Macerie su Macerie – PODCAST 23/03/26 – Il carcere in Italia dalle lettere dei detenuti
A Macerie su Macerie un’intervista a Marco Nocente, autore di “Non è più il carcere di una volta”. Le testimonianze e le lettere dei detenuti “in lotta” che sono raccolte in questo lavoro restituiscono le opportunità e le difficoltà di resistere in carcere oggi, in un luogo del potere che si è specializzato nel premiare e nel punire, in cui il recluso si trova sempre più isolato. Il libro racconta come nei regimi carcerari si sta assistendo a una progressiva individualizzazione tra i detenuti, a detrimento di ogni forma di solidarietà. In questi contesti, i detenuti devono fare i conti con vecchie e nuove logiche del potere carcerario, le quali non vengono solo impartite dall’alto, ma sono spesso riprodotte da loro stessi.
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Bodycam e potere dello sguardo – Torture a Casal del Marmo e DL Caivano – Neurotech e Guerra@1
Estratti dalla puntata del 16 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia LE BODYCAM E IL POTERE NELLO SGUARDO Dopo una fase di sperimentazione e di introduzione informale, le bodycam entrano a far parte dell’arsenale delle forze dell’ordine (e di altre figure preposte al controllo). Così come il Taser incarna un modello di gestione degli eventi, allo stesso modo le videocamere indossabili pretendono di plasmare le operazioni di polizia, riducendo gli abusi sulla popolazione e tutelando gli agenti da eventuali inchieste sul loro operato. Ritorniamo a parlare di questa tecnologia grazie al contributo di Laura Carrer, che in una recente inchiesta pubblicata su IrpiMedia ha analizzato il potere di uno sguardo probatorio che può essere attivato e disattivato a piacimento da chi lo opera: Leggi l’inchiesta su IrpiMedia CASAL DEL MARMO E DECRETO CAIVANO Le violenze recentemente emerse nel carcere minorile romano di Casal del Marmo non sono un episodio isolato, ma il prodotto di fenomeni che interagiscono tra di loro, come la militarizzazione dei circuiti minorili apportata dal Decreto Caivano e la sponda politica agli abusi commessi dalle forze dell’ordine. Partendo dal contributo di un compagno del Quarticciolo, quadrante romano interessato dall’altro aspetto operativo del “modello Caivano”, ovvero la riscrittura del tessuto sociale dei quartieri da parte di agenzie vicine al governo Meloni, cerchiamo di esplorare diversi aspetti ricorrenti e sistemici che emergono dagli abusi sui giovani rinchiusi a Casal del Marmo: NEUROTECNOLOGIE IN AMBITO MILITARE Un recente editoriale pubblicato sul sito di analisi militare Cogs of War, a cura di Łukasz Kamieński (professore di Studi sulla Sicurezza presso l’Università di Cracovia), analizza il potenziale delle neurotecnologie applicate in ambito militare e suggerisce l’urgenza di una loro adozione. Partiamo con la lettura di questo testo, riprendendo una riflessione sulla segmentazione di specie introdotta con i potenziamenti tecnologici: “Lo slancio civile crea sia opportunità che urgenza. Non solo i dispositivi neurologici di consumo sono tecnologie a duplice uso facili da militarizzare, ma l’impennata globale della ricerca e sviluppo commerciale alimentata dall’intelligenza artificiale ne potenzierà anche le applicazioni pratiche.” Nella seconda parte, proseguendo con la lettura commentata di questo editoriale, affrontiamo la relazione tra tecnologie di consumo e apparato militare, concludendo con un accenno a Cortical Labs, azienda australiana che ha introdotto strutture computazionali basate su chip composti da neuroni umani innestati su basi di silicio: da “gli umani usano le macchine” a “le macchine usano gli umani”?
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gli interventi proposti sabato 14/3 durante la Tatoo Circus a El Paso Occupato: Con una compagna percorriamo la storia e la resistenza del campo profughi di Tulkarem in Cisgiordania e delle nuove strategie di controllo e di detenzione di Israele. Con un Compagno della Cassa di solidarietà la Lima presentiamo il corteo di Roma contro il 41bis del 18 aprile da Piazza Trilussa Cabaret “Amore dal Sottosuolo”.
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Prosfygika, contro le minacce di sgombero
Sedici anni di autogestione nel cuore di Atene: lo Stato prepara lo sgombero, un residente in sciopero della fame fino alle estreme conseguenze. Per 16 anni, la Comunità di Prosfygika Occupata è esistita come un quartiere unico, autogestito e liberato ad Atene. Tra la sede della polizia e la Corte Suprema, circa 400 abitanti del quartiere hanno costruito una risposta concreta alla domanda su come vivere insieme e su come auto-organizzarsi dal basso per soddisfare i propri bisogni. Questo avviene attraverso numerose assemblee, 22 strutture autogestite e una vita comunitaria condivisa. Il quartiere rappresenta una proposta pratica contro il dominio, fondata su autogestione, autonomia, auto-organizzazione e internazionalismo. È un luogo in cui si formano relazioni di solidarietà e dove persone oppresse e in lotta si incontrano, determinate a combattere e resistere per le proprie case, costruendo un contrattacco che mira a riportare al centro le lotte di classe, sociali e internazionaliste. Il quartiere è una spina nel fianco dello Stato, sia perché occupa un territorio che il capitale vuole sfruttare, sia perché sta costruendo un nuovo immaginario sociale, un nuovo mondo, nel cuore della metropoli di Atene. Da mesi, lo Stato sta preparando una grande offensiva contro il quartiere, la più imponente che abbia mai affrontato. In risposta, il residente della comunità Aristotelis Chantzis ha iniziato il 5 febbraio uno sciopero della fame a oltranza fino alla morte. Di seguito, l’audio in cui ci aggiornano sulla situazione a Prosfygika: Condividiamo qui la dichiarazione dello sciopero della fame: Sciopero della fame fino alla morte in difesa della vita Messaggio alla società, alla mia famiglia, ai miei amici Mi chiamo Aristotelis Chantzis e, in quanto membro e residente della Comunità Occupata di Prosfygika in Viale Alexandras, intraprendo uno sciopero della fame fino alla morte. Riconosco questa azione come uno strumento di lotta per portare all’attenzione collettiva la necessità di preservare Prosfygika di Viale Alexandras come edilizia popolare, come struttura di solidarietà per i gruppi sociali vulnerabili e come comunità organizzata di resistenza. L’attacco che stiamo subendo fa parte di un’offensiva complessiva dello Stato e del capitalismo contro il mondo della comunità, dell’auto-organizzazione, della solidarietà e della resistenza sociale. Lo Stato, indipendentemente dal governo di turno, ha pianificato l’abbandono e il degrado di Prosfygika come tattica preliminare all’assalto della gentrificazione. Nel corso degli anni ha impiegato ogni mezzo immorale per servire gli interessi di privati, appaltatori e aziende, e per rafforzare le reti clientelari dei governatori regionali, delle autorità comunali e del governo centrale. Se la comunità non si fosse presa cura degli edifici di Prosfygika in tutti questi anni, essi sarebbero stati demoliti da tempo. La Comunità Occupata di Prosfygika è una proposta sociale alternativa al mondo di solitudine, individualismo, insicurezza, senzatetto e assistenza sanitaria inadeguata o inesistente che gli Stati e il capitalismo ci impongono. Abbiamo costruito 22 strutture di solidarietà nei settori dell’istruzione, della salute, dell’alimentazione, della cultura, dell’arte, del supporto tecnico all’abitare, dell’emancipazione e della collettivizzazione delle donne, della democratizzazione della famiglia e della partecipazione individuale alla vita comune. Costruiamo relazioni di fiducia, sicurezza, amicizia e solidarietà con le persone che ci circondano. Queste relazioni e strutture non sono riservate a singoli membri, ma rappresentano la nostra proposta sociale per l’intera società. Operiamo in modo democratico e diretto attraverso assemblee generali settimanali e conferenze plenarie. Il nostro obiettivo è affrontare i problemi sociali. Il nostro obiettivo è costruire una comunità e strutture di solidarietà che sostengano i gruppi sociali vulnerabili. Con questo sciopero della fame vi invito a conoscere da vicino questa comunità, le sue strutture di solidarietà e i suoi residenti; a incontrarci, ad ampliare il mondo della comunità, a unire le nostre voci, la nostra angoscia per la vita e le nostre lotte. Riguardo allo sciopero della fame fino alla morte: Come Comunità Occupata di Prosfygika, abbiamo deciso di difendere fino in fondo la nostra proposta sociale, le persone che ne fanno parte, le strutture che abbiamo costruito e la memoria storica di Prosfygika. È una nostra scelta consapevole e una nostra responsabilità dare anche la vita per la continuazione della vita. Sappiamo che, se Prosfygika venisse sgomberata, gran parte di noi si ritroverebbe per strada: gli anziani e i malati morirebbero senza riparo, i bambini perderebbero le loro case e le loro scuole, con conseguenze incalcolabili per la loro salute fisica e mentale e per il corso della loro esistenza. Sulla base di questa decisione collettiva di difenderci, ho scelto volontariamente di intraprendere uno sciopero della fame fino alla morte, nel massimo rispetto per la vita. Il metodo concordato consente allo scioperante di prolungare lo sciopero della fame per un periodo sufficiente a comunicare le proprie richieste alla società. Siamo naturalmente consapevoli che possono insorgere complicazioni di salute già dai primi giorni e per tutta la durata dello sciopero — non tanto a causa della fame in sé, quanto per il rischio di arresto cardiaco. Sappiamo inoltre che, anche in caso di esito positivo, la denutrizione cronica può causare danni irreparabili, principalmente al sistema nervoso, anche durante il periodo di recupero. La mia alimentazione comprende: acqua, tè, 10-25 grammi di zucchero al giorno, 1-1,5 cucchiaini di sale al giorno, vitamine B1, B6, B12, magnesio e potassio. Le richieste di questo sciopero della fame sono: * ANNULLAMENTO IMMEDIATO DEL CONTRATTO DA PARTE DELLA REGIONE DELL’ATTICA. * TUTTI I RESIDENTI DI PROSFYGIKA DEVONO POTER RIMANERE NELLE PROPRIE ABITAZIONI, NEL LUOGO E NEL CONTESTO IN CUI VIVONO E HANNO COSTRUITO LEGAMI SOCIALI, CULTURALI E VITALI. * GARANZIE CONCRETE PER IL RESTAURO DI PROSFYGIKA DA PARTE DELLA SOCIETÀ DI DIRITTO CIVILE SENZA SCOPO DI LUCRO “KATOIKOI KAI FILOI PROSFYGIKON L. ALEXANDRAS SOCIETY NON PROFIT CIVIL LAW COMPANY” CON IL PROPRIO AUTOFINANZIAMENTO! — NESSUN FINANZIAMENTO PUBBLICO PER LA “RIQUALIFICAZIONE” DI PROSFYGIKA! Aristotelis Chantzis, membro e residente della Comunità Occupata di Prosfygika in Viale Alexandras 5 febbraio 2026 Invitiamo tutte e tutti a rafforzare Prosfygika con la propria presenza fisica, a sostenere il piano di autodifesa del quartiere e ad aiutare nei lavori tecnici e nelle strutture. Chiunque voglia partecipare può contattare la comunità via mail. Tutte le organizzazioni, i gruppi e le singole persone sono inoltre chiamati a sostenere la mobilitazione pubblica a tutti i livelli: striscioni, graffiti, condivisioni sui social media, scrittura di propri testi e post, creazione di reti, ecc. Per l’autogestione dei lavori di ripristino del quartiere e il sostegno allo sciopero della fame c’è un grande bisogno di donazioni. E’ stata lanciata una raccolta fondi per la prima fase del finanziamento. Il link è il seguente: https://www.firefund.net/saveprosfygika Contattate la campagna internazionale “Save Prosfygika” all’indirizzo save-prosfygika-internationalist@systemli.org per ricevere informazioni aggiornate, così che i movimenti di solidarietà dall’estero possano coordinarsi con la campagna generale ed essere più efficaci. Seguite gli account social della comunità: Email: sykapro_squat@riseup.net Blog: sykaprosquat.noblogs.org Instagram: @sykapro
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