A due giorni dalla Festa della Liberazione, questa puntata di Macerie su Macerie
entra nelle crepe della memoria ufficiale per far emergere una parte della
complessità simbolica della Liberazione.
Prendendo avvio dal caso di Torino, dove l’insurrezione contro l’occupazione si
sviluppò tra il 26 e il 28 aprile 1945, il racconto si allontana dalla retorica
della data catartica per accennare al ritmo reale degli eventi, fatto di
combattimenti urbani, decisioni collettive e di una varietà di tensioni sociali
legate alla lotta contro il nazifascismo, che si riveleranno inconciliabili poco
dopo la guerra.
A guidare questa lettura è il lavoro del partigiano e storico Claudio Pavone
(1920-2016), con il suo libro Una guerra civile, che interpreta la Resistenza
come un intreccio di guerre, patriottica, civile e di classe, offrendo uno
sguardo più profondo sulle tensioni che attraversavano l’Italia di allora e che
permangono tutt’oggi.
Tra vuoti di potere, incertezza istituzionale e nascita di nuove forme di
legittimità, il quadro del biennio 1943-1945 descritto da Pavone appare umano e
morale più che politico e storico.
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di Mauro Armanino Nel giorno della Liberazione, tra memoria pubblica e rimozioni
private, un viaggio a Genova interroga il presente: Costituzione tradita, guerra
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Da Milano a Roma, passando per decine di città italiane, migliaia di persone
hanno riempito le strade per la Liberazione. Tra provocazioni della destra,
aggressioni neofasciste e conflitti sul significato …
Il 25 aprile non è una memoria da pacificare, ma una scelta di parte: contro il
revisionismo, gli eredi del fascismo e ogni tentativo di svuotare l’antifascismo
della sua forza …
di Osservatorio Antifascista della Romagna Il raduno annunciato da Roberto Fiore
nel giorno della Liberazione riaccende il caso Predappio: tra provocazione
politica, turismo nostalgico e ambiguità istituzionali, il neofascismo continua
…
PEDALATA RESISTENTE - CHIERI
Piazza Don Bosco, Chieri - Chieri, Torino, Piemonte, Italia
(domenica, 19 aprile 15:30)
PEDALATA RESISTENTE
Pedalara tra le lapidi sparse per chieri
Ritrovo in Stazione, ore 15.30
Andremo a riscoprire le storie dei partigiani che hanno liberato la nostrà città
per capire e conoscere le nostre radici politiche.
Giro in bici adatto a tutt3, se non hai una bici contattaci!
Cecco Bellosi rischia la condanna per aver rimosso omaggi alla teca del Duce. In
Italia si tutelano i “beni” del culto fascista mentre si processa chi difende la
memoria della …
di Laila Hassan* Perché il palestinese buono è quello morto o rassegnato.
Appunti sull’inadeguatezza della sinistra italiana “La guerra di liberazione non
è un’istanza di riforme, ma lo sforzo grandioso …
Ciao a tuttu, siamo l'Assemblea Manituana e questo 25 aprile, a 80 anni dalla
liberazione dal fascismo, siamo qui non…
BLUES NELLA NOTTE DEL MISSISSIPPI
Ziggy club - Via Madama Cristina, 66 B, 10125 Torino TO
(domenica, 3 novembre 18:30)
PRESENTAZIONE DI BLUES NELLA NOTTE DEL MISSISSIPPI A CURA DI GIANNI TARELLO
BLUES DAL VIVO CON ROSALBA GUASTELLA & DARIO LOMBARDO DUO
H 18:30 (puntuali)
Questa storia nasce sullo sfondo del Delta del Mississippi e prende vita da una
registrazione fatta dal musicologo e antropologo Alan Lomax nel 1948. I nomi dei
protagonisti – Sonny Boy Williamson I, Big Bill Broonzy. e Memphis Slim, tre
bluesmen attivi dagli anni ’30 – furono mantenuti segreti fino al 1990, quando
erano ormai defunti: prima avrebbero rischiato per sé e i propri famigliari
ritorsioni o la vita per quello che avevano detto.
In mezzo ai lavoratori dell’argine, ritmata dal lavoro nei campi di cotone,
dalle fughe verso gli stati del nord degli Stati Uniti o il Canada, dai ritrovi
nelle chiese e nelle bettole, la musica che suonano, esprime un codice: il
vecchio ma sempre vivo codice degli schiavi; fatto di sottintesi, di doppi
sensi, di non detto, estraneo al padrone bianco dove, attraverso l’umorismo,
l’ironia e la satira, si comincia a ribaltare la propria condizione di
oppressione e sfruttamento.
Il blues – come scrive Manu Baudez – non è fondamentalmente pessimista! La sua
sofferenza, la sua melanconia, trasformate da una sensualità irresistibile,
portano a un’affermazione trionfante della vita e dell’amore, del piacere
sessuale, del movimento, della speranza. Il blues era una barriera, un baluardo
contro un mondo ostile da sempre.