A Torino riparte l’offensiva giudiziaria contro chi si è mobilitato contro lo
sgombero di Askatasuna. Perquisizioni in tutta Italia e richieste di misure
cautelari dal carcere all’obbligo di firma. Un …
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Sabato 3 ottobre la Valsusa tornerà a marciare per dire no
all’Avigliana-Orbassano, nuova tratta nazionale parte del più ampio progetto del
Tav Torino-Lione.
Anticipata al 2033 nonostante i ritardi sul versante francese, dal costo
complessivo stimato oltre i 3 miliardi di euro e con una fase di cantiere dalla
durata prevista di almeno 8 anni,l’Avigliana-Orbassano è una variante di
tracciato su circa 24 km (di cui circa 17 km in galleria), la cui realizzazione
avrebbe gravi ricadute sulla salute, l’economia e la vivibilità dei territori
coinvolti.
Ma non è la sola tratta nazionale a preoccupare, nella Valle che resiste: sul
piatto ci sono anche l’ipotesi della riapertura dell’altoforno delle acciaierie
Beltrame tra San Didero e Bruzolo, oltre che alle carenze ormai strutturali
nella sanità pubblica, nei servizi di prossimità e nei trasporti.
La marcia popolare del 3 ottobre diventa dunque l’occasione per rivendicare, a
partire dall’esperienza della resistenza No Tav, l’opposizione alle politiche di
sacrificio della Valsusa e la possibilità di un futuro costruito dal basso sulle
necessità e aspirazioni reali del territorio.
Ne parliamo con Alice, compagna dell’Assemblea Bassa Valle.
di Nicoletta Dosio Ruspe e polizia nel Bosco Ospizio di Reggio Emilia, dove un
progetto edilizio minaccia un’area verde ricca di biodiversità. Il quartiere
resiste e il presidio incontra la …
Mentre la Prefettura torinese continua ad emettere ordinanze e le zone rosse nei
territori valsusini in via preventiva, motivate dalla “possibilità che la
componente giovanile notav possa organizzare delle attività di lotta”, in
continuità rispetto a quanto già avvenuto quest’estate, proseguono anche le
attività dei presidi notav e di controllo dei cantieri legati alla realizzazione
della linea ferroviaria ad alta velocità.
Oggi, lunedì, dalle ore 16.30 c’è un appuntamento per continuare le pulizie
condivise del presidio di San Giuliano e dalle 19.30 sono previste apericena e
chiacchiere.
Domani, martedì 15 settembre 2026 alle ore 17.00, presso il Castello di
Adelaide, si terrà un incontro pubblico dedicato alla presentazione da parte dei
tecnici di TELT del progetto esecutivo relativo agli interventi che
interesseranno la mobilità sul territorio di Susa. L’incontro sarà pubblico ma a
numero chiuso a discrezione dell’amministrazione.
E’ stato quindi lanciato un punto informativo alle 16 all’Arco di Augusto, a
Susa, per reclamare il proprio diritto a conoscere il futuro degli spostamenti
su uno snodo viario importante come quello del capoluogo della Valle, nonché
rispetto alla possibilità di usufruire di servizi fondamentali che vi si
trovano, come le scuole e l’ospedale.
Senza alcun preavviso, il 21 agosto i Carabinieri hanno prelevato lo storico
attivista No Tav dalla sua abitazione di Bussoleno e lo hanno trasferito alle
Vallette. Revocata la misura alternativa …
di Salvatore Turi Palidda Il Dossier Viminale celebra il calo dei reati e
l’efficienza delle polizie, ma i numeri raccontano soprattutto milioni di
controlli, stranieri colpiti in modo sproporzionato e …
Un maxi dispiegamento di forze dell’ordine ai varchi di San Giuliano, Traduerivi
e Farmacia Viva e una serie di divieti prefettizi di allestirvi le tende hanno
tentato di impedire il campeggio previsto nelle giornate tra giovedì e domenica.
Dopo l’iniziale sorpresa, le persone presenti si sono confrontate nella piazza
del mercato di Susa e hanno deciso di spostarsi. A Venaus, le camionette della
polizia sono arrivate a meno di due ore dal montaggio delle prime tende. A
seguito del rifiuto di abbandonare l’area, è stata notificata la quarta
ordinanza del prefetto, che vieta il campeggio anche nell’area del presidio No
Tav.
Intanto, il GIP di Torino ha confermato la custodia cautelare in carcere per i
due giovani cittadini tedeschi arrestati in relazione alla grande giornata di
lotta di sabato 25 luglio in Val di Susa. Tra le contestazioni mosse ai due
giovani figura anche la nuova aggravante di lesioni aggravate nei confronti di
appartenenti alle forze di polizia, introdotta con il recente Decreto Sicurezza.
Un’ulteriore estensione dell’arsenale repressivo che accompagna il progressivo
irrigidimento della legislazione nei confronti delle manifestazioni di protesta.
Una compagna dalla Valsusa racconta le iniziative e le discussioni di oggi e
delle prossime giornate di lotta:
Il Corriere della Sera suggerisce che i due giovani tedeschi arrestati in Val di
Susa sarebbero vicini ad Askatasuna anche perché hanno nominato come legale
Gianluca Vitale. L’avvocato replica con …
Riconoscimento facciale di massa e associazione a delinquere per i cortei: il
governo Meloni trasforma le piazze in luoghi sospetti e chi manifesta in un
potenziale nemico interno Non siamo …
di Fabrizio Salmoni* Dopo gli scontri ai cantieri della Torino-Lione, il
Movimento No Tav torna al centro del dibattito politico. Tra repressione,
retorica sicuritaria e criminalizzazione del dissenso, la mobilitazione …