Il primo argomento della serata è stato quello della repressione sui posti di
lavoro, infatti in collegamento con Margherita Napoletano abbiamo spiegato le
ragioni che hanno portato CUB Milano ad indire un corteo cittadino per sabato 19
settembre su questo tema.
Oltre a ripercorre le vicende che hanno visto la storica rappresentante
sindacale dell’ ospedale San Raffaele venire licenziata per motivi pretestuosi,
abbiamo tracciato un quadro generale sulla situazione licenziamenti repressivi e
generica agibilità sindacale in Italia. Saranno proprio le diverse tappe del
corteo a raccontare ognuna una storia di repressione sul luogo di lavoro, ma
anche gli interventi e le partecipazioni di Simone Vivoli licenziato da TIM e
Delio Fantasia licenziato da Stellantis a scandire il concetto che nonostante
tutto la lotta di lavoratori e lavoratrici per migliori condizioni di lavoro non
si arrestano.
Buon ascolto
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Il secondo approfondimento lo abbiamo realizzato in compagnia telefonica di
Umberto Ottone di CUB Università e ricerca sulla “proposta” attivata dal
Ministro Validità sulla possibilità di aderire ad un’ assicurazione integrata
privata da parte del personale docente e ATA delle scuole italiane. Dal
comunicato a riguardo pubblicato dal sindacato di base:
” La CUB SUR contrasta con forza l’assicurazione sanitaria integrativa per il
personale della scuola in quanto riduce i finanziamenti all’istruzione e
contribuisce allo smantellamento del welfare trasferendo il denaro dai
lavoratori ai padroni del mondo finanziario.
La CUB SUR si impegna invece a promuovere campagne di lotte per la difesa della
sanità pubblica, dell’istruzione statale e dei salari.
Sappi che se aderisci all’ “allettante” offerta del Ministro Valditara:
• Porterai soldi alla sanità privata
• Contribuirai alla distruzione della sanità pubblica
• Finanzierai la guerra
• Non godrai di reali benefici
• I tuoi soldi saranno usati per le peggiori operazioni finanziarie nel mondo
• Danneggerai l’economia del tuo Paese
• Impoverirai le finanze del tuo Stato
• Sosterrai l’economia degli Stati Uniti
• Non avrai una vera e garantita copertura sanitaria totale
Prenditi il tuo tempo e informati a dovere prima di aderire !“
Buon ascolto
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Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Ernesto
dello Slai Cobas Taranto sulle 2.500 lettere di licenziamento collettivo per
lavoratori dell’indotto ex Ilva di Taranto.
La vicenda del tentato licenziamento di 2.500 operai dell’indotto
dell’ex Ilva di Taranto rappresenta un capitolo cruciale dello scontro in atto
tra il capitale industriale e la forza lavoro.
A inizio settembre, le aziende dell’indotto (rappresentate da Aigi) hanno
avviato la procedura di licenziamento collettivo per 2.500 operai. Questo atto è
stato denunciato dal sindacalismo di base come il braccio di ferro dei privati
sulla pelle dei lavoratori, finalizzato a scaricare sui subordinati i costi
della crisi strutturale dello stabilimento. Di fronte allo spettro di una
gravissima “bomba
sociale” e alla minaccia di una mobilitazione di massa nel territorio
tarantino, l’associazione padronale ha dovuto fare momentaneamente marcia
indietro, decretando la sospensione temporanea delle procedure di licenziamento.
Il congelamento degli esuberi viene interpretato come una tregua armata dettata
dalla paura del conflitto operaio e della destabilizzazione istituzionale. La
vertenza rimane aperta come uno dei
principali terreni di lotta di classe sul territorio nazionale, dove la
difesa del posto di lavoro si scontra direttamente con le logiche del profitto
privato e dell’indifferenza statale. A questo si vanno ad aggiungere le gravi
dichiarazioni dell’ammiraglio NATO cavo dragone che conferma la creazione a
Taranto del comando nato del sud ed il ruolo strategico della città nei piani di
guerra.
Buon ascolto
Tag - ilva
Mentre in tutta Italia si celebrava, spesso in modo rituale, la festa dei
lavoratori, a Taranto il 1 maggio si è fatto quello che questa giornata dovrebbe
essere davvero: conflitto, […]
The post No Tav al 1 Maggio di Taranto, il filo che ci unisce: intervento
(VIDEO) first appeared on notav.info.
Mentre negli stabilimenti ex Ilva si continua a morire (l’ultimo incidente
mortale risale al 12 gennaio scorso) ,si parla di cedere gli impianti al fondo
speculativo americano Flacks . Le prospettive occupazionali sono tetre sono in
cassa integrazione ormai circa 3.600 lavoratori degli impianti tarantini su meno
di ottomila “diretti” dipendenti e si lincenzia anche nell’indotto come i 218
lavoratori della Semat sud di Taranto.
I lavoratori ex Ilva di Genova sono scesi in piazza rivendicando la
nazionalizzazione e reclamando la riconversione ecologica della produzione
contro la dicotomia ambiente /lavoro .
A Taranto invece si ragiona sulla bonifica per programmare un futuro diverso,
lontano dalla “monocultura dell’acciaio” e dalla logica del sacrificio. Il piano
Taranto elaborato da comitati cittadini è un documento contenente le linee guida
per la riconversione economica e sociale del territorio in ottica di chiusura e
alternativa radicale alle industrie invasive che attualmente vi insistono e che
sono portatrici di inquinamento e morte, oltre che di depressione economica ed
etica.
Si prospetta una chiusura dell’impianto e la bonifica di un’area grande il
doppio di Taranto utilizzando le competenze degli operai ora in cassa
integrazione considerando che dal 2012 a oggi lo stato ha già speso 3,6 miliardi
di euro per tenere in vita l’Ilva, attraverso una lunga sequenza di contributi,
prestiti, ingressi pubblici nel capitale, finanziamenti dei soci e misure
emergenziali. Una cifra enorme che, secondo il movimento, non racconta
l’esistenza di un piano industriale o sociale credibile, ma solo una catena di
salvataggi temporanei.
Ne parliamo con Raffaele Cataldi uno tra i fondatori del Comitato Cittadini e
Lavoratori Liberi e Pensanti.
Il primo argomento della puntata è stato quello della logistica, infatti in
compagnia telefonica di Andrea Bottalico, abbiamo parlato del suo ultimo libro
“Logistica in Italia. Merci, lavoro e conflitti”. Approfittando della prossima
presentazione del testo edito da Carocci Editore a Torino presso la sede di USB,
ripercorriamo assieme all’ autore il particolare sviluppo nel contesto
economico/sociale/produttivo italiano di questo settore che è diventato sempre
più strategico negli ultimi anni a livello internazionale.
Questi e altri sono stati gli stimoli di discussione all’interno di questa
intervista, che ci serviranno per arrivare preparati alla presentazione del
libro in via Quarto dei mille 32, Torino alle 17:30 il 21 novembre.
Buon ascolto
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Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di
Raffaele Cataldi del Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti di
Taranto sulla fine che si sta sempre di più rivelando dell’ex ILVA. Raffaele,
autore anche del libro “Malesangue. Storia di un operaio dell’Ilva di Taranto”
(https://edizionialegre.it/product/malesangue/), ha analizzato le scelte
politiche annunciate dal governo il 4 novembre 2025 durante la trattativa con i
confederali dal punto di vista di una classe operaia da sempre schiacciata nel
ricatto tra salute e lavoro: 6.000 cassaintegrati diventano di fatto esuberi ed
entra in gioco il pirata americano con il fondo Bedrock Industries che vuole a
costo 0 rilevare l’impianto industriale la partita, intanto Gozzi, il falco di
Federacciai, conferma: “Ex Ilva, temo che siamo ai titoli di coda”.
Le conseguenze occupazionali sono devastanti: ma questo scenario il comitato lo
aveva anticipato da anni! E più che una profezia diventa evidente l’unica via
d’uscita sia per il territorio che per la salute e l’occupazione: investire
sulla bonifica del territoriale fatta dagli “esuberi” della fabbrica.
Buon ascolto
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Il terzo argomento della puntata è stata l’aggressione avvenuta nei confronti
del picchetto organizzato dal SUDD COBAS ad Euroingro, ovvero il più grande
centro di distribuzione dell’abbigliamento di Europa. Il presidio era stato
chiamato dopo che il tavolo di trattativa tra sindacato e azienda era saltato
riguardo alla regolarizzazione di 5 operai, costretti a turni di lavoro di 12
ore. Arturo oltre a riportarci gli eventi, ci dona un’ analisi generale su
quanto successo nonché riportandoci anche qualche buona notizia per quanto
riguarda le trattative poi riprese a seguito dell’aggressione.
Buon ascolto
Presidio sotto il Comune di Taranto, questo lunedì 13 ottobre, dalle ore 08:00
alle 20:00 contro la complicità di Eni e del porto di Taranto con il genocidio
palestinese, l’AIA e il dissalatore. In questa giornata, Taranto per la
Palestina, insieme al comitato cittadino No discarica, rete civica A difesa del
Fiume Tara e contro […]