Migliaia di giovani in piazza contro carovita, salari da fame, guerra e
politiche del governo Meloni. Da Milano a Bologna e Torino, cariche e
lacrimogeni contro una mobilitazione che rifiuta …
In oltre 40 città mobilitazioni contro riarmo, carovita, tagli all’istruzione e
genocidio in Palestina. A Torino e Bologna la polizia carica gli studenti. La
protesta mette sotto accusa le politiche …
Da giorni licei e istituti tecnici torinesi sono in occupazione contro la
riforma Valditara, i tagli alla scuola e la militarizzazione dell’istruzione.
Gli studenti denunciano le minacce del Prefetto, gli …
In continuità con le interviste fatte in questi giorni agli agricoltori in
mobilitazione in tutta Italia, ci siamo collegate con Gabriele Ponzano,
presidente del nodo di Agricoltori Autonomi Italiani di Alessandria, e membro di
COAPI (Coordinamento Agricoltori Pescatori Italiani). Ponzano ci aggiorna
sull’ultima, partecipata assemblea dell’associazione, la scorsa settimana.
Da questo incontro è emersa chiaramente l’intenzione di muoversi insieme agli
agricoltori del sud Italia, ma anche ad altri cittadini e cittadine per opporsi
all’aumento dei costi di produzione, al caro energia e al carovita. Proprio in
questa prospettiva, sono diversi gli agricoltori e le agricoltrici che sabato 17
ottobre parteciperanno alla piazza chiamata a Torino ore 15 in piazza Castello.
Il 14 e il 15 ottobre il Campus Einaudi ospita il primo evento pubblico di
Università Che Vogliamo, un percorso nato dalle assemblee che da tempo discutono
di come sta cambiando l’università e di che ruolo dovrebbe avere nella società.
Il punto di partenza è una distinzione netta: da una parte l’accademia,
dall’altra l’università. L’accademia è un’organizzazione del lavoro fondata
sullo sfruttamento, materiale e intellettuale. Vive di gerarchie, selezioni,
gare d’appalto e carriere da gestire, e finisce per addomesticare la ricerca e
riprodurre poteri consolidati. L’università, invece, è la possibilità concreta
di progettare nuova vita e nuova società. Due orizzonti che si contendono lo
stesso terreno e le stesse forme di vita.
Ne abbiamo parlato con Rosa, dell’Assemblea precaria di Torino. Ci ha spiegato
perché questo percorso si presenta come un cantiere aperto, un laboratorio da
organizzare insieme, e perché si parte dalla parola “progetto”: per metterla in
tensione e sottrarla ai significati precarizzanti e produttivisti a cui
l’accademia ci ha abituatә.
Dalla Lombardia al Piemonte, l’espansione delle infrastrutture digitali solleva
interrogativi su consumo di risorse, sorveglianza e militarizzazione. Il 10
ottobre la protesta a Milano. L’Italia si prepara a diventare uno …
A Torino riparte l’offensiva giudiziaria contro chi si è mobilitato contro lo
sgombero di Askatasuna. Perquisizioni in tutta Italia e richieste di misure
cautelari dal carcere all’obbligo di firma. Un …
Contro il modello di scuola caserma, contro il razzismo del tetto del 30% per
studenti stranieri nelle scuole e contro la guerra, sono stati occupati da
lunedi il liceo Giulio e Regina Margherita e da martedì il Lagrange.
L’occupazione mira a portare l’attenzione sul diritto allo studio, perchè i
soldi vengano spesi, non in misure razziste o per il riarmo, ma per risolvere i
veri problemi. Gli studenti raccontano di infrastrutture pericolanti con tetti
che crollano, porte bucate, termosifoni non funzionanti e scuole che si
trasformano in veri e propri cantieri con la pioggia che si infiltra nelle
palestre e nei corridoi.
L’autorganizzazione ha visto il rinsaldamento con tra studenti e docenti: quando
la scuola è sotto attacco lo è sia per chi ci studia, che per chi lavora. (link
regina)
Iniziano le occupazioni nel resto d’Italia, in particolare il liceo Cavour, il
Primo Levi e il Civita a Roma. L’ispirazione viene anche dalle mobilitazioni
delle scuole superiori francesi che hanno portato nel pomeriggio di ieri 100.000
studenti in piazza a Parigi e almeno mezzo milione in tutto il paese.
Ne parliamo con Zeno del Collettivo del liceo Regina Margherita:
Di seguito l’intervento ai nostri microfoni dal liceo Giulio occupato:
Foto di copertina di Julian Nelaj
SUCA A3U, DUE GIORNATE PER RIPRENDERCI IL FANTASY IN BARBA AI TECNOFASCI!
Manituana - Spazio Occupato Collettivo - Largo Maurizio Vitale 113
(sabato, 17 ottobre 15:00)
Sabato 17 ottobre dalle 15:00 alle 2:00 e domenica 18 ottobre dalle 14:00 alle
23:30.
MANIFESTO
La fantasia nutre la mente come il cibo nutre il corpo.
È essenziale per la vita.
Il potere ha deciso che la fantasia non deve avere valore economico, nonostante
ciò, ha sempre voluto impossessarsene. Ma la fantasia è una cosa seria, che deve
essere libera da qualsiasi tipo di oppressione politica, perché è attraverso di
essa che possiamo immaginarci nuove esistenze libere, nuove società, nuovi
modelli culturali.
Torna il festival di autoproduzione editoriale che rivendica il serio sberleffo
come spazio di costruzione di resistenza. SUCA A3U.
La 3a edizione pone in centro il tema dell'appropriazione del fantasy e del
fantastico da parte dei fasci di ieri e di oggi: partendo dai campi hobbit di
missina memoria, al festival contemporaneo di FDI che cita la Storia Infinita,
agli incubi tecnologici contemporanei del Palantir dei tecnofasci Thiel/Karp.
Ora più che mai c'è bisogno di teste con sinapsi liberate per immaginare nuove
pratiche per nuove r/esistenze. SUCA ospita artist* d.i.y., emarginat3,
sconclusionat3, disederat3, ma liber3 e ribelli e con il desiderio di
riprendersi il fantasy e il fantastico dalla società patriacalcapitalista e per
tenerli lontani dai nuovi incubi sfornati dai rettiliani della Silicon Valley.
Immagini, parole, carta, colori: queste sono le armi della nostra immaginazione.
SABATO 17 OTTOBRE
15:00 Apertura!
15:30 -17:00 Kill Your Master (Dungeon Crawler su carta)
16:00 - 17:30 Fantastico e Politico (Talk orizzontale)
18:00 - 19:00 Decolonizzare la Terra di Mezzo (Talk con Wu Ming 4 e Filo
Sottile)
19:30 - 20:30 XCUZ ME, Garçon? (Live Concert)
20:30 - 21:30 Faetal B (Live Concert)
21:30 - 22:00 Ascia o Raddoppia (Quiz Medieval-Birikino)
22:30 - 23:30 Giustino Kabiro (Live Concert)
23:30 - 00:30 Sasok (Live Concert)
00:30 - 01:30 Skinni Vanillini (Dj Set da ascolto)
SUCA A3U, DUE GIORNATE PER RIPRENDERCI IL FANTASY IN BARBA AI TECNOFASCI!
Manituana - Spazio Occupato Collettivo - Largo Maurizio Vitale 113
(domenica, 18 ottobre 14:00)
Sabato 17 ottobre dalle 15:00 alle 2:00 e domenica 18 ottobre dalle 14:00 alle
23:30.
MANIFESTO
La fantasia nutre la mente come il cibo nutre il corpo.
È essenziale per la vita.
Il potere ha deciso che la fantasia non deve avere valore economico, nonostante
ciò, ha sempre voluto impossessarsene. Ma la fantasia è una cosa seria, che deve
essere libera da qualsiasi tipo di oppressione politica, perché è attraverso di
essa che possiamo immaginarci nuove esistenze libere, nuove società, nuovi
modelli culturali.
Torna il festival di autoproduzione editoriale che rivendica il serio sberleffo
come spazio di costruzione di resistenza. SUCA A3U.
La 3a edizione pone in centro il tema dell'appropriazione del fantasy e del
fantastico da parte dei fasci di ieri e di oggi: partendo dai campi hobbit di
missina memoria, al festival contemporaneo di FDI che cita la Storia Infinita,
agli incubi tecnologici contemporanei del Palantir dei tecnofasci Thiel/Karp.
Ora più che mai c'è bisogno di teste con sinapsi liberate per immaginare nuove
pratiche per nuove r/esistenze. SUCA ospita artist* d.i.y., emarginat3,
sconclusionat3, disederat3, ma liber3 e ribelli e con il desiderio di
riprendersi il fantasy e il fantastico dalla società patriacalcapitalista e per
tenerli lontani dai nuovi incubi sfornati dai rettiliani della Silicon Valley.
Immagini, parole, carta, colori: queste sono le armi della nostra immaginazione.
DOMENICA 18 OTTOBRE
14:00 Apertura!
14:30 -17:00 Zine Making Medievale (Workshop con Spazio Muffa e laboratorio
zannadura)
15:00 - 16:30 Fantasia e Intelligenza Artificiale (Talk orizzontale
conLibridazione, Kenobit, Il Salotto di Miranda)
16:30 - 19:30 Pratiche di Accoppiamento Interspecie (Workshop con Las Berthas)
18:30 - 19:30 Lou Darmage (Live Concert)
20:00 - 21:30 Banda Mutanda (Open Dj Set)
22:00 - 23:00 BARAVANTPUNK (Live Concert)
L’estate della fortezza Europa si sta chiudendo lasciando dietro di sé la solita
ed infame scia di sangue e repressione. Il nuovo patto europeo sulle migrazioni
non è altro che la promessa istituzionalizzata di nuove violenze, un accordo per
blindare i confini e criminalizzare chi cerca di attraversarli.
Lo abbiamo visto chiaramente in questi mesi: dalle continue brutalità e
respingimenti a Ceuta, alla morte per mano dello stato di Fakir, fino
all’assassinio di Lassoued Dhoui nel CPR di Potenza. Non sono tragiche fatalità,
ma omicidi di stato, il risultato di un sistema razzista che divide gli esseri
umani tra chi ha diritto di muoversi e chi deve essere rinchiuso o lasciato
morire.
Ma dove c’è oppressione, c’è chi non abbassa la testa. La rabbia esplosa con la
rivolta nel centro di detenzione di Pastrogor in Bulgaria ce lo ricorda in modo
inequivocabile: la risposta ai lager di stato è l’ammutinamento e la ribellione.
Il CPR di corso Brunelleschi è un ingranaggio di questa stessa macchina di
morte. Le mura di Torino non sono diverse da quelle di Potenza o dai fili
spinati dell’est europa.
Oggi come sempre c’è bisogno di solidarietà attiva. Essere solidali significa
portare i nostri corpi e le nostre voci sotto quelle mura per rompere il
silenzio e l’isolamento. Significa far sentire a chi è reclusə che non è solə, e
continuare a sabotare e disturbare la normalità di chi tra istituzioni, forze
dell’ordine, enti gestori e asl lucra sulla detenzione amministrativa.
Ci vediamo domenica 4 ottobre 2026 alle ore 15:00, in presidio sotto il CPR di
Torino.
Nessuna pace per chi rinchiude.
Mai più CPR mai più lager, libertà per tuttə!
CUCINA E DISTRIBUZIONE CENE SUCA FEST
Manituana - Spazio Occupato Collettivo - Largo Maurizio Vitale 113
(sabato, 17 ottobre 17:00)
🥕 Food Not Bombs Torino a Ottobre 🎃 riparte! ✊
Sabato 17 & Domenica 18 per Suca Fest: 🕞 Dalle 17 cucina e distribuzione delle
due cene alle 19 e 21