Dal palco del Primo Maggio una riscrittura che svuota la memoria della
Resistenza e rivela il cortocircuito politico e culturale di un evento sempre
più distante dai suoi stessi valori …
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Aggressioni, una lunga scia di intimidazioni e anni di doppi standard: mentre si
criminalizzano i cortei in solidarietà con la Palestina, in Italia cresce
nell’impunità la violenza sionista contro attivisti, …
di Paolo Punx* Dal 25 aprile di Milano un messaggio netto: nessuno spazio, nelle
piazze della Liberazione, per simboli di guerra, dominio e complicità con il
genocidio a Gaza. All’incrocio …
di Mauro Armanino Nel giorno della Liberazione, tra memoria pubblica e rimozioni
private, un viaggio a Genova interroga il presente: Costituzione tradita, guerra
normalizzata e luoghi dell’orrore nascosti troppo a …
Da Milano a Roma, passando per decine di città italiane, migliaia di persone
hanno riempito le strade per la Liberazione. Tra provocazioni della destra,
aggressioni neofasciste e conflitti sul significato …
Il 25 aprile non è una memoria da pacificare, ma una scelta di parte: contro il
revisionismo, gli eredi del fascismo e ogni tentativo di svuotare l’antifascismo
della sua forza …
di Osservatorio Antifascista della Romagna Il raduno annunciato da Roberto Fiore
nel giorno della Liberazione riaccende il caso Predappio: tra provocazione
politica, turismo nostalgico e ambiguità istituzionali, il neofascismo continua
…
Alla vigilia del 25 aprile centinaia di persone contestano a Capodichino il
convegno xenofobo di “Remigrazione e Riconquista”, promosso da CasaPound e sigle
neofasciste. Blindato l’hotel dell’evento, manganelli contro il …
di Lorenzo Guadagnucci* Dalle stragi della Seconda guerra mondiale al 25 aprile,
il ricordo rischia di ridursi a rito senza conseguenze. Solo una memoria viva,
capace di orientare l’azione politica, …
25 APRILE CONTRO GUERRA E FASCISMO: OCCUPA, SABOTA E RESISTI
Pedonale Dante Di Nanni - Via Dante Di Nanni
(sabato, 25 aprile 13:00)
Dalle 13 Ritrovo in via Dante Di Nanni (pedonale) con panine, birrette&co,
distro e presabene
Ore 14 Tutt* in bici per un saluto ai detenuti del CPR di Corso Brunelleschi
Ore 15 Corteo per le strade di Borgo San Paolo
Ore 19 Concerto: Mangiatutto
★ COMUNICATO ★
Torniamo nelle strade della nostra città per celebrare il 25 aprile, ricordando
chi, in quel periodo cupo storia, si è organizzato e ha lottato, pagando spesso
con la vita, per difendere la libertà e per costruire un futuro diverso.
Per noi, però, la memoria non è mai fine a sé stessa, ma riprende vita nelle
lotte di oggi, in un mondo così cambiato ma su cui più che mai incombe la nera
cappa dei fascismi.
Il mondo è in guerra. Non lo è certo da oggi, ma è innegabile che negli ultimi
anni assistiamo ad un’accelerazione e ad un cambiamento qualitativo senza
precedenti: l’invasione dell’Ucraina e l’estenuante guerra di posizione che
ormai non fa più notizia, il genocidio del popolo Palestinese, in corso da
decenni ma con forma mai così evidente, e infine la guerra imperialista di
Israele e USA contro l’Iran, ci obbligano a fare i conti con uno scenario sempre
più oscuro.
I governi europei, di fronte ad un quadro che hanno contribuito a creare,
accelerano la militarizzazione aumentando le spese in armi, cianciando della
necessità di difenderci tramite un fantomatico esercito europeo. L’ovvio
contraltare di questi discorsi, ma anche il terreno fertile su cui possono
nascere, è la diffusione di ideologie fasciste e securitarie, che normalizzano
la violenza del più forte, la guerra contro chi è più povero di te, il triste
individualismo che ci vuole soli e senza speranza.
I governi non hanno però fatto i conti con la crescente opposizione popolare
che, con il suo progressivo organizzarsi nell’autunno scorso, ha dimostrato di
poter concretamente inceppare la macchina di distruzione e morte. Le bombe che
cadono a Gaza e a Teheran, partono dalle nostre città, attraversano i nostri
porti e le nostre stazioni ferroviarie, e allora i blocchi, gli scioperi, i
continui cortei che hanno paralizzato le città, hanno segnato un
primo sollevamento tangibile contro il genocidio del popolo Palestinese e il
tacito avallo dell’Unione Europea. Le mobilitazioni ci hanno mostrato che unit*
possiamo fermarli, possiamo essere ben più di un sassolino negli ingranaggi
della guerra. Proprio da qui bisogna partire per affinare gli strumenti in
nostro possesso ed elaborarne di nuovi, perchè il primo passo è imporre la fine
delle guerre imperialiste contro i popoli.
In questo contesto è facile individuare come primo nemico il Governo fascista di
Fdi e alleati, che al netto delle imbarazzate dichiarazioni a mezzo stampa,
mostra la vera faccia di una politica nazionalista e asservita agli interessi
USA. Da un lato scarica il costo della guerra sulle persone comuni, tagliando
servizi e wellfare per finanziare la militarizzazione, dall’altro risponde con
l’inasprimento della repressione alle domande di giustizia sociale che sempre
più forte percorrono il Paese.
Sul fronte interno, infatti, è esplicitamente dichiarata la guerra alle
occupazioni, viste come simbolo della possibilità di organizzarsi dal basso e di
costruire alternative credibili a questo sistema. Se mai ce ne fosse bisogno,
questo accanimento ci conferma che il centro sociale è ancora uno strumento per
produrre conflitto.
E’ infatti uno spazio sottratto alla speculazione e riaperto alle persone, un
luogo dove è possibile incontrarsi e discutere, organizzarsi, mettere in pratica
gli ideali di democrazia radicale e libertà che professiamo. Sono spazi come
questi che aprono a nuove possibilità, a nuovi immaginari oggi impossibili, per
questo è importante difenderli, prendersene cura, viverli e attraversarli.
Nelle attività del CSOA Gabrio proviamo ogni giorno ad intrecciare lotte,
risorse, idee che possano creare un conflitto, vero motore di cambiamento.
Ma sappiamo bene che, per quanto strumento di costruzione, il centro sociale non
può diventare un recinto, un’isola. Al contrario, deve continuare ad essere uno
dei luoghi di una comunità che si ritrova e riconosce.
Anche con questa idea, come ogni anno, occuperemo la pedonale di via Dante Di
Nanni il 25 aprile affinché sia un momento di ritrovo per quella comunità che
non ha smesso di lottare, che continua a stringere legami e ad autodeterminarsi.
Riprendiamoci le strade, gli spazi, facciamoci trovare prontə
E quando ci incontriamo non c’è segno di resa
E in strada ogni volta si rinnova l’intesa