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Puntata del 15/09/2026@0
Il primo argomento della serata è stato quello della repressione sui posti di lavoro, infatti in collegamento con Margherita Napoletano abbiamo spiegato le ragioni che hanno portato CUB Milano ad indire un corteo cittadino per sabato 19 settembre su questo tema. Oltre a ripercorre le vicende che hanno visto la storica rappresentante sindacale dell’ ospedale San Raffaele venire licenziata per motivi pretestuosi, abbiamo tracciato un quadro generale sulla situazione licenziamenti repressivi e generica agibilità sindacale in Italia. Saranno proprio le diverse tappe del corteo a raccontare ognuna una storia di repressione sul luogo di lavoro, ma anche gli interventi e le partecipazioni di Simone Vivoli licenziato da TIM e Delio Fantasia licenziato da Stellantis a scandire il concetto che nonostante tutto la lotta di lavoratori e lavoratrici per migliori condizioni di lavoro non si arrestano. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo realizzato in compagnia telefonica di Umberto Ottone di CUB Università e ricerca sulla “proposta” attivata dal Ministro Validità sulla possibilità di aderire ad un’ assicurazione integrata privata da parte del personale docente e ATA delle scuole italiane. Dal comunicato a riguardo pubblicato dal sindacato di base: ” La CUB SUR contrasta con forza l’assicurazione sanitaria integrativa per il personale della scuola in quanto riduce i finanziamenti all’istruzione e contribuisce allo smantellamento del welfare trasferendo il denaro dai lavoratori ai padroni del mondo finanziario. La CUB SUR si impegna invece a promuovere campagne di lotte per la difesa della sanità pubblica, dell’istruzione statale e dei salari. Sappi che se aderisci all’ “allettante” offerta del Ministro Valditara: • Porterai soldi alla sanità privata • Contribuirai alla distruzione della sanità pubblica • Finanzierai la guerra • Non godrai di reali benefici • I tuoi soldi saranno usati per le peggiori operazioni finanziarie nel mondo • Danneggerai l’economia del tuo Paese • Impoverirai le finanze del tuo Stato • Sosterrai l’economia degli Stati Uniti • Non avrai una vera e garantita copertura sanitaria totale Prenditi il tuo tempo e informati a dovere prima di aderire !“ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Ernesto dello Slai Cobas Taranto sulle 2.500 lettere di licenziamento collettivo per lavoratori dell’indotto ex Ilva di Taranto. La vicenda del tentato licenziamento di 2.500 operai dell’indotto dell’ex Ilva di Taranto rappresenta un capitolo cruciale dello scontro in atto tra il capitale industriale e la forza lavoro. A inizio settembre, le aziende dell’indotto (rappresentate da Aigi) hanno avviato la procedura di licenziamento collettivo per 2.500 operai. Questo atto è stato denunciato dal sindacalismo di base come il braccio di ferro dei privati sulla pelle dei lavoratori, finalizzato a scaricare sui subordinati i costi della crisi strutturale dello stabilimento. Di fronte allo spettro di una gravissima “bomba sociale” e alla minaccia di una mobilitazione di massa nel territorio tarantino, l’associazione padronale ha dovuto fare momentaneamente marcia indietro, decretando la sospensione temporanea delle procedure di licenziamento. Il congelamento degli esuberi viene interpretato come una tregua armata dettata dalla paura del conflitto operaio e della destabilizzazione istituzionale. La vertenza rimane aperta come uno dei principali terreni di lotta di classe sul territorio nazionale, dove la difesa del posto di lavoro si scontra direttamente con le logiche del profitto privato e dell’indifferenza statale. A questo si vanno ad aggiungere le gravi dichiarazioni dell’ammiraglio NATO cavo dragone che conferma la creazione a Taranto del comando nato del sud ed il ruolo strategico della città nei piani di guerra. Buon ascolto
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Puglia: i comitati locali difendono il territorio tarantino@1
Nel territorio tarantino ci sono diverse esperienze di resistenza dal basso. La scorsa settimana a seguito dell’ennesima morte sul lavoro di un operaio dell’ex-Ilva di Taranto è stato convocato uno sciopero di 24 ore e insieme a Virginia del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti abbiamo fatto un aggiornamento sulla situazione della fabbrica e del territorio, sottolineando le gravi conseguenze sulla salute e i limiti delle azioni messe in campo dai vari attori che dovrebbero prendersi carico di un impianto completamente da mettere in sicurezza e da bonificare. Arriva la notizia di un presidio permanente nella piazza del paese Ginosa in provincia di Taranto a seguito della volontà di realizzare un progetto di termovalorizzatore. La questione dell’agricoltura, delle aree interne e della gestione dei rifiuti sono temi all’ordine del giorno per il territorio che si trova quasi al confine con la Basilicata. Con Maria del Comitato No Termovalorizzatore facciamo il punto della situazione.
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Ex ILVA siamo al capolinea
Mentre negli stabilimenti ex Ilva si continua a morire (l’ultimo incidente mortale risale al 12 gennaio scorso) ,si parla di cedere gli impianti al fondo speculativo americano Flacks . Le prospettive occupazionali sono tetre sono in cassa integrazione ormai circa 3.600 lavoratori degli impianti tarantini su meno di ottomila “diretti” dipendenti e si lincenzia anche nell’indotto come i 218 lavoratori della Semat sud di Taranto. I lavoratori ex Ilva di Genova sono scesi in piazza rivendicando la nazionalizzazione e reclamando la riconversione ecologica della produzione contro la dicotomia ambiente /lavoro . A Taranto invece si ragiona sulla bonifica per programmare un futuro diverso, lontano dalla “monocultura dell’acciaio” e dalla logica del sacrificio. Il piano Taranto elaborato da comitati cittadini è un documento contenente le linee guida per la riconversione economica e sociale del territorio in ottica di chiusura e alternativa radicale alle industrie invasive che attualmente vi insistono e che sono portatrici di inquinamento e morte, oltre che di depressione economica ed etica. Si prospetta una chiusura dell’impianto e la bonifica di un’area grande il doppio di Taranto utilizzando le competenze degli operai ora in cassa integrazione considerando che dal 2012 a oggi lo stato ha già speso 3,6 miliardi di euro per tenere in vita l’Ilva, attraverso una lunga sequenza di contributi, prestiti, ingressi pubblici nel capitale, finanziamenti dei soci e misure emergenziali. Una cifra enorme che, secondo il movimento, non racconta l’esistenza di un piano industriale o sociale credibile, ma solo una catena di salvataggi temporanei. Ne parliamo con Raffaele Cataldi uno tra i fondatori del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti.
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Puntata del 13/01/2026@0
Il primo argomento della puntata è stato quello degli istituti scolastici tecnico professionali. Infatti in compagnia telefonica di Maria Teresa, docente dell’ istituto Bodoni-Paravia di Torino, abbiamo approfondito le motivazioni che hanno spinto questo collegio di istituto a presentare una mozione che riguarda la “filiera tecnologico professionale”. Quest’ ultima, che prevederebbe un percorso strutturato in 4 anni di didattica + 2 di formazione professionale, è entrata a fare parte dei percorsi che possono proporre gli istituti tecnico-professionali a studenti* e famiglie; il problema è che in diverse scuole questo cambiamento è avvenuto naturalmente, come se fosse obbligatorio accettare questo cambiamento dall’ alto quando non è in realtà così. La nostra ospite ci ha spiegato perché lei e i suoi colleghi sono contrari a questo nuovo modello, che vorrebbe una scuola che forma sempre meno culturalmente e che dietro all’ attrattiva di trovare facilmente un futuro impiego, diventerebbe solo più disorganizzata e più pronta a sfruttare studenti per percorsi lavorativi già dal secondo anno. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Francesco Latorraca, segretario provinciale del SiCobas Torino sulla lotta dei lavoratori della Pirelli di Settimo Torinese. Infatti quelli che sono assunti dall’azienda in subappalto Hunecon di fatto svolgono le stesse identiche mansioni (movimentazione e calandratura) dei loro colleghi assunti direttamente da Pirelli, ma con la differenza che vengono pagati molto di meno e godono di ancora meno tutele, perchè inquadrati con il famigerato CCNL Multiservizi. Questo ha dato il via ad uno sciopero perdurato per 3 giorni e che ha creato danni non da poco. Nonostante questa prima grossa dimostrazione di forza operaia, la lotta contro il colosso industriale si prospetta essere ancora lunga, sulle motivazioni di ciò e quelle più nel dettaglio dello sciopero sentiamo le parole di Latorraca. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Eleonora dell’Assemblea Precaria Universitaria (APU) sul confronto assembleare tenutosi il 13/01/2026 al PoliTo in aula 10A. Abbiamo analizzato la situazione del precariato della ricerca che da quest’anno è praticamente stato espulso dal politecnico di Torino come dall’università in genere a causa delle scelte economiche e politiche del governo che, come sappiamo, scommette tutto sul riarmo lasciando un vuoto anche qui. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il quarto approfondimento della puntata lo abbiamo fatto trasmettendo la registrazione di parte della conferenza stampa dello Slai Cobas di Taranto il 12/01/2026 presso la sede sindacale: “Questa mattina alle 10 abbiamo tenuto una conferenza stampa in sede sull’ilva. La conferenza stampa era stata indetta per la situazione all’Ilva ma è stata fatto anche una dichiarazione a fronte della morte dell’operaio avvenuta in stabilimento sempre il 13/01/2026.lo slai cobas naturalmente ha aderito allo sciopero immediato e domattina (14/01/2026) sarà alle portinerie per far andare avanti denuncia e lotta”. Qui il comunicato completo redatto dallo Slai Cobas di Taranto. Buon ascolto
sciopero
scuola
università
morti sul lavoro
assemblea
Puntata del 18/11/2025@2
Il primo argomento della puntata è stato quello della logistica, infatti in compagnia telefonica di Andrea Bottalico, abbiamo parlato del suo ultimo libro “Logistica in Italia. Merci, lavoro e conflitti”. Approfittando della prossima presentazione del testo edito da Carocci Editore a Torino presso la sede di USB, ripercorriamo assieme all’ autore il particolare sviluppo nel contesto economico/sociale/produttivo italiano di questo settore che è diventato sempre più strategico negli ultimi anni a livello internazionale. Questi e altri sono stati gli stimoli di discussione all’interno di questa intervista, che ci serviranno per arrivare preparati alla presentazione del libro in via Quarto dei mille 32, Torino alle 17:30 il 21 novembre. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Raffaele Cataldi del Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti di Taranto sulla fine che si sta sempre di più rivelando dell’ex ILVA. Raffaele, autore anche del libro “Malesangue. Storia di un operaio dell’Ilva di Taranto” (https://edizionialegre.it/product/malesangue/), ha analizzato le scelte politiche annunciate dal governo il 4 novembre 2025 durante la trattativa con i confederali dal punto di vista di una classe operaia da sempre schiacciata nel ricatto tra salute e lavoro: 6.000 cassaintegrati diventano di fatto esuberi ed entra in gioco il pirata americano con il fondo Bedrock Industries che vuole a costo 0 rilevare l’impianto industriale la partita, intanto Gozzi, il falco di Federacciai, conferma: “Ex Ilva, temo che siamo ai titoli di coda”. Le conseguenze occupazionali sono devastanti: ma questo scenario il comitato lo aveva anticipato da anni! E più che una profezia diventa evidente l’unica via d’uscita sia per il territorio che per la salute e l’occupazione: investire sulla bonifica del territoriale fatta dagli “esuberi” della fabbrica. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della puntata è stata l’aggressione avvenuta nei confronti del picchetto organizzato dal SUDD COBAS ad Euroingro, ovvero il più grande centro di distribuzione dell’abbigliamento di Europa. Il presidio era stato chiamato dopo che il tavolo di trattativa tra sindacato e azienda era saltato riguardo alla regolarizzazione di 5 operai, costretti a turni di lavoro di 12 ore. Arturo oltre a riportarci gli eventi, ci dona un’ analisi generale su quanto successo nonché riportandoci anche qualche buona notizia per quanto riguarda le trattative poi riprese a seguito dell’aggressione. Buon ascolto
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logistica
presentazione libro
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Taranto blocco al porto contro Eni complice del genocidio.
La mobilitazione contro il genocidio sionista ha bloccato il porto di Taranto dove era approdata al molo gestito dall’Eni la nave Sea Salvia ,per caricare il greggio destinato all’esercito israeliano. Di fronte alla mobilitazione dei tarantini l’Eni ha comunicato che la nave non sarebbe stata rifornita e che la destinazione sarebbe stata Port Said in […]
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