Il Tribunale di Budapest ha fissato per il 18 e il 30 settembre 2026 le due
udienze del processo di appello per Maja, Gabri e Anna. Il 30 di settembre verrà
anche emessa la sentenza.
Ricordiamo che le condanne del primo grado sono state rispettivamente di 8, 7 e
2 anni di carcere e il pagamento di una multa pari a 80.000 euro!
Dalle recenti aggressioni in carcere a Maja fino al continuo inasprirsi delle
misure repressive tra un decreto sicurezza e l’altro e la punta dell’iceberg del
vertice internazionale “Anti Antifa” convocato a luglio dall’amministrazione
Trump, si legge un quadro inquietante che mira a eliminare ogni espressione di
lotta contro questo sistema.
Il Tribunale di Parigi, su pressione dell’Unione Europea e dell’Europol, si sta
muovendo nella stessa direzione e il 19 agosto ha accettato la richiesta di
estradizione in Germania per Gino.
Gli avvocati hanno subito presentato ricorso e entro 40 giorni ci sarà la
decisione definitiva.
Il comitato di solidarietà per Maja in Germania e il Comitato Francese di
Solidarietà e hanno lanciato un appello alla mobilitazione che raccogliamo, sia
invitando chi può a raggiungere Budapest nei giorni del processo in cui sarà
presente Maja per partecipare ai momenti di protesta, sia a organizzarsi nei
territori!
In quei giorni è quantomai importante che tutta la nostra determinazione e
solidarietà arrivi agli imputatx attraverso il rilancio della comunicazione
online, la produzione di contributi artistici, le mobilitazioni presso i
consolati e la ambasciate, la connotazione della campagna Free All Antifas nelle
manifestazioni che si terranno in quei giorni, l’organizzazione di momenti di
approfondimento, cene o concerti benefit negli spazi, e ogni altra forma di
protesta che pensiamo possa dare visibilità alla lotta dei prigionierx.
Parliamo con un compagno della rete “Free all antifas” della mobilitazione in
solidarietà allx compagnx inquisitx per i fatti di Budapest da qui al 30
settembre, del de-banking di Rote Hilfe, la più grande e longeva organizzazione
di mutuo-aiuto contro la repressione in Germania, e della necessità di difendere
gli spazi fisici e virtuali. Ascolta e scarica l’approfondimento.
Ricordiamo la call 4 artist del Comitato Antirepressione Milano per il presidio
al consolato ungherese del 30/09 e il canale telegram @freeallantifas
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TENIAMO INTERNET LIBERA
Radio Blackout 105.250 - Via Cecchi 21/a, Torino
(venerdì, 11 settembre 19:00)
Il collettivo Autistici/Inventati chiude dopo 25 anni di attività, dopo esser
stato inserito, il 26 agosto, tra le organizzazioni terroristiche mondiali dal
governo USA. L'accusa è quella di fornire infrastrutture digitali a movimenti e
militanti, in USA come in Europa e nel resto del mondo.
L'inserimento nella lista di organizzazioni terroristiche avviene per decisione
amministrativa e comporta l'esclusione dai circuiti finanziari. Il dominio
autistici.org è stato cancellato pochi giorni dopo la decisione.
Cerchiamo di ricapitolare cosa è successo, quali conseguenze possano avere le
forme di repressione utilizzate e di immaginare come costruire insieme nuovi
strumenti.
Davanti all’attacco americano, che ha designato il collettivo come
organizzazione terrorista, Autistici/Inventati ha deciso di chiudere i propri
servizi. Qui trovate il loro comunicato dell’8 settembre 2026:
https://keepitfree.ai/it/announcements/a/i-chiude-restare-umani/.
Il fatto che gli spazi liberi e indipendenti in rete siano sempre più sotto
attacco è preoccupante.
Esistono ancora associazioni e collettivi che forniscono servizi internet liberi
da tracciamento e sorveglianza, senza fini commerciali e per contribuire alla
partecipazione democratica fuori dal dominio di Big Tech.
Ecco quelli di cui abbiamo parlato in questa prima panoramica delle alternative
resistenti:
Framasoft: https://framasoft.org/
Chatons: https://www.chatons.org/
Disroot: https://www.disroot.org
RiseUp: https://riseup.net/
Puntata:
https://hackordie.gattini.ninja/randioworld/wp-content/uploads/2026/09/Hod_8settembre26.ogg
Scarica la puntata: Hod_8settembre26.ogg
Estratti dalla puntata del 31 agosto 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
LISTE NERE, TERRORISMO ANTIFA E CENSURA GLOBALE
Il 26 agosto 2026 il collettivo Autistici/Inventati (A/I) è stato inserito in
una lista nera del Dipartimento del Tesoro statunitense che include anche
l’organizzazione della diaspora palestinese Masar Badil (Palestinian Alternative
Revolutionary Path Movement), e il movimento britannico Palestine Action.
Il collettivo non è accusato di aver compiuto azioni criminali, ma di aver
consentito l’anonimato online e strumenti di comunicazione protetta grazie alle
sue strutture autogestite.
In compagnia dell’avvocato Gianluca Vitale, che si sta occupando della tutela
legale di Autistici/Inventati, affrontiamo diversi aspetti politici, geopolitici
e geotecnologici della vicenda: dall’attacco alla libera comunicazione del
pensiero, alla censura facilitata anche da normative come il Digital Service Act
europeo, all’utilizzo delle liste nere come esercizio di egemonia repressiva su
scala globale, alla possibile influenza sulle autorità italiane e a
ripercussioni legali, fino al conflitto intrinseco tra il modello di interazioni
digitali difeso da A/I e quello dei colossi del web statunitensi.
/ / / intervista a un compagno di Hacklab Torino
A margine riprendiamo alcune cornici all’interno delle quali leggere l’attacco
del Dipartimento del Tesoro statunitense contro A/I:
– il fronte interno degli USA trumpiani e la necessità di rappresentare Antifa
come network terroristico internazionale
– il tentativo di testare la possibilità di consolidare un’internazionale
reazionaria della repressione
– la multipolare guerra all’anonimato online e alla crittografia delle
comunicazioni digitali
CHATBOT E CYBERMAFIE
L’indicazione da parte del Dipartimento del Tesoro statunitense delle strutture
di Autistici/Inventati come facilitanti attività illegali e terroristiche
diventa quasi ridicola se si osserva il ruolo dei chatbot statunitensi nella
costruzione di industrie della truffa e nel supporto a eserciti non-statali come
Boko Haram:
DIPLOMAZIA TECNO-MILITARE UCRAINA
L’Ucraina sta seguendo le orme di Israele nella strutturazione di una rete di
diplomazia tecno-militare?
Gli accordi Ucraina-Honduras per l’uso di droni sul fronte interno, l’accesso
dell’apparato militare industriale britannico ai dati degli Avengers AI Labs
ucraini, l’ex ministro della difesa Fedorov (architetto delle guerra
automatizzata) arruolato da Crosetto, Leonardo che apre la sua filiale a Kiev,
ma soprattutto la dimensione laboratoriale del confitto… ci suggerirebbero di
sì.
Sulle reti di diplomazia industriale sionista vedi anche:
RETI DI CONDIZIONAMENTO SIONISTE
DIPLOMAZIA TECNO-MILITARE ISRAELIANA: IL CASO ELBIT
Droni kamikaze, raccolta dati e intelligenza artificiale generativa da un lato,
trincee e bombardamenti di artiglieria dall’altro. In questa commistione tra
vecchi e nuovi metodi di sterminio, sia nel caso della guerra Russo-Ucraina che
per il genocidio perpetrato a Gaza dallo Stato d’Israele, le guerre sono
un’opportunità per testare nuove armi e aumentarne le vendite. I […]