraniano,
assicurando al contempo che gli Stati Uniti si stanno rapidamente avvicinando ai
loro obiettivi di vittoria.
L’amministrazione Trump sta cambiando le regole del gioco della comunicazione
della politica istituzionale, e altri Paesi e regimi la stanno seguendo sullo
stesso terreno, con risultati a volte migliori, come nel caso dei video di
animazione dei Lego che sono diventati virali nelle ultime settimane.
Uno dei video mostra un Trump di Lego in preda al panico che ordina un attacco
aereo dopo aver esaminato gli “Epstein files” insieme a Satana e al primo
ministro israeliano Benjamin Netanyahu. In un altro, Trump viene ripetutamente
definito un “perdente” (“loser“) e accusato di essere una “marionetta” di
Netanyahu, il tutto accompagnato da immagini di crolli del mercato azionario,
attacchi missilistici e bare di Lego.
Abbiamo ascoltato le canzoni di rap che accompagnano questi video e abbiamo
provato a districarci all’interno della slopaganda di guerra insieme a Leonardo
Bianchi, giornalista e scrittore che si occupa di complottismo e nuovi media.
Citati nella puntata:
Slopaganda di guerra 1 / 2 – Complotti!
In the Room With Iran’s Social Media Savants – New York
Wars don’t work – New York
Stretto di Hormuz meraviglia geologica – National Geographic
Epic Fury / Epic Fail / Hormuz / la guerra vista dal Golfo / Coffee gate /
l’importanza dell’elio / una nave metaniera alla deriva nel Mediterraneo
Comunicazione di servizio: L’elenco telefonico degli uragani va in pausa per 3
martedì.
Citati nella puntata:
Video sull’op Epic Fury – sito della Casa Bianca
Non solo petrolio – articolo de Il Politico
Terraliquida si presenta; amabili chiacchiere su emergenze permanenti e
possibili risposte dal basso.
Terraliquida è un collettivo di volontar* e attivist*, che mettono a
disposizione tempo e competenze per fronteggiare emergenze postalluvione,
partecipando a reti di solidarietà attiva.
Terraliquida raggiunge anche le piccole realtà abbandonate dalle amministrazioni
locali e porta soccorso dove le organizzazioni più grandi non riescono o non
hanno interesse ad arrivare. In questo senso si oppone attivamente alla
strategia di spopolamento forzato delle zone marginali, cercando invece di
elaborare e realizzare nuovi modelli ecologici di vita e di convivenza sul
territorio.
Contro il dissesto idrogeologico permanente.
Alcune cifre sul dissesto idrogeologico in Italia:
Il 94,5% dei comuni italiani è a rischio idrogeologico. “Negli ultimi decenni –
scrive l’ISPRA – i fattori antropici, quali tagli stradali, scavi, sovraccarichi
dovuti a edifici o rilevati, hanno assunto un ruolo sempre più determinante tra
le cause predisponenti delle frane. L’abbandono delle aree rurali montane e
collinari ha determinato un mancato presidio e manutenzione del territorio e dei
manufatti antropici”.
Le alluvioni sono diventate un’emergenza tristemente ricorrente in molte zone
d’Italia, con esiti terribili come le inondazioni avvenute in Emilia-Romagna nel
maggio 2023 che hanno causato 17 decessi e ingenti danni.
Con 6,8 milioni di persone che vivono in aree a rischio di inondazione con
pericolosità idraulica media, è evidente come sia necessario intervenire nella
gestione del rischio.
RACCOLTA FONDI PER FURGONE ATTREZZATO PER TERRA LIQUIDA
A TERRA LIQUIDA SERVE UN MEZZO POLIVALENTE, AUTOSUFFICIENTE, RAPIDO DA SPOSTARE
E COMPLETAMENTE ATTREZZATO, PER:
* trasportare attrezzature di sgombero e pulizie, officina meccanica mobile,
apparati radio e antenne;
* distribuire beni e acqua, preparare pasti caldi, prestare primo soccorso
sanitario in attesa di aiuti specializzati;
* pianificare sul luogo gli interventi e coordinare i volontari, allestire
alloggi temporanei con tende da campo.
PERCHÉ CI SERVE
Abbiamo bisogno di un punto di riferimento stabile e sicuro, un campo base
rapidamente disponibile ovunque sia necessario. Le emergenze sono imprevedibili,
caotiche, spesso isolate: con le attrezzature giuste ogni intervento diventa più
rapido, sicuro ed efficace.
COME ATTREZZEREMO IL NUOVO FURGONE
Ecco i dettagli sul mezzo e gli allestimenti di cui lo doteremo, grazie anche
alla tua donazione:
* furgone guidabile con patente B (Ducato o simile) con pianale idraulico
* pompe idrovore, idropulitrici, attrezzature per sgombero e pulizia
* materiali per le squadre di intervento e dotazioni individuali di sicurezza
* radio e antenne per comunicazioni indipendenti dalla rete internet
* officina meccanica mobile (utensili, ricambi, riparazioni d’emergenza)
* dotazioni base di primo soccorso sanitario in attesa di aiuti specializzati
* tende da campo per alloggiamento emergenziale
* generatori e antenne-faro per illuminazione cantieri
* carrello trainato con cucina da campo
QUANTI SOLDI SERVIRANNO?
Dovremo acquistare un furgone usato, ma in buono stato per garantire la massima
efficienza. Lo attrezzeremo con le dotazioni necessarie, assicurandoci che le
prestazioni siano garantite in qualsiasi momento.
CI SERVIRANNO 20.000 EURO!
COME PUOI CONTRIBUIRE?
* Con la raccolta fondi su “Rete del Dono” https://furgoneofficina.vado.li/ che
prevede ricompense varie: magliette, riviste, abbonamenti a Rivista
Contadina, …
* Con bonifico ad ASSOCIAZIONE TERRALIQUIDA ODV – IBAN:
IT37L0501812800000020000134
* Partecipando e organizzando eventi benefit,
contattandoci: terraliquida@autoproduzioni.net
* Acquistando gadget promozionali https://terraliquida.noblogs.org/shop/
Per approfondire:
Rapporto Ispra edizione 2025 – Approfondimento all’info di Black out
Sito di Terra liquida
All’inizio dell’Ottocento, mentre Simón Bolívar guidava le guerre d’indipendenza
contro il colonialismo spagnolo, a Washington prendeva forma un altro progetto.
Il 2 dicembre 1823 il presidente James Monroe, nel suo messaggio al Congresso,
enunciava il principio che sarebbe diventato la dottrina Monroe, che è spesso
riassunto così: “America agli americani”, significava, in pratica, il diritto
autoproclamato degli Stati Uniti a considerare il continente come propria sfera
di influenza esclusiva. Ma forse non tuttə ricordano che il principio nasce
dalla richiesta che i Paesi europei non mettessero più in discussione
l’indipendenza dei Paesi americani: “Le Americhe, che hanno assunto e mantengono
una condizione di indipendenza, non devono essere considerate oggetto di futura
colonizzazione da parte delle potenze europee”.
In questa puntata, andiamo a esplorare il rimosso del colonialismo europeo a
partire dall’operazione di polizia di Trump nel “suo cortile di casa”, il Mar
dei Caraibi. Bagnate dallo stesso mare, Cuba, Nicaragua e Colombia ricevono un
forte avvertimento. L’Iran, scosso da proteste che durano da più di dieci
giorni, perde un altro alleato. Israele applaude, guarda a un’America Latina
sempre meno anti sionista e riconosce il Somaliland, proprio davanti allo Yemen,
Stato in cui è in corso una guerra civile e dove all’interno del fronte filo
governativo e opposto agli Houthi, sostenuto dai Sauditi, una milizia ha provato
a conquistarsi uno Stato autonomo, sostenuta dagli Emirati Arabi Uniti. Emirati
Arabi Uniti che hanno nelle Rapid Support Forces in Sudan un altro proxy.
Intanto, Trump continua a dichiarare che la Groenlandia sarà presto sua, con le
buone o con le cattive.
Per caso vi sembra che la fine sia più vicina?
Ascolta la prima puntata del 2026.
Citati nella puntata:
Groenlandia, un pezzo (coloniale) dell’Europa – Articolo di JacobinItalia
La politica di “danizzazione” delle popolazioni groenlandesi – Studio apparso su
Géoconfluences, luglio 2022
L’AI non è sostenibile da un punto di vista energetico, e quindi neanche da un
punto di vista economico. Perché l’energia costa e se si deve comprare l’enorme
quantità di energia che serve a tenere in funzione un data center, i ricavi
delle vendite di prodotti AI non ripagano l’enorme cifra di investimento che
negli ultimi anni ha gonfiato la bolla dell’AI. Questo uno dei problemi (o dei
rischi, come amano definirli loro) che si trovano a fronteggiare le Magnificent
7, ovvero i sette colossi tecnologici statunitensi – Apple, Microsoft, Amazon,
Alphabet (Google), Meta (Facebook), Nvidia e Tesla.
Nella prima parte della puntata, insieme a Ginox, andiamo a leggere i dati che
emergono da una serie di studi e testimonianze sul consumo di suolo, acqua e
energia dei data centers e sui rischi alla salute delle persone che vivono nei
territori in cui queste strutture sorgono.
Nella seconda parte della puntata, andiamo a commentare le dichiarazioni del CEO
di IBM, Arvind Krishna, che ha affermato che “non c’è modo” che gli ingenti
investimenti delle aziende tecnologiche nei data center possano venire ripagati,
visto che i data center richiedono enormi quantità di energia e investimenti.
Con la crescita della domanda di intelligenza artificiale, secondo Goldman
Sachs, il fabbisogno energetico del mercato dei data center potrebbe raggiungere
gli 84 gigawatt entro il 2027. Eppure, costruire un data center che utilizzi
solo un gigawatt costa una fortuna: circa 80 miliardi di dollari attuali,
secondo Krishna. Se una singola azienda si impegnasse a costruire dai 20 ai 30
gigawatt, ciò ammonterebbe a 1,5 trilioni di dollari di spese in conto capitale,
ha affermato Krishna. Si tratta di un investimento pressoché equivalente
all’attuale capitalizzazione di mercato di Tesla. Secondo le sue stime, tutti
gli hyperscaler messi insieme potrebbero potenzialmente aggiungere circa 100
gigawatt, ma ciò richiederebbe comunque 8 trilioni di dollari di investimenti e
il profitto necessario per bilanciare tale investimento sarebbe immenso. “A mio
avviso non c’è modo di ottenere un ritorno, perché 8 trilioni di dollari di
spese in conto capitale significano che servono circa 800 miliardi di dollari di
profitto solo per pagare gli interessi”, ha affermato. Inoltre, grazie al rapido
progresso della tecnologia, i chip che alimentano il tuo data center potrebbero
diventare rapidamente obsoleti. “Bisogna utilizzarlo tutto entro cinque anni,
perché a quel punto bisogna buttarlo via e riempirlo di nuovo”, ha affermato.
Krishna ha aggiunto che parte della motivazione dietro questa ondata di
investimenti è la corsa delle grandi aziende tecnologiche per essere le prime a
decifrare l’AGI, ovvero un’intelligenza artificiale in grado di eguagliare o
superare l’intelligenza umana. Ma la sua conquista sembra, secondo Krishna,
ancora lontana.
Di fronte all’insostenibilità finanziaria, ambientale e di sfruttamento
lavorativo dell’AI, il governo Trump sta cercando in tutti i modi di rendere
l’AI strategica da un punto di vista militare, per renderla “too critical too
fail”. Il Dipartimento dell’Energia ha dichiarato giovedì scorso di aver firmato
accordi con 24 organizzazioni, tra cui giganti tecnologici per far avanzare la
missione Genesis.
La missione è un programma nazionale volto a utilizzare l’intelligenza
artificiale per accelerare la ricerca scientifica e rafforzare le capacità
energetiche e di sicurezza degli Stati
Uniti. Il dipartimento ha detto che il programma è progettato per aumentare la
produttività scientifica e ridurre la dipendenza dalla tecnologia straniera. I
partecipanti includono i principali fornitori di cloud e chip come AWS, Oracle,
Intel, AMD, insieme agli specialisti dell’IA OpenAI, Anthropic e xAI.
Citati nella puntata:
Studio sul consumo energetico dei data centers _ Yale
Studio ul consumo di acqua e suolo legata al boom dell’AI _ Lincoln Institute
Articolo sulla vita di fianco a un data center negli Stati Uniti _ BBC
Puntata de Le dita nella presa “Non è siccità, è saccheggio!” _ Radio Onda Rossa
Articolo sul processo di accaparramento delle risorse nelle Valli alpine _
Nunatak
Libro Il rimosso della miniera. La nuova febbre dell’oro nell’Europa in guerra _
Collettivo Escombrera
Diverse puntate di Happy Hour dedicate ai data centers (1, 2, 3) e con compagna
del Collettivo Escombrera (4) _ Radio Blackout
Genesis Mission – Dipartimento del Governo Stati Uniti
Dal negazionismo climatico al razzismo sistemico, passando per la Strategia USA
per la Sicurezza.
Nella prima parte della puntata abbiamo ascoltato alcune dichiarazioni di Trump
e parlato di tipping points.
Nella seconda mezzora abbiamo parlato della nuova strategia di sicurezza
nazionale statunitense, prendendone in esame alcune parti, con alcuni excursus
sugli Epstein files e sull’atteggiamento di Trump con la stampa e le ultime
novità del governo USA a riguardo.
Nell’ultima parte, insieme a Sabrina Moles, di China-Files, collettivo di
giornalistx, sinologx ed espertx di comunicazione specializzati in affari
asiatici, andiamo a vedere le contromosse dell’universo Cina alle mosse
statunitensi.
Citati nella puntata:
National Security Strategy of the USA
Approfondimento all’info sulla Strategia di sicurezza USA
Rassegna Cina di Michelangelo Cocco
Sul visto H-1B negli USA
A fine ottobre 2025, Amazon ha annunciato il taglio di 14.000 lavoratorə, il più
grande licenziamento nella storia dell’azienda fondata da Jeff Bezos. Anche
Meta, Intel, Microsoft e altre aziende hanno effettuato o programmato decine di
migliaia di licenziamenti, dichiarando che lə lavoratorə in esubero sarebbero
state sostituite con personale AI.
Questa e altri roboanti notizie che spesso leggiamo sui giornali, ci fanno
pensare che l’apocalisse tecnologica sia arrivata, che milioni di lavoro siano
in procinto di essere persi in quanto l’AI è in grado di farli al posto nostro.
Ma è davvero così?
Ne abbiamo parlato con Kenobit.
Citati nella puntata:
Articolo di Cory Doctorow su Pluralistic
Traduzione di Kenobit
Podcast dell’info e di stakka stakka