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[2026-03-14] CORTEO REGIONALE contro Genocidio e DDL Antisemitismo @ Piazza XVIII Dicembre
CORTEO REGIONALE CONTRO GENOCIDIO E DDL ANTISEMITISMO Piazza XVIII Dicembre - Torino (sabato, 14 marzo 14:30) CORTEO REGIONALE TORINO, 14 MARZO 2026 PIAZZA XVIII DICEMBRE ORE 14:30 La forza dimostrata durante gli scioperi, i blocchi, i boicottaggi è stata inaspettata e dirompente. Il governo sta ricorrendo a misure autoritarie e restrittive per soffocare coloro che possono cambiare le cose. Ricorrono ai Decreti sicurezza liberticidi, alla veicolazione dei mezzi di informazione, alle denunce e agli arresti, alla manipolazione del significato di antisemitismo come nel caso del Ddl Romeo. Quest’ultimo in particolare è piuttosto grave, una proposta di legge che si ispira all’Inghilterra e alla Germania dove è illegale scandire “free Palestine”. Fascisti con busti di Mussolini sulla scrivania vogliono riscrivere la storia e insegnare cosa sia il razzismo. Non per ultimo vogliono controllare la magistratura stravolgendo la nostra costituzione. Crediamo sia neccessario impegnarci per votare e far votare NO al referendum, per bloccare la falsa riforma della giustizia che ha come unico scopo mettere la magistratura sotto il controllo della politica e del governo.
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Iran: continua la pressione di USA e Israele
Una settimana fa Trump e Netanyahu si incontravano alla Casa Bianca e il primo ministro israeliano tentava di spingere Trump a imporre forti limitazioni a Teheran rispetto all’arsenale missilistico, non soltanto al suo programma nucleare. Pochi giorni dopo l’Iran dava segnali di apertura nei confronti dell’AEIA affinché possa ispezionare i loro siti nucleari per dimostrare che l’Iran non dispone di armi nucleari. Oggi l’attacco da parte degli USA all’Iran e il possibile coinvolgimento di Israele appare sempre più vicino, secondo testate giornalistiche americane l’obiettivo di Trump è quello di aprire un conflitto su larga scala, attraverso una campagna massiccia e di lunga durata, come lascerebbero intendere i movimenti sul territorio e nelle basi militari. In questo scenario si apre il meeting autoconvocato da Trump soprannominato “Board of Peace”, lasciando aperta una porta sempre più ampia a possibili nuovi interventi pesanti da parte di Israele su territorio palestinese, mentre i grandi capitali si spartiscono i profitti della “ricostruzione” di Gaza. Ne parliamo con Michele Giorgio Corrispondente dal MO de Il Manifesto, direttore di Pagine Esteri. 
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