di Carlo A. Bachschmidt Black Box. Sicurezza e sorveglianza nelle nostre città
di Laura Carrer è un libro che affronta un tema sempre più presente nella vita
quotidiana, il rapporto …
Tag - biometria
Estratti dalla puntata del 11 maggio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
EUROPOL: STRUTTURE ILLEGALI DI SORVEGLIANZA E SCHEDATURA
Grazie al contributo di Giacomo Zandonini, co-autore di un’importante inchiesta
sulle strutture informali e illegali di sorveglianza e conservazione di dati al
servizio di Europol, cerchiamo di esplorare la genesi di questi strumenti, la
natura operativa di questo potere, la connivenza strutturale e le potenziali
conseguenze per la popolazione.
Architetture informatiche parallele e strumenti come la “pentola a pressione”,
raccolta ed elaborazione di dati che vulnerabilizzano strutturalmente le persone
coinvolte, mentre la principale agenzia repressiva e sorvegliante europea si
candida a diventare una versione comunitaria del FBI:
SORVEGLIANZA DEI VEICOLI, SORVEGLIANZA NEI VEICOLI
Analizziamo la rete di sorveglianza veicolare di Flock Safety e i progetti di
espansione di questa azienda statunitense, ma anche le pulsioni allo stalking
tra le forze dell’ordine e il crescente dissenso (anche vandalico) contro queste
maglie di controllo digitale del territorio.
I veicoli non sono solo oggetto della sorveglianza, ma progressivamente ambienti
che estraggono a loro volta dati di diversa natura: una dimensione sicuramente
esacerbata da una norma che entrerà in vigore nel 2027 negli USA e che prevede
che ogni nuova vettura sia dotata di tecnologie biometriche e algoritmiche in
grado di valutare le condizioni della persona al volante e di bloccare
eventualmente il veicolo.
Cosa descrive (e cosa produce) questo modello di relazione con oggetti come i
veicoli iper-digitalizzati?
Estratti dalla puntata del 23 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
ADDESTRARE AI: DALLA QUOTIDIANITÀ ALLA GUERRA
Partiamo con alcune brevi notizie che dalla quotidianità ci conducono verso
l’addestramento delle AI in ambito bellico.
Il colosso del delivery DoorDash ha introdotto uno strumento (Tasks) attraverso
il quale i propri dipendenti possono registrare specifiche azioni quotidiane
dietro un piccolo compenso: i dati prodotti serviranno per addestrare robots.
Affrontando un altro contesto di estrazione di dati dal mondo reale per
addestrare intelligenze artificiali, emerge in oltre il ruolo finanziario di
In-Q-Tel (capitale di investimento della CIA) nella nascita di Keyhole, azienda
all’origine di Niantic (PokemonGo).
Allo stesso modo l’Ucraina sta diventando un polo cruciale per la produzione e
la condivisione di dati prodotti da droni e sistemi d’arma autonomi di cui le
aziende del settore vanno particolarmente ghiotte.
Intanto la robotica si fa largo nel settore sicurezza: Gecko Robotics vince un
contratto il monitoraggio dello stato di salute delle navi della flotta militare
statunitense, Boston Dymanics vende i suoi robots quadrupedi per pattugliare i
datacenters.
TECNOCOLONIALISMO IN AFRICA
Torniamo a parlare di tecnocolonialismo nel continente africano, tra
infrastrutturazione digitale, estrattivismo dei dati, conferimento di identità
biometrica e sfere di influenza militari.
Colossi statunitensi investono sui cavi sottomarini per il traffico internet,
grandi attori cinesi diventano egemonici nelle reti 4G e nella videosorveglianza
algoritmica, multinazionali europee costruiscono l’infrastruttura per l’identità
digitale biometrica, si promuove l’introduzione di sistemi d’arma autonomi e AI
militari… spesso addestrate da click-workers africani:
GUERRA E SCOMMESSE
Ci concentriamo sul portale Polymarket e sulla proliferazione di scommesse su
eventi bellici: un sito – precedentemente messo al bando – al quale
l’amministrazione Trump ha consentito di tornare a operare, ma sopratutto
un’azienda in cui investe direttamente Donald Trump Jr.
Chi conosce (o addirittura determina) eventi geopolitici e bellici, può trarre
enormi profitti da varie forme di “scommessa”: investire su determinate aziende
o puntare direttamente denaro su Polymarket… come hanno fatto militari
israeliani sotto processo:
BLACK CUBE: INTERFERENZA ISRAELIANA NELLE ELEZIONI IN SLOVENIA
L’azienda di intelligence israeliana Black Cube, definita un “Mossad privato”,
ha cercato di interferire con le recenti elezioni in Slovenia.
Il governo uscente – e appena rieletto – di Robert Golob ha riconosciuto lo
stato di Palestina, supportato l’incriminazione di Israele alla ICC e bloccato
le importazioni di beni dai territori occupati dai “settlers”; Black Cube ha
quindi lavorato per mesi nel tentativo di screditare la compagine di
centro-sinistra in vista delle elezioni, arrivando a manipolare filmati con AI
generative per favorire lo schieramento sovranista-trumpiano-sionista di Janez
Janša.
Estratti dalla puntata del 9 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
REPRESSIONE E GUERRA
Grazie al contributo di un compagno dell’assemblea Sabotiamo la Guerra
riprendiamo alcuni aspetti emersi dall’incontro tenutosi lo scorso febbraio a
Viterbo sulla relazione tra eventi bellici e disciplinamento repressivo della
popolazione.
ANTHROPIC (E PETER THIEL A ROMA)
Ritorniamo sull’affaire Anthropic e sul suo ruolo nella guerra all’Iran,
passando per una parentesi sul tour di Peter Thiel (Palantir & co) a Roma. Chi
inviterà a sentirlo parlare di Anticristo?
Mentre si normalizza il targeting algoritmico ed emergono potenziali errori
tipici di un chatbot, torniamo ad approfondire la sinergia tra
Claude-Amazon-Palantir e ad analizzare l‘ipocrisia dei “paletti etici” di
Anthropic.
Aggiornamento: secondo un lancio di Axios di martedi 10 marzo 2026, Trump
potrebbe emettere un ordine esecutivo per escludere Anthropic dai sistemi del
governo federale; tuttavia potrebbe essere un’ulteriore forma di pressione
all’interno delle trattative in corso.
MESSAGGIO INTERESSANTE SULLE NASCENTI TEOLOGIE REAZIONARIE
Arriva un messaggio molto interessante che si ricollega alla volontà di
interferenza su un piano religioso e teologico di figure come Peter Thiel:
PROPAGANDA ISRAELIANA E HACKING VIDEOSORVEGLIANZA DI TEHERAN
Nella propaganda sionista i tunnel di Hamas sono stati un ingrediente cruciale
per giustificare il genocidio di Gaza; Jonathan Conricus, portavoce di IDF,
ammette la presenza di strutture di comando dell’esercito israeliano all’interno
(e sotto) zone residenziali di Tel Aviv…
Parallelamente, a cavallo tra l’esibizione di potenza cyberoffensiva e il
marketing, vengono fatte emergere maggiori informazioni riguardo ai metodi
utilizzati per localizzare e uccidere Ali Kamenei: la Unit8200 di IDF avrebbe
preso il controllo dei circuiti di videosorveglianza che attraversano le strade
di Teheran. Quali conseguenza può avere un evento del genere?
DATACENTERS SOTTO ATTACCO
Vari datacenters di Amazon Web Services sono stati attacchi dall’Iran: oltre a
interferire con la quotidianità dei flussi di informazioni e di transazioni in
Bahrein e negli Emirati, stanno emergendo come gangli cruciali degli apparati
militari e – di conseguenza – come obbiettivi sensibili.
GOOGLE E PROTESTE MOLTO PARZIALI
Mentre a Google si stanno nuovamente sollevando proteste interne al corpo dei
dipendenti per il coinvolgimento di questo colosso nel settore bellico e della
sorveglianza di massa, altrettanta attenzione non si sviluppa per il “normale”
progresso della pervasività degli sguardi di Google nelle nostre vite, la cui
ultima frontiera è la modalità Live Search all’interno del servizio Home
Premium: flussi video delle videocamere domestiche analizzabili da remoto con
Gemini AI, chiedendo ad esempio se propria figlia abbia indossato il cappotto
prima di uscire o se il cane stia giocando in salotto.
Che potere possono conferire questi flussi di dati, tanto sul piano della
profilazione quanto dell’apprendimento? Quante persone sceglieranno di pagare 20
dollari al mese per conferire un accesso pressoché totale alla AI di Google
all’interno delle proprie abitazioni?
Link approfondimento su proteste all’interno di Polaroid contro apartheid in Sud
Africa
Estratti dalla puntata del 16 febbraio 2026 di Bello Come Una Prigione Che
Brucia
FINANZA, LAGER PER MIGRANTI E RASTRELLAMENTI ICE
La recente conference call trimestrale degli azionisti di CoreCivic e GeoGroup
segnala come i rastrellamenti di massa non siano sufficienti per il
raggiungimento degli obbiettivi della lobby della carcerazione privata
statunitense.
“Penso che la gente (gli azionisti) si aspettasse saremmo arrivati a livello di
100.000 (persone rinchiuse) Siamo a poco più di 70.000.”… ecco i target
aziendali di questo comparto del capitalismo contemporaneo.
INTERFERENZE SIONISTE SULLA REPRESSIONE
Torniamo a parlare di interferenza sionista sugli apparati repressivi europei.
Iniziamo con uno sguardo sulla contestata presenza di militari israeliani, come
partecipanti a “soggiorni di decompressione” o come atleti olimpici,
soffermandoci sull’episodio dell’identificazione – in stile Betar e Canary
Project – del commesso di un negozio di souvenir, reo di aver replicato “Free
Palestine” a dei supporter del team israeliano; è evidente la gravità di questo
primo episodio di doxxing sionista in Italia, mentre resta da confermare la
notizia del licenziamento di questo ragazzo [aggiornamento 1], rilanciata e
rivendicata da attori di propaganda come Stop Antisemitism.
Passiamo quindi ai dati – recentemente diffusi da Declassified UK – sulla
presenza di individui con doppia cittadinanza attivi nelle fila di IDF durante
il Genocidio a Gaza: gli italiani sono quasi 1000. Verranno trattati come
“foreing fighters” e subiranno lo stesso trattamento riservato a compagne/i
partiti per supportare la resistenza kurda contro Daesh in Rojava?
Parallelamente, dal Regno Unito, arriva notizia della richiesta del gruppo di
avvocati filo-israeliani (UK Lawyers For Israel – UKLFI) di rimuovere dal
British Museum la dicitura “Palestina” presente per indicare la provenienza di
alcuni reperti [aggiornamento 2].
Passiamo quindi ad approfondire qualcosa di positivo come la recente vittoria di
Palestine Action: nonostante le pressioni politiche, la tesi dei finanziamenti
iraniani e le prove secretate (Closed Material Proceedings), Huda Ammori e
Palestine Action hanno vinto il ricorso alla High Court riguardo alla
proscrizione per terrorismo del movimento.
1 – AGGIORNAMENTO COMMESSO DOXXATO DA STOP ANTISEMITISM
Da comunicazione ufficiale della Fondazione Milano Cortina confermiamo che il
commesso non è stato licenziato, al contrario di quanto sostenuto da Stop
Antisemitism
2 – AGGIORNAMENTO SU BRITISH MUSEUM:
Rispetto alla presunta adesione del British Museum alle richieste degli avvocati
sionisti, nel pomeriggio arriva una smentita dallo storico scozzese William
Dalrymple:
“Ho appena chiacchierato con Nick Cullinan, l’eccellente nuovo direttore del
British Museum, e sono molto sollevato di dire che l’articolo pubblicato dal
Daily Telegraph sulla cancellazione del nome Palestina da parte del British
Museum è una completa travisazione dei fatti […]”.
Altri gruppi britannici a sostegno della Palestina suggeriscono di attendere una
comunicazione ufficiale del British Museum.
LA RIORGANIZZAZIONE ALGORITMICA DELLA POLIZIA
Partiamo dalla recente pubblicazione di una white paper per la riorganizzazione
della polizia britannica attorno a tecnologie di intelligenza artificiale,
sorveglianza biometrica, analisi predittive.
Una traiettoria anticipatoria che possiamo osservare come tendenza comune a
diversi apparati repressivi, trainata da una visione meccanica ed etnicizzata
della “criminalità”:
RICERCA MILITARE E mRNA
Vista la sinergia tra AI e biologia di sintesi, gli eserciti devono iniziare a
strutturare programmi per prepararsi a scenari di guerra biologica…
Questa la tesi espressa in un editoriale da Jeff Coller (scienziato e
imprenditore biotech, attivo nel programma Operation Warp Speed per lo sviluppo
di vaccini e strumenti diagnostici in fase covid-19):
di Federico Giusti Non è “sicurezza”: è controllo sociale. Il riconoscimento
facciale apre la stagione della sorveglianza di massa. Nei mesi del Covid usciva
un testo importante , Il Capitalismo …
Estratti dalla puntata del 26 gennaio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
AGGIORNAMENTI PRISONERS FOR PALESTINE E 86 ARRESTI A LONDRA
Umer, dopo avere ripreso lo sciopero della fame da oltre due settimane, ha
recentemente iniziato uno sciopero della sete, come prosecuzione della
mobilitazione di Prisoners for Palestine.
La manifestazione di sabato 24 gennaio 2025 sotto il carcere di Wormwood Scrubs
a Londra ha portato a 86 arresti e al sequestro dei loro dispositivi.
OLTRE IL BOARD OF PEACE: IL PIANO DI APARTHEID ALGORITMICO PER GAZA
Oltre ai criteri di accesso al Board of Peace e ai rendering generati con AI
promossi da Kushner, gli unici dettagli specifici – quantomeno sulle possibili
sorti di pezzi residuali di popolazione gazawi – arrivano dai piani del CMCC
(Civil Military Coordination Center) riportati da Drop Site News.
Si prospetta la realizzazione di una “planned community”, termine che indica un
insediamento urbano artificiale, una “città di fondazione” da realizzare
solitamente in territori inabitati e non-urbanizzati: a Gaza è stato prodotto un
deserto di macerie sul quale edificare un’architettura di apartheid algoritmico.
Controllo biometrico, (ri)educazione scolastica, moneta digitale. Dopo il
marketing genocidario per le tecnologie militari, il Laboratorio Palestina entra
in una fase meno-letale, dove sperimentare nuovi prodotti e nuovi modelli da
esportare.
Chi potrebbe essere coinvolto nella realizzazione di questa architettura
sorveglianza? Come stanno entrando in gioco Tony Blair e la potenziale
competizione tra Palantir e Oracle?
INDOTTRINAMENTO SIONISTA PER LA POLIZIA DI STATO
In compagnia di Stefania Maurizi, giornalista di inchiesta del Fatto Quotidiano,
ripartiamo dalla notizia che era emersa grazie a lei alcune settimane fa:
un’associazione sionista ha organizzato nel dicembre 2025 un “corso di
formazione” per la polizia italiana [Stefania ci segnala anche quelli
organizzati all’interno del SISFOR].
L’Institute for the Study of Global Antisemitism & Policy (Isgap) non si occupa
di addestramento tattico o di tecniche di de-escalation, ma di negazione del
genocidio in Palestina e di promozione di una lettura delle mobilitazioni per
Gaza come eterodirette da Qatar e Fratelli Mussulmani.
Partendo dalla notizia di questo “corso” estenderemo la discussione attorno ad
altri temi, dai militari israeliani in soggiorni di “decompressione psicologica”
alla compressione del dissenso, da una riflessione più estesa sulla rilevanza
della “fuoriuscita di notizie” (leaks) per consentire l’emersione di questi
fenomeni al condizionamento dell’opinione pubblica.
Refuso: il citato dossieraggio degli insegnanti di sinistra non è stato promosso
da Gioventù Nazionale, ma dalla sua articolazione “Azione Studentesca”.
GROENLANDIA E GAZA
Ci sono enormi differenze, ma anche dei tratti comuni tra i progetti di
ricolonizzazione di Gaza e della Groenlandia. Cerchiamo molto rapidamente di
osservare il ruolo di Palantir, dei tecno-miliardari, delle intelligenze
artificiali di KoBold Metals e del progetto Praxis, del disaccoppiamento di un
territorio dalla sua popolazione, dell ricorso alla diplomazia armata o allo
sterminio militare per promuovere interessi di attori privati.
Estratti dalla puntata del 1 dicembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
PRISONERS FOR PALESTINE: AGGIORNAMENTI SCIOPERO DELLA FAME
Sotto il peso della coltre di censura mediatica attivata nel Regno Unito, stiamo
entrando nella quinta settimana dello sciopero della fame iniziato il 2 novembre
2025, Kamran Ahmed e Teuta “T” Hoxha hanno avuto bisogno di un ricovero
ospedaliero.
Osserviamo anche le azioni messe in campo in carcere da Lewie e Umer dei Brize
Norton 5, il gruppo di Palestine Action che fece breccia in una base della RAF
danneggiando due aerei Voyager complici del genocidio.
In fine un comunicato di Abu Gib in solidarietà con i 30 migranti in sciopero
della fame nei lager britannici contro la deportazione verso la Francia.
ISREALIFICAZIONE E REPRESSIONE
Partendo dall’osservazione del contesto italiano – tra il caso di Anan, Ali e
Mansour, quello di Ahmad Salem e in fine di Mohamed Shahin – cerchiamo di
delineare le diverse modalità operative dei processi di “israelificazione della
repressione”, concentrandoci quindi sulle interferenze inerenti le udienze per
il ricorso contro la proscrizione per terrorismo di Palestine Action in UK:
Torniamo quindi a osservare uno dei principali vettori nei processi di
israelificazione: l’importazione di sistemi di sorveglianza progettati
all’interno di quel campo unico – in termini di deumanizzazione, marketing,
produzione della minaccia permanente, oppressione, letalità, società dei varchi
e via dicendo – rappresentato dal “Laboratorio Palestina”.
Grazie a un’importante inchiesta di Fanpage, dalla quale emerge anche l’Arma dei
Carabinieri come cliente, torniamo a parlare del colosso israeliano della
sorveglianza biometrica Corsight: