Fra i lasciti più incisivi del quadriennio Meloni sono certamente la
decretazione repressiva presente nei pacchetti sicurezza e in particolare nella
direzioni di dispositivi che limitano le possibilità di lotta nel mondo del
lavoro, nel contrasto alle grandi opere e contro l’economia di guerra. Per
domenica 18 ottobre alle 10e30, è stata lanciata l’ottava assemblea nazionale
della Rete Liberi di Lottare. Il focus dell’assemblea sarà l’appello per una
campagna per l’abrogazione dei decreti sicurezza e la cancellazione della
delibera 26/88 “strangola scioperi” della Commissione di garanzia.
In compagnia di Eddie della rete7novembre, abbiamo ripercorso la decretazione
sul tema dell’attuale governo e anche i progetti di ulteriori decreti in
cantiere.
In oltre 40 città mobilitazioni contro riarmo, carovita, tagli all’istruzione e
genocidio in Palestina. A Torino e Bologna la polizia carica gli studenti. La
protesta mette sotto accusa le politiche …
L’amministrazione Trump ha voluto una simbiosi tra Difesa e aziende
tecnologiche. Così i privati non sono più solo fornitori dell’esercito ma
definiscono direttamente la politica militare degli Stati Uniti
L'articolo Armi autonome e start-up della Silicon Valley. La strategia Usa per
la guerra del futuro proviene da IrpiMedia.
Da giorni licei e istituti tecnici torinesi sono in occupazione contro la
riforma Valditara, i tagli alla scuola e la militarizzazione dell’istruzione.
Gli studenti denunciano le minacce del Prefetto, gli …
L’amministrazione Trump ha deciso di sanzionare la Corte penale internazionale
(Cpi) poche ore dopo che uno dei suoi ex giudici, la sudafricana Navi Pillay, è
stato insignito del Premio Nobel per la Pace. Lo riporta la Reuters che ha
ottenuto la dichiarazione del segretario di Stato Usa, Marco Rubio, prima
dell’annuncio ufficiale.
“Il presidente Trump non permetterà mai alla Corte penale internazionale di
perseguire cittadini americani – ha dichiarato Rubio -, ecco perché oggi gli
Stati Uniti sanzioneranno la Corte penale internazionale. Vieteremo le
transazioni con questa corte canaglia, tagliando le sue risorse e paralizzando
la sua capacità operativa”.
Invece, il 30 settembre, alla base di Quantico, Virginia, Pete Hegseth si era
esibito in questa massima, parlando alle giovani reclute e agli ufficiali
dell’esercito, “no fatties, no trannies, no weirdo, no beirdo”, che suona tipo
“no grassi, no trans, no strani, no barbe”. Nella stessa occasione, Hegseth ha
detto che tutti i soldati dopo una certa età dovevano sottoporsi a un test del
livello del testosterone, ma non solo. Nella stessa occasione, il segretario
alla Difesa ha annunciato che il Pentagono istituirà l’Autonomous Warfare
Command,
soprannominato “AutoWarCom“, un nuovo comando combattente a quattro stelle
dedicato all’ampliamento delle capacità di droni, robotica e intelligenza
artificiale in tutte le forze armate statunitensi.
La struttura del comando è ancora in fase di definizione. Il nuovo Autonomous
Warfare Command ha lo scopo di accelerare
le procedure di acquisto, collaudo e impiego dei sistemi senza pilota da parte
del Pentagono, con un obiettivo operativo fissato per ottobre 2027. Nel
frattempo, Hegseth ha indicato il Progetto Agincourt come un’iniziativa
transitoria volta a preparare il terreno, e ha annunciato che a breve verrà
nominato un comandante a quattro stelle per guidare permanentemente
l’AutoWarCom. Il
Responsabile del Portafoglio di Rapporti Diretti per i sistemi senza pilota, o
DRPM-UxS, ha inoltre assunto la supervisione delle iniziative esistenti, tra cui
la Joint Interagency Task Force 401, la Defense Innovation Unit e il Defense
Autonomous Warfare Group. Hegseth ha inoltre annunciato un’iniziativa separata,
Project Meridian, descrivendola come un progetto guidato
da personalità esterne per studiare il futuro della guerra, e ha presentato il
suo intervento di mercoledì come la prima parte di quello che, a suo dire,
diventerà un discorso annuale sullo “Stato delle Forze Armate”.
Le forze armate statunitensi stanno provando ad agire un cambio di paradigma. A
metà marzo 2026, il Dipartimento della Difesa ha annunciato di aver firmato un
accordo quadro con la startup della difesa Anduril Industries del valore massimo
di 20 miliardi di dollari. Si tratta di uno dei più grandi contratti singoli mai
assegnati da un’azienda della Silicon Valley al Pentagono e segna il culmine
provvisorio di una rapida trasformazione industriale che sta esercitando
un’enorme pressione sui tradizionali appaltatori della difesa come Raytheon,
Lockheed Martin e Boeing.
Il prodotto specifico menzionato nel contratto è Lattice. Si tratta della
piattaforma di intelligenza artificiale di Anduril che integra dati provenienti
da fonti eterogenee – sistemi radar, telecamere, sensori di droni, veicoli
terrestri e telemetria satellitare – in tempo reale, assemblandoli in un quadro
coerente della situazione. Ciò che prima richiedeva ore nei centri di analisi,
Lattice lo realizza in pochi secondi sul campo di battaglia.
Il sistema è in grado di generare mappe di battaglia tridimensionali,
classificare e dare priorità automaticamente alle minacce e fornire
all’operatore umano una base strutturata per il processo decisionale. In una
dimostrazione pubblica alla fine del 2024, Anduril ha presentato un’operazione
in cui un camion si avvicinava a una base militare statunitense. Il sistema
Sentry, basato sull’intelligenza artificiale, ha identificato il veicolo come
una potenziale minaccia e ha suggerito all’operatore di impiegare un drone da
ricognizione Ghost. L’operatore ha cliccato una sola volta: il resto è avvenuto
in modo autonomo. Nel momento in cui il camion è scomparso dietro una collina e
la telecamera ha perso il contatto, il drone Ghost lo aveva già individuato di
nuovo. Una sola persona, con un mouse e uno schermo, ha controllato l’intero
processo.
Ascolta la puntata:
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A breve i link!
Azzeriamo la retorica pietistica, la denuncia morale e il discorso sulla
“sventura”. Mappiamo quello che definiamo racket integrato, una categoria
fondamentale per comprendere la spietata normalità della filiera del cibo: un
continuum materiale che unifica le campagne di Saluzzo, i magazzini della
logistica, i colossi delle mense e la ristorazione torinese, dove si intreccia
il potere dello Stato, dei padroni e degli intermediari fisici e virtuali, come
le app del delivery. Con racket integrato ci rifacciamo a quanto espresso nel
1969 da Camatte e Collu. Il punto più tagliente del testo è che la forma-racket
assimila anche le organizzazioni cosiddette rivoluzionarie e i sindacati, che
funzionano come gang e competono ferocemente sul mercato della rappresentanza.
A Torino è in atto una profonda ristrutturazione del mercato della ristorazione.
È vero che i piccoli bar di quartiere e le vecchie piole stanno chiudendo in
massa, ma non si tratta di un vuoto: è lo spazio occupato dall’avanzata del
grande capitale della ristorazione standardizzata e corporativa. Ed è qui che si
colloca materialmente il caso del ristorante MEAT-TO di via Carlo Boucheron 18.
Non parliamo di una vecchia gestione familiare, ma di un format seriale di
all-you-can-eat di carne da circa 40 euro a persona, gestito da una S.R.L. in
perdita. La realtà parla di turni massacranti, paghe da fame e spregiudicati
tentativi di tagliare le gambe a una lotta nascente.
E’ qui che va smontata la retorica pubblica che legge in chi viene sfruttato in
cucina o in campagna – e troppo spesso ci muore – la “vittima assoluta”: un
corpo passivo, traumatizzato, privo di parola. Questa rappresentazione – dove la
“mostrificazione” del caporale o dello scafista serve a nascondere le catene di
comando di cui l’illegalità è ingranaggio logistico – è anche la condizione di
esistenza di un altro racket, quello del complesso industriale-umanitario. Ma
qualcosa può agire sottotraccia: coltivare amicizia e fiducia nell’ombra, fuori
dalla logica della rappresentazione e dello spettacolo, per ritrovare la
complicità materiale capace di sottrarre l’esistenza al ricatto.
Ne parliamo con un ex lavoratore di MEAT-TO ospite in studio.
L’uscita dell’annuale Rapporto Gimbe apre a molte considerazioni sulle linee di
tendenza del sullo stato di salute del Sistema Sanitario Nazionale. I dati
indicano una situazione sempre più critica in varie direzioni. In primo luogo è
evidente un definanziamento evidente della Sanità italiana che vede ridurre
seppur a fasi alterne le risorse a disposizione a partire dalla crisi degli anni
10. In secondo luogo è necessario vedere il peso dei vari attori nel campo
sanitario: è evidente una crescita del ruolo degli attori privati sia
accreditato che non, con alcuni settori sanitari che sembrano essere considerati
redditizi per i fondi finanziari. In ultimo la contrazione delle risorse e agli
attori sempre più presenti – come le assicurazioni – crea vari effetti
distorsivi sia nelle vite delle persone sia nel pressione organizzativa. Ne
parliamo con Chiara Rivetti, medica e rappresentante del sindacato ANAOO.
Dopo oltre settanta giorni di resistenza, agenti federali armati hanno
sgomberato un presidio ambientalista al confine con il Messico. Almeno dieci
arresti, un albero di duecento anni distrutto e una …
Larga parte della critica contemporanea commette un errore prospettico:
interpreta i data center come un’entità speculativa o una minaccia differita nel
tempo. La tesi consolatoria della «bolla finanziaria» è solo un velo ideologico
che induce all’attesa. La realtà del calcolo continuo descrive una traiettoria
capovolta: lo sradicamento dei luoghi di vita e il sequestro della terra sono la
precondizione fisica dell’apparato, irrevocabili prima ancora che i server
vengano accesi.
In questa puntata mettiamo in fila le svolte materiali di un’aggressione
planetaria: dall’hardware bellico in Ucraina alla proliferazione dei
santuari-fortezza del calcolo, la cui logica non nasce con la «Intelligenza
Artificiale» — feticcio ideologico utile solo ad antropomorfizzare la macchina —
e nemmeno con Internet. Affonda le sue radici nella storia profonda del
capitalismo coloniale e dell’accentramento logistico novecentesco tra Stato,
scienza e industria, che in Italia si materializza fin dal luglio 1967 con il
consorzio interuniversitario CINECA e l’installazione del primo supercomputer
d’importazione.
Il tecnocapitale pretende di ridurre il vivente a riserva quantificabile per
farlo bruciare dentro processori protetti militarmente, ma urta costantemente
contro l’irriducibile densità della vita. Dall’hinterland milanese, la voce di
un compagno ci porta dentro la cronaca di un’azione diretta a Rho, teatro il 3
ottobre del primo corteo in Italia contro i data center. Un attacco materiale
importante: duemila persone hanno violato i perimetri di lamiera dell’ex
Nilit-Radici, occupando l’area di scavo dove il colosso australiano Goodman
Group progetta l’ennesimo santuario-fortezza computazionale.
Se l’umano oggi convive con la sospensione del senso e con la catastrofe
presente senza darsene pensiero, letteralmente come se nulla fosse, davanti alla
banalità nichilista del puro funzionamento ha ancora senso chiedere una gestione
più “democratica” dei data center o è tempo di stare in strada e farsi ostacolo
fisico per interrompere il flusso?
Estratti dalla puntata del 5 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
UNO SGUARDO DI GIORGIO SULLE VALLETTE
Giorgio Rossetto, militante di lunga data dell’Autonomia torinese e della
resistenza No Tav, è recentemente uscito dall’ennesimo periodo di detenzione,
scattato il 22 agosto 2026 con la revoca degli arresti domiciliari.
Grazie al suo contributo cerchiamo di osservare la situazione attuale
all’interno del carcere delle Vallette a Torino, tra processi di
deumanizzazione, autolesionismo e suicidi, disperazione dilagante e sofferenza
sociale:
RIVOLTA NEL CARCERE DI PISA
Il 30 settembre 2026 è scoppiata una rivolta nel carcere Don Bosco di Pisa. A
scatenare l’ammutinamento è stato il ritrovamento di diverse microspie
ambientali all’interno delle celle, in un contesto dove mancano i soldi per
tutto – anche per le disinfestazioni – ma li trovano per le tecnologie di
sorveglianza.
Un momento di protesta e di autodifesa, che inizialmente era stato pensato come
rifiuto di rientrare nelle celle, sfociato in rivolta dopo le reazioni violente
delle guardie.
Per sedare la rivolta, oltre alla diplomazia dei negoziatori sopraggiunti da
Roma, anche l’arsenale del GIO (Gruppo Intervento Operativo), le teste di cuoio
della Polizia Penitenziaria.
Ascoltiamo la voce delle persone detenute e il commento di una compagna di Pisa:
FRONTIERE: WAR ON MIGRANTS E WAR WITH RUSSIA
Dal primo decennio degli anni 2000, l’industria bellica ha accelerato i processi
di diversificazione verso l’ambito sorvegliante sotto la spinta degli
investimenti statali nella repressione dei flussi migratori. Lo sviluppo da
parte del settore bellico di sensori, sistemi di pattugliamento autonomi, AI per
l’estrazione di dati dal “territorio frontiera”, proliferato con la War on
Migrants, ritorna all’ambito della guerra tra eserciti con programmi come
l’Eastern Flank Deterrence Initiative.
Introduciamo un nuovo report di Privacy International sull’arsenale di
tecnologie applicate alle frontiere nella Guerra alle Persone Migranti:
Sciami di droni controllati da AI popoleranno crescentemente i territori lungo
la frontiera orientale della “Caserma Europa”:
di Mauro Armanino Da Piazza Banchi a Fabrizio De André, l’acciuga che nuota in
direzione ostinata e contraria diventa immagine delle resistenze quotidiane:
contro la guerra, la rassegnazione e l’anestesia …
E’ tornato come il peggiore degli ex, mentre ancora non ne avevi smaltito le
scorie.
Il Senato ha approvato una storica legge delega che apre la strada a un nuovo
programma nazionale sul cosiddetto “nucleare sostenibile”, “che renderà – come
ha detto Gilberto Pichetto Fratin, ministro per la sicurezza energetica – il
nostro Paese più sicuro, indipendente e competitivo”, ma al momento sono più i
dubbi che le certezze.
Dove sorgeranno gli impianti di nuova generazione? le tecnologie cui il DDL fa
riferimento sono disponibili? Fino a che punto saranno sicuri sia per le persone
che per l’ambiente? Ma, soprattutto, che fine faranno i rifiuti radioattivi che
ci trasciniamo da decenni? Tra tanti problemi, perchè aggiungerne uno così
esiziale?
Nella prima parte della puntata leggiamo le indicazioni di Ready.gov,
il sito ufficiale del Dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti, in
caso di incidente nucleare e fuoriuscita di materiale radioattivo e vediamo come
se la passano le centrali nucleari in Europa con le temperature sempre più
torride che si stanno registrando, e i fiumi che stanno sparendo.
Successivamente, abbiamo parlato con un fisico esperto di nucleare di micro
reattori, corsa al riarmo, nuove tecnologie ancora non disponibili, astuzie per
aggirare i due referendum, vecchi problemi insoluti, come le scorie nucleari e
l’imprevedibilità delle catastrofi, così come la loro tendenza a sommarsi (vedi
la guerra).
Günther Anders e i data center.
Free All Antifas! Free Maja, Gabri, Anna, Gino, Zaid, ascolta Zerocalcare!
Invasione di meduse, spenti tre reattori della centrale nucleare di Gravelines
Citati nella puntata:
Ready.gov – U.S. Department of Homeland Security
Meduse fermano tre reattori alla centrale nucleare di Gravelines in Francia –
Euronews
Crisi energetica e conflitto in Iran, narrazioni mediatiche e soluzioni –
Greenpeace
Chernobyl: l’impatto sulla salute del peggior incidente nucleare civile –
Istituto Superiore di Sanità