PROIEZIONE LA VITA VA COSÌ
Giardino Oreste Leonardi (di fianco al Gabrio ma non al Gabrio) - Via millio
(giovedì, 17 settembre 20:00)
LA VITA VA COSÌ 📽️
Prossima proiezione nella rassegna di cinema all'aperto "Un momento dopo il
tramonto".
🍿 Ci vediamo giovedì 17 settembre nel giardino Oreste Leonardi, dalle 20.30,
appena cala il sole!
Programma della rassegna in aggiornamento ✨
Tag - Zona San Paolo Antifascista
RACCONTI DALLA PALESTINA
Csoa Gabrio - Via Millio 42, Torino
(venerdì, 18 settembre 18:00)
Racconti dalla Palestina 🇵🇸
Venerdì 18 settembre dalle 18.00 aperitivo benefit Faz3a - campagna di presenza
solidale organizzata dal Popular Struggle Coordination Committee (PSCC).
Dalle 19.00 condivisioni e racconti da parte di alcunɜ compagnɜ che sono state
in Cisgiordania a Luglio.
A seguire chiacchiere e proseguo aperitivo!
Gradita prenotazione al +393935345244
FREE PALESTINE
FESTA AL PARCO! IL PARCO È SALVO
Parco Artiglieri da Montagna - Corso Vittorio Emanuele, Torino
(sabato, 26 settembre 16:00)
IL GIGANTE DI FERRO (PROIEZIONE)
Giardino Leonardi - Via Millio, 40
(giovedì, 16 luglio 21:00)
Torniamo a far vivere il nostro quartiere insieme a chi ci abita!
Proiezione del cartone Il Gigante di Ferro
porta un telo per stenderti a terra, noi comunque porteremo le sedie!
WISH (PROIEZIONE)
Giardino Leonardi - Via Millio, 40
(venerdì, 10 luglio 21:00)
Torniamo a far vivere il nostro quartiere insieme a chi ci abita!
Proiezione del cartone disney Wish
porta un telo per stenderti a terra, noi comunque porteremo le sedie!
L'ARRAMPICATA COME STRUMENTO DI OCCUPAZIONE
Csoa Gabrio - Via Millio 42, Torino
(martedì, 23 giugno 18:30)
L'arrampicata può diventare uno strumento di occupazione coloniale?
Ne parliamo con Marzio Nardi, che ci presenterà l'inchiesta di
@climbersforpalestine
🦥 Martedì 23 giugno ore 18.30
Sarà anche l'occasione per presentare due iniziative di solidarietà e lotta in
Italia e in Cisgiordania
🇵🇸 Arrampicata libera in Palestina libera 🇵🇸
INNESTI FEST #1
Parco Mennea - Polo Nord - Santa Rita, Circoscrizione 2, Torino, Piemonte,
Italia
(domenica, 21 giugno 17:00)
Innesti fest.
Riprendiamoci spazio.
Con l'estate il csoa Gabrio esce dai suoi cancelli per curiosare altri spazi in
giro per zona San Paolo. Riappropriamoci dello spazio pubblico, abbelliamolo con
la nostra arte, rendiamolo vivo attraverso i nostri corpi smaniosi di
sperimentare nuovi modi di muoversi nell'ambiente, indisciplinati, ribelli,
gioiosi. Creiamo innesti di lotta ovunque, che germoglino occupazioni!
Dalle ore 17 al Parco Mennea fino a che c'è luce.
- Graffiti
noi portiamo le bombolette, tu porta la presa bene. Ma se hai bombolette da
condividere portale!
- Danza
Show battle - vieni, balla e condividi
@momobrum & @leo.hermas show
Open Cypher - dj set by Nihal
- Roller
Best trick by @bulls_n_rolls
Workshop - porta i tuoi pattini e prova con noi!
- Rap
@1_44_9_8
@goodbye_norman
@steeev_n
PROIEZIONE THE TOWER
Csoa Gabrio - Via Millio 42, Torino
(giovedì, 11 giugno 20:30)
25 APRILE CONTRO GUERRA E FASCISMO: OCCUPA, SABOTA E RESISTI
Pedonale Dante Di Nanni - Via Dante Di Nanni
(sabato, 25 aprile 13:00)
Dalle 13 Ritrovo in via Dante Di Nanni (pedonale) con panine, birrette&co,
distro e presabene
Ore 14 Tutt* in bici per un saluto ai detenuti del CPR di Corso Brunelleschi
Ore 15 Corteo per le strade di Borgo San Paolo
Ore 19 Concerto: Mangiatutto
★ COMUNICATO ★
Torniamo nelle strade della nostra città per celebrare il 25 aprile, ricordando
chi, in quel periodo cupo storia, si è organizzato e ha lottato, pagando spesso
con la vita, per difendere la libertà e per costruire un futuro diverso.
Per noi, però, la memoria non è mai fine a sé stessa, ma riprende vita nelle
lotte di oggi, in un mondo così cambiato ma su cui più che mai incombe la nera
cappa dei fascismi.
Il mondo è in guerra. Non lo è certo da oggi, ma è innegabile che negli ultimi
anni assistiamo ad un’accelerazione e ad un cambiamento qualitativo senza
precedenti: l’invasione dell’Ucraina e l’estenuante guerra di posizione che
ormai non fa più notizia, il genocidio del popolo Palestinese, in corso da
decenni ma con forma mai così evidente, e infine la guerra imperialista di
Israele e USA contro l’Iran, ci obbligano a fare i conti con uno scenario sempre
più oscuro.
I governi europei, di fronte ad un quadro che hanno contribuito a creare,
accelerano la militarizzazione aumentando le spese in armi, cianciando della
necessità di difenderci tramite un fantomatico esercito europeo. L’ovvio
contraltare di questi discorsi, ma anche il terreno fertile su cui possono
nascere, è la diffusione di ideologie fasciste e securitarie, che normalizzano
la violenza del più forte, la guerra contro chi è più povero di te, il triste
individualismo che ci vuole soli e senza speranza.
I governi non hanno però fatto i conti con la crescente opposizione popolare
che, con il suo progressivo organizzarsi nell’autunno scorso, ha dimostrato di
poter concretamente inceppare la macchina di distruzione e morte. Le bombe che
cadono a Gaza e a Teheran, partono dalle nostre città, attraversano i nostri
porti e le nostre stazioni ferroviarie, e allora i blocchi, gli scioperi, i
continui cortei che hanno paralizzato le città, hanno segnato un
primo sollevamento tangibile contro il genocidio del popolo Palestinese e il
tacito avallo dell’Unione Europea. Le mobilitazioni ci hanno mostrato che unit*
possiamo fermarli, possiamo essere ben più di un sassolino negli ingranaggi
della guerra. Proprio da qui bisogna partire per affinare gli strumenti in
nostro possesso ed elaborarne di nuovi, perchè il primo passo è imporre la fine
delle guerre imperialiste contro i popoli.
In questo contesto è facile individuare come primo nemico il Governo fascista di
Fdi e alleati, che al netto delle imbarazzate dichiarazioni a mezzo stampa,
mostra la vera faccia di una politica nazionalista e asservita agli interessi
USA. Da un lato scarica il costo della guerra sulle persone comuni, tagliando
servizi e wellfare per finanziare la militarizzazione, dall’altro risponde con
l’inasprimento della repressione alle domande di giustizia sociale che sempre
più forte percorrono il Paese.
Sul fronte interno, infatti, è esplicitamente dichiarata la guerra alle
occupazioni, viste come simbolo della possibilità di organizzarsi dal basso e di
costruire alternative credibili a questo sistema. Se mai ce ne fosse bisogno,
questo accanimento ci conferma che il centro sociale è ancora uno strumento per
produrre conflitto.
E’ infatti uno spazio sottratto alla speculazione e riaperto alle persone, un
luogo dove è possibile incontrarsi e discutere, organizzarsi, mettere in pratica
gli ideali di democrazia radicale e libertà che professiamo. Sono spazi come
questi che aprono a nuove possibilità, a nuovi immaginari oggi impossibili, per
questo è importante difenderli, prendersene cura, viverli e attraversarli.
Nelle attività del CSOA Gabrio proviamo ogni giorno ad intrecciare lotte,
risorse, idee che possano creare un conflitto, vero motore di cambiamento.
Ma sappiamo bene che, per quanto strumento di costruzione, il centro sociale non
può diventare un recinto, un’isola. Al contrario, deve continuare ad essere uno
dei luoghi di una comunità che si ritrova e riconosce.
Anche con questa idea, come ogni anno, occuperemo la pedonale di via Dante Di
Nanni il 25 aprile affinché sia un momento di ritrovo per quella comunità che
non ha smesso di lottare, che continua a stringere legami e ad autodeterminarsi.
Riprendiamoci le strade, gli spazi, facciamoci trovare prontə
E quando ci incontriamo non c’è segno di resa
E in strada ogni volta si rinnova l’intesa
L'ECONOMIA DI GUERRA A TORINO: DALLE AZIENDE ALL'UNIVERSITÀ
Csoa Gabrio - Via Millio 42, Torino
(giovedì, 16 aprile 18:00)
Verso il 25 aprile contro guerra e fascismo.
Se è vero che rispetto a 81 anni fa le nostre città non sono più teatro di
guerra, o meglio fortunatamente non cadono più le bombe, è altresì vero che il
sistema della guerra, di chi la arma e la produce è ben radicato sui nostri
territori e sempre più in espansione.
Nel contesto geopolitico contemporaneo conflitti, guerre e genocidi ci vengono
raccontati come strumenti inevitabili, effetti indesiderati di un sistema
costruito per risolvere i contenziosi imperialisti lontano dall'Europa e dalle
nostre indifferenti città.
Regna nelle parole dei nostri politicanti un'evidente complicità. Una complicità
mascherata da un'indifferenza generale intorno a temi 'troppo grandi e troppo
lontani' per essere affrontati con chiarezza. Eppure, la verità è che non c'è
nulla di lontano, anzi la macchina internazionale della guerra imperialista
parte anche dalla nostra città: qui la guerra viene progettata, assemblata e
spedita al miglior offerente, tutto questo sotto il vigile sguardo delle
istituzioni, le stesse che millantano incredulità e sconcerto all'inasprimento
dei conflitti.
Torino, più di ogni altra città in Italia, si sta riconvertendo all'industria
bellica, mettendo a disposizione immense zone ormai in via di
deindustrializzazione, la forza lavoro retaggio del cuore operaio torinese, e il
sapere prodotto dal sistema universitario.
La guerra parte da qui, le radici delle catastrofi disseminate nel mondo sono
molto più vicine di quanto ci venga raccontato.
Per ricostruire queste radici e le loro ramificazioni @stopriarmo presenterà,
per la prima volta a Torino, la mappatura delle infrastrutture belliche, il
@Collettivo Ohm il dossier sulle tesi belliche e sulla ricerca al Politecnico e
@giovanipalestinesi un approfondimento sull'ultimo report sul traffico di armi
dall'Italia ad Israele che coinvolge il mondo della logistica.
E se la guerra parte da qui, toccherà capire come fermarla!