Puntata del 30/06/2026@0
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti della CUB Pisa e del blog delegati e lavoratori sul discusso provvedimento del governo che introduce dal 1 luglio 2026 la CIG in caso di caldo estremo. con l’aiuto del nostro ospite siamo entrati nel merito del provvedimento che tutela i lavoratori dalle situazioni climatiche eccezionali, ma con fondi dimezzati rispetto allo scorso anno e: * nonostante le ondate di calore fuori misura di queste settimane la copertura è prevista dal primo luglio * sono esclusi i rider, il settore della pesca, li stagionali del turismo, lavoratori autonomi, le partite Iva e tutte le categorie che non rientrano nel sistema degli ammortizzatori sociali richiamato dal decreto Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato le lotte dei lavoratori nel mondo della logistica piemontese. In collegamento telefonico con Fabio del SiCobas Piemonte siamo andati nello specifico a raccontare le vicende che hanno riguardato lo stabilimento in quel di Tortona di IN’S discount. Questi lavoratori, stanchi di turni di lavoro mal organizzati, ticket mensa di importo insufficiente ma soprattutto dei soprusi ai loro danni, agiti da un preposto che creava un clima di terrore all’interno dello stabilimento (oltre a che essere accusato dai lavoratori di veri e propri episodi di violenza fisica e razzismo), hanno deciso di mobilitarsi mettendosi in presidio davanti agli stabilimenti di IN’S con l’intento di bloccare il traffico delle merci. La loro iniziativa ha funzionato talmente bene, da rendere la loro lotta nota a tutta la clientela del marchio di discount, che non ha potuto per più di una settimana riempire gli scaffali dei loro punti vendita. Dopo varie fumate nere arrivate dopo i colloqui in prefettura, tentativi di sfondamento del picchetto da parte di camionisti, cariche della polizia a tutela dei padroni, i lavoratori e il sindacato di base, sono riusciti ad ottenere quello che volevano, confermando che in questo come in altri ambiti è solo la lotta che paga. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto tramite un contributo registrato preparato dalla redazione di Radio Blackout: Venerdì 26 e Sabato 27 Giugno un presidio formatosi davanti al ristorante Meat-TO di via Carlo Boucheron 18 ha sostenuto lo sciopero di due lavoratori addetti alle cucine. Il lavoro senza sosta, 7 giorni su 7 e per paghe misere, ha portato due lavoratori di origine bengalese a rivendicare migliori condizioni. Attraverso l’intervento del sindacato e la solidarietà di alcuni gruppi di compagni e compagne una mobilitazione ha preso forma nel week end per sensibilizzare i e le clienti. Come in altri settori che reggono sulla manodopera di persone razzializzate, ad emergere è non solo il ricatto della sopravvivenza, ma anche quello di accettare condizioni di sfruttamento pur di garantirsi un contratto che possa consentire il riconoscimento del permesso di soggiorno. Insieme ad un compagno del collettivo Ujamaa un racconto della mobilitazione. AGGIORNAMENTO: la mobilitazione continua anche Venerdì 3 e Sabato 4 Luglio dalle ore 18 PRESIDIO IN VIA CARLO BOUCHERON 18 Buon ascolto
lavoro
sciopero
sfruttamento
riscaldamento globale
cassa integrazione
In Europa si muore di caldo – apocalisse termica (e data centers)@0
L’AI vive di energia. Ogni domanda a Chatgpt, ogni server, ogni centro di calcolo richiede quantità enormi di energia e acqua fresca. E il suo consumo cresce a una velocità che nessun sistema energetico aveva mai previsto. Negli Stati Uniti, i data center pesano già per il 4,4% della domanda nazionale di elettricità, e le proiezioni parlano di una quota tra il 6,7% e il 12% entro il 2028. È il segnale di una trasformazione silenziosa: il mercato dell’AI non si misura più solo in capitalizzazione o investimenti, ma anche in gigawatt. Le grandi piattaforme digitali lo sanno: Microsoft, Amazon e Google hanno avviato partnership con operatori nucleari e stanno già costruendo reattori modulari per i nuovi poli di calcolo, oltreoceano, ma non solo. Le discussioni sugli investimenti e i cantieri sono già stati avviati nel Regno Unito: Holtec e Edf Uk sono impegnati insieme alle parti interessate dei governi del Regno Unito e degli Stati Uniti, tra cui Great British Energy – Nuclear e The National Wealth Fund. “Lavorando con gli Stati Uniti, raccoglieremo i benefici di questa età d’oro del nucleare, alimentando le case britanniche con energia pulita e nazionale, offrendo posti di lavoro qualificati ben pagati e abbassando il prezzo delle bollette d’energia per sempre”, ha dichiarato il Segretario britannico all’energia, Ed Miliband. Le altre società del nucleare coinvolte negli accordi per la generazione di energia includono Terra Power, X-energy e Last Energy e tutte hanno all’attivo negli Stati Unit progetti per l’alimentazione di dati center con il nucleare. Questo dimenticando la questione delle scorie, i vari incidenti a centrali nucleari che accompagnano questa fonte di energia, e non si prova nemmeno a pensare a una razionalizzazione dell’uso – e dello spreco – di energia, mentre nelle città si moltiplicano i blackout alla corrente elettrica per l’uso dei condizionatori, ormai necessari per il caldo estremo. Caldo estremo che secca i bacini e i corsi d’acqua, che aumenta il fabbisogno di energia, e che addirittura, in Francia, ferma le centrali nucleari, che hanno bisogno, anche loro, di essere raffreddate dall’acqua fresca. Ne abbiamo parlato all’ultima puntata dell’elenco telefonico degli uragani: introduzione: approfondimento con Andrea Capocci su cambiamento climatico, carenza idrica, dissesto idrogeologico, data center.
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acqua
riscaldamento globale
apocalypse maybe
crisi ambientale
Continua la mobilitazione in Albania contro il governo, contro la guerra e gli interessi esterni sul proprio territorio
Le proteste scoppiate ormai venti giorni fa in Albania non accennano a smettere. La mobilitazione ha preso avvio dalla contrapposizione a un mega progetto turistico da oltre un miliardo di dollari promosso da Kushner, genero di Trump, ma hanno preso un’ampiezza sia in termini di rivendicazioni che di partecipazione molto significativa. Molte sono state anche le iniziative di solidarietà in tutto il mondo da parte della diaspora e in Albania, da Tirana ad altri centri più periferici, la protesta continua con regolarità dandosi appuntamento ogni giorno alle 18 per presidi, manifestazioni da migliaia di persone, blocchi e occupazioni di infrastrutture come strade e aeroporti. E’ molto interessante guardare alla composizione della mobilitazione perché è trasversale e popolare, tende a oltrepassare le forme delle organizzazioni classiche, non si riconosce in un partito ma sta assumendo forme di protesta sempre maggiormente radicali senza perdere il suo aspetto di massa. In questo senso l’intervista con Elon, compagno di Immigrital, è molto interessante perché approfondisce questi aspetti portando alla memoria alcune similitudini con il movimento di massa per la Palestina avvenuto in Italia a settembre e ottobre scorsi.
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Ponte sullo Stretto: l’inchiesta per corruzione e il modello delle grandi opere
Mentre il governo Meloni continua a presentare il Ponte sullo Stretto come un’opera strategica e inevitabile, un’inchiesta aperta dalla Procura di Roma riporta al centro dell’attenzione le modalità attraverso cui […] The post Ponte sullo Stretto: l'inchiesta per corruzione e il modello delle grandi opere first appeared on notav.info.
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