Estratti dalla puntata del 26 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
GIOVANI COME NUOVO NEMICO INTERNO: VERSO IL “TERRORISMO DI PIAZZA”?
La produzione normativa emergenziale successiva alle piazze del 17 e 18 ottobre
2026 si inserisce in un affastellarsi di Pacchetti Sicurezza e leggi costruite
attorno a eventi di cronaca o “feticci sociologici”. L’utilizzo di categorie
come “baby gang” (DL Caivano), o “maranza” (ultime disposizioni urgenti in
materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile) distrae
dello scopo che sottende al proliferare di nuovi attrezzi all’interno
dell’arsenale repressivo: colpire la conflittualità sociale e comprimere tutte
le pratiche che esulino dal lamento inerme.
Parallelamente osserviamo l’applicazione dell’aggravante di terrorismo a
comunicati online (Bari e Movimento 17 Ottobre) che incitavano al danneggiamento
e all’insubordinazione durante i cortei:
può rappresentare un terreno fertile per l’introduzione del reato di “terrorismo
di piazza”, desiderato da anni da sindacati di polizia e partiti di estrema
destra?
Nel frattempo centinaia di persone, non appartenenti ai movimenti conflittuali
convenzionali, sono state identificate in differita: è ipotizzabile l’utilizzo
di tecnologie di riconoscimento biometrico?
Ne parliamo con l’avvocata Silvia Tassotti di Bologna, membro di Stra.Li e della
task force per il diritto alla protesta di Amnesty International:
HERITAGE FOUNDATION: LINEE GUIDA PER LA RIVOLUZIONE REAZIONARIA
Persone da inserire in strutture chiave, accentramento dei poteri, produzione di
milizie fidelizzate e una rete di potere che si dipana dentro e fuori i confini
statunitensi.
Il think thank ultra-conservatore Heritage Foundation ha strutturato le linee
guida per una rivoluzione reazionaria che tiene insieme il negazionismo
climatico dei petrolieri, l’evangelismo messianico, l’apparato tecnomilitare
filo-sionista e le organizzazioni per la disarticolazione dell’Unione Europea.
Ne parliamo con Antonella Silipigni (di cui avevamo letto l’inchiesta sulla
genesi di Futuro Nazionale):
Per approfondire il suo lavoro su Heritage Foundation:
HERITAGE FOUNDATION — LA FABBRICA DEL POTERE
Project Esther: la rete cristiano-cattolica-sionista arrivata alla Casa Bianca
ICE: da agenzia amministrativa a forza di coercizione interna
GRECIA:LETTERA DI UN PRIGIONIERO DEL CASO MARFIN
In conclusione ospitiamo la lettura di alcuni estratti da un comunicato di
Thymio dal carcere, tornando a parlare del caso Marfin e della sua
strumentalizzazione elettorale in Grecia.
Lettera di Thymio [PDF]
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Estratti dalla puntata del 19 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
TORINO: PARASSITI IN CARCERE
Quali sono le soglie di degrado tollerabili secondo i ragionieri della pena?
Sezioni infestate da parassiti di varia natura all’interno di un habitat
artificiale – come quello detentivo – dove individui deumanizzati possono
sperare di muoversi tra livelli di schifo più o meno intensi, in uno schema di
gerarchie informali di vivibilità che assumono spesso funzioni premiali.
Insieme a Giorgio Rossetto torniamo a parlare della sua recente esperienza
detentiva nel carcere di Torino, soffermandoci sulle condizioni igienico
sanitarie, le differenze tra sezioni, fino ai proclami governativi di esecuzione
della pena in strutture riabilitative per persone con diagnosi di
tossicodipendenza.
GRECIA: IL CASO MARFIN E L’AI APPLICATA AI “COLD CASE” DI MOVIMENTO
Il 5 maggio 2010, durante una grande mobilitazione contro le misure di austerità
in Grecia, un incendio colpì la filiale della Marfin Bank, ad Atene. Tre
lavoratori, Angeliki Papathanasopoulou, Vivi Zoulia ed Epaminondas Tsakalis,
persero la vita, rimanendo intrappolati nell’edificio perché erano stati
costretti dal loro capo a non poter prendere parte allo sciopero.
Nel luglio 2026, le autorità greche hanno annunciato nuovi sviluppi nelle
indagini, con l’identificazione di tre presunti responsabili attraverso il
riesame di materiale audiovisivo risalente al 2010, elaborato con strumenti di
AI e di analisi biometrica.
Ne parliamo grazie al contributo di una compagna dalla Grecia:
IL FALLIMENTO DI CHARCTER.AI, LA BOLLA FINANZIARIA E A16Z
La bancarotta di Charcter.ai descrive un possibile modello del collasso
dell’economia dell’AI.
Partendo da questo evento arriviamo a soffermarci su una struttura di venture
capital che ha sostenuto questa come altre aziende del settore: a16z, dove
apparato tecnomilitare sionista e accelerazionismo transumanista trovano la loro
sintesi finanziaria.
GUERRA IBRIDA SIONISTA: PUBBLICITÀ ONLINE E ACQUA COME ARMI
Una struttura di cyberguerra sionista perfettamente inserita nella routinaria
quotidianità della rete: le pubblicità online veicolate dall’azienda israeliana
Discover-Tech erano dei vettori virali per gli spyware dell’azienda israeliana
Candiru. Colpiti i dispositivi di Al Jazeera, Nato, Nazioni Unite e migliaia di
altri bersagli (tra i quali l’agenzia australiana per il nucleare).
/ / / Qui l’analisi di Citizen Lab
Parallelamente l’azienda nazionale idrica Mekorot sta replicando nel continente
Americano i modelli di espulsione e colonizzazione sperimentati in Palestina.
COLONIZZAZIONE COGNITIVA: MUSE CHARM ET SIMILIA
“Ti presentiamo Muse Charm, il primo dispositivo con agente IA di Meta,
progettato per gestire ogni momento della tua vita.” da meta.com
L’esternalizzazione della mente si diluisce nella quotidianità e non è mai stata
così cute:
di Lavinia Marchetti* Il mondo capovolto e gli scenari futuri per chi criticherà
Israele Alla fine, pare che gli unici capaci di rifarsi una reputazione
sull’antisemitismo siano i fascisti diventando …
Aggressione sionista a due giovani di OSA e Cambiare Rotta sul Lungotevere:
erano diretti a una manifestazione con bandiere palestinesi. L’aggressore ha
urlato insulti contro i palestinesi prima di far …
Scrittori, docenti, editori e lettori contro l’attacco a Sensibili alle Foglie e
il DDL Romeo: difendere la libertà di criticare il sionismo e sostenere la
Palestina. Come scrittori, ricercatori storici, …
Chiesta la rimozione dallo store del libro di Francesco Lazzeri sul sionismo.
Mentre alla Camera arriva il DDL sull’antisemitismo, il confine tra lotta
all’odio antiebraico e repressione dell’antisionismo diventa terreno …
ll ddl Antisemitismo, in discussione il 9 settembre in Commissione Affari
Costituzionali alla Camera, vuole introdurre nella legge italiana la definizione
IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance), la quale, in ben 7 degli 11
esempi esplicativi citati di presunti atti di antisemitismo, tende a sovrapporre
le critiche alle politiche di Israele con il razzismo antisemita.
Questo significherebbe tacciare di odio razziale la denuncia delle politiche
coloniali, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio del popolo
palestinese – denunciato anche dall’Onu circa un anno fa – della pulizia etnica
e dell’apartheid. Opporsi al DDL significa prendere sul serio l’antisemitismo e
il suo riemergere nel presente in varie forme, anche violente, e credere che sia
necessario contrastarlo con strumenti di lotta e solidarietà efficaci,
proteggendo al contempo lo spazio per la legittima e necessaria critica a
Israele e alle sue politiche.”
E’ stato indetto il 9 a Montecitorio un presidio proprio in occasione della
discussione del ddl Antisemitismo alla camera, chiamato da oltre 100
associazioni, ne parliamo con Alessandra Algostino docente di diritto
costituzionale all’Università di Torino.
Un’inchiesta originariamente svolta dal Guardian ha svelato il meccanismo
utilizzato da un finto Think tank – inesistente in quanto senza sede, senza
indirizzi né referenze – “Hanover” che allena l’intelligenza artificiale nella
creazione di propaganda ad hoc in favore di Israele e del suo operato.
Eliana Riva ne ha parlato in un suo recente articolo e ai nostri microfoni
racconta il funzionamento di questo metodo di propaganda molto raffinato,
supportato dagli Stati Uniti e utilizzato come arma di guerra nel cercare di
costruire una narrazione che legittimi il genocidio utilizzando strumentalmente
la carta dell’antisemitismo.
di Samuele Lucia Dalla Gran Bretagna alla Germania fino all’Italia, le norme
contro terrorismo e antisemitismo sollevano una domanda scomoda: dove finisce la
tutela della sicurezza e dove comincia la …
Estratti dalla puntata del 28 luglio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
RETI DI CONDIZIONAMENTO SIONISTE
Torniamo a parlare delle multiformi reti sioniste di diplomazia tecnomilitare e
manipolazione politica.
Partiamo dalle interferenze agite tramite operazioni dalla rete spionistica
israeliana, non tramite il Mossad o la capillare struttura di cyberguerra, ma
attraverso una struttura di intelligence privata come Black Cube, che avevamo
già visto all’opera nelle ultime elezioni in Slovenia (marzo 2026).
Andiamo quindi a osservare quanto recentemente emerso grazie al lavoro di Middle
East Eye sull’utilizzo di una vera e propria brigata di influencer stranieri
arruolati da Israele per le proprie campagne di guerra di informazione (note:
Middle East Eye, sito di inchiesta e approfondimento britannico, era stato
coinvolto in un cyber attacco nel 2020, dove era emerso il ruolo della compagnia
israeliana Candiru).
Concludiamo ritornando su tema già affrontato in passato: le reti di diplomazia
militare-industriale intessute da colossi israeliani come Elbit Systems (con
l’emiratina Edge Group) o Israel Aerospace Industries (con l’americana Palladyne
AI), ma soprattutto osservando l’avanzamento formale dell’integrazione militare
tra Israele e USA sancito a fine luglio 2026.
NUCLEARE SAUDITA TRA GEOPOLITICA E GEOTECNOLOGIA
A margine cerchiamo di gettare uno sguardo sulla questione del nucleare Saudita:
il via libera, stabilito in modo univoco dagli USA di Trump, per lo sviluppo di
un programma nucleare “civile” senza alcuna supervisione da parte dell’Aiea, il
potenziale ingresso in scena di una seconda potenza nucleare in quel quadrante,
ma anche un fenomeno connesso alla geopolitica dell’AI.
GRAPHENE_OS E DURESS PASSWORD
Samuel Tunick, cittadino statunitense attivo nel movimento contro Cop City ad
Atlanta, è sotto accusa per aver fornito agli agenti del Customs and Border
Protection una “duress password” che ha cancellato i dati del suo telefono. Un
persona fermata nel limbo giurisdizionale dell’aeroporto, a cui viene chiesto di
consegnare il telefono per analizzarne i contenuti, che fornisce una “password
di autodistruzione” e finisce sotto accusa per essersi autodifeso.