SE NON C'È CASA, CHE FAI?
Parco Gullino (Saluzzo CN) - Parco Gullino
(domenica, 11 ottobre 15:00)
Ali e Basse erano due lavoratori stagionali, arrivati a Saluzzo per raccogliere
frutta.
Come tanti lavoratori, anche loro hanno dovuto affrontare le difficoltà di
trovare una casa, costretti per un periodo a dormire sotto gli alberi del Parco
Gullino. Le difficoltà legate a una giusta retribuzione a lavoro, una burocrazia
spietata per ottenere i documenti, e il razzismo sistemico che permea questo
territorio.
Nell’estate 2026 Ali e Basse hanno perso la vita.
Vogliamo che non accada mai più.
Vogliamo case (subito e per tutt3), vogliamo un lavoro giusto e una vita
dignitosa.
Per questo, come cittadin3 e lavorator3 di Saluzzo scendiamo in piazza contro un
sistema che considera chi lavora soltanto come braccia utili solo a produrre
ricchezza.
Costruiamo insieme l’alternativa
Ci vediamo domenica 11 ottobre
Tag - manifestazione
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Sergio
del collettivo Torino anni’80…fatti nostri e Salvatore Cominu sulla
presentazione del libro “L’ultimo operaio” di Niccolò Zancan che verrà
presentato giovedì 24 settembre presso la libreria Comunardi a Torino –
Abbiamo attraversato quegli anni ‘80 con gioia e fatica. Giovani, allora, che
pensavamo ancora di poter cambiare un mondo che non ci piaceva, arrivati troppo
tardi per l’ondata rivoluzionaria del lungo ’68 italiano e troppo presto per non
sentirne il peso.
Torino in quegli anni incominciava appena la sua trasformazione, da
città-fabbrica, la città della Fiat e degli Agnelli, a città postmoderna, eppure
avevamo colto quel cambiamento, lo discutevamo nei nostri collettivi, lo
sentivamo nella musica e nei concerti, lo descrivevamo nei nostri volantini,
nelle fanzine e rivistine, lo urlavamo nei cortei con cui attraversavamo la
città.
Ci siamo formati in quel decennio cerniera, che si apre con l’autunno ’80 alla
Fiat e le decine di migliaia di licenziamenti e cassa integrazione e la Marcia
dei quarantamila capetti, e termina per noi con il Movimento della Pantera che
occupa le università torinesi, l’apertura dei centri sociali e di Radio Black
out.
La Torino di oggi, con i suoi spazi ridefiniti da crisi, ristrutturazione,
valorizzazione capitalistica e mercificazione, affonda nella memoria di quegli
anni, preziosi e ostili. Per questo torniamo proprio lì, a cercare dove tutto ha
cominciato a cambiare.
giovedì 24 set, 20:30-22:30
Libreria Comunardi
Via San Francesco Da Paola 6, Torino
Buon ascolto
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Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia del
Co.l.po sulla Murazzi Student Zone dove i lavoratori denunciano sfruttamento e
ritorsioni. Il Coordinamento Lavoro Precario Organizzato è uno sportello sociale
e sindacale attivo a Torino che offre supporto e orientamento sul lavoro. Il
co.l.po ha incontrato i lavoratori della Murazzi Student Zone che hanno indetto
un presidio per venerdì 25 settembre per denunciare gravi violazioni dei diritti
lavorativi da parte di Sodexo ed EDISU. La protesta contesta abusi sugli
straordinari, la mancata manutenzione dei locali e presunte ritorsioni contro il
personale.
Buon ascolto
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Il terzo argomento della puntata lo abbiamo trattato in compagnia di Daniele del
SiCobas Torino, rispetto alla conferenza stampa da loro organizzata dal titolo
“Bassi salari, decadenza sociale.”
“A partire dalla lotta alla Fiorentini Alimentari di Trofarello per il giusto
contratto allarghiamo lo sguardo sulla problematica dei bassi salari, che
riguarda una parte sempre più larga della popolazione lavoratrice. I bassi
salari e la povertà lavorativa causano una decadenza sociale fatta di
precarietà, impoverimento, ansia e insicurezza, malattia fisica e mentale.
Lavorare non basta più per vivere con dignità, le condizioni di vita peggiorano,
aumentano diseguaglianze e ingiustizia.
Per questo come Comitato promotore della campagna di boicottaggio per
solidarietà con i lavoratori della Fiorentini e Osservatorio sfruttamento e
precarietà, insieme al sindacato SI Cobas, organizziamo una conferenza al Cecchi
Point – via Antonio Cecchi 17 a Torino – per SABATO 26 SETTEMBRE 2026, ore
10:00-14:00, dal titolo “Bassi salari, decadenza sociale”.
Quanto e cosa hanno perso i lavoratori negli ultimi anni? Quali sono le cause
dei bassi salari e come sta cambiando la distribuzione della ricchezza nella
società?
Quali effetti producono bassi salari e lavoro povero sulla salute e sulla vita
delle persone?
Cosa sta facendo (e cosa non sta facendo) la politica?
Quale ruolo può e deve assumere il sindacato?
Affronteremo queste domande con la dott.ssa Marta Fana, ricercatrice
all’Università di Parma, il dott. Fulvio Ricceri, epidemiologo alla facoltà di
medicina di Torino, Roberto Luzzi, autore di “Lavoro salariato e capitale nel
XXI secolo” (si veda la locandina in allegato). Interverranno operai e operaie
della logistica, dei trasporti e dell’industria alimentare, lavoratori e
lavoratrici dei call center, e di altre situazioni lavorative.
Buon ascolto
Nelle scorse settimane Cala Finanza, un tratto di costa della Gallura di fronte
all’isola di Tavolara in Sardegna, è stata al centro della mobilitazione del
basso che si è opposta al progetto cosiddetto “Tavolara Bay”. Un progetto
promosso dalla società italo-brasiliana Tavolara Bay srl, che prevedeva la
realizzazione di un glamping/mega resort di lusso all’interno di un’area
naturale protetta.
Il progetto aveva inizialmente ottenuto il via libera attraverso la procedura
straordinaria della detta ZES Unica, una procedura accelerata che consente di
scavalcare gli strumenti di tutela ambientale e paesaggistica.
Da qui è nata una mobilitazione molto ampia ed eterogenea culminata nella
mobilitazione del primo luglio proprio a Cala Finanza. Pochi giorni fa poi, il
Consiglio comunale di Porto San Paolo ha revocato la delibera che aveva aperto
la strada al progetto ed è stata ritirata l’Autorizzazione Unica.
Ne parliamo con una compagna da Cagliari che ha attraversato la mobilitazione.
Si è concluso ieri il summit del G7 a Evian, dove tra le altre cose, la
preoccupazione europea era incentrata sul riarmo e il sostegno a Kiev mentre
Trump annunciava le sue intenzioni di porre fine alla guerra all’Iran.
La manifestazione contro il summit dei 7 del mondo ha visto una partecipazione
di decine di migliaia di persone con una composizione variegata e popolare che
ha dimostrato anche grande determinazione. Questo corteo è andato oltre alla
semplice contrapposizione al meeting internazionale, parlando dei temi centrali
delle mobilitazioni degli ultimi mesi a livello europeo e non solo.
No alla guerra, al riarmo, la solidarietà alla Palestina e uno sguardo alla
difesa dei territori e di chi li abita portando in primo piano le istanze
femministe sono stati dunque il cuore della mobilitazione.
Nonostante una narrazione allarmista già in precedenza e una gestione poliziesca
maldestra il corteo è stato per certi versi inedito per un territorio come la
Svizzera ma, al contempo, si colloca in maniera lineare nella dinamica che
vediamo a livello complessivo. Possiamo infatti registrare un’attivazione
generalizzata anche in territori non scontati con un obiettivo comune che sembra
tracciare le linee di un movimento nuovo contro la guerra, contro il genocidio
in Palestina che sta provando a ritrovarsi e riconoscersi.
Ne parliamo con Lorenzo compagno che abita a Ginevra
La foto in copertina è di Tristan Wadsworth
di Mauro Armanino Le ferite che non abbiamo combattuto, il futuro che non
abbiamo difeso … La cosa che mi fa più male, é vedere le nostre facce, con
dentro …
Grande partecipazione a Roma alle manifestazioni per il 25 aprile che quest’anno
non sono state molestate dalla presenza tossica dei sionisti della Brigata
ebraica .Ma non sono mancate le provocazioni, due iscritti all’Anpi , marito e
moglie, sono stati presi di mira con una pistola ad aria compressa . A sparare,
da uno scooterone chiaro, un uomo con con casco integrale nero e giubbotto di
foggia militare che si è fermato, ha estratto l’arma e ha premuto il grilletto.
L’uomo è stato colpito al collo e alla guancia, la moglie alla spalla. Sono
stati curati sul posto ma il clima si è incupito anche perchè a settembre
,proprio a piazza Schuster dove si è verificato l’episodio ,si ricorderanno i
venti anni dall’assassinio di Renato Biagietti ucciso a coltellate dai fascisti
a Focene ,sul litorale romano mentre rientrava da una dance hall.
Ne abbiamo parlato con una compagna di Roma
SCIOPERO PER IL CLIMA - RESISTERE AL DESERTO
Piazza Arbarello - -
(venerdì, 27 marzo 09:30)
RESISTERE AL DESERTO CHE AVANZA
Di fronte alle guerre fossili, allo sfruttamento delle risorse e dei popoli, noi
resistiamo. In gioco c’è la sopravvivenza dell’umanità: possiamo ancora uscire
da questa crisi climatica, implementando soluzioni che convengono a tutt*, meno
chi sta devastando il nostro pianeta. Non accettiamo re, tiranni, Trump, Meloni:
ci vediamo in piazza per decidere del nostro futuro, insieme.
27 marzo H. 9.30 - Piazza Arbarello
A seguire pranzo sociale, banchetti e concertino sul ponte Vittorio Emanuele I
ARRUOLAMENTO CLOWN ARMY
Manituana - Laboratorio Culturale Autogestito - Largo Maurizio Vitale 113,
Torino
(mercoledì, 28 gennaio 20:30)
sdeng sdeng sdeng!!! 🔔🔔🔔
Arruolamento Clown Army!!!
🔫🤡🎖
Vieni con noi, padroneggia la grande
arte del clowneggiamento ribelle e della cospirazione approssimativa :O)
Cos'è Clown ARMY?? È una tecnica di piazza spontanea e autogestita nata con
l'intento di inviare messaggi irriverenti e gestire i nostri colleghi delle
forze dell'ordine.
Leggi sto articolo e vai a studiare va'!
https://www.instagram.com/p/DQrx3caj58O/?igsh=MWhmazMzZXE2ZWs1Nw==
Lanciamo una grande campagna di arruolamento aperto a tutt*, che più siamo
meglio è!
Ci vediamo ogni secondo e quarto mercoledì del mese nella palestra del mani, a
cui lasciamo un contributo volontario per le spese
LA CLOWN ARMY CERCA ✨TE ✨
MA ESSENDO FORZA DEL (DIS)ORDINE NON RIESCE A TROVARTI
RENDILE IL LAVORO FACILE E UNISCITI A LEI DIRETTAMENTE grazie
Quando:
Mercoledì 14 gennaio
dalle 20.30 alle 22.30
Dove:
Al CLIM (Manituana), in Largo Maurizio Vitale 113 To)
Porta:
Abbigliamento comodo
Naso da clown e access. militari (se li hai)
Per info. 3477716485
Migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione nazionale a Messina
contro il progetto di costruzione del ponte ,oramai diventato un dispotivo
politico finanziario per estrarre valore dai territori marginalizzati.
S’impongono progetti eterodiretti ai territori con promesse fallaci di posti di
lavoro e sviluppo mentre le condizioni reali di emarginazione e mancanza di
infrastrutture non vengono intaccate.
Questo faraonico progetto che ha già dilapidato milioni di euro senza aver mosso
una zolla di terra rappresenta una manna per le consorterie mafiose che
controllano il territorio in combutta con i cacicchi locali e una grande
occasione di profitti per aziende come Webuild.
Tra i temi evidenziati dal movimento popolare è il ruolo che WeBuild (capofila
nella progettazione e costruzione del Ponte) ha nella speculazione sulla
Striscia di Gaza: è una delle multinazionali in pole position per mattere mani
sugli affari edilizi nei territori palestinesi, occupati illegalemente da
Israele.
Ne parliamo con Federico Alagna del comitato no ponte di Messina.
Tutto è iniziato quando il 1 novembre 2024 il crollo della pensilina della
stazione di Novi Sad ha provocato 15 vittime, salite a 16 nei mesi successivi.
La pensilina era stata sottoposta a lavori di ristrutturazione, assegnati ad
aziende di costruzione vicine al governo, nell’ambito di un progetto più ampio
di ammodernamento dell’infrastruttura ferroviaria promosso […]