Oltre 3.400 morti, un milione di sfollati e la capitale libanese sotto minaccia.
Mentre Israele intensifica la guerra e colpisce ospedali e quartieri civili,
Europa e Stati Uniti si limitano …
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Inizialmente il Libano pareva essere incluso nella fragile tregua tra Iran, USA
e Israele mediata dal Pakistan, ma l’esercito ed il governo israeliani hanno
fatto capire che intendono proseguire le operazioni militari con un pesantissimo
attacco aereo. Da mercoledì, bombardamenti violentissimi colpiscono soprattutto
i quartieri popolari del sud di Beirut.
Il governo libanese, attraversato da forti tensioni interne e da una linea
sempre più critica verso Hezbollah, tenta di trattare una pace direttamente con
Israele facendosi garante del disarmo della resistenza. Nel frattempo, la
popolazione libanese – principalmente quella sciita, ma anche i rifugiati
siriani e palestinesi – deve far fronte ai durissimi bombardamenti israeliani,
ma anche ad una totale mancanza di sostegno da parte delle istituzioni statali.
Ne abbiamo parlato con Camilla, una compagna che vive e lavora a Beirut:
Segnaliamo la pagina instagram di Anti-Racist Movement Lebanon, organizzazione
citata nell’intervista che si sta occupando di coordinare la solidarietà in
tempo di guerra.
di Eliana Riva* Il sangue dei libanesi per sfamare la sete degli alleati di
governo, zittire l’opposizione e sabotare il cessate il fuoco dell’amico
statunitense Mentre la diplomazia internazionale cercava …
l ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che l’esercito ha
ricevuto l’ordine di accelerare la demolizione delle abitazioni libanesi nei
villaggi di prima linea vicino al confine, “in linea con il modello applicato a
Rafah e Beit Hanoun nella Striscia di Gaza”, città in gran parte rase al suolo
durante l’aggressione genocidaria israeliana a Gaza.
Ha inoltre sostenuto che le Forze di Difesa Israeliane sono state incaricate di
distruggere i ponti sul fiume Litani — situato a circa 30 km dal confine con
Israele — per impedire a Hezbollah di “spostarsi verso sud” con armi. All’inizio
della settimana, attacchi aerei israeliani avevano già distrutto due ponti sul
fiume, interrompendo i collegamenti tra il sud del Libano e il resto del Paese.
La distruzione dei ponti punta ad isolare il sud del paese che sembra ritornare
ai tempi del 1982 ,quando Sharon scateno’ l’operazione pace in Galilea
l’invasione contro Olp .Oggi l’obiettivo è Hezbollah ,in un contesto diverso
dove l’unica costante è il fallimento dello stato libanese , ma forse Israele
aspira alla conquista del controllo delle risorse idriche del fiume Litani ,
obiettivo della sua idropolitica coloniale fin dagli anni’20.
La strategia israeliana sembra puntare ad una e vera e propria pulizia etnica
anche con lo svuotamento dei quartieri sciti a sud di Beirut come Dahieh, nel
tentativo di isolare Hezbollah dalla sua base sociale ,ma questa strategia
rischia di rafforzare il consenso al partito di dio per quanto indebolito
militarmente dalla precedente aggressione ,visto dalla popolazione scita come
l’unico oppositore all’invasione israeliana .
Si contano già un migliaio di vittime e decine di migliaia di profughi ,la crisi
umanitaria si aggrava nel contesto di uno stato indebolito da una crisi
economica e finanziaria che ne mette in discussione l’integrità.
Ne parliamo con Eliana Riva giornalista
Alle 10 di questa mattina è partita la tregua di 60 giorni (rinnovabile) tra
Israele e Hezbollah, orchestrata dagli Stati Uniti e in parte dalla Francia. Una
tregua fragile e sporca, che riporta la situazione ad un impossibile status quo
ex ante, come se di mezzo non ci fossero stati 4000 morti (restringendo la
guerra […]
Continuano, senza tregua, i bombardamenti su tutto il territorio libanese,
sempre più intensi ed eccedenti le sole zone sciite, ritenute bacino di sostegno
e consenso del partito-milizia Hezbollah. Le notizie di questa mattina
riportavano il targeting del contingente Unifil da parte, questa volta, delle
milizie del “Partito di Dio”, probabilmente intenzionate a colpire gli avamposti
[…]
Il secondo approfondimento riguarda il Libano, sempre più al centro della trama
delle recenti evoluzioni del conflitto israelo-palestinese. Da sempre
caratterizzato da un’elevata complessità per via di fratture – di classe,
religiose e comunitarie – che attraversano la società e la grande presenza di
un’ormai storica componente palestinese, il Libano si presenta come un attore
[…]