La situazione a Cuba è estremamente critica: l’elettricità viene razionata per
gran parte della giornata e il petrolio è quasi esaurito. Le persone scendono in
strada con manifestazioni e cacerolazos. La strategia USA è evidente, orientata
a un progressivo strangolamento economico del Paese, attraverso un blocco
permanente ed extraterritoriale che incide direttamente sulle condizioni di vita
della popolazione: energia, carburante, trasporti, medicinali e alimenti.
Sembrerebbero in corso delle negoziazioni con gli Stati Uniti sulla possibilità
di far arrivare aiuti umanitari attraverso soggetti terzi, come la Chiesa
cattolica. Gli USA provano inutilmente a presentarsi al popolo cubano come
estranei alla crisi, facendo arrivare aiuti e provando ad addossarne la
responsabilità al governo. In questo, gioca un ruolo decisivo la propaganda
occidentale: da mesi i grandi network descrivono Cuba esclusivamente come un
“regime al collasso”, oscurando deliberatamente l’impatto devastante del bloqueo
e ignorando le responsabilità dirette della guerra economica statunitense.
Ne abbiamo parlato con un compagno che si trova attualmente a L’Avana.
Tag - Bloqueo
La crisi non cade dal cielo: è prodotta da embargo, sanzioni e ricatti
energetici. Cuba paga il prezzo della sovranità, tra ipocrisia europea e stretta
di Trump. E proprio perché …
«Siamo sotto assedio», dice il presidente cubano Miguel Díaz-Canel, respingendo
la narrazione che vorrebbe lo Stato caraibico al centro di un collasso
endogeno. Accusa gli Stai Uniti e le minacce del presidente Donald Trump, ultimo
tassello di un domino destabilizzante iniziato oltre 60 anni fa con l’embargo
decretato da Kennedy. Il popolo cubano sta vivendo una crisi economica senza
precedenti ,forse peggiore del “periodo especial” susseguito al crollo dell’URSS
,la carenza di carburante ha innestato una serie di conseguenze che si
riflettono sulla vita quotidiana dei cubani. Senza elettricità gli ospedali non
possono tenere in vita i pazienti; il cibo e i farmaci marciscono nei
frigoriferi spenti; le pompe dell’acqua si fermano, aprendo la strada a
epidemie; i trasporti collassano; scuole, servizi, comunità intere vengono
paralizzate. Questo non è un rischio futuro. È la realtà quotidiana .
Al di là delle responsabilità del “bloqueo” criminale le riforme economiche di
Diaz Canel non hanno fatto altro che immettere elementi di protocapitalismo
senza intaccare le condizioni delle classi popolari e non hanno risolto i
problemi strutturali di approvvigionamento energetico e sopratutto l’accesso a
prezzi accessibili ai beni di prima necessità .
Si sono create sacche di disuguaglianza e settori legati all’esercito hanno
goduto di posizioni di rendita aumentando così lo scontento dei cubani che
affrontano le conseguenze della crisi pur rimanendo fermi nella convinzione di
difendere la dignità e la sovranità dell’isola .
Ne parliamo con Andrea Cegna giornalista freelance collaboratore di varie
testate ,esperto di America Latina