Il 31 maggio in Colombia si è tenuto il primo turno delle elezioni
presidenziali. Con il 43,72% dei voti è arrivato in testa Abelardo de la
Espriella, candidato di estrema destra di Firme por la Patria. Lo segue con il
40,92% Iván Cepeda, candidato di Alianza por la Vida e principale erede politico
del progetto del presidente uscente Gustavo Petro, che quattro anni fa portò per
la prima volta la sinistra alla guida del Paese.
Come hanno sottolineato numerosi analisti, il voto ha assunto i contorni di un
secondo turno anticipato, segnato da una forte polarizzazione tra i due
principali candidati. Determinante è stata la convergenza di larga parte
dell’elettorato conservatore attorno a de la Espriella, che si è presentato
separatamente da Paloma Valencia, candidata del Centro Democrático e principale
esponente dell’area uribista.
Le ingerenze statunitensi nella campagna elettorale e gli attacchi al progetto
progressista hanno avuto un impatto significativo sul risultato. In vista del
ballottaggio del 21 giugno, la sfida per Cepeda sarà ampliare la propria base di
consenso e mobilitare una parte dell’ampio elettorato che al primo turno ha
scelto l’astensione.
Ne abbiamo parlato con Alioscia Castronovo, ricercatore universitario, redattore
di DinamoPress ed autore dell’articolo “Elezioni in Colombia, al ballottaggio
l’estrema destra contro il progressismo”
Tag - estrema destra
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gravi episodi di violenza avvenuti il 16 aprile scorso, in occasione di un
evento elettorale organizzato dal partito di estrema destra Vox, con la presenza
del leader Santiago Abascal.
Le compagne hanno segnalato che il servizio di sicurezza privato di Abascal ha
aggredito le manifestanti utilizzando manganelli telescopici (extendibles),
intervenendo sotto la protezione delle forze dell’ordine.
Questo si inserisce in un quadro più ampio di legittimazione dell’estrema
destra, che avviene anche attraverso i media, che i giorni successivi l’accaduto
hanno criminalizzato la risposta antifascista e contribuito a una narrazione
distorta degli eventi. A seguito della mobilitazione, alcune di loro riferiscono
di essere state esposte e attaccate sui social network, e hanno espresso timore
per la propria sicurezza anche nella vita quotidiana.
La presenza di Abascal a Granada si deve alla strategia di Vox di rafforzare il
proprio radicamento territoriale, in particolare nel sud del paese. Il partito,
oggi terza forza politica in Spagna, fa parte della galassia dell’estrema destra
europea e promuove una linea nazionalista e centralista, con una retorica
polarizzante, posizioni antifemministe e proposte come la cosiddetta
“remigrazione”.
In questo quadro, il contesto politico appare fortemente influenzato
dall’avvicinarsi delle prossime elezioni regionali in Andalusia, previste entro
il 2026.
Le compagne rilanciano inoltre una chiamata a salir a la calle, invitando a
proseguire la mobilitazione contro l’avanzata fascista.
L’inchiesta della magistratura francese apre uno squarcio sulle politiche di
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