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SUL REFERENDUM E OLTRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA
“Sul referendum: oltre il voto, per la nostra autonomia” è il titolo che racchiude l’intento del comunicato di Immigrital, realtà di giovani di origine migrante e operaia che si mobilita contro il razzismo sistemico, istituzionale e relazionale, da cui siamo partiti per ragionare sul contesto sociale e istituzionale Italiano che precede e persiste il referendum sulla giustizia. Il No popolare, schiacciante con due milioni di elettori in più per il no, ha visto un’affluenza al 59%, un picco nuovo di attivazione che ha bocciato la campagna elettorale governativa ancora più che la riforma. È un duro colpo contro il governo Meloni, ma è difficile definirlo una vittoria sociale su tutti i fronti. La parzialità di un discorso che incentri tutto il focus sulla difesa della giustizia fa acqua da tutte le parti: l’evidenza della differenza di partecipazione che ha interessato questo quesito referendario va messa a confronto invece con l’affossamento del referendum abrogativo sulla cittadinanza, sia per mancato raggiungimento del quorum, sia perché molti dei voti positivi sui quesiti sul lavoro avevano invece risposto no al quesito sulla cittadinanza. Lascia quindi ragionamenti aperti su chi si è mobilitato per andare a votare a fronte dell’eveidente limite di un voto che esclude tutta la popolazione senza cittadinanza, così come parte della popolazione carceraria. Se questa sconfitta referendaria non ha a suo tempo permesso l’accesso alla cittadinanza a molti, così che tanti giovani continueranno a dover conoscere le questure italiane fin dall’infanzia e la segregazione interna allo stato delle prime e seconde generazioni. Allo stesso modo, sottolinea una giustizia a due velocità, dove i quartieri popolari si configurano come laboratori di sperimentazione repressiva e mostrano plasticamente la parzialità della giustizia italiana e il volto di quella magistratura che, a questi microfoni, l’avvocato Novaro definiva “avvocatura di polizia”. Ne parliamo con Elon di Immigrital:
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6 marzo. Sorvegliare e punire: il nuovo pacchetto sicurezza
Venerdì 6 marzo ore 21 in corso Palermo 46 Sorvegliare e punire: il nuovo pacchetto sicurezza Interverrà l’avvocato Eugenio Losco Ecco il menù del governo: – fermo preventivo per i manifestanti – estensione del daspo urbano – maggiori garanzie di impunità per le forze dell’ordine – ampliamento della logica del decreto Caivano – ulteriore stretta sui migranti E già si annuncia il blocco navale nel Mediterraneo: una condanna a morte per chi viaggia senza documenti. Federazione Anarchica Torinese corso Palermo 46 Riunioni ogni martedì alle 20,30 www.anarresinfo.org Continua la raccolta fondi per “una nuova casa per la FAT” chi volesse contribuire può passare il mercoledì dalle 18 alle 20 oppure inviare i soldi qui: IBAN IT04 I010 0501 0070 0000 0003 862
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