Con il collettivo transfemminista di docenti “Cattive Maestre”, che a pochi
giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico aveva pubblicato un articolo per
DinamoPress intitolato “Disertiamo la scuola di Valditara per una scuola
antirazzista” , abbiamo analizzato il modo in cui la scuola stia diventando
sempre più terreno ideologico per la promozione della retorica razzista ed
islamofoba del governo Meloni. Abbiamo chiesto loro come si palesi la
costruzione del nemico esterno nelle scuole e in cosa consista la risoluzione
anti-islamizzazione promossa da Futuro Nazionale. Sotto accusa anche le
indicazioni ministeriali, nelle quali è presente un riferimento esplicito alla
supremazia dell’Occidente.
L’intervento di Cattive Maestre sottolinea anche il sistematico orientamento
delle persone di seconda generazione verso l’istruzione tecnica. Questo, unito
alla riforma degli istituti tecnici, dimostra l’intersezione tra la riproduzione
di logiche razziste e classiste all’interno di tutti i gradi dell’istituzione
scolastica.
Abbiamo poi voluto toccare il tema del definanziamento dell’istruzione pubblica
e della precarietà ormai strutturale che colpisce il corpo docente e il
personale ATA. Per citare alcuni dati, lo scorso anno, nella scuola pubblica
italiana ci sono stati 302.000 incarichi a tempo determinato. A inizio settembre
di quest’anno si registravano già a circa 212.000 incarichi a tempo determinato.
A questo si aggiunge l’assenza di manutenzione degli edifici, il 70% dei quali
privi di aria condizionata.
Abbiamo concluso parlando della battaglia per la conquista dei corpi delle
giovani donne nelle scuole, che dopo aver visto il ridimensionamento o la
proibizione dell’insegnamento dell’educazione sessuo-affettiva, si vedono
private ulteriormente della possibilità di autodeterminarsi con proposte di
legge come il divieto dell’utilizzo del burka a scuola.
In conclusione, gli abbiamo chiesto, ora che è stata tolta l’educazione
sessuo-affettiva, il ministero si sta ergendo a difensore delle libertà, quelle
reputate tali dal governo, delle giovani musulmane. Che battaglia si sta
svolgendo nelle scuole sui corpi delle giovani donne?
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Questa mattina giovedì 7 maggio si è tenuto il corteo a Torino in occasione
dello sciopero della scuola lanciato da Cobas Scuola e sindacati di base per
contrapporsi alla riforma Valditara sugli istituti tecnici.
Il corteo attraversato da numerosi insegnanti e studenti aveva come obiettivo un
presidio sotto l’USR per poter fare un primo passaggio contro la riforma che
coinvolge differenti attori che compongono il sistema scolastico.
Una riforma calata dall’alto senza alcuna attenzione alle esigenze scolastiche,
un modo per rendere la scuola ancora più funzionale alle imprese e agli
interessi privati, il tutto diminuendo anni scolastici e ore di lezione, in
particolare per quanto riguarda le materie umanistiche.
Ne parliamo con Simona, insegnante e rsu in un istituto tecnico di Torino
Il governo attacca l’educazione sessuoaffettiva nelle scuole, in particolare
attraverso il Ddl sul consenso informato che, all’esame dell’Aula, è stata
occasione per lo svolgersi di un teatrino imbarazzante in cui il ministro
dell’Istruzione Valditara ha preso parola in questi termini: “È stato detto che
con questo disegno di legge impediremmo l’educazione sessuale e affettiva nelle
scuole, di informare i nostri giovani sui rischi delle malattia sessualmente
trasmesse. È falso” e ha poi aggiunto “È stato sfruttato un tema così delicato
come quello dei femminicidi, sono indignato che abbiate detto che questa legge
impedisca la lotta contro i femminicidi, vergognatevi”.
Al di là delle bagarre in Parlamento, il tema continua ad essere centrale in
tutti gli ambiti della vita produttiva e riproduttiva, l’attacco del governo
infatti si pone in continuità con lo smantellamento dei servizi essenziali per
quanto riguarda la salute, l’educazione, l’assistenza e impone nuovi
provvedimenti che nulla hanno a che fare con la prevenzione, il consenso, la
formazione per affrontare realmente la questione della violenza di genere da un
punto di vista strutturale.
Intanto i femminicidi a livello nazionale continuano a perpetrarsi e l’unico
strumento al momento esistente in grado di tenere conto dei dati è
l’Osservatorio Femminicidi Lesbicidi Transcidi (FLT) in Italia di Non Una Di
Meno (NUDM). Un lavoro importante che parte dal basso e che intende tenere alta
l’attenzione su questo tema.
In vista del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza maschile
sulle donne e contro la violenza di genere, che quest’anno assumerà dei
caratteri più complessivi a fronte della fase di guerra e del genocidio ancora
in corso a Gaza, sono molti gli appuntamenti per costruire un percorso di
partecipazione ampio e profondo nei contenuti. Il 22 novembre si terrà il corteo
nazionale a Roma ma anche sui territorio ci saranno appuntamenti di
mobilitazione nella data del 25, a Torino ci sarà un corteo con partenza da
Porta Nuova.
Ne parliamo con una compagna di NUDM Torino e invitiamo a seguire le pagine
social di NUDM per aggiornamenti sulle iniziative
Qui il commento di Non Una di Meno Torino in merito a Valditara
Valditara, la scuola ti odia. L3 femminist3 di più.
Tutt3 in piazza! 22N Roma & 25N Torino
Ieri, alla Camera, il ministro dell’ignoranza Valditara ha sbottato contro chi
l’ha accusato di favorire la diffusione della cultura del femminicidio in
Italia.
È vero.
Il DDL Valditara – Disposizioni in materia di consenso informato in ambito
scolastico – affida all’arbitrio delle scuole e alla discrezionalità delle
famiglie, l’educazione sessuo-affettiva, riducendola a questione “morale”
anziché formativa. Trasforma l’educazione sessuo-affettiva in un tabù, come se
parlare di corpo ed emozioni fosse pericoloso. È l’ennesimo tentativo di un
governo che vuole controllare, non educare; zittire, non far crescere.
L’educazione sessuo-affettiva dovrebbe entrare a fare parte in modo strutturale
del curricolo scolastico, i docenti e le docenti dovrebbero essere formati/e, i
saperi delle reti transfemministe e dei centri antiviolenza laici e femministi
dovrebbero entrare nelle scuole per diventare strumenti di autodifesa e
consapevolezza collettiva.
Proprio perché la scuola non può e non deve essere luogo di trasmissione
verticale e gerarchica del sapere, ma un luogo di co-costruzione di pratiche e
saperi, di speranza pedagogica, non di selezione ed espulsione, ma di crescita e
formazione della persona.
Con la scusa di “proteggere” le persone piccole, si vuole impedire di parlare di
sesso, di genere, di identità, di relazioni.
Ma noi lo sappiamo: negare non protegge, censurare non educa.
L’educazione sessuale e affettiva non è un lusso, è una necessità politica e
sociale.
È l’unico modo per costruire relazioni sane, libere dal dominio, dal possesso,
dalla violenza.
È l’unico modo per insegnare che il consenso non è un tabù ma una pratica
quotidiana.
Che il piacere non è vergogna, ma conoscenza di sé.
Da Roma a Messina e poi ancora Milano, Firenze, Terni, Palermo, Ferrara e
Bologna: queste alcune delle piazze che in Italia si stanno riempiendo con la
rabbia per il femminicidio di Ilaria Sula e Sara Campanella. Nei prossimi
giorni scenderanno in piazza Torino e Pisa e sono previste in molte altre città
presidi e assemblee. […]
Le nuove indicazioni per la scuola primaria e dell’infanzia che sono state
diffuse da una settimana ci riportano ad un clima da Minculpop, allo slogan
“libro e moschetto, fascista perfetto”. Ad una prima lettura sembra un ritorno
al passato. Il latino nelle medie, le poesie imparate a memoria, il focus sulla
storia patria rimandano direttamente […]
Dallo studio della Bibbia e dell’epica classica già alle elementari, al
superamento della geo-storia, il sistema scolastico italiano si prepara a una
trasformazione profonda, come indicato da Valditara nelle anticipazioni delle
indicazioni ministeriali per il prossimo anno scolastico. Per rafforzare
l’identità culturale e le conoscenze delle radici del Paese italico, la riforma
introduce lo studio […]
Il 13/12 le scuole di Torino tornano in piazza per manifestare contro il
governo, la guerra e il genocidio. “Dopo le due significative manifestazioni del
15 novembre e del 29 novembre, vogliamo scendere in piazza ancora una volta per
ribadire le nostre posizioni e dare stabilità alla mobilitazione delle scuole!
Scendiamo in piazza contro il […]
L’ultimo tassello nel processo di militarizzazione della scuola è stato messo
dal ministro dell’istruzione e del merito Valditara il 4 novembre. Il ministro
ha lanciato un concorso per studenti e studentesse delle scuole superiori il cui
focus è l’esaltazione delle forze armate. Ragazzi e ragazze potranno presentare
scritti, podcast, opere d’arte: il 2 giugno, in […]
Venerdì 15 novembre ci sono state mobilitazioni in più di 35 città per il “No
Meloni day”, sciopero del settore scuola. Oltre che contro le politiche del
governo nel settore dell’istruzione, lx studentx hanno dato vita a cortei in
tutta Italia in sostegno al popolo palestinese e contro l’operato del governo
israeliano. La mobilitazione ha […]
La ministra della Famiglia Roccella è stata contestata giovedì 9 maggio, in
apertura degli Stati Generali della Natalità, l’evento annuale promosso dalla
Fondazione per la Natalità a Roma. Un gruppo di studentx medix ha manifestato il
proprio dissenso nei confronti di Roccella criticando il modello “Dio, Patria e
Famiglia” propugnato dal suo governo, l’inserimento nei […]