Una vittoria dei giovani e dei movimenti contro Stato di polizia, guerra e
disuguaglianze. La vittoria del No al referendum segna una sconfitta netta e
senza appello per il governo …
A Macerie su Macerie un’intervista a Marco Nocente, autore di “Non è più il
carcere di una volta”. Le testimonianze e le lettere dei detenuti “in lotta” che
sono raccolte in questo lavoro restituiscono le opportunità e le difficoltà di
resistere in carcere oggi, in un luogo del potere che si è specializzato nel
premiare e nel punire, in cui il recluso si trova sempre più isolato. Il libro
racconta come nei regimi carcerari si sta assistendo a una progressiva
individualizzazione tra i detenuti, a detrimento di ogni forma di solidarietà.
In questi
contesti, i detenuti devono fare i conti con vecchie e nuove logiche del potere
carcerario, le quali non vengono solo impartite dall’alto, ma sono spesso
riprodotte da loro stessi.
La puntata di Harraga del 20 marzo -in onda su Radio Blackout- l’abbiamo
dedicata alle recenti rivolte dentro il CPR di Corso Brunelleschi e alle
risposte da fuori in solidarietà…
di Attivisti assemblea per la Palestina* Davanti al carcere di Pescara presidio
di solidarietà per il ragazzo arrestato dopo un corteo per Gaza Per tutta la
sera un vento gelido …
Il 19 Marzo 2026 il PM Scafi, dopo la sua requisitoria, ha richiesto le pene per
le/gli imputate/i del primo troncone del cosiddetto processo “City”, relativo ai
fatti avvenuti durante…
Al pronto soccorso dell’ospedale Martini i reclusi del CPR di Corso Brunelleschi
transitano quotidianamente in un generale clima di invisibilizzazione e
criminalizzazione. In gravissime condizioni di salute, spesso le persone…
Estratti dalla puntata del 16 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
LE BODYCAM E IL POTERE NELLO SGUARDO
Dopo una fase di sperimentazione e di introduzione informale, le bodycam entrano
a far parte dell’arsenale delle forze dell’ordine (e di altre figure preposte al
controllo).
Così come il Taser incarna un modello di gestione degli eventi, allo stesso modo
le videocamere indossabili pretendono di plasmare le operazioni di polizia,
riducendo gli abusi sulla popolazione e tutelando gli agenti da eventuali
inchieste sul loro operato.
Ritorniamo a parlare di questa tecnologia grazie al contributo di Laura Carrer,
che in una recente inchiesta pubblicata su IrpiMedia ha analizzato il potere di
uno sguardo probatorio che può essere attivato e disattivato a piacimento da chi
lo opera:
Leggi l’inchiesta su IrpiMedia
CASAL DEL MARMO E DECRETO CAIVANO
Le violenze recentemente emerse nel carcere minorile romano di Casal del Marmo
non sono un episodio isolato, ma il prodotto di fenomeni che interagiscono tra
di loro, come la militarizzazione dei circuiti minorili apportata dal Decreto
Caivano e la sponda politica agli abusi commessi dalle forze dell’ordine.
Partendo dal contributo di un compagno del Quarticciolo, quadrante romano
interessato dall’altro aspetto operativo del “modello Caivano”, ovvero la
riscrittura del tessuto sociale dei quartieri da parte di agenzie vicine al
governo Meloni, cerchiamo di esplorare diversi aspetti ricorrenti e sistemici
che emergono dagli abusi sui giovani rinchiusi a Casal del Marmo:
NEUROTECNOLOGIE IN AMBITO MILITARE
Un recente editoriale pubblicato sul sito di analisi militare Cogs of War, a
cura di Łukasz Kamieński (professore di Studi sulla Sicurezza presso
l’Università di Cracovia), analizza il potenziale delle neurotecnologie
applicate in ambito militare e suggerisce l’urgenza di una loro adozione.
Partiamo con la lettura di questo testo, riprendendo una riflessione sulla
segmentazione di specie introdotta con i potenziamenti tecnologici:
“Lo slancio civile crea sia opportunità che urgenza. Non solo i dispositivi
neurologici di consumo sono tecnologie a duplice uso facili da militarizzare, ma
l’impennata globale della ricerca e sviluppo commerciale alimentata
dall’intelligenza artificiale ne potenzierà anche le applicazioni pratiche.”
Nella seconda parte, proseguendo con la lettura commentata di questo editoriale,
affrontiamo la relazione tra tecnologie di consumo e apparato militare,
concludendo con un accenno a Cortical Labs, azienda australiana che ha
introdotto strutture computazionali basate su chip composti da neuroni umani
innestati su basi di silicio: da “gli umani usano le macchine” a “le macchine
usano gli umani”?
di Marco Sommariva* Sono sempre più numerose le persone che, di fronte a certa
cronaca, sono ormai incapaci di percorrere lo spazio che separa la ginnastica
d’obbedienza da un gesto …
gli interventi proposti sabato 14/3 durante la Tatoo Circus a El Paso Occupato:
Con una compagna percorriamo la storia e la resistenza del campo profughi di
Tulkarem in Cisgiordania e delle nuove strategie di controllo e di detenzione di
Israele.
Con un Compagno della Cassa di solidarietà la Lima presentiamo il corteo di Roma
contro il 41bis del 18 aprile da Piazza Trilussa
Cabaret “Amore dal Sottosuolo”.
In aggiornamento… Venerdì notte, in una delle stanze dell’area gialla il fuoco è
stato usato come strumento di protesta per rispondere ad un pestaggio da parte
degli sbirri. Agenti con…
Sedici anni di autogestione nel cuore di Atene: lo Stato prepara lo sgombero, un
residente in sciopero della fame fino alle estreme conseguenze.
Per 16 anni, la Comunità di Prosfygika Occupata è esistita come un quartiere
unico, autogestito e liberato ad Atene. Tra la sede della polizia e la Corte
Suprema, circa 400 abitanti del quartiere hanno costruito una risposta concreta
alla domanda su come vivere insieme e su come auto-organizzarsi dal basso per
soddisfare i propri bisogni. Questo avviene attraverso numerose assemblee, 22
strutture autogestite e una vita comunitaria condivisa. Il quartiere rappresenta
una proposta pratica contro il dominio, fondata su autogestione, autonomia,
auto-organizzazione e internazionalismo. È un luogo in cui si formano relazioni
di solidarietà e dove persone oppresse e in lotta si incontrano, determinate a
combattere e resistere per le proprie case, costruendo un contrattacco che mira
a riportare al centro le lotte di classe, sociali e internazionaliste.
Il quartiere è una spina nel fianco dello Stato, sia perché occupa un territorio
che il capitale vuole sfruttare, sia perché sta costruendo un nuovo immaginario
sociale, un nuovo mondo, nel cuore della metropoli di Atene. Da mesi, lo Stato
sta preparando una grande offensiva contro il quartiere, la più imponente che
abbia mai affrontato. In risposta, il residente della comunità Aristotelis
Chantzis ha iniziato il 5 febbraio uno sciopero della fame a oltranza fino alla
morte.
Di seguito, l’audio in cui ci aggiornano sulla situazione a Prosfygika:
Condividiamo qui la dichiarazione dello sciopero della fame:
Sciopero della fame fino alla morte in difesa della vita
Messaggio alla società, alla mia famiglia, ai miei amici
Mi chiamo Aristotelis Chantzis e, in quanto membro e residente della Comunità
Occupata di Prosfygika in Viale Alexandras, intraprendo uno sciopero della fame
fino alla morte. Riconosco questa azione come uno strumento di lotta per portare
all’attenzione collettiva la necessità di preservare Prosfygika di Viale
Alexandras come edilizia popolare, come struttura di solidarietà per i gruppi
sociali vulnerabili e come comunità organizzata di resistenza.
L’attacco che stiamo subendo fa parte di un’offensiva complessiva dello Stato e
del capitalismo contro il mondo della comunità, dell’auto-organizzazione, della
solidarietà e della resistenza sociale.
Lo Stato, indipendentemente dal governo di turno, ha pianificato l’abbandono e
il degrado di Prosfygika come tattica preliminare all’assalto della
gentrificazione. Nel corso degli anni ha impiegato ogni mezzo immorale per
servire gli interessi di privati, appaltatori e aziende, e per rafforzare le
reti clientelari dei governatori regionali, delle autorità comunali e del
governo centrale. Se la comunità non si fosse presa cura degli edifici di
Prosfygika in tutti questi anni, essi sarebbero stati demoliti da tempo.
La Comunità Occupata di Prosfygika è una proposta sociale alternativa al mondo
di solitudine, individualismo, insicurezza, senzatetto e assistenza sanitaria
inadeguata o inesistente che gli Stati e il capitalismo ci impongono. Abbiamo
costruito 22 strutture di solidarietà nei settori dell’istruzione, della salute,
dell’alimentazione, della cultura, dell’arte, del supporto tecnico all’abitare,
dell’emancipazione e della collettivizzazione delle donne, della
democratizzazione della famiglia e della partecipazione individuale alla vita
comune. Costruiamo relazioni di fiducia, sicurezza, amicizia e solidarietà con
le persone che ci circondano.
Queste relazioni e strutture non sono riservate a singoli membri, ma
rappresentano la nostra proposta sociale per l’intera società. Operiamo in modo
democratico e diretto attraverso assemblee generali settimanali e conferenze
plenarie.
Il nostro obiettivo è affrontare i problemi sociali. Il nostro obiettivo è
costruire una comunità e strutture di solidarietà che sostengano i gruppi
sociali vulnerabili.
Con questo sciopero della fame vi invito a conoscere da vicino questa comunità,
le sue strutture di solidarietà e i suoi residenti; a incontrarci, ad ampliare
il mondo della comunità, a unire le nostre voci, la nostra angoscia per la vita
e le nostre lotte.
Riguardo allo sciopero della fame fino alla morte:
Come Comunità Occupata di Prosfygika, abbiamo deciso di difendere fino in fondo
la nostra proposta sociale, le persone che ne fanno parte, le strutture che
abbiamo costruito e la memoria storica di Prosfygika. È una nostra scelta
consapevole e una nostra responsabilità dare anche la vita per la continuazione
della vita. Sappiamo che, se Prosfygika venisse sgomberata, gran parte di noi si
ritroverebbe per strada: gli anziani e i malati morirebbero senza riparo, i
bambini perderebbero le loro case e le loro scuole, con conseguenze
incalcolabili per la loro salute fisica e mentale e per il corso della loro
esistenza. Sulla base di questa decisione collettiva di difenderci, ho scelto
volontariamente di intraprendere uno sciopero della fame fino alla morte, nel
massimo rispetto per la vita.
Il metodo concordato consente allo scioperante di prolungare lo sciopero della
fame per un periodo sufficiente a comunicare le proprie richieste alla società.
Siamo naturalmente consapevoli che possono insorgere complicazioni di salute già
dai primi giorni e per tutta la durata dello sciopero — non tanto a causa della
fame in sé, quanto per il rischio di arresto cardiaco. Sappiamo inoltre che,
anche in caso di esito positivo, la denutrizione cronica può causare danni
irreparabili, principalmente al sistema nervoso, anche durante il periodo di
recupero.
La mia alimentazione comprende: acqua, tè, 10-25 grammi di zucchero al giorno,
1-1,5 cucchiaini di sale al giorno, vitamine B1, B6, B12, magnesio e potassio.
Le richieste di questo sciopero della fame sono:
* ANNULLAMENTO IMMEDIATO DEL CONTRATTO DA PARTE DELLA REGIONE DELL’ATTICA.
* TUTTI I RESIDENTI DI PROSFYGIKA DEVONO POTER RIMANERE NELLE PROPRIE
ABITAZIONI, NEL LUOGO E NEL CONTESTO IN CUI VIVONO E HANNO COSTRUITO LEGAMI
SOCIALI, CULTURALI E VITALI.
* GARANZIE CONCRETE PER IL RESTAURO DI PROSFYGIKA DA PARTE DELLA SOCIETÀ DI
DIRITTO CIVILE SENZA SCOPO DI LUCRO “KATOIKOI KAI FILOI PROSFYGIKON L.
ALEXANDRAS SOCIETY NON PROFIT CIVIL LAW COMPANY” CON IL PROPRIO
AUTOFINANZIAMENTO! — NESSUN FINANZIAMENTO PUBBLICO PER LA “RIQUALIFICAZIONE”
DI PROSFYGIKA!
Aristotelis Chantzis, membro e residente della Comunità Occupata di Prosfygika
in Viale Alexandras
5 febbraio 2026
Invitiamo tutte e tutti a rafforzare Prosfygika con la propria presenza fisica,
a sostenere il piano di autodifesa del quartiere e ad aiutare nei lavori tecnici
e nelle strutture. Chiunque voglia partecipare può contattare la comunità via
mail.
Tutte le organizzazioni, i gruppi e le singole persone sono inoltre chiamati a
sostenere la mobilitazione pubblica a tutti i livelli: striscioni, graffiti,
condivisioni sui social media, scrittura di propri testi e post, creazione di
reti, ecc.
Per l’autogestione dei lavori di ripristino del quartiere e il sostegno allo
sciopero della fame c’è un grande bisogno di donazioni. E’ stata lanciata una
raccolta fondi per la prima fase del finanziamento. Il link è il seguente:
https://www.firefund.net/saveprosfygika
Contattate la campagna internazionale “Save Prosfygika” all’indirizzo
save-prosfygika-internationalist@systemli.org per ricevere informazioni
aggiornate, così che i movimenti di solidarietà dall’estero possano coordinarsi
con la campagna generale ed essere più efficaci.
Seguite gli account social della comunità:
Email: sykapro_squat@riseup.net
Blog: sykaprosquat.noblogs.org
Instagram: @sykapro
Nuova visita all’ASL di via San Secondo – sede della direzione generale e
amministrativa – che contribuisce a rinchiudere centinaia di persone ogni anno
nel centro di tortura di corso…