MERENDA ANTIRAZZISTA
Saluzzo - Giardini Villa Aliberti
(domenica, 12 luglio 16:00)
Le lotte si fanno nelle piazze, nei campi, ma anche attorno a una tavola
condivisa.
Domenica 12 luglio ci troviamo al Parco Gullino per la Merenda Antirazzista: un
pomeriggio di convivialità , musica e discussione insieme a chi ogni giorno si
batte contro lo sfruttamento dei braccianti e contro un sistema che produce
disuguaglianze e razzismo.
Ci saranno giochi, open mic, dibattiti, Radio Black Out in diretta e, dalle 20,
concerti e spettacoli (nel rispetto dell'orario in cui chi dorme al parco
Gullino si ritirerà per riposare)
Porta un po' di cibo da condividere.
Porta domande, idee e curiosità .
Perché l'antirazzismo si pratica, la solidarietà si costruisce e i diritti si
difendono insieme.
Ci vediamo domenica 12 luglio, dalle ore 16, al Parco Gullino di Saluzzo.
Tag - tuttiliberi
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Carcere Vallette - Torino
(giovedì, 7 agosto 17:30)
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Qui la lettera delle donne
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ðððððððð ððð¥ð¥ð
ðððððððð
Siamo alcune delle detenute del Padiglione Femminile del carcere di Torino.
Torino da sempre Ú un carcere più che problematico, la nuova "gestione" nel
reparto femminile non semplifica le cose, il pacchetto sicurezza ci impedisce
anche le forme di protesta più pacifiche, lotte che il femminile, per richiamare
l'attenzione, porta avanti da anni, tanto da essere definite "LE RAGAZZE DI
TORINO".
La repressione del pacchetto sicurezza e lo staff che comanda crea un clima che
rende la galera "doppia" come se non bastassero gli spazi fuori norma dove
dobbiamo espiare le nostre pene, spazi che siamo obbligate a condividere
posizionando un letto a castello, non sempre possiamo dividerlo con persone con
cui instaurare un rapporto decente, con le conseguenze che comportano liti.
Il caldo e gli spazi non regolamentari rendono il clima incandescente e basta
poco per fare scatenare delle proteste con delle conseguenze inevitabili di
rapporti disciplinari che non sempre stabiliscono la vera causa del diverbio, e
il fine pena si allunga.
Le perquisizioni giornaliere dovrebbero essere mirate al ritrovamento di cose
illegali e pericolose invece le perquisizioni vengono fatte invasive ed
eccessive, destabilizzando l'equilibrio mentale anche delle detenute sane
psicologicamente, togliendo anche cose acquistate in spesa.
Riguardo il lavoro ci dovrebbe essere una graduatoria la quale non viene
rispettata, varie detenute hanno spese fuori di qua e figli da dover mantenere e
il carcere Ú costoso.
Il percorso non Ú riabilitativo ma afflittivo.
Infine di minor importanza ma a noi crea un grande disagio il fatto che vengano
chiuse le celle mezz'ora prima alla sera e 1 ora durante ogni distribuzione del
vitto.
Abbiamo scritto varie volte alla direttrice per un incontro ma non abbiamo mai
avuto una risposta, di tutto questo ne abbiamo parlato con la garante dei
detenuti comunale ma sembra avere le mani legate anche lei, infatti i suoi
interventi con la direzione non hanno avuto nessun riscontro.
Nelle sezioni dinamiche abbiamo diversi soggetti con delle problematiche mentali
e nonostante le nostre richieste di un presidio medico inoltrato attraverso la
classe politica e le istituzioni non si Ú ancora risolto il problema con le
conseguenze di sezioni diventate a dire poco ingestibili.
Anche se le problematiche sono tante queste sembrano le più importanti.
Chiediamo di essere ascoltate e che venga risolta la situazione, perchÚ qua
dentro non si vive più.
UN SALUTO PRIGIONIERO
Sbarre di zucchero Sapereplurale Non Una di Meno - Torino Associazione Isola di
Arran
PRESIDIO A SOSTEGNO DELLE LOTTE DELLE DONNE DETENUTE ALLE VALLETTE
Carcere Vallette - Torino
(martedì, 12 marzo 17:00)
Condividiamo e sosteniamo le ragioni della mobilitazione delle donne detenute
alle Vallette, le quali denunciano a gran voce una condizione di reclusione
sempre più lesiva dei diritti fondamentali, sempre più arbitrariamente
afflittiva e incompatibile con la vita.
Sosteniamo con loro l'urgenza di misure deflattive, di depenalizzazione e
de-carcerizzazione - come ad esempio portare la liberazione anticipata a 75
giorni (c.d. liberazione anticipata speciale, che già Ú stata applicata in
passato nel nostro sistema) - contro un carcere sempre più sovraffollato e
incompatibile con la dignità delle persone.
Proclamiamo lo stato di agitazione denunciando anche noi con forza le misure
assunte dal Governo, tipiche del populismo giustizialista, che non fa altro che
moltiplicare le fattispecie di reato, l'aggravamento delle pene e la
progettazione di nuovi spazi detentivi.
Rifiutiamo con fermezza la perdurante e irrazionale pretesa di affidare al
sistema penale e punitivo la soluzione di ogni conflitto sociale.
Liberiamo le donne dal carcere
ðð¹ ð°% ð²Ì ðð¿ðŒðœðœðŒ. Le donne detenute in media sono 2500, il 4% di chi Ú
reclus*, forse per questo spesso dimenticate. Le sezioni femminili sono popolate
in gran parte di donne condannate per reati minori, con pene o residui pena al
di sotto dei 3 anni, molte al di sotto di 1 anno. Oltre un terzo di loro sono
straniere.
ðð¹ ð¯ð±% ð²Ì ðð¿ðŒðœðœðŒ. Più di un terzo delle donne Ú detenuto per un solo
articolo della legge sulle droghe, l'art. 73 della L. 309/90, che riguarda i
reati minori per droga. Non si tratta di narcotrafficanti: sono i pesci piccoli,
molto spesso consumatrici. La riforma della legge 309 â rimasta scandalosamente
da 30 anni in un cassetto del Parlamento â e le pene alternative possono
svuotare più di un terzo delle celle.
Questo dato ci restituisce un'immagine chiara di questa istituzione: un organo
di gestione della "devianza" sociale, innanzi tutto razzista (le donne straniere
nel 2022 erano il 30,5% del totale), meramente ed esclusivamente repressivo e
punitivo.
ðð¹ ð°% ð»ðŒð» ð²Ì ð®ð¯ð¯ð®ððð®ð»ðð®. Le sezioni femminili sono spesso
derubricate a serie B del carcere maschile. Un mondo di donne in un carcere
pensato al maschile: penalizzato per lo studio, la formazione, il lavoro, il cd
"reinserimento". Così pure come nessuno nomina la condizione delle detenute
trans, le quali si trovano costrette in condizioni di discriminazione e di
sofferenza estrema, rappresentando l'eccezione all'eccezione.
Le donne sono troppo poche per investire su di loro, dicono in molti.
Positivamente poche per pensare e sperimentare alternative alla reclusione,
diciamo noi!
Facciamo delle sezioni femminili un laboratorio dove liberarsi della necessitÃ
del carcereâ!
ðð¹ ð²ð¯% ð²Ì ðð¿ðŒðœðœðŒ. Più di 6 donne su 10 sono madri, ogni giorno ci
sono in media oltre 4mila bambini e bambine che, se sono fortunat*, vedono la
madre unâora alla settimana, mentre in tanti casi non la vedono mai.
Susan John si Ú lasciata morire alle Vallette perché non le permettevano di
vedere l figl.
Le madri di figl piccol devono avere il diritto di mantenere il rapporto con
loro e di accedere più e meglio alle alternative e alla libertà .
ð ð²Ì ð®ð»ð°ðµð² ðð¿ðŒðœðœðŒ. Ci sono bambin* piccoli che restano detenuti con
le loro madri.
LâICAM di Torino Ú di fatto una sezione del carcere, più colorata, ma sempre di
oppressione e reclusione si tratta.
Il ddl Cirielli contro la responsabilità genitoriale delle madri condannate e il
ddl Pacchetto Sicurezza che vieta le alternative alle madri recidive sono la
legalizzazione di un trattamento disumano per donne e bambin*.
Nemmeno un bambin deve restare in cella né deve essere separat dalla madre!
ð¯ ððŒð»ðŒ ðð¿ðŒðœðœð². Negli ultimi 6 mesi tre donne â Susan, Graziana e
Azzurra - si sono suicidate alle Vallette senza che chi le imprigionava
tutelasse le loro vite.
Il carcere, la sua violenza e lâabbandono uccidono.
Denunciamo questi omicidi di stato, che dall'inizio dell'anno sono ormai 40
(QUARANTA!).
ðð¹ ðµ,ð°% ð²Ì ðð¿ðŒðœðœðŒ, ðð® ððŒð»ðŒ ðð¿ðŒðœðœð². Quasi 10 donne su 100
sono in uno dei regimi di Alta Sicurezza: vuol dire deprivazione, afflizione,
limiti alle pene alternative e livelli di coercizione estremi. 12 sono al 41bis,
un regime anticostituzionale in piena violazione di qualunque diritto umano.
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ðŠð§ððð ð ð£ðð§ð¥ððð¥ðððð !
ð° ððð¶ðŽðºð® ððŒð»ðŒ ðð¿ðŒðœðœð¶. Donna, rea, razzializzata, consumatrice
di droghe, âcattiva madreâ.
Il potere patriarcale non ha mai smesso di stigmatizzare le donne, sotto l'egida
della pena e della reclusione lo stigma di genere sembra essere ancora più
tenace.
Il tribunale patriarcale e borghese giudica le donne quattro volte almeno, e per
questo le punisce.
Non vogliamo prendere parola al posto delle detenute, ma amplificare le loro
voci.
con Susan, Graziana e Azzurra, con le ragazze di Torino in sciopero della fame a
staffetta e tutte le altre detenute:
LA LOTTA DELLE DETENUTE E' ANCHE LA NOSTRA LOTTA.
IMMAGINARE E DESIDERARE UN ESISTENTE SENZA CARCERE Ú POSSIBILE.
ð§ðšð§ð§ð ððððð¥ð, ð§ðšð§ð§ð ððððð¥ð, ð§ðšð§ð§ð¯ ððððð¥ð¯
ðð¢ð¡ð§ð¥ð¢ ððð¥ððð¥ð ð ððð§ðð¡ððð¢ð¡ð
ðð ð ðð¡ððŠð§ð¥ðð§ðð©ð. ðŠð¢ððððð¥ððð§ð' ð ððð ðð¢ð§ð§ð
urly.it/3-mp8
PRESIDIO A SOSTEGNO DELLE LOTTE DELLE DONNE DETENUTE ALLE VALLETTE
Carcere Vallette - Torino
(sabato, 9 marzo 17:00)
Condividiamo e sosteniamo le ragioni della mobilitazione delle donne detenute
alle Vallette, le quali denunciano a gran voce una condizione di reclusione
sempre più lesiva dei diritti fondamentali, sempre più arbitrariamente
afflittiva e incompatibile con la vita.
Sosteniamo con loro l'urgenza di misure deflattive, di depenalizzazione e
de-carcerizzazione - come ad esempio portare la liberazione anticipata a 75
giorni (c.d. liberazione anticipata speciale, che già Ú stata applicata in
passato nel nostro sistema) - contro un carcere sempre più sovraffollato e
incompatibile con la dignità delle persone.
Proclamiamo lo stato di agitazione denunciando anche noi con forza le misure
assunte dal Governo, tipiche del populismo giustizialista, che non fa altro che
moltiplicare le fattispecie di reato, l'aggravamento delle pene e la
progettazione di nuovi spazi detentivi.
Rifiutiamo con fermezza la perdurante e irrazionale pretesa di affidare al
sistema penale e punitivo la soluzione di ogni conflitto sociale.
Liberiamo le donne dal carcere
ðð¹ ð°% ð²Ì ðð¿ðŒðœðœðŒ. Le donne detenute in media sono 2500, il 4% di chi Ú
reclus*, forse per questo spesso dimenticate. Le sezioni femminili sono popolate
in gran parte di donne condannate per reati minori, con pene o residui pena al
di sotto dei 3 anni, molte al di sotto di 1 anno. Oltre un terzo di loro sono
straniere.
ðð¹ ð¯ð±% ð²Ì ðð¿ðŒðœðœðŒ. Più di un terzo delle donne Ú detenuto per un solo
articolo della legge sulle droghe, l'art. 73 della L. 309/90, che riguarda i
reati minori per droga. Non si tratta di narcotrafficanti: sono i pesci piccoli,
molto spesso consumatrici. La riforma della legge 309 â rimasta scandalosamente
da 30 anni in un cassetto del Parlamento â e le pene alternative possono
svuotare più di un terzo delle celle.
Questo dato ci restituisce un'immagine chiara di questa istituzione: un organo
di gestione della "devianza" sociale, innanzi tutto razzista (le donne straniere
nel 2022 erano il 30,5% del totale), meramente ed esclusivamente repressivo e
punitivo.
ðð¹ ð°% ð»ðŒð» ð²Ì ð®ð¯ð¯ð®ððð®ð»ðð®. Le sezioni femminili sono spesso
derubricate a serie B del carcere maschile. Un mondo di donne in un carcere
pensato al maschile: penalizzato per lo studio, la formazione, il lavoro, il cd
"reinserimento". Così pure come nessuno nomina la condizione delle detenute
trans, le quali si trovano costrette in condizioni di discriminazione e di
sofferenza estrema, rappresentando l'eccezione all'eccezione.
Le donne sono troppo poche per investire su di loro, dicono in molti.
Positivamente poche per pensare e sperimentare alternative alla reclusione,
diciamo noi!
Facciamo delle sezioni femminili un laboratorio dove liberarsi della necessitÃ
del carcereâ!
ðð¹ ð²ð¯% ð²Ì ðð¿ðŒðœðœðŒ. Più di 6 donne su 10 sono madri, ogni giorno ci
sono in media oltre 4mila bambini e bambine che, se sono fortunat*, vedono la
madre unâora alla settimana, mentre in tanti casi non la vedono mai.
Susan John si Ú lasciata morire alle Vallette perché non le permettevano di
vedere l figl.
Le madri di figl piccol devono avere il diritto di mantenere il rapporto con
loro e di accedere più e meglio alle alternative e alla libertà .
ð ð²Ì ð®ð»ð°ðµð² ðð¿ðŒðœðœðŒ. Ci sono bambin* piccoli che restano detenuti con
le loro madri.
LâICAM di Torino Ú di fatto una sezione del carcere, più colorata, ma sempre di
oppressione e reclusione si tratta.
Il ddl Cirielli contro la responsabilità genitoriale delle madri condannate e il
ddl Pacchetto Sicurezza che vieta le alternative alle madri recidive sono la
legalizzazione di un trattamento disumano per donne e bambin*.
Nemmeno un bambin deve restare in cella né deve essere separat dalla madre!
ð¯ ððŒð»ðŒ ðð¿ðŒðœðœð². Negli ultimi 6 mesi tre donne â Susan, Graziana e
Azzurra - si sono suicidate alle Vallette senza che chi le imprigionava
tutelasse le loro vite.
Il carcere, la sua violenza e lâabbandono uccidono.
Denunciamo questi omicidi di stato, che dall'inizio dell'anno sono ormai 40
(QUARANTA!).
ðð¹ ðµ,ð°% ð²Ì ðð¿ðŒðœðœðŒ, ðð® ððŒð»ðŒ ðð¿ðŒðœðœð². Quasi 10 donne su 100
sono in uno dei regimi di Alta Sicurezza: vuol dire deprivazione, afflizione,
limiti alle pene alternative e livelli di coercizione estremi. 12 sono al 41bis,
un regime anticostituzionale in piena violazione di qualunque diritto umano.
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Il potere patriarcale non ha mai smesso di stigmatizzare le donne, sotto l'egida
della pena e della reclusione lo stigma di genere sembra essere ancora più
tenace.
Il tribunale patriarcale e borghese giudica le donne quattro volte almeno, e per
questo le punisce.
Non vogliamo prendere parola al posto delle detenute, ma amplificare le loro
voci.
con Susan, Graziana e Azzurra, con le ragazze di Torino in sciopero della fame a
staffetta e tutte le altre detenute:
LA LOTTA DELLE DETENUTE E' ANCHE LA NOSTRA LOTTA.
IMMAGINARE E DESIDERARE UN ESISTENTE SENZA CARCERE Ú POSSIBILE.
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https://www.facebook.com/events/1538708050007014?ref=newsfeed
PRESIDIO SOLIDALE CON I DETENUTI DEL CARCERE DI QUARTO D'ASTI
Carcere di Asti - Quarto inferiore, 266
(sabato, 24 febbraio 16:00)
#PRESIDIO #SOLIDALE CON I DETENUTI DEL #CARCERE DI QUARTO D'ASTI
#24FEBBRAIO2024
H 16.00
EMERGENZA SUICIDI IN CARCERE
Tribunale di Sorveglianza - Via Bologna 47, Torino (sabato, 30 settembre 11:00)
Emergenza suicidi in carcere
[https://gancio.cisti.org/media/8b28ba14c2bbb254d4f8fbf354dee874.jpg]
Lâestate al carcere delle Vallette Ú stata funestata dallâemergenza suicidi con
4 vittime che si sono tolte la vita a causa delle condizioni drammatiche della
detenzione
La procura di Torino ha aperto due fascicoli per âistigazione al suicidioâ
ðŠð®ðœðœð¶ð®ðºðŒ ð°ðµð¶ ððŒð»ðŒ ð¶ ð°ðŒð¹ðœð²ððŒð¹ð¶ !
Il carcere toglie la vita e toglie la speranza non solo per le condizioni
gravemente indegne in cui sono recluse le persone: carenze strutturali,
sovraffollamento, mancanza di personale ⊠ma per la chiusura e la mancanza di
prospettive in cui viene reclusa la vita
IL TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA Eâ UNO DEI COLPEVOLI DI QUESTA SITUAZIONE:
- non applica le pene alternative alla detenzione
- non facilita i progetti di uscita e dismissione
- agisce sempre e solo in modo punitivo invece che riabilitativo, non incontra
le persone, non effettua colloqui
- non concede i permessi, ci sono gravi ritardi nelle comunicazioni
ð£ð²ð¿ ðŸðð²ðððŒ ð¶ð»ðð¶ðð¶ð®ðºðŒ ððððð¶ ð² ððððð² ð®
ðœðŒð¿ðð®ð¿ð² ð¹ð® ðœð¿ðŒðœð¿ð¶ð® ððŒð°ð² ð² ð¹ð® ððŒð°ð² ð±ð²ð¹ð¹ð²
ðœð²ð¿ððŒð»ð² ð±ð²ðð²ð»ððð² ð±ð®ðð®ð»ðð¶ ð®ð¹ ð§ð¿ð¶ð¯ðð»ð®ð¹ð² ð±ð¶
ðŠðŒð¿ðð²ðŽð¹ð¶ð®ð»ðð® ðœð²ð¿ ð±ð²ð»ðð»ð°ð¶ð®ð¿ð² ð¹ð² ð¹ðŒð¿ðŒ ðŽð¿ð®ðð¶
ð°ð®ð¿ð²ð»ðð² ð² ð°ðµð¶ð²ð±ð²ð¿ð² ð°ðµð² ðð²ð»ðŽð®ð»ðŒ ð®ðœðœð¹ð¶ð°ð®ðð² ð¹ð²
ð®ð¹ðð²ð¿ð»ð®ðð¶ðð² ð®ð¹ð¹ð® ð±ð²ðð²ð»ðð¶ðŒð»ð² ðœð¿ð²ðð¶ððð² ð±ð®ð¹ð¹ð®
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âððð€âðŠ ðŽð ð£ð°ð ð£ðª ð€ððŠððŠð¡ðŠ ð¢ð ðŽððð¡ðª ðŽððŠð¡ðŠ ð±ðð³
ðŽðð®ðð³ð ðð°ðð¯ð£ð°ððµðâ
https://www.facebook.com/events/7648093485207486?ref=newsfeed
PRESIDIO ALLE VALLETTE
Carcere Vallette - Torino (giovedì, 7 settembre 18:00)
Presidio alle Vallette
[https://gancio.cisti.org/media/c6cd59fd4705c0c8c7acf2adae65dbba.jpg]
INGRESSO PRINCIPALE VIA AGLIETTA 35 #TORINO
#7settembre2023 H 18
#Presidio #carcere #Torino
SOLIDALI #DETENUTE #DETENUTI IN LOTTA
#CECCALIBERA #LIBERETUTTE #TUTTILUBERI
https://m.facebook.com/events/1443906209729644