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FREE ALL ANTIFAS: 7 ANNI A MAJA T. 6 A GABRIELE. ALLE 14:00 VERDETTO DELLA CORTE DI CASSAZIONE PER GINO
Oggi mercoledì 30 settembre si attende per le ore 14:00 il verdetto per il processo ai danni di Rexhino “Gino” Abazaj presso la Corte di Cassazione di Parigi circa l’estradizione verso la Germania. Sono ormai tre anni che continuano le battaglie legali e le mobilitazioni in solidarietà per sottrarre un compagno antifascista alla repressione giudiziaria. La prima domanda di estradizione risale infatti al 2023. A quell’epoca Abazaj viveva in Finlandia dove le corti locali avevano accettato di estradarlo. Giunto in Francia, è stato arrestato dai servizi nel 2024 e detenuto per quattro mesi nella prigione di Fresnes. Successivamente la sentenza della Corte d’Appello di Parigi del 9 aprile 2025 aveva proceduto alla non estradizione verso l’Ungheria per Gino, ritenendo che non vi fossero garanzie sufficienti per un processo equo in quel paese, constatando la possibilità di potenziali violazioni della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo da parte dell’Ungheria. Solo 19 giorni dopo la Germania ha emesso il proprio mandato d’arresto europeo. Qualora la giustizia francese consegnasse Abazaj alla Germania, quest’ultima potrebbe rinviarlo in Ungheria, dove è tutt’ora ricercato, malgrado il divieto imposto dalla sentenza della Corte parigina pronunciata più di un anno fa. Intorno alle ore 10 sono arrivate invece le pronunce dei ricorsi in Corte d’Appello sulle sentenze del febbraio 2026, riguardanti sempre la partecipazione alle contestazioni antifasciste alla Giornata dell’Onore a Budapest. Per quanto la richiesta della difesa fosse il rilascio, il responso è stato la riduzione di un anno per entrambe le condanne: 7 anni a Maja T. e 6 per Gabriele. Anna si è vista sospendere la pena di due anni e mezzo di carcere. Si segnalano numerosi blocchi e perquisizioni ai danni dei pullman di solidali diretti verso Budapest. Per rimanere aggiornati segnaliamo il canale in tedesco Aktuell e la mobilitazione radiofonica in francese curata dal Comité Solidarité Budapest via Radio Alhara dalle 10:30 alle 23:30 di oggi. Ne parliamo con una compagna del Comité Solidarité Budapest:
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Basta sfratti e sgomberi: sul corteo di sabato 26 settembre a Milano
Abbiamo presentato la manifestazione che si terrà sabato 26 settembre 2026 a Milano. A riunirsi è un appello composito rispetto a quello che succede nel capoluogo lombardo e non solo: le continue operazioni di sfratto nelle periferie milanesi, le minacce di sgombero alle realtà sociali organizzate, la repressione contro gli antifascisti in Europa e la mobilitazione permanente per la Palestina. Il corteo si pone l’obiettivo di ricomporre le lotte e calarle nella realtà milanese, dove la combinazione tra speculazione edilizia, abbandono delle infrastrutture pubbliche e repressione sembrano agire a braccetto contro chi prova ad alimentare spazi lotta e socialità libera dalle logiche di mercato. Con noi al microfono Abo, un compagno di Milano.
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Settimane di mobilitazione per Maja, Anna e Gabri e contro l’estradizione di Gino e Zaid! Free all antifas!
Il Tribunale di Budapest ha fissato per il 18 e il 30 settembre 2026 le due udienze del processo di appello per Maja, Gabri e Anna. Il 30 di settembre verrà anche emessa la sentenza. Ricordiamo che le condanne del primo grado sono state rispettivamente di 8, 7 e 2 anni di carcere e il pagamento di una multa pari a 80.000 euro! Dalle recenti aggressioni in carcere a Maja fino al continuo inasprirsi delle misure repressive tra un decreto sicurezza e l’altro e la punta dell’iceberg del vertice internazionale “Anti Antifa” convocato a luglio dall’amministrazione Trump, si legge un quadro inquietante che mira a eliminare ogni espressione di lotta contro questo sistema. Il Tribunale di Parigi, su pressione dell’Unione Europea e dell’Europol, si sta muovendo nella stessa direzione e il 19 agosto ha accettato la richiesta di estradizione in Germania per Gino. Gli avvocati hanno subito presentato ricorso e entro 40 giorni ci sarà la decisione definitiva. Il comitato di solidarietà per Maja in Germania e il Comitato Francese di Solidarietà e hanno lanciato un appello alla mobilitazione che raccogliamo, sia invitando chi può a raggiungere Budapest nei giorni del processo in cui sarà presente Maja per partecipare ai momenti di protesta, sia a organizzarsi nei territori! In quei giorni è quantomai importante che tutta la nostra determinazione e solidarietà arrivi agli imputatx attraverso il rilancio della comunicazione online, la produzione di contributi artistici, le mobilitazioni presso i consolati e la ambasciate, la connotazione della campagna Free All Antifas nelle manifestazioni che si terranno in quei giorni, l’organizzazione di momenti di approfondimento, cene o concerti benefit negli spazi, e ogni altra forma di protesta che pensiamo possa dare visibilità alla lotta dei prigionierx. Parliamo con un compagno della rete “Free all antifas” della mobilitazione in solidarietà allx compagnx inquisitx per i fatti di Budapest da qui al 30 settembre, del de-banking di Rote Hilfe, la più grande e longeva organizzazione di mutuo-aiuto contro la repressione in Germania, e della necessità di difendere gli spazi fisici e virtuali. Ascolta e scarica l’approfondimento. Ricordiamo la call 4 artist del Comitato Antirepressione Milano per il presidio al consolato ungherese del 30/09 e il canale telegram @freeallantifas
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No all’estradizione di Gino! Free all antifas!
Mercoledì 19 la Corte d’appello di Parigi si è pronunciata a favore dell’estradizione in Germania entro 10 giorni di Gino, compagno antifascista inquisito dall’Ungheria in merito ai fatti del Giorno dell’onore, il raduno internazionale che ogni anno richiama nella capitale ungherese neonazistx provenienti da diversi paesi europei. Gino, dopo un primo arresto in Finlandia, era stato fermato Parigi per via del mandato d’arresto europeo spiccato dall’Ungheria di Orbàn, e aveva trascorso quattro mesi nel carcere di Fresnes. In Francia la sua condizione, grazie alla mobilitazione dellx antifascistx e dei comitati, ha sollevato un dibattito pubblico, e molte le persone, gruppi, collettivi che hanno manifestato contrarietà alla sua estradizione in Ungheria, dove rischia fino a 24 anni di carcere. Successivamente, la Corte d’appello di Parigi aveva respinto la richiesta di estradizione avanzata da Budapest per il rischio di trattamenti inumani o degradanti, per le condizioni della detenzione e per la mancanza di garanzie relative all’indipendenza e all’imparzialità della giustizia ungherese Appena diciannove giorni dopo quella decisione, a Gino è stato notificato un nuovo mandato d’arresto europeo, per gli stessi fatti. A cambiare era il paese richiedente: non più l’Ungheria di Viktor Orbán, ma la Germania. A questo punto, la Corte francese, chissà tra quali pressioni, ha ribaltato la sua precedente decisioneha accettato la richiesta della repubblica tedesca, nonostante non ci siano garanzie che, una volta estradato in Germania, Gino non venga successivamente estradato in Ungheria, come è successo con Maja, attualmente sottoposta a condizioni detentive degradanti e sottoposta quotidianamente alla violenza delle guardie. Ascolta il racconto e le riflessioni di Gino dopo la decisione della Corte d’appello francese di accettare la sua estradizione: Il ricorso in Cassazione della difesa sospende l’estradizione: è il momento di moltiplicare la solidarietà. Gino non deve essere estradato, è più che mai necessario mobilitarsi e dimostrare il proprio sostegno in ogni modo possibile (comunicati di sostegno, striscioni, manifesti, presidi davanti alle ambasciate francesi e tedesche, cortei) per evitare a Gino un’imminente estradizione. Il 5 settembre 2026, alle ore 11:00 nell’ambito di Renoize – Festival Antifa al LOA Acrobax, ci sarà l’assemblea nazionale FREE ALL ANTIFAS – ITALY: resistere ai fascismi, organizzare la solidarietà, costruire nuovi immaginari. Per adesioni e info su logistica ecc scrivi alla mail: freeallantifasitaly@inventati.org o alla pagina IG: https://www.instagram.com/freeallantifasitaly, e continua ad aggiornarti su https://freeallantifas.noblogs.org/
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Free Gino: Rinviata l’udienza del 12 Febbraio
Dall’arresto in Francia dello scorso novembre, Gino è deteuto nella prigione francese di Fresnes alla periferia di Parigi, su mandato europeo dall’ungheria a seguito delle contestazioni antifascite alla giornata dell’onore a Budapest a cui lui ha preso parte nel 2023.  Allo stato attuale sta quindi alla giustizia francese valutare l’assenso ad un’eventuale estradizione in Ungheria, […]
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