Estratti dalla puntata del 1 giugno 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
O.S.A.RE: la cura nei momenti di piazza
Torniamo ad approfondire la rete O.S.A.RE (Operazioni Sanitarie
Anti-Repressione) grazie al contributo di chi la pratica attivamente.
Nel primo blocco di questo approfondimento ci si concentra sulla attività di
street medics e sull’organizzazione di questi momenti operativi, mentre nel
secondo sul profilo psichico dell’intervento calato nel contesto e calibrato
sulla persona che necessita di cura:
USA: opposizione a data centers e AI come nuovo “nemico interno”
Mentre procede l’infrastrutturazione di un mondo organizzato attorno al primato
cognitivo ed economico dell’AI, l’ostilità verso i data centers e il loro
impatto – tanto ambientale quanto sociale – inizia ad assumere una dimensione
minacciosa. Contestazioni e attacchi verso tecnomiliardari come Eric Schmidt e
Sam Altman, pressioni su politici locali e la definizione di un esteso bacino di
dissenso trasversale alle identità politiche, stanno allarmando le agenzie
repressive, a partire dallo U.S. Capitol Police Intelligence Services Bureau.
Iniziamo questo approfondimento analizzando un nuovo mega-progetto nello Utah,
che ci consente di osservare le differenti modalità di relazione tra data
centers e apparato militare, per arrivare a delineare alcune traiettorie
repressive che aggiornano le strategie degli apparati agli imperativi dei nuovi
padroni:
Mapuche: repressione, frammentazione, resistenza
Grazie al contributo di un compagno torniamo ad approfondire alcuni aspetti
della resistenza Mapuche. Tra pratiche di assimilazione, di repressione
paramilitare, ma anche di resistenza rivoluzionaria (anticoloniale e
spirituale), cercheremo di osservare le strategie messe in campo per frammentare
le comunità, ma anche la volontà di quest’ultime di difendersi e contrattaccare.
Per maggiori informazioni e aggiornamenti vi rimandiamo al sito
lottamapuche.noblogs.org
Tag - Lotta Mapuche
In Cile, cinque prigionieri politici del popolo Mapuche, detenuti nel carcere di
Temuco per dei sabotaggi incendiari contro le industrie agro-forestali, sono in
sciopero della fame secca da giorni per protestare contro le condizioni
detentive ed il continuo attacco dello Stato cileno nei confronti delle
organizzazioni Mapuche che lottano in difesa del proprio territorio.
Le famiglie dei prigionieri denunciano intimidazioni e controlli ripetuti da
parte dei Carabineros durante le visite e l’assenza di qualsiasi informazione
chiara e accesso reale ai dati sanitari ed allo stato di salute dei prigionieri.
Le famiglie parlano apertamente di violenza istituzionale, chiedono il
trasferimento immediato in una struttura ospedaliera adeguata e ribadiscono che
considerano lo Stato cileno responsabile della vita dei loro familiari.
Due contributi arrivati alla redazione informativa di Radio Blackout, da parte
di due compagne Mapuche, con la richiesta di rompere l’isolamento della vicenda
e rilanciare solidarietà e attenzione internazionale.
Per inviare videomessaggi di sostegno: “solidarietà ed appoggio ai prigionieri
politici Mapuche in sciopero della fame”: MARIOSILVAGARCIA1959 (chiocciola)
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