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Ponte sullo stretto passa il decreto ma i tempi si allungano
l cosiddetto “decreto Ponte” è diventato legge dello Stato. La Camera dei Deputati ha infatti approvato il testo senza modifiche rispetto al Senato, definendo le regole e i costi per l’infrastruttura sullo Stretto di Messina. Dal testo emerge che l’opera varrà complessivamente 14,442 miliardi di euro, il 248% in più rispetto alle stime iniziali. Nonostante il via libera parlamentare, il provvedimento non scioglie i nodi principali : tempi, sostenibilità economica, compatibilità ambientale e in particolare slittano le tempistiche perchè serviranno nuovi atti preparatori, seguendo quanto rilevato dai giudici contabili, e una nuova delibera del Cipess. A cui seguirà un nuovo controllo da parte della Corte dei Conti. I rilievi che aveva fatto la Corte dei conti alla delibera del Cipess con cui si autorizzava la partenza dei lavori per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina erano tutt’altro che banali, in particolare mancava la valutazione di impatto ambientale e si sollevavano riserve sulla legittimità dell’affidamento di alcune gare d’appalto a Webuild a causa di potenziali violazioni delle norme europee sugli appalti pubblici, in particolare riguardo alla mancanza di una gara d’appalto pubblica e concorrenziale. Il ponte rimane in realtà un‘opera di estrattivismo infrastrutturale: un’infrastruttura che non crea, non unisce, non arricchisce le popolazioni dei territori su cui insiste, ma toglie, depreda e saccheggia.Un dispositivo politico finanziario che a prescindere dalla sua realizzazione ,distribuisce prebende ,gestisce un sistema di corruzione ,devasta territori ,foraggia una cricca imprenditoriale affaristica . Le problematiche connesse alla costruzione del ponte continuano ad essere l’insostenibilità ambientale e paesaggistica, così come quella economico-finanziaria, i nodi infrastrutturali e l’aspetto delle infiltrazioni criminali, il grande tema delle altre priorità dei territori, a fronte di una spesa stimata di oltre tredici miliardi di euro, nonché l’approccio antimilitarista, più che mai attuale, non solo a causa dei tempi in cui viviamo, ma anche dell’inserimento del ponte nel sistema di corridoi europei Ten-T. Questi ultimi sono parte, infatti, del Piano di azione per la mobilità militare 2.0, messo a punto dalla Commissione europea per rafforzare i sistemi di mobilità a uso militare, sfruttando la rete infrastrutturale per uso civile. Ne parliamo con Elena Grimaldi attivista no ponte che presenta anche la tre giorni d’iniziative proposte dal movimento no ponte a Messina dal 14 al 16 maggio.
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L’uragano Harry@0
Parliamo dell’uragano Harry che si è formato nel Mediterraneo e si è abbattuto su Sicilia, Calabria e Sardegna, ma parliamo anche delle specificità e delle lotte di questi territori, al di là dell’emergenze, contro la militarizzazione, il consumo di suolo, la turistificazione. Iniziamo da Niscemi, in provincia di Caltanissetta, dove il centro storico sta crollando e 1500 persone hanno dovuto lasciare le loro abitazioni a causa di una frana. Il terreno franoso aveva giò, in passato, causato altre frane, ma a Niscemi l’unica manutenzione in proposito viene fatta per il Muos, infrastruttura militare statunitense che comprende tre grandi antenne paraboliche, e si trova a pochi chilometri dal centro abitato di Niscemi, cosa che solleva non poche preoccupazioni per i rischi sanitari e ambientali legati alle emissioni. Lx abitanti di Niscemi si oppongono da più di 10 anni al Muos, che sorge su un’area protetta che dovrebbe tutelare gli ultimi ettari di quella che un tempo era la più grande sughereta mista a lecceta della Sicilia centrale. Ci spostiamo poi sulla costa, a Catania, per parlare della furia con cui Harry si è riversato sul litorale. Così come nel caso di Niscemi, chi abita sotto l’Etna lamenta una mancanza di accesso a servizi quali la salute e la mobilità, la mancanza di prevenzione e cura del territorio, e lo sfruttamento del territorio a fini turistici o per grandi opere pericolose e costose, come il Ponte sullo stretto. Con l’intervento di Valentino, dalla Calabria, andiamo a vedere le richieste di chi conosce e cura la terra in cui abita. Serve un cambio di paradigma, non le misure emergenziali della protezione civile: fermare il consumo di suolo, lo sfruttamento dei territori a scopi turistici o militari, frenare la corsa veloce verso l’autodistruzione.
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Messina : corteo contro l’imbroglio del ponte
Migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione nazionale a Messina contro il progetto di costruzione del ponte ,oramai diventato un dispotivo politico finanziario per estrarre valore dai territori marginalizzati. S’impongono progetti eterodiretti ai territori con promesse fallaci di posti di lavoro e sviluppo mentre le condizioni reali di emarginazione e mancanza di infrastrutture non vengono intaccate. Questo faraonico progetto che ha già dilapidato milioni di euro senza aver mosso una zolla di terra rappresenta una manna per le consorterie mafiose che controllano il territorio in combutta con i cacicchi locali e una grande occasione di profitti per aziende come Webuild. Tra i temi evidenziati dal movimento popolare è il ruolo che WeBuild (capofila nella progettazione e costruzione del Ponte) ha nella speculazione sulla Striscia di Gaza: è una delle multinazionali in pole position per mattere mani sugli affari edilizi nei territori palestinesi, occupati illegalemente da Israele. Ne parliamo con Federico Alagna del comitato no ponte di Messina.
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OPERAZIONE IPOGEO A CATANIA
La Procura di Catania ha coordinato l’Operazione Ipogeo, eseguendo due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettantx compagnx per il corteo del 17 maggio, organizzato dalla “Rete No DDL Sicurezza Catania” per protestare contro il ddl Sicurezza. Perquisizioni domiciliari sono state eseguite dalla polizia con la collaborazione delle Digos nelle città di Palermo, Bari, Brindisi, Messina e Siracusa. Abbiamo chiesto a un compagno di Messina di parlarci dell’operazione repressiva e delle occasioni di portare solidarietà allx arrestatx. Per scrivere allx compagnx reclusx Luigi Calogero bertolani C/o casa circondariale Piazza Lanza 11 95123 Catania Gabriele Maria Venturi C/o Casa Circondariale Via Appia 131 72100 Brindisi LUIGI, BAK, ANDRE, GUI LIBERX SUBITO!! LIBERX TUTTX!!! PALESTINA LIBERA! NO AL PONTE SULLO STRETTO!
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Messina. Cariche e caccia all’uomo al Carnevale No Ponte
Il primo marzo, il Carnevale dei No Ponte si è concluso con cariche e inseguimenti della polizia per le strade della città. Il corteo contro questa grande opera inutile e devastante, è stato bloccato con violenza dalle forze dell’ordine con di pretesto di un paio di petardini lanciati lungo il percorso. Scrive Antonio Mazzeo: “Ho […]
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Villa San Giovanni. Corteo No Ponte
L’idea di realizzare un ponte che unisse la Sicilia alle coste della Calabria venne per primo al re Ferdinando II delle Due Sicilie. Restò solo un’idea, della quale si continuò a parlare anche dopo l’unità d’Italia, quando si valutò anche la possibilità di un collegamento sottomarino, analogo a quello che Napoleone immaginava di realizzare sotto […]
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