Tag - apocalypse maybe

Happy New Year, everyone!
All’inizio dell’Ottocento, mentre Simón Bolívar guidava le guerre d’indipendenza contro il colonialismo spagnolo, a Washington prendeva forma un altro progetto. Il 2 dicembre 1823 il presidente James Monroe, nel suo messaggio al Congresso, enunciava il principio che sarebbe diventato la dottrina Monroe, che è spesso riassunto così: “America agli americani”, significava, in pratica, il diritto autoproclamato degli Stati Uniti a considerare il continente come propria sfera di influenza esclusiva. Ma forse non tuttə ricordano che il principio nasce dalla richiesta che i Paesi europei non mettessero più in discussione l’indipendenza dei Paesi americani: “Le Americhe, che hanno assunto e mantengono una condizione di indipendenza, non devono essere considerate oggetto di futura colonizzazione da parte delle potenze europee”. In questa puntata, andiamo a esplorare il rimosso del colonialismo europeo a partire dall’operazione di polizia di Trump nel “suo cortile di casa”, il Mar dei Caraibi. Bagnate dallo stesso mare, Cuba, Nicaragua e Colombia ricevono un forte avvertimento. L’Iran, scosso da proteste che durano da più di dieci giorni, perde un altro alleato. Israele applaude, guarda a un’America Latina sempre meno anti sionista e riconosce il Somaliland, proprio davanti allo Yemen, Stato in cui è in corso una guerra civile e dove all’interno del fronte filo governativo e opposto agli Houthi, sostenuto dai Sauditi, una milizia ha provato a conquistarsi uno Stato autonomo, sostenuta dagli Emirati Arabi Uniti. Emirati Arabi Uniti che hanno nelle Rapid Support Forces in Sudan un altro proxy. Intanto, Trump continua a dichiarare che la Groenlandia sarà presto sua, con le buone o con le cattive. Per caso vi sembra che la fine sia più vicina? Ascolta la prima puntata del 2026. Citati nella puntata: Groenlandia, un pezzo (coloniale) dell’Europa – Articolo di JacobinItalia La politica di “danizzazione” delle popolazioni groenlandesi – Studio apparso su Géoconfluences, luglio 2022
terre rare
yemen
Iran
Trump
imperialismo
L’AI e il consumo di suolo, acqua, energia. E se la bolla scoppia?@1
L’AI non è sostenibile da un punto di vista energetico, e quindi neanche da un punto di vista economico. Perché l’energia costa e se si deve comprare l’enorme quantità di energia che serve a tenere in funzione un data center, i ricavi delle vendite di prodotti AI non ripagano l’enorme cifra di investimento che negli ultimi anni ha gonfiato la bolla dell’AI. Questo uno dei problemi (o dei rischi, come amano definirli loro) che si trovano a fronteggiare le Magnificent 7, ovvero i sette colossi tecnologici statunitensi – Apple, Microsoft, Amazon, Alphabet (Google), Meta (Facebook), Nvidia e Tesla. Nella prima parte della puntata, insieme a Ginox, andiamo a leggere i dati che emergono da una serie di studi e testimonianze sul consumo di suolo, acqua e energia dei data centers e sui rischi alla salute delle persone che vivono nei territori in cui queste strutture sorgono. Nella seconda parte della puntata, andiamo a commentare le dichiarazioni del CEO di IBM, Arvind Krishna, che ha affermato che “non c’è modo” che gli ingenti investimenti delle aziende tecnologiche nei data center possano venire ripagati, visto che i data center richiedono enormi quantità di energia e investimenti. Con la crescita della domanda di intelligenza artificiale, secondo Goldman Sachs, il fabbisogno energetico del mercato dei data center potrebbe raggiungere gli 84 gigawatt entro il 2027. Eppure, costruire un data center che utilizzi solo un gigawatt costa una fortuna: circa 80 miliardi di dollari attuali, secondo Krishna. Se una singola azienda si impegnasse a costruire dai 20 ai 30 gigawatt, ciò ammonterebbe a 1,5 trilioni di dollari di spese in conto capitale, ha affermato Krishna. Si tratta di un investimento pressoché equivalente all’attuale capitalizzazione di mercato di Tesla. Secondo le sue stime, tutti gli hyperscaler messi insieme potrebbero potenzialmente aggiungere circa 100 gigawatt, ma ciò richiederebbe comunque 8 trilioni di dollari di investimenti e il profitto necessario per bilanciare tale investimento sarebbe immenso. “A mio avviso non c’è modo di ottenere un ritorno, perché 8 trilioni di dollari di spese in conto capitale significano che servono circa 800 miliardi di dollari di profitto solo per pagare gli interessi”, ha affermato. Inoltre, grazie al rapido progresso della tecnologia, i chip che alimentano il tuo data center potrebbero diventare rapidamente obsoleti. “Bisogna utilizzarlo tutto entro cinque anni, perché a quel punto bisogna buttarlo via e riempirlo di nuovo”, ha affermato. Krishna ha aggiunto che parte della motivazione dietro questa ondata di investimenti è la corsa delle grandi aziende tecnologiche per essere le prime a decifrare l’AGI, ovvero un’intelligenza artificiale in grado di eguagliare o superare l’intelligenza umana. Ma la sua conquista sembra, secondo Krishna, ancora lontana. Di fronte all’insostenibilità finanziaria, ambientale e di sfruttamento lavorativo dell’AI, il governo Trump sta cercando in tutti i modi di rendere l’AI strategica da un punto di vista militare, per renderla “too critical too fail”. Il Dipartimento dell’Energia ha dichiarato giovedì scorso di aver firmato accordi con 24 organizzazioni, tra cui giganti tecnologici per far avanzare la missione Genesis. La missione è un programma nazionale volto a utilizzare l’intelligenza artificiale per accelerare la ricerca scientifica e rafforzare le capacità energetiche e di sicurezza degli Stati Uniti. Il dipartimento ha detto che il programma è progettato per aumentare la produttività scientifica e ridurre la dipendenza dalla tecnologia straniera. I partecipanti includono i principali fornitori di cloud e chip come AWS, Oracle, Intel, AMD, insieme agli specialisti dell’IA OpenAI, Anthropic e xAI. Citati nella puntata: Studio sul consumo energetico dei data centers _ Yale Studio ul consumo di acqua e suolo legata al boom dell’AI _ Lincoln Institute Articolo sulla vita di fianco a un data center negli Stati Uniti _ BBC Puntata de Le dita nella presa “Non è siccità, è saccheggio!” _ Radio Onda Rossa Articolo sul processo di accaparramento delle risorse nelle Valli alpine _ Nunatak Libro Il rimosso della miniera. La nuova febbre dell’oro nell’Europa in guerra _ Collettivo Escombrera Diverse puntate di Happy Hour dedicate ai data centers (1, 2, 3) e con compagna del Collettivo Escombrera (4) _ Radio Blackout Genesis Mission – Dipartimento del Governo Stati Uniti
crisi climatica
estrattivismo
USA
ai
energia nucleare
Tipping points, Stati Uniti e distopia@1
Dal negazionismo climatico al razzismo sistemico, passando per la Strategia USA per la Sicurezza. Nella prima parte della puntata abbiamo ascoltato alcune dichiarazioni di Trump e parlato di tipping points. Nella seconda mezzora abbiamo parlato della nuova strategia di sicurezza nazionale statunitense, prendendone in esame alcune parti, con alcuni excursus sugli Epstein files e sull’atteggiamento di Trump con la stampa e le ultime novità del governo USA a riguardo. Nell’ultima parte, insieme a Sabrina Moles, di China-Files, collettivo di giornalistx, sinologx ed espertx di comunicazione specializzati in affari asiatici, andiamo a vedere le contromosse dell’universo Cina alle mosse statunitensi. Citati nella puntata: National Security Strategy of the USA Approfondimento all’info sulla Strategia di sicurezza USA Rassegna Cina di Michelangelo Cocco Sul visto H-1B negli USA
razzismo
crisi climatica
cina
USA
Trump
La profezia dell’AI
A fine ottobre 2025, Amazon ha annunciato il taglio di 14.000 lavoratorə, il più grande licenziamento nella storia dell’azienda fondata da Jeff Bezos. Anche Meta, Intel, Microsoft e altre aziende hanno effettuato o programmato decine di migliaia di licenziamenti, dichiarando che lə lavoratorə in esubero sarebbero state sostituite con personale AI. Questa e altri roboanti notizie che spesso leggiamo sui giornali, ci fanno pensare che l’apocalisse tecnologica sia arrivata, che milioni di lavoro siano in procinto di essere persi in quanto l’AI è in grado di farli al posto nostro. Ma è davvero così? Ne abbiamo parlato con Kenobit. Citati nella puntata: Articolo di Cory Doctorow su Pluralistic Traduzione di Kenobit Podcast dell’info e di stakka stakka
IA
apocalypse maybe