Nel 2025 i decessi tra i detenuti salgono a 254. Triplicate in un anno le morti
senza causa definita mentre il sovraffollamento supera il 150% negli istituti
dove avvengono i …
Estratti dalla puntata del 2 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
SERVIZI SEGRETI IN TEMPI DI GUERRA
Come avvenuto in Italia con il Pacchetto Sicurezza del 2025 (ex DDL 1660) anche
in Germania è in corso di approvazione una riforma dei servizi segreti che ne
aumenterebbe la possibilità di commettere reati, incluso il sabotaggio;
l’intelligence francese dichiara di fornire i 2/3 delle informazioni
all’esercito ucraino.
A margine, nelle carceri italiane la Polizia Penitenziaria potrà infiltrarsi tra
la popolazione detenuta.
AI DI GUERRA
Mentre si consuma l’affaire Anthropic, cerchiamo di descrivere alcuni processi
di integrazione profonda tra tecnologie di AI e apparati militari.
Una ricerca del King’s College di Londra osserva la propensione delle AI
(ChatGPT-5.2 di OpenAI, Claude Sonnet 4 di Anthropic e Google Gemini 3 Flash) a
scatenare una catastrofe nucleare nel corso di simulazioni di crisi
geopolitiche.
L’esercito israeliano schiera “Bina”, una nuova unità composta da ricercatori
(formati dalla Lotem) per lo sviluppo di strumenti di AI.
L’Italia, con il documento “IA E DIFESA – Strategia della Difesa in materia di
Intelligenza Artificiale – Edizione 2026”, stabilisce una simbiosi profonda dal
piano tattico al quello organizzativo.
IL POTERE ISTITUZIONALE DEI COLOSSI DELL’AI
Per avvicinarci alla questione Anthropic partiamo da alcuni progetti di SpaceX e
Starlink (Elon Musk) riguardanti datacenter orbitanti e fabbriche di satelliti
sulla Luna.
I tecno-miliardari costruiscono le strutture materiali e cognitive del potere
contemporaneo:
alcuni giurano fedeltà a Trump, altri – come Dario Amodei di Anthropic – puntano
su una narrazione (funzionale al marketing) che insiste maggiormente sulla
precauzione; motivi per cui l’amministrazione Trump può bollare l’azienda come
una “radical left, woke company” e cercare (con significative difficoltà
operative) di estrometterla dai contratti governativi.
DISINSTALLA ANTHROPIC…
La scorsa settimana era iniziata con gli anatemi della Casa Bianca contro
Anthropic, accusata di voler mantenere troppe restrizioni nell’impiego della sua
AI (Claude) in ambito militare e sorvegliante, per arrivare alla dichiarazione
di una sua rimozione dai sistemi del Pentagono e concludersi con l’attacco
sionista-statunitense all’Iran… dal quale emerge l’utilizzo di Claude.
Anthropic è stata a lungo l’unica azienda in grado di accedere alle “reti
classificate” dell’apparato militare statunitense, sia per la qualità di Claude
sia per la sua compatibilità con le reti di Amazon (AWS) che compongono
l’architettura informatica strutturale del Pentagono; ora stanno subentrando
Grok (Elon Musk) e ChatGPT (OpenAI).
Cerchiamo di descrivere lo scenario e sottolineare il ruolo simbiotico dei
colossi dell’AI nelle strutture di potere e nelle macchine da guerra
contemporanee.
META GLASSES E CIONDOLI MAGICI
In conclusione, un brevissimo accenno ai Meta Glasses, alle intelligenze
artificiali senza schermo (Screenless Ais) e a come queste tecnologie intendano
colonizzare e riplasmare gli umani:
Presentato l’VIII Rapporto: dal Decreto Caivano in poi crescono le misure
custodiali e gli ingressi negli Ipm. Aumenta l’allarme, non i reati. Non
un’esplosione della criminalità minorile, ma un allargamento …
Il 24 febbraio si è tenuto un presidio solidale con gli anarchici accusati di
devastazione e saccheggio per il corteo del 4 marzo 2023, quando lo sciopero
della fame di Alfredo Cospito era arrivato al quinto mese, mettendone a
repentaglio la vita.
Devastazione e saccheggio è un reato che prevede pene dagli 8 ai 15 anni. Un
reato collettivo, un non sense giuridico pensato per situazioni eccezionali che
tuttavia da 25 anni viene utilizzato come una clava contro i movimenti.
Ne abbiamo parlato in diretta dal tribunale con uno degli imputati, un compagno
dell’assemblea contro carcere e Cpr, che ci raccontato di un presidio
partecipato e di una significativa presenza in aula dove è stato letto un
documento che vi alleghiamo.
Ascolta la diretta:
Leggi il documento degli imputati:
Estratti dalla puntata del 23 febbraio 2026 di Bello Come Una Prigione Che
Brucia
TASER IN ITALIA: MORTI E MARKETING
“Tra agosto e ottobre 2025 quattro persone in Italia sono morte a seguito di
fermi di carabinieri e polizia. Le forze dell’ordine coinvolte nelle operazioni
sono state indagate: in tre occasioni per omicidio colposo, in una per eccesso
colposo nell’uso legittimo delle armi. ”
Nella perizia forense sulla morte di Elton Bani, l’uso del taser viene indicato
– per la prima volta in Italia – come causa corresponsabile di un decesso.
Grazie a una recente inchiesta di Laura Carrer, torniamo a parlare di Axon, di
come stia plasmando le forze dell’ordine, del suo ingresso nel mercato italiano
e della sua narrazione aziendale… che spesso confligge con la realtà.
Leggi l’inchiesta su IrpiMedia
“BOOMERANG COLONIALE”: ISRAELE, ICE, EUROPOL E APPARATI DI CONTROLLO
L’israelificazione dell’Occidente passa, tra le varie cose, dalle relazioni tra
servizi di sicurezza (israeliani, statunitensi, europei), spesso veicolate e
coadiuvate da aziende tecnologiche private.
I colossi della sorveglianza e del warfare cibernetico testano i loro prodotti
nei fronti di guerra e nei territori occupati, mentre esportano tecniche e
tecnologie repressive da applicare alla War on Migrants e alla repressione nelle
metropoli occidentali: un esempio di quello che Aimé Césaire ha chiamato
“boomerang coloniale”.
In questa puntata vediamo da vicino il caso di Europol: le sue relazioni con
l’intelligence israeliana, la sua funzione di lobby nella privatizzazione delle
relazioni geopolitiche, ma anche come – attraverso la riforma in fase di
attuazione – questa agenzia si stiamo trasformando in una forza di polizia
operativa dalle prassi opache e con immensi poteri.
Sulla riforma di Euopol e i suoi Research and Industry Days
OPERAZIONE CITY: UNA CONTROLETTURA
Prosegue l’iter processuale per l’Operazione City, volta a sanzionare gli eventi
di piazza del 4 marzo 2023.
Grazie al contributo di una compagna e di un compagno cercheremo di
ricontestualizzare le mobilitazioni in solidarietà con il prigioniero anarchico
Alfredo Cospito, contro il 41bis e l’ergastolo ostativo: cosa stava avvenendo,
come stava reagendo lo Stato, cosa stava intaccando quella lotta.
Approfondiremo l’arsenale sanzionatorio messo in campo, dalla normalizzazione
dell’utilizzo del reato di Devastazione e Saccheggio al cosiddetto “quasi reato”
(la possibilità di applicare misure di sicurezza pure in assenza del compimento
formale del reato).
Affronteremo quindi l’appiattimento del corteo a una dimensione “militare”, così
come operato dalla Procura, cercando di ribaltare la prospettiva e di
riconoscere le strategie e le condotte messe in campo dal dispositivo
militare-muscolare volte alla repressione e al condizionamento degli eventi.
QUI NON ABBIAMO DIRITTO DI PAROLA - INIZIATIVA PER LA DIGNITÀ DELLE DONNE
DETENUTE A TORINO
Unione culturale - via C. Battisti 4b, Torino
(martedì, 3 marzo 18:00)
QUI NON ABBIAMO DIRITTO DI PAROLA
Ancora una volta riceviamo le grida di aiuto delle donne del carcere torinese
che denunciano la crescente gestione custodialista e disciplinare che mette a
rischio diritti, dignità e rispetto.
Ne vogliamo parlare con chi di carcere si occupa e con chi contro i sistemi
reclusivi e punitivi si batte.
Martedì 3 marzo h. 18.00 Unione Culturale Franco Antonicelli
La puntata di Harraga del 13.2.26 è iniziata con una carrellata di brutte
notizie. Partendo dall’ennesima morte di CPR, questa volta nel lager di Bari
Palese, di Simo Said (al…
Presentazione della campagna “vogliamo rompere un tabù” in solidarietà ai
prigionieri rivoluzionari rinchiusi da oltre 40 anni in carcere e alcuni
sottoposti al regime di tortura del 41bis.
Riportare l’attenzione sulla loro detenzione intesa come vendetta di Stato è
un’occasione per opporsi alla riscrittura della memoria da parte dello Stato e
dei dissociati, ma anche per ragionare attorno al mondo della detenzione e della
repressione in questo periodo storico.
La memoria è uno strumento vitale per affrontare le lotte del presente. Ne
parliamo con Tonino
per maggiori info: https://www.rompiamountabu.org/appello.html
l’appuntamento di domenica 22/2:
https://gancio.cisti.org/event/presentazione-della-campagna-vogliamo-rompere-un-tabu
Oggi si conclude il primo grado del processo per la morte di Moussa Balde,
cittadino guineano di 23 anni, ucciso dalla violenza razzista dello stato
italiano espressa tramite i CPR.
Per chi non lo sapesse, Moussa è stato aggredito brutalmente per le strade di
Ventimiglia da un gruppo di razzisti. Una volta portato all’ospedale , ed emersa
l’assenza di documenti, è stato rinchiuso nel CPR di Torino, messo in isolamento
e abbandonato lì .
Pochi giorni dopo, il 23 maggio 2021, si è tolto la vita.
Non è un tragico epilogo ma il risultato di una catena precisa di decisioni e di
meccanismi razzisti che provocano isolamento, disperazione e morte.
Il processo di primo grado per la sua morte si è concluso oggi con una condanna
per omicidio colposo di un anno di reclusione per Annalisa Spataro, direttrice
generale dei servizi alla persona del CPR e una condanna per l’ente GEPSA, cui
era stata delegata la gestione del centro, a risarcire la famiglia e le parti
civili.
Assolti poliziotti e il responsabile medico della struttura Fulvio Pitanti.
Da una parte, la sentenza di condanna pronunciata oggi è un precedente positivo,
perché per la prima volta viene di fatto riconosciuta la colpevolezza di una
direttrice e di un ente che gestisce un CPR . Ciò detto, l’ente gestore, è stato
anche il capro espiatorio che ha reso possibile la completa
deresponsabilizzazione dello stato e delle sue istituzioni, in particolare
questura e prefettura, che sappiamo essere ugualmente complici.
Dopo che il PM ha preso la decisione di escluderli dagli imputati, i
rappresentanti dello stato, ormai intoccabili, sono diventati a loro volta
l’oggetto dello scarica barile dell’ente gestore, che ha tentato di deviare
unicamente su di essi responsabilità che di fatto condividevano. Questa è stata,
in sostanza, la strategia della difesa della direttrice Spataro. In pratica se
il sistema uccide, nessuno è responsabile.
D’altronde erano gli stessi magistrati inquirenti che circa un anno e mezzo fa
depositarono una richiesta di archiviazione in quanto rilevavano gravissime
violazioni dei diritti non perseguibili penalmente.
Attestano che il sistema detentivo amministrativo permette ripetute violazioni
nei confronti delle persone migranti, riconosce come certe lacune normative
portino a violenze gratuite o semplice arbitrarietà. Le stesse istituzioni,
insomma, ci confermano quanto sia razzista questo sistema , ma ciò non sembra
essere un buon segno quanto una macabra rivendicazione.
Per una triste coincidenza, tale sentenza arriva il giorno successivo
all’approvazione di un nuovo regolamento europeo sui cosiddetti “paesi sicuri”,
adottato in conformità con il nuovo Patto sulle Migrazioni e l’Asilo, che
normalizza e fonda legalmente la detenzione amministrativa per chi presenta
domanda d’asilo. Il fatto che si parli di “sistemi di accoglienza” non deve
trarre inganno: quello che sempre più paesi europei stanno costruendo è di fatto
un sistema di campi di concentramento, analoghi a quello dove Moussa è stato
portato a morire. E questa morte, e questo stato di cose, ci riguardano tutt 3 .
Questa sentenza, e questo regolamento, ci riguardano tutt 3 .
Riguarda tutt questa nascita di un nuovo totalitarismo, in cui una categoria di
persone può essere detenuta a prescindere dall’aver commesso o meno un reato, ma
anzi, per aver chiesto asilo, per aver cercato rifugio dopo essere stato
costretto a lasciare il proprio paese .
L’Europa costruisce la sua fortezza e continua a costruire stati coloniali,
fatti di cittadini di serie A e corpi senza diritti. E presto, lo vediamo un
decreto sicurezza dopo l’altro, vedremo allargare le categorie di corpi da poter
incarcerare senza processo, da poter picchiare senza temere ripercussioni.
Vedremo allargare le categorie di persone che possono essere ridotte al
silenzio, dai “maranza” all3 student3 ed attivist3 , all3 journalist 3 e all3
docenti universitari.
Oggi c’è stato un riconoscimento della natura mortale della custodia
amministrativa . Ieri intanto quella stessa protezione veniva estesa come buona
prassi europea per la governance delle migrazioni. Da un lato si ammette che
questi luoghi uccidono, dall’altro li si consolida e li si rende ordinari.
Il CPR è un sistema irriformabile che va chiuso e abolito, questo è il punto del
processo per la morte di Moussa Balde. Sappiamo che, da quando esistono, i CPR
non sono mai stati chiusi per mano di un giudice, ma solo grazie al coraggio dei
detenuti e alle loro rivolte.
La lotta, per la libertà, per la giustizia, per la libertà di movimento, per un
mondo senza gabbie e frontiere, è una lotta in difesa della società tutta, per
arrestare l’avanzata di un nuovo fascismo.
Libertà di movimento per tutti e tutti, questa è l’unica strada da percorrere.
MOUSSA VIVE
I CPR VANNO CHIUSI
CONSIGLI PRATICI E INFORMAZIONI UTILI SU REPRESSIONE E REAZIONE COLLETIVA Perché
questo pieghevole? I governi con i loro apparati repressivi puntano a limitare
ogni possibile forma di contestazione e dissenso.…
Il pomeriggio di Lunedì 2 Febbraio, a seguito di una rissa nell’area rossa, una
stanza del CPR di corso Brunelleschi di Torino è stata data alle fiamme ed è
ora…
Otto sentenze di colpevolezza per le violenze al Lorusso e Cutugno. E intanto il
decreto sicurezza allarga l’area di non punibilità proprio dentro gli istituti
penitenziari. Otto condanne. È questo …