Estratti dalla puntata del 1 giugno 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
O.S.A.RE: la cura nei momenti di piazza
Torniamo ad approfondire la rete O.S.A.RE (Operazioni Sanitarie
Anti-Repressione) grazie al contributo di chi la pratica attivamente.
Nel primo blocco di questo approfondimento ci si concentra sulla attività di
street medics e sull’organizzazione di questi momenti operativi, mentre nel
secondo sul profilo psichico dell’intervento calato nel contesto e calibrato
sulla persona che necessita di cura:
USA: opposizione a data centers e AI come nuovo “nemico interno”
Mentre procede l’infrastrutturazione di un mondo organizzato attorno al primato
cognitivo ed economico dell’AI, l’ostilità verso i data centers e il loro
impatto – tanto ambientale quanto sociale – inizia ad assumere una dimensione
minacciosa. Contestazioni e attacchi verso tecnomiliardari come Eric Schmidt e
Sam Altman, pressioni su politici locali e la definizione di un esteso bacino di
dissenso trasversale alle identità politiche, stanno allarmando le agenzie
repressive, a partire dallo U.S. Capitol Police Intelligence Services Bureau.
Iniziamo questo approfondimento analizzando un nuovo mega-progetto nello Utah,
che ci consente di osservare le differenti modalità di relazione tra data
centers e apparato militare, per arrivare a delineare alcune traiettorie
repressive che aggiornano le strategie degli apparati agli imperativi dei nuovi
padroni:
Mapuche: repressione, frammentazione, resistenza
Grazie al contributo di un compagno torniamo ad approfondire alcuni aspetti
della resistenza Mapuche. Tra pratiche di assimilazione, di repressione
paramilitare, ma anche di resistenza rivoluzionaria (anticoloniale e
spirituale), cercheremo di osservare le strategie messe in campo per frammentare
le comunità, ma anche la volontà di quest’ultime di difendersi e contrattaccare.
Per maggiori informazioni e aggiornamenti vi rimandiamo al sito
lottamapuche.noblogs.org
Tag - data center
Estratti dalla puntata del 4 maggio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
TORINO: CONTRO IL DATA CENTER A LUCENTO
I data centers sono i gangli su cui si costruisce un progetto di mondo fondato
sull’estrattivismo (tanto di risorse quanto di dati), sulla sorveglianza,
sull’automazione e sulla delega cognitiva.
Grazie al contributo di due compagne cerchiamo di approfondire il progetto di
Asja Energy di realizzare un “data center green per la riqualificazione” di
un’area industriale dismessa nel quartiere di Lucento a Torino:
GUERRA IN UCRAINA E NUOVE RELAZIONI CON LA LETALITÀ
Hornet Vision Ctrl è un sistema di pilotaggio di droni che ha introdotto nuove
distanze tra operatore e macchina: senza bisogno di strutture militari, con un
semplice joystick, un laptop e (volendo) un visore, si può governare uno
strumento potenzialmente letale da qualche migliaio di chilometri.
Questa tecnologia si inserisce all’interno di processi di distanziamento emotivo
e di gamification, di sostanziale azzeramento dei tempi di addestramento e di
potenziale produzione di una nuova categoria di foreing fighters e mercenari da
salotto:
DRONI IRRORATORI E BIOLOGIA DI SINTESI NELLA CIVILTÀ DELLA PAURA
Riprendiamo in modo più articolato la notizia del furto di 15 droni irroratori
in New Jersey, la facilità di realizzare wetlabs amatoriali coadiuvati da
chatbots per la realizzazione di attacchi biologici, la possibilità di aggirare
i blocchi di questi modelli di AI e in generale il fatto di essere entrati in
un’epoca terrificante che ci dovrebbe interrogare come specie.
Minacce al limite dell’implausibile che giustificano architetture di controllo
profonde:
Parte I
Parte II
Estratti dalla puntata del 28 aprile 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
CARCERI: AFFLITTIVITÀ E MILITARIZZAZIONE
Partiamo affrontando una recente circolare del DAP che – nonostante l’impatto
della Crisi Climatica sull’apparato detentivo – vieta i frigoriferi all’interno
delle celle.
Enrico Sbriglia, ex funzionario del DAP e attuale garante per il Friuli Venezia
Giulia, ha affermato a riguardo che sembrerebbe quasi un modo per scatenare
proteste e poter impiegare il GIO (Gruppo Intervento Operativo).
Incominciando da questi elementi introduttivi, andiamo ad approfondire le
traiettorie di militarizzazione della Polizia Penitenziaria che un recente
decreto ministeriale voluto da Nordio potrebbe portare a compimento, prevedendo
la rimozione di figure “civili” dai vertici operativi del corpo:
DATACENTERS: OBBIETTIVI SENSIBILI E OSTILITÀ DILAGANTE
La guerra in Ucraina e la rappresaglia iraniana verso le monarchie del Golfo ci
hanno insegnato come i datacenters siano diventati obbiettivi sensibili, motivo
per cui l’aviazione militare statunitense – in stile “pimp” – ha recentemente
proposto ai colossi dell’AI di realizzarli all’interno delle proprie basi,
“offrendo protezione” in cambio di soldi e potere computazionale.
La proliferazione dei datacenters non rappresenta l’incremento di una superficie
di attacco su un piano esclusivamente militare: la devastazione ambientale, la
sottrazione di risorse alle comunità locali, i rischi per la salute e le scarse
ricadute occupazionali stanno facendo montare il dissenso, che a Indianapolis si
è addirittura armato.
L’ostilità verso i datacenters si accoppia a un altro fenomeno da tenere in
considerazione: la vandalizzazione dei robots.
GUERRA: AUTOMAZIONE E APPRENDIMENTO
Il conflitto in Ucraina è la prima vera “guerra di droni”: un contesto che
ridefinisce le priorità degli eserciti e che eleva i militari ucraini al ruolo
di addestratori richiesti in contesti formativi e operativi in giro per il
mondo.
Allo stesso modo, i milioni di ore di filmati e di dati prodotti dai droni in
funzione nella Kill Zone, sono materiale didattico fondamentale per le
intelligenze artificiali che guidano la letalità di queste macchine.
Questa è probabilmente una delle immagini più emblematiche della nostra epoca:
Se definiamo “simbiosi” la cooperazione tra organismi per la sopravvivenza,
possiamo definire “sintanatosi” la cooperazione tra entità cognitive per la
somministrazione di letalità?
DRONI IRRIGATORI E WETLABS
Piccolo accenno a un tema che tonreremo ad approfondire:
CRITICHE E MESSAGGI DA CHI ASCOLTA SUL TERMINE “QUADRUPEDE” PER I DRONI SPOT:
Qualche estratto da una riflessione proposta via messaggio:
Estratti dalla puntata del 9 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
REPRESSIONE E GUERRA
Grazie al contributo di un compagno dell’assemblea Sabotiamo la Guerra
riprendiamo alcuni aspetti emersi dall’incontro tenutosi lo scorso febbraio a
Viterbo sulla relazione tra eventi bellici e disciplinamento repressivo della
popolazione.
ANTHROPIC (E PETER THIEL A ROMA)
Ritorniamo sull’affaire Anthropic e sul suo ruolo nella guerra all’Iran,
passando per una parentesi sul tour di Peter Thiel (Palantir & co) a Roma. Chi
inviterà a sentirlo parlare di Anticristo?
Mentre si normalizza il targeting algoritmico ed emergono potenziali errori
tipici di un chatbot, torniamo ad approfondire la sinergia tra
Claude-Amazon-Palantir e ad analizzare l‘ipocrisia dei “paletti etici” di
Anthropic.
Aggiornamento: secondo un lancio di Axios di martedi 10 marzo 2026, Trump
potrebbe emettere un ordine esecutivo per escludere Anthropic dai sistemi del
governo federale; tuttavia potrebbe essere un’ulteriore forma di pressione
all’interno delle trattative in corso.
MESSAGGIO INTERESSANTE SULLE NASCENTI TEOLOGIE REAZIONARIE
Arriva un messaggio molto interessante che si ricollega alla volontà di
interferenza su un piano religioso e teologico di figure come Peter Thiel:
PROPAGANDA ISRAELIANA E HACKING VIDEOSORVEGLIANZA DI TEHERAN
Nella propaganda sionista i tunnel di Hamas sono stati un ingrediente cruciale
per giustificare il genocidio di Gaza; Jonathan Conricus, portavoce di IDF,
ammette la presenza di strutture di comando dell’esercito israeliano all’interno
(e sotto) zone residenziali di Tel Aviv…
Parallelamente, a cavallo tra l’esibizione di potenza cyberoffensiva e il
marketing, vengono fatte emergere maggiori informazioni riguardo ai metodi
utilizzati per localizzare e uccidere Ali Kamenei: la Unit8200 di IDF avrebbe
preso il controllo dei circuiti di videosorveglianza che attraversano le strade
di Teheran. Quali conseguenza può avere un evento del genere?
DATACENTERS SOTTO ATTACCO
Vari datacenters di Amazon Web Services sono stati attacchi dall’Iran: oltre a
interferire con la quotidianità dei flussi di informazioni e di transazioni in
Bahrein e negli Emirati, stanno emergendo come gangli cruciali degli apparati
militari e – di conseguenza – come obbiettivi sensibili.
GOOGLE E PROTESTE MOLTO PARZIALI
Mentre a Google si stanno nuovamente sollevando proteste interne al corpo dei
dipendenti per il coinvolgimento di questo colosso nel settore bellico e della
sorveglianza di massa, altrettanta attenzione non si sviluppa per il “normale”
progresso della pervasività degli sguardi di Google nelle nostre vite, la cui
ultima frontiera è la modalità Live Search all’interno del servizio Home
Premium: flussi video delle videocamere domestiche analizzabili da remoto con
Gemini AI, chiedendo ad esempio se propria figlia abbia indossato il cappotto
prima di uscire o se il cane stia giocando in salotto.
Che potere possono conferire questi flussi di dati, tanto sul piano della
profilazione quanto dell’apprendimento? Quante persone sceglieranno di pagare 20
dollari al mese per conferire un accesso pressoché totale alla AI di Google
all’interno delle proprie abitazioni?
Link approfondimento su proteste all’interno di Polaroid contro apartheid in Sud
Africa
L’AI non è sostenibile da un punto di vista energetico, e quindi neanche da un
punto di vista economico. Perché l’energia costa e se si deve comprare l’enorme
quantità di energia che serve a tenere in funzione un data center, i ricavi
delle vendite di prodotti AI non ripagano l’enorme cifra di investimento che
negli ultimi anni ha gonfiato la bolla dell’AI. Questo uno dei problemi (o dei
rischi, come amano definirli loro) che si trovano a fronteggiare le Magnificent
7, ovvero i sette colossi tecnologici statunitensi – Apple, Microsoft, Amazon,
Alphabet (Google), Meta (Facebook), Nvidia e Tesla.
Nella prima parte della puntata, insieme a Ginox, andiamo a leggere i dati che
emergono da una serie di studi e testimonianze sul consumo di suolo, acqua e
energia dei data centers e sui rischi alla salute delle persone che vivono nei
territori in cui queste strutture sorgono.
Nella seconda parte della puntata, andiamo a commentare le dichiarazioni del CEO
di IBM, Arvind Krishna, che ha affermato che “non c’è modo” che gli ingenti
investimenti delle aziende tecnologiche nei data center possano venire ripagati,
visto che i data center richiedono enormi quantità di energia e investimenti.
Con la crescita della domanda di intelligenza artificiale, secondo Goldman
Sachs, il fabbisogno energetico del mercato dei data center potrebbe raggiungere
gli 84 gigawatt entro il 2027. Eppure, costruire un data center che utilizzi
solo un gigawatt costa una fortuna: circa 80 miliardi di dollari attuali,
secondo Krishna. Se una singola azienda si impegnasse a costruire dai 20 ai 30
gigawatt, ciò ammonterebbe a 1,5 trilioni di dollari di spese in conto capitale,
ha affermato Krishna. Si tratta di un investimento pressoché equivalente
all’attuale capitalizzazione di mercato di Tesla. Secondo le sue stime, tutti
gli hyperscaler messi insieme potrebbero potenzialmente aggiungere circa 100
gigawatt, ma ciò richiederebbe comunque 8 trilioni di dollari di investimenti e
il profitto necessario per bilanciare tale investimento sarebbe immenso. “A mio
avviso non c’è modo di ottenere un ritorno, perché 8 trilioni di dollari di
spese in conto capitale significano che servono circa 800 miliardi di dollari di
profitto solo per pagare gli interessi”, ha affermato. Inoltre, grazie al rapido
progresso della tecnologia, i chip che alimentano il tuo data center potrebbero
diventare rapidamente obsoleti. “Bisogna utilizzarlo tutto entro cinque anni,
perché a quel punto bisogna buttarlo via e riempirlo di nuovo”, ha affermato.
Krishna ha aggiunto che parte della motivazione dietro questa ondata di
investimenti è la corsa delle grandi aziende tecnologiche per essere le prime a
decifrare l’AGI, ovvero un’intelligenza artificiale in grado di eguagliare o
superare l’intelligenza umana. Ma la sua conquista sembra, secondo Krishna,
ancora lontana.
Di fronte all’insostenibilità finanziaria, ambientale e di sfruttamento
lavorativo dell’AI, il governo Trump sta cercando in tutti i modi di rendere
l’AI strategica da un punto di vista militare, per renderla “too critical too
fail”. Il Dipartimento dell’Energia ha dichiarato giovedì scorso di aver firmato
accordi con 24 organizzazioni, tra cui giganti tecnologici per far avanzare la
missione Genesis.
La missione è un programma nazionale volto a utilizzare l’intelligenza
artificiale per accelerare la ricerca scientifica e rafforzare le capacità
energetiche e di sicurezza degli Stati
Uniti. Il dipartimento ha detto che il programma è progettato per aumentare la
produttività scientifica e ridurre la dipendenza dalla tecnologia straniera. I
partecipanti includono i principali fornitori di cloud e chip come AWS, Oracle,
Intel, AMD, insieme agli specialisti dell’IA OpenAI, Anthropic e xAI.
Citati nella puntata:
Studio sul consumo energetico dei data centers _ Yale
Studio ul consumo di acqua e suolo legata al boom dell’AI _ Lincoln Institute
Articolo sulla vita di fianco a un data center negli Stati Uniti _ BBC
Puntata de Le dita nella presa “Non è siccità, è saccheggio!” _ Radio Onda Rossa
Articolo sul processo di accaparramento delle risorse nelle Valli alpine _
Nunatak
Libro Il rimosso della miniera. La nuova febbre dell’oro nell’Europa in guerra _
Collettivo Escombrera
Diverse puntate di Happy Hour dedicate ai data centers (1, 2, 3) e con compagna
del Collettivo Escombrera (4) _ Radio Blackout
Genesis Mission – Dipartimento del Governo Stati Uniti
Estratto dalla puntata di lunedì 17 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che
Brucia
/ / immagine da 404media.co
BOLLA AI E LOTTA CONTRO I DATACENTERS
Mentre giganti della finanza come Warren Buffet e Micheal Burry, scommettono
sull’approssimarsi di una nuova crisi scatenata dalla bolla dell’intelligenza
artificiale, cerchiamo di tornare a osservare alcune declinazioni materiali e
territoriali della cornice tecnologica in cui si sviluppano questi eventi.
Da un lato il controllo di Taiwan potrebbe non essere sufficiente per concludere
la corsa al primato sull’AI intrapresa dai grandi poli geotecnologici (Cina e
USA), dall’altro le lotte contro il moltiplicarsi dei datacenters iniziano ad
assumere una scala rilevante.
Andiamo a raccontare il caso di Ypsilanti (Michigan), dove la comunità locale ha
resistito al progetto di un centro di super-calcolo ed elaborazione dati che
avrebbe visto fondersi – in modo esplicito – militare e civile, nucleare e AI,
Los Alamos National Laboratories e Università del Michigan.
A margine un’osservazione comparativa delle risorse investite nel vecchio
Progetto Manhattan (corsa alla bomba atomica) e nel Nuovo Progetto Manhattan
(corsa al primato cognitivo e militare dell’AI).
per maggiori info su Ypsilanti
In questi giorni è uscita la notizia di ben cinque progetti di “data center”
nella città di Torino e nella cintura. A cosa servono i data center è un primo
aspetto che va indagato: per l’archiviazione, l’elaborazione e l’accesso di
dati. Un secondo fattore da tenere in considerazione riguarda le proprietà degli
investimenti che stanno […]