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Elezioni in Sassonia-Anhalt: una lettura del risultato ottenuto da Afd
Il partito di ultradestra guidato da Alice Weidel ha ottenuto oltre il 44% dei voti nel land della Sassonia-Anhalt alle ultime elezioni. Questo risultato va letto secondo una serie di aspetti che compongono un quadro di tendenza generale, seppur con delle specificità date dal contesto tedesco e del territorio. Inoltre, va analizzato il processo storico in cui si è determinato un consenso così schiacciante nei confronti di un’opzione reazionaria e xenofoba come questa. La crisi sociale ed economica che investe la Germania e più in generale l’Europa, la guerra e la corsa al riarmo, i rapporti con gli USA e con la Russia sono tutti elementi significativi. Al contempo le contraddizioni di questo partito sono forti e potranno rappresentare uno spazio di possibilità per una contrapposizione dal basso? Insieme a Nicola Carella, compagno che da tempo vive a Berlino abbiamo affrontato questi temi per comprendere quanto accaduto.
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Da Ceuta alle bianche scogliere di Dover
Anche in questa puntata parliamo di neofascismo e dell'(iper)attivismo militante di estrema destra sul tema migratorio, da Ceuta al Regno Unito. Poi, Autistici chiude (dopo 25 anni) e un partito come l’AfD prende il 44% dei voti in Sassonia-Anhalt. Manifestanti alla stazione ferroviaria di Dover Priory dopo aver bloccato le strade da e per il porto di Dover durante una protesta di Patriot Platform sabato ( PA ). Con Angelo Boccato, autore del libro L’ombra lunga dell’impero. Voci afrodiscendenti tra razzismo sistemico, colonialismo e resistenza globale, parliamo delle parate di mlitanti di Patriot Platform a Dover e Portmouth al grido “Stop the boats“. Mentre in Inghilterra centinaia di suprematisti bianchi boccavano i porti, a Belgrado migliaia di persone hanno partecipato al funerale del criminale di guerra Ratko Mladic, morto a 84 anni a L’Aja, cui hanno partecipato vari membri del governo e il figlio di Vucic, mentre Vucic se l’è cavata con un impegno istituzionale. Domenica, nel 180° Eternal Derby, le due tifoserie rivali di Belgrado hanno osservato insieme un minuto di silenzio e scandito il nome di Ratko Mladić, mentre la curva della Stella Rossa esponeva un’enorme coreografia con il suo ritratto, accompagnata dalla scritta «Pravac Potočari», cioè «Direzione Potočari». La frase richiama le parole pronunciate da Mladić l’11 luglio 1995, quando le forze serbo-bosniache entrarono a Srebrenica. Playlist T.NO – WALAPA & KWI KWI e Archive: Music, Music, Music (albums) TeeZandos x Fizzler – Phone call Central Cee – Loadin Lava La Rue – TLSL (Stitches) Lady Leshurr – D.I.V. Enny – Peng black girls (feat. Jorja Smith) Little Simz – Dead Body, Pts. 2 & 3 (feat. Stormzy & Kano) Lethal Bizzle – Fester Skank Remix (feat. Stormzy, Chip, Fuse ODG & Wretch 32) Citati nella puntata: L’avanzata atlantica del neofascismo – Radio Blackout Ceuta: militarizzazione, violenza razzista e repressione della solidarietà – Melting Pot Europe The Black Megaphone – newsletter di Angelo Boccato Board of Peace, 30 anni dopo Dayton – Radio Blackout SERBIA: I FUNERALI (QUASI) DI STATO DI MLADIC MOSTRANO IL NAZIONALISMO SERBO ALL’ENNESIMA POTENZA – Radio Onda D’urto GERMANIA: AFFLUENZA RECORD E NEONAZISTI DI AFD AL 44% NELLE ELEZIONI IN SASSONIA – ANHALT – Radio Onda D’urto A/I chiude – Restare Umani – Keep it free!
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No all’estradizione di Gino! Free all antifas!
Mercoledì 19 la Corte d’appello di Parigi si è pronunciata a favore dell’estradizione in Germania entro 10 giorni di Gino, compagno antifascista inquisito dall’Ungheria in merito ai fatti del Giorno dell’onore, il raduno internazionale che ogni anno richiama nella capitale ungherese neonazistx provenienti da diversi paesi europei. Gino, dopo un primo arresto in Finlandia, era stato fermato Parigi per via del mandato d’arresto europeo spiccato dall’Ungheria di Orbàn, e aveva trascorso quattro mesi nel carcere di Fresnes. In Francia la sua condizione, grazie alla mobilitazione dellx antifascistx e dei comitati, ha sollevato un dibattito pubblico, e molte le persone, gruppi, collettivi che hanno manifestato contrarietà alla sua estradizione in Ungheria, dove rischia fino a 24 anni di carcere. Successivamente, la Corte d’appello di Parigi aveva respinto la richiesta di estradizione avanzata da Budapest per il rischio di trattamenti inumani o degradanti, per le condizioni della detenzione e per la mancanza di garanzie relative all’indipendenza e all’imparzialità della giustizia ungherese Appena diciannove giorni dopo quella decisione, a Gino è stato notificato un nuovo mandato d’arresto europeo, per gli stessi fatti. A cambiare era il paese richiedente: non più l’Ungheria di Viktor Orbán, ma la Germania. A questo punto, la Corte francese, chissà tra quali pressioni, ha ribaltato la sua precedente decisioneha accettato la richiesta della repubblica tedesca, nonostante non ci siano garanzie che, una volta estradato in Germania, Gino non venga successivamente estradato in Ungheria, come è successo con Maja, attualmente sottoposta a condizioni detentive degradanti e sottoposta quotidianamente alla violenza delle guardie. Ascolta il racconto e le riflessioni di Gino dopo la decisione della Corte d’appello francese di accettare la sua estradizione: Il ricorso in Cassazione della difesa sospende l’estradizione: è il momento di moltiplicare la solidarietà. Gino non deve essere estradato, è più che mai necessario mobilitarsi e dimostrare il proprio sostegno in ogni modo possibile (comunicati di sostegno, striscioni, manifesti, presidi davanti alle ambasciate francesi e tedesche, cortei) per evitare a Gino un’imminente estradizione. Il 5 settembre 2026, alle ore 11:00 nell’ambito di Renoize – Festival Antifa al LOA Acrobax, ci sarà l’assemblea nazionale FREE ALL ANTIFAS – ITALY: resistere ai fascismi, organizzare la solidarietà, costruire nuovi immaginari. Per adesioni e info su logistica ecc scrivi alla mail: freeallantifasitaly@inventati.org o alla pagina IG: https://www.instagram.com/freeallantifasitaly, e continua ad aggiornarti su https://freeallantifas.noblogs.org/
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Rigaer94 sotto sgombero!
La storica occupazione berlinese di Rigaerstr. 94 è sotto minaccia di sgombero. Ne approfittiamo per parlare con unx occupante del quartiere in cui si trova, Friedrichshein, e della gentrificazione di Berlino, del processo di legalizzazione delle occupazioni, delle attività che si svolgono alla Rigaer94, della repressione della solidarietà al popolo palestinese in Germania e della campagna contro lo sgombero. Per comunicazioni, aggiornamenti e contatti al blog: rigaer94.squat.net La traduzione in italiano del contributo arrivatoci da Berlino andata in onda questa mattina… …e la versione in inglese_ Rigaer94 si trova in Rigaer Straße. Ci parlate del quartiere Friedrichshain, dei cambiamenti che hanno interessato il quartiere e la città, e della storia di Rigaer Straße? Che ruolo pensi abbia giocato la tendenza alla regolarizzazione degli spazi attraverso il coinvolgimento delle istituzioni in Germania? Attività e pratiche della Rigaer94 Il sostegno alla Palestina è stato represso duramente e violentemente in Germaniae a Berlino; ci sono stati casi in cui Rigaer è stata attaccata per la sua solidarietà contro l’occupazione e il colonialismo israeliano? Quali iniziative sono state intraprese contro lo sgombero?
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Inizia in Germania il processo all* “5 di Ulm”
Cinque giovani attivist* con base a Berlino sono stat* arrestat* l’8 settembre 2025 in relazione a un’azione presso la Elbit Systems di Ulm, in Germania. L’obiettivo dell’azione era quello di interrompere il flusso di armi verso Israele. La Elbit Systems fornisce l’86% delle armi e della tecnologia di sorveglianza dell’esercito israeliano, utilizzate negli attacchi che hanno ucciso bambin* e adult* civili palestinesi. Il processo a THE ULM 5 inizia oggi, 27 aprile, a Stoccarda. Dal momento del loro arresto, Daniel, Zo, Crow, Vi e Leandra sono detenuti in custodia cautelare in cinque diverse prigioni nel sud-ovest Germania nonostante, durante la loro azione, nessun* sia rimast* feritoe nessun dei cinque abbia precedenti penali. Oltre a violazione di domicilio e danneggiamento di proprietà, l* cinque amic* sono stat* accusat* ai sensi del famigerato articolo 129 del codice penale tedesco: appartenenza a un’organizzazione criminale, che prevede una pena detentiva fino a cinque anni. L’articolo 129 – che non richiede il rispetto di criteri chiaramente definiti e che ha una lunga storia di utilizzo come strumento di repressione politica – è sufficiente a giustificare la detenzione preventiva fino a sei mesi. Il tribunale ha ormai superato tale termine, violando le norme di legge, e la richiesta di libertà su cauzione per ciascun* dei cinque continua a essere negata. Ma la situazione è ancor peggiore: nella più recente decisione di negare la scarcerazione in attesa di giudizio, la Corte d’Appello Regionale (Oberlandesgericht), speculando sulla natura dell’azione, ha affermato che sarà improbabile che l* cinque ricevano una condanna al minimo previsto e che, in ogni caso, verrebbe sospesa. Questa ipotesi, prima ancora dell’inizio del processo e senza aver ascoltato alcuna prova da parte della difesa, solleva seri interrogativi sul ‘giusto processo’. Lo Stato tedesco sta trattando l* 5 di Ulm come se rappresentassero una minaccia per la società, quando tutto quello che hanno fatto è stato provare fermare un genocidio. Le tipiche condizioni di detenzione preventiva in Germania, unite alle disposizioni dell’articolo 129, implicano che l* cinque siano sottoposti a un trattamento particolarmente severo, con condizioni e restrizioni che includono l’isolamento, visite limitate e sorvegliate e il controllo delle telefonate e della corrispondenza. Per qualsiasi richiesta, comprese dichiarazioni da parte di avvocat* o familiari, scrivere a ulm5family@proton.me. Per informazioni, rimanete aggiornat* su https://ulm5.info/en/ e sulla pagina instagram https://www.instagram.com/theulm5/. Ascolta o scarica l’approfondimento con un compagno del Comitato di solidarietà. https://www.instagram.com/theulm5
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FREE ALL ANTIFAS! CORTEO A MILANO IL 24
Prosegue il processo aperto per i fatti di Budapest contro compagnx antifa provenienti da tutta Europa. Lx imputatx rischiano, nei peggiori dei casi, fino a 24 anni di carcere, con l’accusa di aver partecipato in forma considerata violenta alle contromanifestazioni della “Giornata dell’onore”, raduno annuale dell’estrema destra e dei movimenti neofascisti europei. A quasi 3 anni di distanza, nel mese di gennaio le vicende giudiziarie avranno una brusca accelerazione, con i processi che inizieranno in Germania e Ungheria e la pronuncia sulle richieste di estradizione in Francia. Dal 15 gennaio sono previste manifestazioni di solidarietà in tutta Europa. A Milano il 24 gennaio è previsto un corteo che partirà alle 18 da Porta Genova per arrivare al carcere di San Vittore. Con un compagno del Comitato antirepressione di Milano abbiamo fatto il punto sul processo e abbiamo parlato della chiusura dei conti bancari di varie organizzazioni politiche, riconducibili all’area antifascista, da parte di GLS e Sparkasse in Germania.
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Germania. Primi passi verso la leva obbligatoria
Il Bundestag ha approvato, con 323 voti a favore, 272 contrari e una astensione, la riforma della leva. La nuova legge, tra le altre cose, mantiene il servizio militare volontario, ma tutti i giovani di sesso maschile saranno obbligati a rispondere ai formulari dell’esercito e sottoporsi alla visita di leva. L’obiettivo dichiarato è quello, in un contesto di potenziamento del comparto della Difesa, di portare il numero dei soldati attivi della Bundeswehr dagli attuali 183mila a 270mila entro il 2035. A questi verranno affiancati anche 200mila riservisti. Dal 2026, tutti gli uomini e le donne che hanno compiuto 18 anni riceveranno un questionario che verrà compilato online e nel quale dovranno indicare se hanno intenzione di arruolarsi o meno. Solo i giovani di sesso maschile saranno obbligati a fornire una risposta, mentre le donne potranno scegliere se farlo o meno. Si tratta di una platea di 680mila persone nate nel 2008. Dal 1 luglio 2027, inoltre, sarà introdotta la visita di leva per tutti gli uomini nati nello stesso anno. Coloro che la Bundeswehr riterrà poi adatti, riceveranno una proposta che potrà comunque essere rifiutata. Chi accetta rimarrà in servizio per almeno sei mesi. L’aspirazione del governo è quella di riuscire a far iscrivere almeno 20mila giovani già dal prossimo anno, quasi il doppio dei 12mila all’anno attuali. L’idea è quella che questo numero continui comunque ad aumentare negli anni: 23.000 nel 2027, 38.000 all’anno entro il 2030, circa un giovane su otto ogni anno. Se gli obiettivi prefissati non dovessero essere raggiunti, però, non è esclusa l’opzione del servizio militare obbligatorio che sarà deciso dal Bundestag. In questo caso, il Parlamento dovrà prima riattivare il servizio militare obbligatorio (sospeso nel 2011) e poi decidere una formula di sorteggio. Pistorius sta avviando la costruzione entro il 2031 di più di 270 nuove caserme per un costo di 3,5 miliardi di euro. Ne abbiamo parlato con l’attivista Antonio Mazzeo Ascolta la diretta:
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Lottare in Germania contro le deportazioni verso il Gambia
Dal 2018, anno del primo accordo tra EU e Gambia per i rimpatri, fino ad oggi, almeno 1000 Gambiani sono stati deportati dalla Germania, in voli charter organizzati mensilmente. Voli su cui vengono deportate anche persone arrestate e detenute dall’Italia, in operazioni congiunte di rimpatrio che partono dall’aeroporto di Fiumicino. Le deportazioni in Germania sono […]
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