I dieci attivisti del convoglio Sumud, tra cui due italiani, restano detenuti
dalle milizie di Haftar senza accuse formalizzate. In tredici Paesi cresce la
mobilitazione e decine di solidali sono …
Tag - palestina
Oggi, lunedì 8 giugno h17 (Corso Inghilterra 7) Torino per Gaza ha organizzato
una contestazione dell’evento organizzato da “Sinistra per Israele”.
“Domani contesteremo l’ennesimo evento vergognoso, partecipato da ipocriti
parolai che provano a riabilitare Israele, cancellando con un colpo di spugna i
suoi crimini storici. […] La Palestina lotta per la fine dell’occupazione, il
diritto al ritorno e la giustizia storica. Questo processo di liberazione non
può che iniziare con il riconoscere che Israele non è uno stato democratico,
bensì un regime coloniale.” dal comunicato di Torino per Gaza
Parlare ancora oggi di “due popoli, due Stati” e sostenere che Netanyahu sia
l’unico problema significa mistificare la realtà del progetto sionista
coloniale, razzista ed estrattivista, finalizzato alla pulizia etnica del popolo
palestinese e di tutti quei territori, come il Libano, che si oppongono al
progetto coloniale della Grande Israele.
Dopo oltre due anni di genocidio a Gaza, che continua ancora oggi attraverso i
bombardamenti, l’affamamento deliberato della popolazione, l’ingresso
discontinuo dei beni di prima necessità e i progetti di sfruttamento e
speculazione nella Striscia, fino alla riproposizione delle stesse dinamiche di
occupazione e devastazione in Libano, continuare a sostenere queste retoriche
false e faziose significa essere complici di quanto accade in Medio Oriente e
del mantenimento di uno stato di violenza, oppressione e privazione dei diritti
che continua a colpire il popolo palestinese.
Ne abbiamo parlato con Sara di Torino per Gaza
Cinquantaquattro attivisti indagati, decine di sanzioni e migliaia di euro di
multe per le mobilitazioni contro il genocidio a Gaza. Nel mirino blocchi
ferroviari, occupazioni universitarie, presidi e manifestazioni. Un …
di Alessandra Algostino* Dal pubblico ministero di Torino un passo nel cammino
per invertire la rotta rispetto alla costruzione di un regime autoritario
L’istanza del pubblico ministero di Torino con …
Per la Procura di Torino il nuovo reato di blocco stradale rischia di violare
libertà di manifestazione, diritto di riunione e diritto di sciopero. Dopo le
critiche di giuristi, Cassazione …
Israele mette a ferro e fuoco il Libano e nel mirino ora c’è direttamente anche
la capitale Beirut. Per ora, i morti accertati in 3 mesi di attacchi sono
arrivati a sfiorare quota 3.500 in Libano, con 10mila feriti e oltre un milione
di sfollati in un Paese, il Libano, oltre il collasso. ‘Non esiteremo ad agire
in qualsiasi modo per aiutare la resistenza libanese contro l’aggressione
illegale e l’ingerenza del regime sionista’, ricorda il ministero degli Esteri
iraniano, che comunica lo stop ai negoziati indiretti con gli Usa e paventa il
blocco totale al già asfittico stretto di Hormuz, chiuso da ormai 3 mesi.
Al telefono con una compagna che vive a Beirut, ci facciamo spiegare la
situazione in Libano e anche la storia millenaria, e del tutto peculiare, del
Paese dei Cedri e della sua capitale.
Il Libano è stato più volte definito la “Svizzera del Medio Oriente”, e la sua
capitale, Beirut, la “Parigi del Medio Oriente” o “la perla del Mediterraneo”,
eppure pesanti sono – e sono sempre state – le ingerenze straniere sul suo
territorio.
Dalla dissoluzione dell’Impero Ottomano, passando per l’occupazione coloniale
francese, l’indipendenza, arriviamo al 1948, anno di fondazione di Israele, e da
questa data seguiamo la ricostruzione della storia di Hezbollah proposta da
Marco Di Donato nel libro “Hezbollah, storia del Partito di Dio”.
Tracklist
1. Harik حريق – Sametou Sawtan سمعت صوتاً by SANAM
2. Habibon حبيبٌ – Sametou Sawtan سمعت صوتاً by SANAM
3. I Remember I Forget بنسى وبتذكر – I remember I forget بنسى وبتذكر by Yasmine
Hamdan
4. Vows سبع صنايع – I remember I forget بنسى وبتذكرby Yasmine Hamdan
5. Abyss حويك وزويك – I remember I forget بنسى وبتذكرby Yasmine Hamdan
6. Daya3 ضياع – I remember I forget بنسى وبتذكر
by Yasmine Hamdan
7. St. Baghdadi’s Celebrations مولد سيدي البغدادي – La Bombe
by The Great Departed
8. Seven Coins سبع لحاليح – La Bombe by The Great Departed
9. Cheftak – The Best Of by Soapkills
10. Marco Slow – The Best Of by Soapkills
11. Aranis & Koullou Ndif – The Best Of by Soapkills
12. Galbi – The Best Of by Soapkills
13. Holako (Hulagu) – Aynama-Rtama by Alif
14. Al-Juththa (The Corpse) – Aynama-Rtama by Alif
15. DOUNANA (without us) – by SIBA & MONKYMAN
Continuano i Rumors : 2 cordate americane interessate all’acquisto dei diritti
per Roma.
Uno è Donnie Nelson, ex general manager dei Dallas Mavericks.
L’altro è Paul Matiasic attuale proprietario della Pallacanestro Trieste, pronto
a spostare il titolo sportivo a Roma. Ennesimo effetto NBA: i titoli sportivi
vengono spostati da una città all’altra secondo logiche di convenienza del
mercato. Negli USA si è già visto con Seattle. I tifosi di Trieste si sono
giustamente incazzati. Le due cordate si sarebbero già incontrate con Gualtieri
visitando il PalaEUR. Insomma,la macchina va avanti in maniera tutt’altro che
trasparente. Nel frattempo, Amazon e YouTube appaiono come futuri broadcaster
della NBA Europe Se i diritti finiscono sulle piattaforme, spesso significa
abbonamenti e paywall: chi non paga resta fuori.
E parliamo di aziende al centro di accuse e procedimenti:
Amazon per pratiche anticoncorrenziali e criticità sul lavoro;
YouTube per gestione della disinformazione e privacy dei minori.
di Mauro Armanino Dai boschi dell’Appennino alla Palestina, i sentieri
interrotti raccontano molto più di un paesaggio: parlano di comunità spezzate,
memorie cancellate e storie che attendono ancora di essere …
Una madre di tre figli finisce sotto accertamento dopo uno sciopero della fame
davanti a Montecitorio. Ultima Generazione denuncia: “Non tutela dei minori, ma
intimidazione contro chi dissente”. Una madre …
di Marco Santopadre I servizi segreti di Berlino bollano come antisemiti decine
di simboli e di slogan utilizzati dal movimento di solidarietà con la causa
palestinese La Germania è probabilmente …