la guerra è una merda

Liberi di Lottare: verso assemblea nazionale del 18 ottobre
Fra i lasciti più incisivi del quadriennio Meloni sono certamente la decretazione repressiva presente nei pacchetti sicurezza e in particolare nella direzioni di dispositivi che limitano le possibilità di lotta nel mondo del lavoro, nel contrasto alle grandi opere e contro l’economia di guerra. Per domenica 18 ottobre alle 10e30, è stata lanciata l’ottava assemblea nazionale della Rete Liberi di Lottare. Il focus dell’assemblea sarà l’appello per una campagna per l’abrogazione dei decreti sicurezza e la cancellazione della delibera 26/88 “strangola scioperi” della Commissione di garanzia. In compagnia di Eddie della rete7novembre, abbiamo ripercorso la decretazione sul tema dell’attuale governo e anche i progetti di ulteriori decreti in cantiere.
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La guerra che viene // ossitocina e droni
L’amministrazione Trump ha deciso di sanzionare la Corte penale internazionale (Cpi) poche ore dopo che uno dei suoi ex giudici, la sudafricana Navi Pillay, è stato insignito del Premio Nobel per la Pace. Lo riporta la Reuters che ha ottenuto la dichiarazione del segretario di Stato Usa, Marco Rubio, prima dell’annuncio ufficiale. “Il presidente Trump non permetterà mai alla Corte penale internazionale di perseguire cittadini americani – ha dichiarato Rubio -, ecco perché oggi gli Stati Uniti sanzioneranno la Corte penale internazionale. Vieteremo le transazioni con questa corte canaglia, tagliando le sue risorse e paralizzando la sua capacità operativa”. Invece, il 30 settembre, alla base di Quantico, Virginia, Pete Hegseth si era esibito in questa massima, parlando alle giovani reclute e agli ufficiali dell’esercito, “no fatties, no trannies, no weirdo, no beirdo”, che suona tipo “no grassi, no trans, no strani, no barbe”. Nella stessa occasione, Hegseth ha detto che tutti i soldati dopo una certa età dovevano sottoporsi a un test del livello del testosterone, ma non solo. Nella stessa occasione, il segretario alla Difesa ha annunciato che il Pentagono istituirà l’Autonomous Warfare Command, soprannominato “AutoWarCom“, un nuovo comando combattente a quattro stelle dedicato all’ampliamento delle capacità di droni, robotica e intelligenza artificiale in tutte le forze armate statunitensi. La struttura del comando è ancora in fase di definizione. Il nuovo Autonomous Warfare Command ha lo scopo di accelerare le procedure di acquisto, collaudo e impiego dei sistemi senza pilota da parte del Pentagono, con un obiettivo operativo fissato per ottobre 2027. Nel frattempo, Hegseth ha indicato il Progetto Agincourt come un’iniziativa transitoria volta a preparare il terreno, e ha annunciato che a breve verrà nominato un comandante a quattro stelle per guidare permanentemente l’AutoWarCom. Il Responsabile del Portafoglio di Rapporti Diretti per i sistemi senza pilota, o DRPM-UxS, ha inoltre assunto la supervisione delle iniziative esistenti, tra cui la Joint Interagency Task Force 401, la Defense Innovation Unit e il Defense Autonomous Warfare Group. Hegseth ha inoltre annunciato un’iniziativa separata, Project Meridian, descrivendola come un progetto guidato da personalità esterne per studiare il futuro della guerra, e ha presentato il suo intervento di mercoledì come la prima parte di quello che, a suo dire, diventerà un discorso annuale sullo “Stato delle Forze Armate”. Le forze armate statunitensi stanno provando ad agire un cambio di paradigma. A metà marzo 2026, il Dipartimento della Difesa ha annunciato di aver firmato un accordo quadro con la startup della difesa Anduril Industries del valore massimo di 20 miliardi di dollari. Si tratta di uno dei più grandi contratti singoli mai assegnati da un’azienda della Silicon Valley al Pentagono e segna il culmine provvisorio di una rapida trasformazione industriale che sta esercitando un’enorme pressione sui tradizionali appaltatori della difesa come Raytheon, Lockheed Martin e Boeing. Il prodotto specifico menzionato nel contratto è Lattice. Si tratta della piattaforma di intelligenza artificiale di Anduril che integra dati provenienti da fonti eterogenee – sistemi radar, telecamere, sensori di droni, veicoli terrestri e telemetria satellitare – in tempo reale, assemblandoli in un quadro coerente della situazione. Ciò che prima richiedeva ore nei centri di analisi, Lattice lo realizza in pochi secondi sul campo di battaglia. Il sistema è in grado di generare mappe di battaglia tridimensionali, classificare e dare priorità automaticamente alle minacce e fornire all’operatore umano una base strutturata per il processo decisionale. In una dimostrazione pubblica alla fine del 2024, Anduril ha presentato un’operazione in cui un camion si avvicinava a una base militare statunitense. Il sistema Sentry, basato sull’intelligenza artificiale, ha identificato il veicolo come una potenziale minaccia e ha suggerito all’operatore di impiegare un drone da ricognizione Ghost. L’operatore ha cliccato una sola volta: il resto è avvenuto in modo autonomo. Nel momento in cui il camion è scomparso dietro una collina e la telecamera ha perso il contatto, il drone Ghost lo aveva già individuato di nuovo. Una sola persona, con un mouse e uno schermo, ha controllato l’intero processo. Ascolta la puntata: . A breve i link!
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Il racket integrato di MEAT-TO: filiera del cibo e guerra interna.
Azzeriamo la retorica pietistica, la denuncia morale e il discorso sulla “sventura”. Mappiamo quello che definiamo racket integrato, una categoria fondamentale per comprendere la spietata normalità della filiera del cibo: un continuum materiale che unifica le campagne di Saluzzo, i magazzini della logistica, i colossi delle mense e la ristorazione torinese, dove si intreccia il potere dello Stato, dei padroni e degli intermediari fisici e virtuali, come le app del delivery. Con racket integrato ci rifacciamo a quanto espresso nel 1969 da Camatte e Collu. Il punto più tagliente del testo è che la forma-racket assimila anche le organizzazioni cosiddette rivoluzionarie e i sindacati, che funzionano come gang e competono ferocemente sul mercato della rappresentanza. A Torino è in atto una profonda ristrutturazione del mercato della ristorazione. È vero che i piccoli bar di quartiere e le vecchie piole stanno chiudendo in massa, ma non si tratta di un vuoto: è lo spazio occupato dall’avanzata del grande capitale della ristorazione standardizzata e corporativa. Ed è qui che si colloca materialmente il caso del ristorante MEAT-TO di via Carlo Boucheron 18. Non parliamo di una vecchia gestione familiare, ma di un format seriale di all-you-can-eat di carne da circa 40 euro a persona, gestito da una S.R.L. in perdita. La realtà parla di turni massacranti, paghe da fame e spregiudicati tentativi di tagliare le gambe a una lotta nascente. E’ qui che va smontata la retorica pubblica che legge in chi viene sfruttato in cucina o in campagna – e troppo spesso ci muore – la “vittima assoluta”: un corpo passivo, traumatizzato, privo di parola. Questa rappresentazione – dove la “mostrificazione” del caporale o dello scafista serve a nascondere le catene di comando di cui l’illegalità è ingranaggio logistico – è anche la condizione di esistenza di un altro racket, quello del complesso industriale-umanitario. Ma qualcosa può agire sottotraccia: coltivare amicizia e fiducia nell’ombra, fuori dalla logica della rappresentazione e dello spettacolo, per ritrovare la complicità materiale capace di sottrarre l’esistenza al ricatto. Ne parliamo con un ex lavoratore di MEAT-TO ospite in studio.
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La salute della sanità italiana: tra definanziamento e interessi dei privati
L’uscita dell’annuale Rapporto Gimbe apre a molte considerazioni sulle linee di tendenza del sullo stato di salute del Sistema Sanitario Nazionale. I dati indicano una situazione sempre più critica in varie direzioni. In primo luogo è evidente un definanziamento evidente della Sanità italiana che vede ridurre seppur a fasi alterne le risorse a disposizione a partire dalla crisi degli anni 10. In secondo luogo è necessario vedere il peso dei vari attori nel campo sanitario: è evidente una crescita del ruolo degli attori privati sia accreditato che non, con alcuni settori sanitari che sembrano essere considerati redditizi per i fondi finanziari. In ultimo la contrazione delle risorse e agli attori sempre più presenti – come le assicurazioni – crea vari effetti distorsivi sia nelle vite delle persone sia nel pressione organizzativa. Ne parliamo con Chiara Rivetti, medica e rappresentante del sindacato ANAOO.
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COME SE NULLA FOSSE. SUL BLOCCO DEI SANTUARI-FORTEZZA DEL CALCOLO.
Larga parte della critica contemporanea commette un errore prospettico: interpreta i data center come un’entità speculativa o una minaccia differita nel tempo. La tesi consolatoria della «bolla finanziaria» è solo un velo ideologico che induce all’attesa. La realtà del calcolo continuo descrive una traiettoria capovolta: lo sradicamento dei luoghi di vita e il sequestro della terra sono la precondizione fisica dell’apparato, irrevocabili prima ancora che i server vengano accesi. In questa puntata mettiamo in fila le svolte materiali di un’aggressione planetaria: dall’hardware bellico in Ucraina alla proliferazione dei santuari-fortezza del calcolo, la cui logica non nasce con la «Intelligenza Artificiale» — feticcio ideologico utile solo ad antropomorfizzare la macchina — e nemmeno con Internet. Affonda le sue radici nella storia profonda del capitalismo coloniale e dell’accentramento logistico novecentesco tra Stato, scienza e industria, che in Italia si materializza fin dal luglio 1967 con il consorzio interuniversitario CINECA e l’installazione del primo supercomputer d’importazione. Il tecnocapitale pretende di ridurre il vivente a riserva quantificabile per farlo bruciare dentro processori protetti militarmente, ma urta costantemente contro l’irriducibile densità della vita. Dall’hinterland milanese, la voce di un compagno ci porta dentro la cronaca di un’azione diretta a Rho, teatro il 3 ottobre del primo corteo in Italia contro i data center. Un attacco materiale importante: duemila persone hanno violato i perimetri di lamiera dell’ex Nilit-Radici, occupando l’area di scavo dove il colosso australiano Goodman Group progetta l’ennesimo santuario-fortezza computazionale. Se l’umano oggi convive con la sospensione del senso e con la catastrofe presente senza darsene pensiero, letteralmente come se nulla fosse, davanti alla banalità nichilista del puro funzionamento ha ancora senso chiedere una gestione più “democratica” dei data center o è tempo di stare in strada e farsi ostacolo fisico per interrompere il flusso?
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Appunti sul carcere di Torino – Rivolta nel carcere di Pisa – Tecnologie alle frontiere: tra War on Migrants e War with Russia@0
Estratti dalla puntata del 5 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia UNO SGUARDO DI GIORGIO SULLE VALLETTE Giorgio Rossetto, militante di lunga data dell’Autonomia torinese e della resistenza No Tav, è recentemente uscito dall’ennesimo periodo di detenzione, scattato il 22 agosto 2026 con la revoca degli arresti domiciliari. Grazie al suo contributo cerchiamo di osservare la situazione attuale all’interno del carcere delle Vallette a Torino, tra processi di deumanizzazione, autolesionismo e suicidi, disperazione dilagante e sofferenza sociale: RIVOLTA NEL CARCERE DI PISA Il 30 settembre 2026 è scoppiata una rivolta nel carcere Don Bosco di Pisa. A scatenare l’ammutinamento è stato il ritrovamento di diverse microspie ambientali all’interno delle celle, in un contesto dove mancano i soldi per tutto – anche per le disinfestazioni – ma li trovano per le tecnologie di sorveglianza. Un momento di protesta e di autodifesa, che inizialmente era stato pensato come rifiuto di rientrare nelle celle, sfociato in rivolta dopo le reazioni violente delle guardie. Per sedare la rivolta, oltre alla diplomazia dei negoziatori sopraggiunti da Roma, anche l’arsenale del GIO (Gruppo Intervento Operativo), le teste di cuoio della Polizia Penitenziaria. Ascoltiamo la voce delle persone detenute e il commento di una compagna di Pisa: FRONTIERE: WAR ON MIGRANTS E WAR WITH RUSSIA Dal primo decennio degli anni 2000, l’industria bellica ha accelerato i processi di diversificazione verso l’ambito sorvegliante sotto la spinta degli investimenti statali nella repressione dei flussi migratori. Lo sviluppo da parte del settore bellico di sensori, sistemi di pattugliamento autonomi, AI per l’estrazione di dati dal “territorio frontiera”, proliferato con la War on Migrants, ritorna all’ambito della guerra tra eserciti con programmi come l’Eastern Flank Deterrence Initiative. Introduciamo un nuovo report di Privacy International sull’arsenale di tecnologie applicate alle frontiere nella Guerra alle Persone Migranti: Sciami di droni controllati da AI popoleranno crescentemente i territori lungo la frontiera orientale della “Caserma Europa”:
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Di nucleare, nuovi reattori, possibili catastrofi, vecchie scorie.@0
E’ tornato come il peggiore degli ex, mentre ancora non ne avevi smaltito le scorie. Il Senato ha approvato una storica legge delega che apre la strada a un nuovo programma nazionale sul cosiddetto “nucleare sostenibile”, “che renderà – come ha detto Gilberto Pichetto Fratin, ministro per la sicurezza energetica – il nostro Paese più sicuro, indipendente e competitivo”, ma al momento sono più i dubbi che le certezze. Dove sorgeranno gli impianti di nuova generazione? le tecnologie cui il DDL fa riferimento sono disponibili? Fino a che punto saranno sicuri sia per le persone che per l’ambiente? Ma, soprattutto, che fine faranno i rifiuti radioattivi che ci trasciniamo da decenni? Tra tanti problemi, perchè aggiungerne uno così esiziale? Nella prima parte della puntata leggiamo le indicazioni di Ready.gov, il sito ufficiale del Dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti, in caso di incidente nucleare e fuoriuscita di materiale radioattivo e vediamo come se la passano le centrali nucleari in Europa con le temperature sempre più torride che si stanno registrando, e i fiumi che stanno sparendo. Successivamente, abbiamo parlato con un fisico esperto di nucleare di micro reattori, corsa al riarmo, nuove tecnologie ancora non disponibili, astuzie per aggirare i due referendum, vecchi problemi insoluti, come le scorie nucleari e l’imprevedibilità delle catastrofi, così come la loro tendenza a sommarsi (vedi la guerra). Günther Anders e i data center. Free All Antifas! Free Maja, Gabri, Anna, Gino, Zaid, ascolta Zerocalcare! Invasione di meduse, spenti tre reattori della centrale nucleare di Gravelines Citati nella puntata: Ready.gov – U.S. Department of Homeland Security Meduse fermano tre reattori alla centrale nucleare di Gravelines in Francia – Euronews Crisi energetica e conflitto in Iran, narrazioni mediatiche e soluzioni – Greenpeace Chernobyl: l’impatto sulla salute del peggior incidente nucleare civile – Istituto Superiore di Sanità
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