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16/01. Palestina. Le geografie del dominio: radici simboliche e materiali
Venerdì 16 gennaio ore 21 corso Palermo 46 Interverrà Fabrizio Eva, geografo politico L’epoca post coloniale, lungi dal chiudere i conti con il tempo degli imperi, ha aperto la strada a conflitti innescati dal ridefinirsi in chiave neocoloniale di dinamiche di controllo a livello globale, nutrendosi alla fonte avvelenata del nazionalismo, delle religioni, dello sfruttamento feroce di esseri umani e risorse. Lo spazio geografico del Mediterraneo orientale, con l’enorme carico simbolico rappresentato dalla presenza di luoghi legati alle religioni abramitiche, nel 1918 passa sotto controllo della Gran Bretagna, che lo sottrae all’impero ottomano, sconfitto nella prima guerra mondiale. Proveremo a dipanare le vicende che seguono quell’evento, evidenziandone similitudini e differenze con i processi di decolonizzazione di quell’epoca, segnata da massacri, pulizie etniche, esodi di massa, in vari angoli del pianeta. Seguendo il filo dei confini disegnati con il righello ma intrisi di sangue, proveremo a cogliere i vari passaggi che hanno portato alla situazione odierna. Una situazione che nel Mediterraneo orientale, ricalca processi che ritroviamo ovunque a livello planetario. Processi che, con diversi livelli di violenza segnano il nostro tempo. Il nostro sguardo non è neutro, perché, collocandoci dalla parte degli oppressi e degli sfruttati, ci pone tra chi lotta per abolire Stati, frontiere, eserciti.
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Mediterraneo orientale. Il fronte si allarga
La situazione a Gaza, specie al nord, è, se possibile, ancora peggiorata nell’ultimo mese, mentre si moltiplicano i segnali di una lenta, inesorabile escalation bellica, che va dal Libano all’Iran alla Siria. Sullo sfondo le elezioni statunitensi che potrebbero portare ad un’ulteriore deflagrazione. Ne abbiamo parlato con Stefano Capello Ascolta la diretta:  
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Libano. Verso un’escalation inarrestabile?
Negli ultimi giorni si sono intensificati gli attacchi al Libano. Dopo l’esplosione di migliaia di dispositivi elettronici di miliziani di Hezbollah, sono partiti i bombardamenti. Negli ultimi due giorni ci sono stati quasi 500 morti e migliaia di feriti. Le popolazioni del sud del Libano sono in fuga in direzione della capitale. Si sta aprendo […]
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