Il primo argomento che abbiamo trattato in questa puntata ha riguardato le
condizioni in cui si ritrova uno specifico ufficio postale di Torino e
conseguentemente le precarie condizioni di salute e sicurezza di chi ci lavora,
oltre degli utenti che usufruiscono dei servizi di Poste Italiane. Abbiamo
perciò snocciolato tutte le problematiche trovate nella sede in c.so Palermo 55
a Torino, grazie alla segnalazione che abbiamo ricevuto da SLG CUB Poste ed
abbiamo avuto come ospite telefonico Giovanni Pulvirenti del sindacato stesso.
Con lui siamo andati nello specifico delle numerose problematiche riscontrate in
questo ufficio postale, che vanno da condizioni igienico sanitarie pessime,
assente manutenzione di impianti ma anche della struttura (il vetro di una porta
scheggiato che rischia di cadere da un momento all’altro ad esempio) fino ad
arrivare alla mancanza cronica di personale per mandare avanti l’ufficio
postale. Il sindacato ha segnalato all’ASL tutto questo e ai nostri microfoni ha
denunciato come tutte queste problematiche si inseriscano in un quadro generale
dato dalla privatizzazione di Poste Italiane.
Buon ascolto
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Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia
dell’avvocato del lavoro Scaglia sul referendum del 22/23 marzo 2026 che ci
chiama a promuovere o bocciare la “riforma Nordio” del 30/10/2025: Norme in
materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte
disciplinare.
Con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati in merito all’argomento:
A – abbiamo inquadrato i 7 articoli, dal 102 al 112, della Costituzione che se
passa il SI verranno modificati;
B – Perché è importante votare NO?
C – Quali conseguenze ci saranno sull’applicazione del diritto del lavoro.
“Il referendum costituzionale del 22-23 marzo 2026 sulla riforma della giustizia
non richiede un quorum del 50%+1 per essere valido, vince chi prende un voto in
più, quindi il tuo voto è decisivo per fermare questa riforma assurda”
Buon ascolto
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Il terzo argomento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Max Lioce del
Collettivo Cuba Va sulla situazione
politico/economica Cubana e sulla possibilità concreta di dare solidarietà in
questo momento difficile per l’isola.
Con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati in merito a questi argomenti:
– abbiamo fatto il punto della situazione politico/economica rispetto anche
all’inasprimento del BLOCCO unilaterale da parte dell’imperialismo statunitense
che ora minaccia l’invasione/attacco come prossimo obbiettivo;
– é stato presentato il progetto Nuestra América Flotilla in partenza in questi
giorni: “Si chiama Nuestra América Flotilla la missione internazionalista che è
stata lanciata per portare cibo, medicinali e altri beni di prima necessità a
Cuba, stretta nella strangolante morsa del blocco statunitense. L’obiettivo è
rompere l’assedio stelle-e-strisce e sostenere la popolazione cubana contro la
violenza di Washington. La flotta, che porta il nome di un testo fondamentale
del rivoluzionario ed eroe nazionale cubano José Martí, salperà entro qualche
giorno. Ed è un nome che rivela il portato fondamentalmente politico della
missione: è un’iniziativa a difesa della sovranità del popolo e del socialismo
cubano, contro lo strangolamento imposto dall’imperialismo yankee.”
– Cosa possiamo fare noi per dare solidarietà concreta? (i numeri della radio
+39 0112495669 +39 346 6673263 sono utili + https://nuestraamericaconvoy.org/ +
cerca collettivo CUBA VA)
“la solidarietà internazionalista può rompere l’assedio, salvare vite umane e
difendere la causa dell’autodeterminazione cubana“
Buon ascolto
Tag - cuba
SOSTENIAMO NELLE PIAZZE IL CONVOY PER NUESTRA AMERICA
RAI Torino - Via Verdi 14, Torino
(venerdì, 20 marzo 17:30)
Sosteniamo nelle piazze il Convoy per Nuestra America
🚩 Presidio a Torino
🗓 Venerdì 20/03 h.17:30
📍 Davanti alla sede Rai, Via Verdi 16
Il 21 marzo arriverà a Cuba una flottiglia della solidarietà per rompere il
blocco Usa che sta strangolando l’isola. A bordo e a terra ci saranno anche
delegazioni dall'Italia.
E’ fin troppo evidente il tentativo dell’amministrazione Trump di piegare una
esperienza politica e sociale rivoluzionaria che da quasi ottanta anni tiene
testa all’arroganza dell’imperialismo USA in America Latina.
Per questo il 20 marzo alle 17:30 saremo in presidio davanti alla Rai (Via Verdi
16), a sostegno del Convoy solidale che arriverà il 21 marzo a L'Avana e contro
la complicità del governo Meloni con il bloqueo criminale imposto dagli Stati
Uniti.
https://www.instagram.com/p/DWBb_WtDV05/
Il presidente Daniel Noboa ha annunciato un coprifuoco notturno in quattro
province costiere dell’Ecuador – Guayas, Los Ríos, Santo Domingo de los
Tsáchilas e El Oro – come parte, dice, di una nuova offensiva contro
narcotraffico e criminalità organizzata. La misura arriva mentre il paese è già
in stato di emergenza in diverse regioni.
Più recentemente, Noboa ha interrotto le relazioni diplomatiche con Cuba ed
espulso bruscamente i suoi diplomatici, affermando senza prove che L’Avana
interferiva negli affari interni dell’Ecuador.
Ne parliamo con Andrea Cegna, giornalista e attivista esperto di America latina,
che ci indica come scenario a cui prestare attenzione la Colombia, guidata dal
presidente Gustavo Petro.
Contemporaneamente, Cuba sta subendo un blocco petrolifero da parte degli Stati
Uniti e altre intense pressioni da parte del presidente USA Donald Trump, il
quale ha dichiarato apertamente di volere un cambio di regime all’Avana.
Cinque persone sono state arrestate sabato a Cuba per atti di “vandalismo” dopo
che un piccolo gruppo di manifestanti ha fatto irruzione in una sede provinciale
del Partito Comunista Cubano e ha dato fuoco a computer e mobili. La protesta,
che ha coinvolto anche una farmacia e un altro negozio, è avvenuto nella città
di Morón, a poco più di 500 km a est dell’Avana.
Di recente, a Cuba sono iniziati i cacerolazos notturni, per sfogare la
frustrazione e mostrare il malcontento per la carenza di
cibo e medicine. Lx residenti dell’isola sono inoltre soggettx a frequenti
interruzioni di corrente a rotazione, che possono durare fino a 15 ore al
giorno. Secondo i media indipendenti e i post sui social media, L’Avana è al
centro delle proteste notturne, ma si stanno diffondendo anche in altre parti
del Paese.
Venerdì, il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha confermato per la prima volta
di essere in contatto con il governo statunitense per dei colloqui. Díaz-Canel
ha inoltre dichiarato che negli ultimi tre mesi non sono arrivate spedizioni di
petrolio a Cuba, attribuendone la colpa al blocco petrolifero statunitense. Ha
aggiunto che l’isola si alimenta con un mix di gas naturale, energia solare e
centrali termoelettriche.
Trump ha affermato che Cuba sarà il prossimo obiettivo della sua agenda dopo la
guerra con l’Iran e il rovesciamento, da parte degli Stati Uniti, del principale
alleato di Cuba, Nicolás Maduro del Venezuela, avvenuto a gennaio.
Ascolta l’aggiornamento della situazione da L’Avana, Cuba.
di Unione Sindacale di Base (USB) Non solo embargo: anche le piattaforme
finanziarie come PayPal bloccano le donazioni solidali mentre gli USA stringono
l’assedio contro Cuba. Il sindacato USB ha …
La crisi non cade dal cielo: è prodotta da embargo, sanzioni e ricatti
energetici. Cuba paga il prezzo della sovranità, tra ipocrisia europea e stretta
di Trump. E proprio perché …
> Dopo una decade di rivolte e tentativi di scuotere la società siamese da parte
> della Generazione del Milk Tea Movement è stata sufficiente una guerriciola
> contro la Cambogia per futili motivi perché il nazionalismo si riprendesse il
> paese attraverso elezioni che hanno visto l’imprevista vittoria del premier
> Anutin, monarchico e alleato naturale dei militari. Ci accompagna in questa
> analisi attenta Emanuele Giordana, come al solito attualmente in
> perlustrazione dello spirito attuale che pervade attualmente gli stati
> dell’Asean.
> Altro sviluppo che fa prevedere una restaurazione è quello che sta
> trasformando sempre più in un apparato repressivo il regime castrista stretto
> dal bloqueo, ma anche dall’insipienza della geriatrica dirigenza del tutto
> sorda alle istanze dei giovani e ai bisogni minimi di sopravvivenza della
> popolazione alla fame, all’indigenza, impossibilitata negli spostamenti
> minimi, dopo aver esaurito tutti gli espedienti per una resilienza davvero
> eroica contro l’imperialismo e difendendosi dalla corruzione del sistema
> ancora peggiorato dalle riforme. Spinti da una corrispondenza con Piergiorgio,
> un compagno da tempo a Cube, abbiamo analizzato con Andrea Cegna la situazione
> e le possibili evoluzioni .
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Contro l’assedio degli Stati Uniti. La flotilla “Nostra America” per Cuba
attraverserà i Caraibi per portare aiuti e rilanciare una campagna
internazionale per la fine delle sanzioni statunitensi. Fra un …
«Siamo sotto assedio», dice il presidente cubano Miguel Díaz-Canel, respingendo
la narrazione che vorrebbe lo Stato caraibico al centro di un collasso
endogeno. Accusa gli Stai Uniti e le minacce del presidente Donald Trump, ultimo
tassello di un domino destabilizzante iniziato oltre 60 anni fa con l’embargo
decretato da Kennedy. Il popolo cubano sta vivendo una crisi economica senza
precedenti ,forse peggiore del “periodo especial” susseguito al crollo dell’URSS
,la carenza di carburante ha innestato una serie di conseguenze che si
riflettono sulla vita quotidiana dei cubani. Senza elettricità gli ospedali non
possono tenere in vita i pazienti; il cibo e i farmaci marciscono nei
frigoriferi spenti; le pompe dell’acqua si fermano, aprendo la strada a
epidemie; i trasporti collassano; scuole, servizi, comunità intere vengono
paralizzate. Questo non è un rischio futuro. È la realtà quotidiana .
Al di là delle responsabilità del “bloqueo” criminale le riforme economiche di
Diaz Canel non hanno fatto altro che immettere elementi di protocapitalismo
senza intaccare le condizioni delle classi popolari e non hanno risolto i
problemi strutturali di approvvigionamento energetico e sopratutto l’accesso a
prezzi accessibili ai beni di prima necessità .
Si sono create sacche di disuguaglianza e settori legati all’esercito hanno
goduto di posizioni di rendita aumentando così lo scontento dei cubani che
affrontano le conseguenze della crisi pur rimanendo fermi nella convinzione di
difendere la dignità e la sovranità dell’isola .
Ne parliamo con Andrea Cegna giornalista freelance collaboratore di varie
testate ,esperto di America Latina