Un colpo sparato da almeno venti metri contro una sagoma intravista nella
penombra. Così un agente di polizia ha ucciso Abderrahim Mansouri, 28 anni,
cittadino marocchino , un colpo solo, esploso verso una persona che impugnava
quella che sembrava un’arma vera e che si è poi rivelata una pistola a salve. La
ricostruzione della vicenda è complicata poichè a parte i poliziotti non ci sono
testimoni e la ricostruzione fatta dall’agente si presta a legittimi
interrogativi.
Prima ancora che le indagini inizino davvero, la macchina della propaganda si è
già messa in moto. Matteo Salvini dichiara: “Sempre dalla parte delle forze
dell’ordine”. Ignazio La Russa ribadisce lo stesso concetto. I sindacati di
polizia gridano allo scandalo per l’iscrizione dell’agente nel registro degli
indagati. La Lega rilancia: serve subito lo scudo penale, basta “atti dovuti”,
basta poliziotti trattati da sospetti.
Il messaggio è chiarissimo: non accertare, non dubitare, non indagare. Credere.
E soprattutto proteggere. Si cerca di applicare nei fatti lo scudo penale per la
polizia già previsto nell’articolo 11 del nuovo decreto sicurezza ancora in
discussione. Si tratta di una procedura speciale per le forze dell’ordine che
porta velocemente all’archiviazione senza l’iscrizione nel registro degli
indagati.Una norma che porta in sè elementi di incostituzionalità e che
prefigura già ilmodello americano perseguito con la profilazione razziale usata
nei controlli di polizia ,l’istituzione di zone rosse ,l’inserimento dello
straniero nella categoria criminale ,la criminalizzazione del dissenso.
Ne parliamo con l’avvocato Eugenio Losco
Tag - profilazione razziale
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