Agricoltori piemontesi contro caro carburante e carovita
In continuità con le interviste fatte in questi giorni agli agricoltori in mobilitazione in tutta Italia, ci siamo collegate con Gabriele Ponzano, presidente del nodo di Agricoltori Autonomi Italiani di Alessandria, e membro di COAPI (Coordinamento Agricoltori Pescatori Italiani). Ponzano ci aggiorna sull’ultima, partecipata assemblea dell’associazione, la scorsa settimana. Da questo incontro è emersa chiaramente l’intenzione di muoversi insieme agli agricoltori del sud Italia, ma anche ad altri cittadini e cittadine per opporsi all’aumento dei costi di produzione, al caro energia e al carovita. Proprio in questa prospettiva, sono diversi gli agricoltori e le agricoltrici che sabato 17 ottobre parteciperanno alla piazza chiamata a Torino ore 15 in piazza Castello.
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L’università vs accademia: due giornate (14-15/10) di discussione
Il 14 e il 15 ottobre il Campus Einaudi ospita il primo evento pubblico di Università Che Vogliamo, un percorso nato dalle assemblee che da tempo discutono di come sta cambiando l’università e di che ruolo dovrebbe avere nella società. Il punto di partenza è una distinzione netta: da una parte l’accademia, dall’altra l’università. L’accademia è un’organizzazione del lavoro fondata sullo sfruttamento, materiale e intellettuale. Vive di gerarchie, selezioni, gare d’appalto e carriere da gestire, e finisce per addomesticare la ricerca e riprodurre poteri consolidati. L’università, invece, è la possibilità concreta di progettare nuova vita e nuova società. Due orizzonti che si contendono lo stesso terreno e le stesse forme di vita. Ne abbiamo parlato con Rosa, dell’Assemblea precaria di Torino. Ci ha spiegato perché questo percorso si presenta come un cantiere aperto, un laboratorio da organizzare insieme, e perché si parte dalla parola “progetto”: per metterla in tensione e sottrarla ai significati precarizzanti e produttivisti a cui l’accademia ci ha abituatә.
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OCCUPATI A TORINO I LICEI REGINA MARGHERITA, GIULIO E LAGRANGE@0
Contro il modello di scuola caserma, contro il razzismo del tetto del 30% per studenti stranieri nelle scuole e contro la guerra, sono stati occupati da lunedi il liceo Giulio e Regina Margherita e da martedì il Lagrange.  L’occupazione mira a portare l’attenzione sul diritto allo studio, perchè i soldi vengano spesi, non in misure razziste o per il riarmo, ma per risolvere i veri problemi. Gli studenti raccontano di infrastrutture pericolanti con tetti che crollano, porte bucate, termosifoni non funzionanti e scuole che si trasformano in veri e propri cantieri con la pioggia che si infiltra nelle palestre e nei corridoi. L’autorganizzazione ha visto il rinsaldamento con tra studenti e docenti: quando la scuola è sotto attacco lo è sia per chi ci studia, che per chi lavora. (link regina) Iniziano le occupazioni nel resto d’Italia, in particolare il liceo Cavour, il Primo Levi e il Civita a Roma. L’ispirazione viene anche dalle mobilitazioni delle scuole superiori francesi che hanno portato nel pomeriggio di ieri 100.000 studenti in piazza a Parigi e almeno mezzo milione in tutto il paese. Ne parliamo con Zeno del Collettivo del liceo Regina Margherita: Di seguito l’intervento ai nostri microfoni dal liceo Giulio occupato: Foto di copertina di Julian Nelaj
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[2026-10-17] SUCA A3U, due giornate per riprenderci il fantasy in barba ai tecnofasci! @ Manituana - Spazio Occupato Collettivo
SUCA A3U, DUE GIORNATE PER RIPRENDERCI IL FANTASY IN BARBA AI TECNOFASCI! Manituana - Spazio Occupato Collettivo - Largo Maurizio Vitale 113 (sabato, 17 ottobre 15:00) Sabato 17 ottobre dalle 15:00 alle 2:00 e domenica 18 ottobre dalle 14:00 alle 23:30. MANIFESTO La fantasia nutre la mente come il cibo nutre il corpo. È essenziale per la vita. Il potere ha deciso che la fantasia non deve avere valore economico, nonostante ciò, ha sempre voluto impossessarsene. Ma la fantasia è una cosa seria, che deve essere libera da qualsiasi tipo di oppressione politica, perché è attraverso di essa che possiamo immaginarci nuove esistenze libere, nuove società, nuovi modelli culturali. Torna il festival di autoproduzione editoriale che rivendica il serio sberleffo come spazio di costruzione di resistenza. SUCA A3U. La 3a edizione pone in centro il tema dell'appropriazione del fantasy e del fantastico da parte dei fasci di ieri e di oggi: partendo dai campi hobbit di missina memoria, al festival contemporaneo di FDI che cita la Storia Infinita, agli incubi tecnologici contemporanei del Palantir dei tecnofasci Thiel/Karp. Ora più che mai c'è bisogno di teste con sinapsi liberate per immaginare nuove pratiche per nuove r/esistenze. SUCA ospita artist* d.i.y., emarginat3, sconclusionat3, disederat3, ma liber3 e ribelli e con il desiderio di riprendersi il fantasy e il fantastico dalla società patriacalcapitalista e per tenerli lontani dai nuovi incubi sfornati dai rettiliani della Silicon Valley. Immagini, parole, carta, colori: queste sono le armi della nostra immaginazione. SABATO 17 OTTOBRE 15:00 Apertura! 15:30 -17:00 Kill Your Master (Dungeon Crawler su carta) 16:00 - 17:30 Fantastico e Politico (Talk orizzontale) 18:00 - 19:00 Decolonizzare la Terra di Mezzo (Talk con Wu Ming 4 e Filo Sottile) 19:30 - 20:30 XCUZ ME, Garçon? (Live Concert) 20:30 - 21:30 Faetal B (Live Concert) 21:30 - 22:00 Ascia o Raddoppia (Quiz Medieval-Birikino) 22:30 - 23:30 Giustino Kabiro (Live Concert) 23:30 - 00:30 Sasok (Live Concert) 00:30 - 01:30 Skinni Vanillini (Dj Set da ascolto)
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[2026-10-18] SUCA A3U, due giornate per riprenderci il fantasy in barba ai tecnofasci! @ Manituana - Spazio Occupato Collettivo
SUCA A3U, DUE GIORNATE PER RIPRENDERCI IL FANTASY IN BARBA AI TECNOFASCI! Manituana - Spazio Occupato Collettivo - Largo Maurizio Vitale 113 (domenica, 18 ottobre 14:00) Sabato 17 ottobre dalle 15:00 alle 2:00 e domenica 18 ottobre dalle 14:00 alle 23:30. MANIFESTO La fantasia nutre la mente come il cibo nutre il corpo. È essenziale per la vita. Il potere ha deciso che la fantasia non deve avere valore economico, nonostante ciò, ha sempre voluto impossessarsene. Ma la fantasia è una cosa seria, che deve essere libera da qualsiasi tipo di oppressione politica, perché è attraverso di essa che possiamo immaginarci nuove esistenze libere, nuove società, nuovi modelli culturali. Torna il festival di autoproduzione editoriale che rivendica il serio sberleffo come spazio di costruzione di resistenza. SUCA A3U. La 3a edizione pone in centro il tema dell'appropriazione del fantasy e del fantastico da parte dei fasci di ieri e di oggi: partendo dai campi hobbit di missina memoria, al festival contemporaneo di FDI che cita la Storia Infinita, agli incubi tecnologici contemporanei del Palantir dei tecnofasci Thiel/Karp. Ora più che mai c'è bisogno di teste con sinapsi liberate per immaginare nuove pratiche per nuove r/esistenze. SUCA ospita artist* d.i.y., emarginat3, sconclusionat3, disederat3, ma liber3 e ribelli e con il desiderio di riprendersi il fantasy e il fantastico dalla società patriacalcapitalista e per tenerli lontani dai nuovi incubi sfornati dai rettiliani della Silicon Valley. Immagini, parole, carta, colori: queste sono le armi della nostra immaginazione. DOMENICA 18 OTTOBRE 14:00 Apertura! 14:30 -17:00 Zine Making Medievale (Workshop con Spazio Muffa e laboratorio zannadura) 15:00 - 16:30 Fantasia e Intelligenza Artificiale (Talk orizzontale conLibridazione, Kenobit, Il Salotto di Miranda) 16:30 - 19:30 Pratiche di Accoppiamento Interspecie (Workshop con Las Berthas) 18:30 - 19:30 Lou Darmage (Live Concert) 20:00 - 21:30 Banda Mutanda (Open Dj Set) 22:00 - 23:00 BARAVANTPUNK (Live Concert)
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Presidio sotto al CPR – Domenica 4 ottobre
L’estate della fortezza Europa si sta chiudendo lasciando dietro di sé la solita ed infame scia di sangue e repressione. Il nuovo patto europeo sulle migrazioni non è altro che la promessa istituzionalizzata di nuove violenze, un accordo per blindare i confini e criminalizzare chi cerca di attraversarli. Lo abbiamo visto chiaramente in questi mesi: dalle continue brutalità e respingimenti a Ceuta, alla morte per mano dello stato di Fakir, fino all’assassinio di Lassoued Dhoui nel CPR di Potenza. Non sono tragiche fatalità, ma omicidi di stato, il risultato di un sistema razzista che divide gli esseri umani tra chi ha diritto di muoversi e chi deve essere rinchiuso o lasciato morire. Ma dove c’è oppressione, c’è chi non abbassa la testa. La rabbia esplosa con la rivolta nel centro di detenzione di Pastrogor in Bulgaria ce lo ricorda in modo inequivocabile: la risposta ai lager di stato è l’ammutinamento e la ribellione. Il CPR di corso Brunelleschi è un ingranaggio di questa stessa macchina di morte. Le mura di Torino non sono diverse da quelle di Potenza o dai fili spinati dell’est europa. Oggi come sempre c’è bisogno di solidarietà attiva. Essere solidali significa portare i nostri corpi e le nostre voci sotto quelle mura per rompere il silenzio e l’isolamento. Significa far sentire a chi è reclusə che non è solə, e continuare a sabotare e disturbare la normalità di chi tra istituzioni, forze dell’ordine, enti gestori e asl lucra sulla detenzione amministrativa. Ci vediamo domenica 4 ottobre 2026 alle ore 15:00, in presidio sotto il CPR di Torino. Nessuna pace per chi rinchiude. Mai più CPR mai più lager, libertà per tuttə!
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