LE AZIENDE SANITARIE ITALIANE AFFIDANO LA PROPRIA CYBERSICUREZZA AD IMPRESE
LEGATE ALLE UNITA’ SPECIALI DELL’IDF
La pandemia ha accelerato i processi di digitalizzazione della sanità, tanto che
le viene dedicata una delle voci principali del PNRR. Questa enorme mole di dati
però corre il rischio di venire utilizzata per “fini secondari”. Un caso
eclatante di utilizzo secondario dei dati sanitari è quello di ELITE, la
piattaforma in dotazione all’ICE che usa i dati di Medicaid per compilare le
deportation list. Ma chi controlla i dati sanitari italiani ed europei
I fascicoli sanitari elettronici di milioni di persone che hanno avuto accesso
alle cure in italia, lo stesso tipo di dati che negli Stati Uniti l’ICE utilizza
per deportare le persone senza documenti, sono nelle “cassaforti digitali” di
aziende israeliane legate alle unità speciali dell’esercito sionista, in
particolar modo all’unità 8200, la stessa che ha progettato LAVENDER,
l’intelligenza artificiale usata da Israele per colpire i palestinesi.
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Viaggi “post-army”, li chiamano. Vere e proprie fughe per dimenticare le
atrocità commesse dai soldati israeliani nella perenne guerra contro la
popolazione palestinese, tradizionalmente verso l’India e l’Himalaya. Oggi però
queste mete si avvicinano e l’Italia è diventata una nuova tappa di questo
assurdo turismo.
Vacanze “defaticanti”, così vengono definite in questo caso, con una magia del
linguaggio atta a nascondere il fattore atroce e derubricare il ruolo dentro a
un sistema di sterminio a una questione lavorativa come le altre.
Di questo, e delle recenti mobilitazioni, parleremo con un compagno dalla Val di
Susa, dove un gruppo di soldati dell’IDF si trovava a sciare la scorso fine
settimana.
Era il 2 ottobre e le strade di Torino, come oggi 20 dicembre, erano percorse da
compagni incazzati che preparavano le Ogr all’accoglienza di guerrafondai, che
vi si erano dati appuntamento. Iniziava tra questi prodromi una nuova
trasmissione che occupa pochi minuti del palinsesto del giovedì di Blackout per
mettere al centro un testo filmico, senza scrupoli di spoiler, perché l’intento
è anche di dare rilievo al linguaggio filmico, ai molti livelli di lettura e a
quali secondo noi sono gli aspetti che sottendono all’operazione degli autori,
per cui è meglio che lo spettatore fruisca il film senza la distrazione di
seguirne la trama, cosa che gli è più facile se conosce già per sommi capi gli
snodi essenziali.
E la scelta per iniziare questa cooperazione tra Ristoradio e Bastioni di Orione
non poteva che cadere su questo film che proprio della ferocia di Idf evidenzia
l’empietà, usando con maestria il fuoricampo che s’impone sulle espressioni
attonite e disperate dei bravissimi attori che ripropongono gesti, movimenti e
soprattutto voci di una delle tante orride trappole ordite dai sionisti nel
genocidio di Gaza, seguite dalle stanze della mezzaluna rossa di Ramallah che
gestisce gli interventi concordati con l’entità sioinista, rendendo il film un
raffinato kammerspiel, fino alla rivelazione ipercolorata della macchina che è
stata sudario della piccola voce di Hind Rajab.
In questi giorni l’esercito israeliano ha dato il via libera all’allagamento dei
tunnel sotto Gaza con acqua di mare, una risposta all’Alluvione al-Aqsa che ha
del metaforico. Si tratta invece di un evento reale che è accompagnato dagli
ormai consueti bombardamenti e da azioni militari dell’IDF che sembrano uscite
da un film: ad esempio l’attacco […]