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Spot 26/06/2026 – Antifaboxe – A chi appartiene il ring?
L’Antifaboxe torna ai microfoni di Radio Blackout con una puntata sulla boxe cubana: parliamo della situazione cubana dal ’59 ad oggi e i suoi legami con la boxe. A supportarci con due interviste abbiamo Cristiano Regina, regista del film “A tu lado”, che racconta della palestra cubana Gimnasio de Boxeo Centro Habana, fondata dal nostro secondo intervistato, Samuel Fabbri.
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Cuba, tra bloqueo e nuove sanzioni
Da gennaio Washington ha imposto un blocco petrolifero che di fatto sta cercando di strangolare l’isola, lasciandola senza carburante: in nove mesi è arrivata una sola petroliera, russa, il cui carico è bastato per un mese. La rete elettrica è al collasso, con sei blackout nazionali nel 2026 e quartieri dell’Avana senza corrente anche per ventiquattro ore di fila. Il Paese è quasi fermo, gli ospedali vanno avanti a stento e mancano farmaci e beni essenziali. Dal 30 settembre pesano anche le nuove sanzioni: le banche USA non possono più gestire pagamenti in dollari legati a Cuba, nemmeno fuori dagli Stati Uniti, e devono congelare i conti anche di privati, con effetti a catena su rimesse e commercio. Ma la crisi non colpisce tutti allo stesso modo: c’è chi riesce ad accedere ai beni, a comprarli e rivenderli sul mercato nero, e chi no, in una situazione complessa e tutt’altro che omogenea. Intanto, a ridosso delle elezioni di metà mandato del 3 novembre e dopo le sconfitte in Medio Oriente, Trump prova a rivendere le decisioni prese su Cuba come terreno di successo. Ne abbiamo parlato con Andrea Cegna, giornalista freelance ed esperto di America Latina.
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¡Storia del queerpunk C==8! parte due@0
parte due dello speciale sul queerpunk dajezz fonti: Queercore how to punk a revolution Punk-U-Mentary Step Up and be Vocal Torazine fanzine Roma 1994 Neogotic, darkzine Milano 1991 Helena Velena – Omosessuale, gay, frocio 2012 Autoinfectados: Los Frikis de Cuba Speed Demon queerzine Milano 2001 Hormony – Pelle Lessa erotic zine bologna Terror Sister cortometrggio 2019 compilation Stand Up and Fucking for it Queercore Explosion (canale yt) Dance Hall Crashers – Othello Nervous Gender – Confession The Screamers – 122 hours of fear Devo – Joko Homo Mombies – The third sex Animals are trapped ft Nirvana – Stay away (nightcore speed up remix) Limp Wrist – Does Your Daddy Knows? Bikini Kill – Suck my Left One Mercy Playground – Saint Joe on the School Bus Psychic Sluts – Acappella Mighty Sphyncters – Fag Bar Electric Six – Gay Bar Eskoria – Enamorado de la Muerte Dead Kennedys – I Fought the Law Harum Scarum – Mental Health (album) Tribe 8 – Rise above Halflings – Oi! Oi! We Fuck Boys Skinjob – Bun Your Rainbow The Gonads – Hitler was a Homo Two Nice Girls – The Queer Song Turbonegro – Suburban Anti Christ G.L.O.S.S. – Give Violence a Chance Les Conchitas Gutierrez – La Vita non è una Fattoria di Pony Heavens to Betsy – She’s the One Contessa Stuto – Reign in Ratched Slothrust – Crockpot
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Cuba senza petrolio nè alleati: l’internazionalismo di destra in America Latina
Il 5 gennaio, con un’azione militare lampo, gli Stati Uniti di Donald Trump hanno catturato e sottoposto ad arresto Nicolás Maduro, allora presidente del Venezuela, e principale alleato di Cuba nel continente americano, nonché fornitore di beni essenziali come il petrolio. Da allora in poi, nemmeno una goccia. Gli Stati Uniti hanno chiuso la strada a qualsiasi forma di approvvigionamento, spingendo l’isola caraibica verso una crisi mai così profonda, a un passo dal collasso. Il 29 gennaio il presidente americano ha anche firmato un ordine esecutivo che, adducendo unilateralmente ragioni di “sicurezza nazionale”, impone sanzioni a chiunque venda petrolio al regime cubano. Anche il Messico, nel timore di essere colpito da un inasprimento dei dazi statunitensi, ha deciso di sospendere le forniture di petrolio in attesa di trovare una soluzione diplomatica. Il 7 marzo 2026, durante un vertice in Florida, Donald Trump e i leader di 12 nazioni latinoamericane hanno formalizzato lo Shield of the Americas, una coalizione multinazionale militare e politica finalizzata ufficialmente a contrastare lo smercio di droga in latino America, e a riaffermare l’influenza statunitense nella regione secondo una rinnovata Dottrina Monroe. Durante questo incontro, Trump ha apertamente dichiarato che il regime cubano si trova nei suoi “ultimi momenti di vita”, forte anche del totale isolamento diplomatico ed economico in cui l’isola è precipitata dall’inizio dell’anno. Tornando al Venezuela, familiari di detenuti politici, ex prigionieri e rappresentanti di organizzazioni per i diritti umani hanno manifestato pacificamente davanti all’Ufficio del Difensore civico, a Caracas, chiedendo la liberazione delle persone incarcerate per motivi di opinione. I manifestanti hanno consegnato un documento in cui chiedono condizioni dignitose di reclusione, la fine dei trasferimenti senza preavviso e la liberazione dei detenuti perseguitati per ragioni politiche. Dalla rimozione, forzata, del presidente Maduro a gennaio, i diritti in Venezuela non sono migliorati: la possibilità di elezioni politiche è stata scartata dallo stesso Trump, le liberazioni promesse non sono avvenute e diverse organizzazioni denunciano addirittura un aumento della censura. L’unica cosa portata a termine è stato l’accordo sul petrolio, che concede agli Stati Uniti la gestione di un quinto delle riserve di petrolio del Venezuela, con al centro delle negoziazioni il controverso imprenditore venezuelano, già indagato per riciclaggio di denaro, Alejandro Betancourt López. Ne parliamo con Andrea Cegna, giornalista free lance, profondo conoscitore dell’America Latina.
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Puntata del 26/05/2026@0
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Elisabetta Petragallo della CUB sullo sciopero generale di venerdì 29/05/26. I motivi per fare sciopero in questo momento storico non mancano ma con la nostra ospite abbiamo analizzato quelli che hanno spinto Confederazione Unitaria di Base, ADL Varese, Sindacato Generale di Base, SI Cobas, USI – CIT ad indirlo per venerdì: 1)CONTRO la guerra, l’economia di guerra e l’aumento delle spese militari – PER la Pace. a partire dal Medioriente e dall’Europa e gli investimenti su Sanità, Scuola, Trasporti, Welfare il cui peggioramento approfondisce le disuguaglianze e la povertà esistente; 2)CONTRO lo sfruttamento sul lavoro, la precarietà ed il mancato adeguamento delle retribuzioni dei lavoratori del settore pubblico e del settore privato. PER forti aumenti dei salari e delle pensioni. PER l’approvazione di una misura di salario minimo non inferiore a 12 Euro l’ora e PER la reintroduzione di un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni all’andamento del costo della vita; 3)CONTRO il Genocidio in Palestina, la fornitura di armi ad Israele e l’assenza di un intervento concreto per dissociarsi dagli orribili crimini perpetrati dal Governo di Israele in Palestina e Libano, nonché da quelli perpetrati dagli USA in Venezuela e a Cuba – PER il sostegno incondizionato alla missione della nuova Flotilla e la tutela dei volontari impegnati a portare aiuti al Popolo Palestinese. PER le sanzioni ad Israele e USA, nonché la rottura delle relazioni diplomatiche e commerciali con Israele e USA; 4)CONTRO l’assenza di politiche sociali a cominciare dall’emergenza abitativa e la mancanza di piani di sviluppo dell’edilizia popolare, PER una seria riforma degli ammortizzatori sociali; 5)CONTRO politiche repressive dei diversi decreti “Sicurezza” (come il D.L. 23/2026 e i precedenti del 2025) per rafforzare la repressione del dissenso, le proteste e la sicurezza urbana 6)CONTRO gli abusi della Commissione di Garanzia, le delibere che restringono il diritto di sciopero e il tentativo di imbavagliare le lotte nel settore della Logistica. PER l’abrogazione delle L.146/90 e L.83/00; 7)CONTRO l’assenza di politiche industriali capaci di affrontare le transizioni in corso e di superare la fase di forte conflittualità, innescando un processo di ulteriore deindustrializzazione e sfruttamento delle classi popolari e dei lavoratori; 8)CONTRO le morti sul lavoro – PER la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di una lavoratrice del gruppo Iveco dei sicobas sempre sullo sciopero generale di venerdì 29 maggio 2026 che si lega al primo intervento di oggi: In occasione dello sciopero generale proclamato per venerdì 29 maggio 2026, il sindacato SI Cobas ha organizzato un presidio operaio davanti allo stabilimento Fiorentini Alimentari di Trofarello (TO) in Via Marco Biagi. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo argomento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Max Lioce del Collettivo Cuba Va ed abbiamo aggiornato sulla situazione politico/economica Cubana e sulla possibilità concreta di dare solidarietà in questo momento difficile per l’isola. Con l’aiuto del nostro ospite abbiamo fatto uno zoom sulla lotta di classe che Da oltre tre settimane la Bolivia vive. È una fase di crescente tensione sociale e politica. Blocchi stradali, mobilitazioni indigene e contadine, repressione poliziesca e scontri istituzionali stanno trasformando il paese in uno dei principali focolai di crisi del continente latinoamericano. Buon acolto
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Cuba sotto assedio si organizza per difendersi
A Cuba continua ad aggravarsi la crisi energetica ed economica provocata anche dal rafforzamento del bloqueo imposto dagli Stati Uniti. Blackout, carenza di carburante, difficoltà nei trasporti e scarsità di medicinali colpiscono la vita quotidiana dell’isola, mentre Washington intensifica le misure economiche contro il paese. Le sanzioni e le restrizioni sulle forniture energetiche fanno parte di una lunga strategia di pressione e strangolamento economico contro Cuba, che da decenni tenta di isolare politicamente e materialmente l’isola. Degli ultimi giorni è anche la notizia che gli americani vorrebbero spingere Cuba a un tentativo di negoziato sotto pressione, come dimostra la presenza sull’isola del capo della CIA Ratcliffe e l’accusa ufficiale in una corte statunitense contro Raúl Castro. Nonostante questo, Cuba continua a difendere la propria sovranità e a resistere. Il 1 maggio, milioni di cubani sono scesi in strada per sostenere la rivoluzione. Da Cuba un aggiornamento con Michele, un compagno che da anni vive e lavora sull’isola: Riceviamo e pubblichiamo da “Internazionalisti per Cuba” l’appello a firmare anche dall’Italia per sostenere l’appello fatto da oltre 6 milioni di cubani a difendere l’isola e la rivoluzione in caso di attacco:
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