Fermato in Libia mentre porta aiuti a Gaza: il caso di Domenico Centrone e la
repressione della solidarietà internazionale. Il Coordinamento Molfetta per la
Palestina denuncia la detenzione dell’attivista pugliese …
Tag - resistenza palestinese
Gli attivisti rientrano dopo il sequestro israeliano e trovano le cariche
dell’Ertzaintza: la solidarietà con Gaza viene trattata come ordine pubblico,
mentre la repressione mostra ancora una volta il suo …
di Eliana Riva* Dopo 78 anni, il timore dell’espulsione dalla propria terra è
tornato a farsi vivo ancora più forte. Pagine Esteri propone un resoconto
storico di alcuni degli eventi …
di Edoardo Todaro Nel libro di Maria Rita Prette una ricostruzione necessaria
dell’universo concentrazionario israeliano: torture, detenzione amministrativa,
ostaggi politici e centralità della lotta dei prigionieri nella resistenza
palestinese. Essere …
La Corte dell’Aquila ridimensiona, almeno in parte, l’impianto d’accusa
costruito dalla procura: a fronte dei dodici, nove e sette anni chiesti per
Anan, Ali e Mansour, restano “solo” i cinque anni e sei mesi inflitti ad Anan.
Ali Irar e Mansour Dogmosh sono assolti per mancanza o non sufficienza della
prova: è una formula che consente alla Corte di celare la strumentalità del loro
coinvolgimento, utile solo per costruire la fattispecie associativa e mischiare
le carte di un’indagine che, di fatto, si sovrapponeva alla precedente richiesta
israeliana di estradizione per Yaeesh.
Data la povertà del quadro probatorio emerso, la scelta della Corte di
condannare comunque Anan rappresenta un precedente grave, che sembra tener poco
conto del dibattimento e tanto del clima politico dentro cui questo processo è
maturato. Un clima che vede una sempre più crescente criminalizzazione del
movimento a sostegno del popolo palestinese ,la magistratura italiana ,lo
vediamo anche con l’inchiesta di Genova,diventa la lunga mano dello stato
sionista perseguitando la resistenza palestinese in Italia .
Fin dalle prime udienze, inoltre, insieme agli atti, sono entrati in aula gli
apparati di controllo e militari israeliani: la procura ha provato a introdurre
verbali di interrogatori a prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri
locali, redatti dalla polizia e dallo Shin Bet, raccolti senza alcuna garanzia
difensiva e ricorrendo sistematicamente all’uso della tortura . Alla presenza,
anche fisica, di Israele nel processo, si è accompagnato un costante lavoro di
cooperazione da parte dell’Italia. Nella gestione del telefono cellulare
sequestrato ad Anan, per esempio, inviato alle autorità israeliane che lo hanno
utilizzato per localizzare e uccidere gli ultimi componenti delle brigate di
resistenza a Tulkarem.
Ne parliamo con un compagno che ha seguito il processo all’ Aquila.
E' TEMPO DI RIVOLTA! PRESENTAZIONE DEL NUOVO NUMERO DI DOPPIO FILO CON BANCHETTE
E DOCUMENTARIO
Kontiki - Via Cigliano, 7 - Torino
(giovedì, 18 dicembre 18:30)
È tempo di Rivolta: il 18 dicembre al Kontiki!
Non fartelo raccontare!
h18.30 Via Cigliano 7B
banchette di artigian3 ed editor3
🗣 esposizione dell’inchiesta del coordinamento Colpo su SMAT
🔥 presentazione del nuovo numero di LaRivolta
h21 🇵🇸 proiezione documentario su Palestine Action “To kill a war machine”
➡ per più informazioni sui banchetti scrivete a rivista.larivolta@gmail.com
oppure in dm
CENA CONTRO-NATALIZIA DELLA PALESTRA POPOLARE DANTE DI NANNI
Csoa Gabrio - Via Millio 42, Torino
(venerdì, 19 dicembre 18:30)
La vostra amata DDN è lieta di presentarvi la consueta cena contronatalizia
proPal, edizione 2025, l'evento in cui potete sostenere la lotta ingozzandovi di
leccornie palestinesi!
Vi aspettiamo al CSOA Gabrio il 19/12 con il seguente programma:
Apertura 18:30
Proiezione de "Fa' la mossa giusta - Storie di ordinaria resistenza" 19:30
Collegamento con Majdi (responsabile Shatila Youth Center) 20:00
Cena palestinese 21:00
Il costo della serata è di 10 euri e l'intero ricavato servirà a sostenere il
"Shatila Youth Center" centro sportivo del campo profughi di Shatila -sud di
Beirut- con cui da anni intessiamo rapporti di solidarietà e amicizia.
Accorrete numeros3 prenotandovi al 3277848631 per la cena!
Dodici anni di reclusione per Anan Yaeesh, 9 per Alì Irar e 7 per Mansour
Dogmosh. Queste le richieste del pubblico ministero al termine della
requisitoria nell’ambito del processo che vede all’Aquila i tre palestinesi
imputati con accuse di attività di terrorismo internazionale.
La sproporzione delle richieste e ancora piu’ evidente se si confronta la
condanna inflitta ad Anan da un tribunale militare israeliano: 3 anni di
reclusione e 5 di libertà vigilata per fatti risalenti alla seconda intifada.
Invece nel caso specifico , per fatti certamente meno gravi, il pubblico
ministero dell’Aquila ha chiesto 12 anni di reclusione, eludendo tutto il
contesto e la possibilità di riconoscere attenuanti generiche, l’attenuante
della provocazione, il fatto di aver agito per elevati valori morali e sociali
,decontestualizzando la situazione da ciò che accade in Palestina e ignorando il
diritto alla resistenza del popolo palestinese. E’ sempre piu’ evidente la
subordinazione della magistratura italiana alla volontà punitiva di Israele nei
confronti degli esuli palestinesi ,specchio della complicità dello stato
italiano nel genocidio.
Ne parliamo con un compagno che ha seguito le udienze del processo .
Il processo ad Anan, Alì, e Mansour si è contraddistinto per numerose anomalie,
a partire dal fatto che non si comprende né di quali fatti specifici siano
accusati né se il loro presunto reato, cioè sostenere la legittima resistenza
contro l’occupazione coloniale, sia perseguibile da un tribunale Italiano, a
meno che la corte di assise […]
Dopo aver ottenuto dallo Stato italiano la protezione umanitaria nel 2019, da
gennaio 2024 Anan è imprigionato nella sezione di alta sicurezza del carcere di
Terni e processato per 270bis c.p. per il suo sostegno alla resistenza di
Tulkarem (Cisgiordania). E’ per arrivare al numero minimo di tre persone con cui
si giustifica l’accusa di […]