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DATI SANITARI AFFIDATI AD AZIENDE LEGATE ALL’INTELLIGENCE ISRAELIANA
LE AZIENDE SANITARIE ITALIANE AFFIDANO LA PROPRIA CYBERSICUREZZA AD IMPRESE LEGATE ALLE UNITA’ SPECIALI DELL’IDF La pandemia ha accelerato i processi di digitalizzazione della sanità, tanto che le viene dedicata una delle voci principali del PNRR. Questa enorme mole di dati però corre il rischio di venire utilizzata per “fini secondari”. Un caso eclatante di utilizzo secondario dei dati sanitari è quello di ELITE, la piattaforma in dotazione all’ICE che usa i dati di Medicaid per compilare le deportation list. Ma chi controlla i dati sanitari italiani ed europei I fascicoli sanitari elettronici di milioni di persone che hanno avuto accesso alle cure in italia, lo stesso tipo di dati che negli Stati Uniti l’ICE utilizza per deportare le persone senza documenti, sono nelle “cassaforti digitali” di aziende israeliane legate alle unità speciali dell’esercito sionista, in particolar modo all’unità 8200, la stessa che ha progettato LAVENDER, l’intelligenza artificiale usata da Israele per colpire i palestinesi.
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Macerie su Macerie – PODCAST 9/02/26 – Vacanze “post-army”: l’IDF in Val di Susa
Viaggi “post-army”, li chiamano. Vere e proprie fughe per dimenticare le atrocità commesse dai soldati israeliani nella perenne guerra contro la popolazione palestinese, tradizionalmente verso l’India e l’Himalaya. Oggi però queste mete si avvicinano e l’Italia è diventata una nuova tappa di questo assurdo turismo. Vacanze “defaticanti”, così vengono definite in questo caso, con una magia del linguaggio atta a nascondere il fattore atroce e derubricare il ruolo dentro a un sistema di sterminio a una questione lavorativa come le altre. Di questo, e delle recenti mobilitazioni, parleremo con un compagno dalla Val di Susa, dove un gruppo di soldati dell’IDF si trovava a sciare la scorso fine settimana.
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Kaouther Ben Hania, La voce di Hind Rajab #01
Era il 2 ottobre e le strade di Torino, come oggi 20 dicembre, erano percorse da compagni incazzati che preparavano le Ogr all’accoglienza di guerrafondai, che vi si erano dati appuntamento. Iniziava tra questi prodromi una nuova trasmissione che occupa pochi minuti del palinsesto del giovedì di Blackout per mettere al centro un testo filmico, senza scrupoli di spoiler, perché l’intento è anche di dare rilievo al linguaggio filmico, ai molti livelli di lettura e a quali secondo noi sono gli aspetti che sottendono all’operazione degli autori, per cui è meglio che lo spettatore fruisca il film senza la distrazione di seguirne la trama, cosa che gli è più facile se conosce già per sommi capi gli snodi essenziali. E la scelta per iniziare questa cooperazione tra Ristoradio e Bastioni di Orione non poteva che cadere su questo film che proprio della ferocia di Idf evidenzia l’empietà, usando con maestria il fuoricampo che s’impone sulle espressioni attonite e disperate dei bravissimi attori che ripropongono gesti, movimenti e soprattutto voci di una delle tante orride trappole ordite dai sionisti nel genocidio di Gaza, seguite dalle stanze della mezzaluna rossa di Ramallah che gestisce gli interventi concordati con l’entità sioinista, rendendo il film un raffinato kammerspiel, fino alla rivelazione ipercolorata della macchina che è stata sudario della piccola voce di Hind Rajab.
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Israele risponde all’Alluvione con l’allagamento di Gaza
In questi giorni l’esercito israeliano ha dato il via libera all’allagamento dei tunnel sotto Gaza con acqua di mare, una risposta all’Alluvione al-Aqsa che ha del metaforico. Si tratta invece di un evento reale che è accompagnato dagli ormai consueti bombardamenti e da azioni militari dell’IDF che sembrano uscite da un film: ad esempio l’attacco […]
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