Oltre cinquecento persone in piazza contro la visita dell’ambasciatore
statunitense e del suo megayacht da 450 milioni di dollari. La polizia carica il
corteo diretto verso Riva Sette Martiri, blindata …
Tag - palestina
A venticinque anni dal G8, Genova continua a interrogare il presente: la
repressione, lo stato di eccezione permanente e le profezie inascoltate del
movimento dei movimenti raccontano le trasformazioni di …
Due ragazzi sono stati rinchiusi nel carcere minorile Ferrante Aporti e altri
tre collocati in comunità per aver partecipato alle mobilitazioni pro Palestina
del 3 ottobre 2025. Tutti hanno tra …
di Samuele Lucia Il conflitto a Gaza non interroga soltanto il diritto
internazionale. Interroga anche le democrazie occidentali, chiamate a scegliere
tra tutela dei diritti e il primato della sicurezza. …
Il pediatra e direttore dell’ospedale Kamal Adwan è detenuto senza accuse né
processo dal dicembre 2024. Il suo avvocato denuncia torture quotidiane,
pestaggi, isolamento e l’assenza di cure. Medici per …
di Mauro Armanino Dalle parole del poeta Erich Fried al ricordo di Genova 2001,
una riflessione sul pericolo più insidioso del nostro tempo: abituarsi alla
guerra, all’ingiustizia e alla violenza …
Un rapporto di Netpol accusa la Metropolitan Police di non aver protetto gli
attivisti anti-sionisti e denuncia un doppio standard nella gestione delle
proteste. Il 14 giugno scorso, nel quartiere …
Il 26 giugno a Washington, con la mediazione dell’amministrazione Trump, Israele
e Libano hanno firmato un accordo quadro in 14 punti. Il cuore del trattato
prevede il disarmo totale di Hezbollah da parte dell’esercito libanese, che
dovrebbe riacquisire il controllo del sud del paese. Tuttavia, il ritiro delle
forze di occupazione sionista (IOF) avverrebbe solo dopo la verifica del disarmo
da parte di Israele, con la concreta possibilità che questo non avvenga e che la
fascia lungo il confine meridionale, la cosiddetta “zona cuscinetto” resti sotto
occupazione sionista.
I giornali si sono affrettati a definire questa intesa come “primo passo verso
la pace tra Beirut e Tel Aviv”, mentre le fazioni della resistenza libanese e
palestinese l’hanno additata come “una resa a Israele“. Migliaia sono stati i/le
manifestanti che sono scesi in piazza a Beirut, accusando il governo del
presidente Joseph Aoun di aver ceduto alle pressioni di Washington.
Ne abbiamo parlato con Michele Giorgio, direttore di Pagine Esteri e giornalista
per Il Manifesto.
SHATILA A TORINO CON BASKET BEATS BORDERS
Casa del quartiere San Salvario - Via Morgari 14
(mercoledì, 1 luglio 18:00)
Dal primo al 7 luglio, verranno a Torino le ragazze della squadra di basket del
campo profughi palestinese di Shatila (presso Beirut), invitate
dall'associazione sportiva di San Salvario, assieme a quelle di Chieri e
Trofarello.
di Gianni Sartori Mentre nel campo di concentramento di Gaza i bambini muoiono
di fame e per mancanza di cure, nelle carceri israeliane si allunga la lista dei
palestinesi morti …