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[2026-01-24] Dalla Siria all’Iran per una libertà senza confini @ Balon
DALLA SIRIA ALL’IRAN PER UNA LIBERTÀ SENZA CONFINI Balon - via Vittorio Andreis, 10152 Torino TO, Italia (sabato, 24 gennaio 10:30) Dalla Siria all’Iran per una libertà senza confini Con le donne e gli uomini insorti contro il patriarcato, il fascismo islamico, per un mondo senza padroni, frontiere, nazioni. Sabato 24 gennaio ore 10,30 punto info al Balon Nè shah né mullah. A fianco di chi lotta contro i dittatori di ieri, oggi e domani in Iran e in Siria ore 15 piazza Vittorio Veneto partecipiamo al corteo per il Rojava Le proteste partite il 27 dicembre 2025 dal Bazar di Teheran si sono rapidamente trasformate in un movimento di protesta politico contro il regime teocratico che governa il paese dalla fine degli anni Settanta. Il crollo della valuta locale e il conseguente aumento dei prezzi ha aggravato le condizioni i vita di milioni di persone strette tra salari bassi e precarietà dilagante. Le lotte sono state in buona parte spontanee ed hanno assunto caratteri sempre più radicali con assalti ai commissariati e manifestanti che disarmavano i miliziani governativi. Non più una rivolta ma un’insurrezione. Le lotte dei lavoratori e disoccupati si sono saldate con quelle delle donne che ormai da anni affrontano prigione, morte e torture ma non mollano. Negli slogan di piazza emerge in modo chiaro la volontà di farla finita con il governo teocratico ma nessuna simpatia per l’erede della dinastia Palhavi, il cui programma è di carattere dittatoriale. La propaganda dei media sponsorizzati dagli Stati Uniti spinge i monarchici che però sono assenti da piazze iraniane. Giovedì 8 gennaio Teheran ha chiuso internet, dando il via ai massacri. I miliziani di Khamenei hanno sparato con pallini da caccia e armi automatiche contro la folla disarmata. Le vittime potrebbero essere arrivate a 12.000, mentre gli arresti ammonterebbero a 10.700. I prigionieri vengono torturati e potrebbero essere tutti impiccati. Dagli ospedali filtrano immagini di feriti giustiziati con colpi alla testa, di 800 persone colpite agli occhi ed accecate. Il regime, scosso a rivolte sin dal 2018 ha perso ogni legittimità agli occhi di buona parte della popolazione e si regge solo sull'uso della forza militare. Alle nostre latitudini il silenzio dei movimenti, che negli ultimi due anni si sono schierati con la dittatura del clero sciita perché nemico storico dei macellai i Tel Aviv e sostenitore dei fascisti islamici al potere a Gaza è il segno della perdita di ogni prospettiva internazionalista. Noi anarchici e senzapatria ci schieriamo con chi in Iran si batte contro shah e mullah, rifiutando di diventare pedine al servizio del macellaio di Washington. La distruzione del regime clericale e la sconfitta dei piani per sostituire un oppressore con un altro oppressore sono un'unica lotta. Una lotta che è negli interessi di tutt* le sfruttate e gli sfruttati del mondo. Un mondo che vogliono diviso in blocchi, sfere di influenze, multipolare o a guida unica ma comunque sempre un mondo fatto di oppressi e di oppressori, di confini, galere, devastazione ambientale, guerre, crescita economica sulle spalle dei lavoratori, oppressione delle donne e delle soggettività non conformi. Le componenti anarchiche presenti nell'insurrezione iraniana vogliono un mondo di libere ed eguali, senza padroni perché non vogliono essere servi. Ne dio, ne stato ne padroni. Né Ayatollah né Shah. Solidarietà al Rojava sotto attacco Nelle stesse settimane dell'insurrezione iraniana la Turchia il governo islamista di Damasco hanno sferrato un durissimo attacco al Rojava. L'esercito siriano sta attaccando con violenza le aree della Siria del nord che erano sotto il controllo delle forze del Confederalismo Democratico, le stesse forze che avevano liberato il nord est della Siria dai massacratori dell'ISIS. La Siria è stata preda per dieci anni di una guerra civile scatenata dalla feroce repressione della rivolta popolare del 2012 da parte del governo di Assad e dalle mire egemoniche di Turchia e Qatar che hanno scatenato e finanziato bande di fascisti islamici in tutto il paese. Tra i massacri fatti dalle forze governative e dai loro alleati di Hezbollah e dei corpi di spedizione inviati da Teheran e da Mosca in appoggio ad Assad e i massacri compiuti dall'ISIS e dagli altri gruppi sunniti si contano centinaia di migliaia di morti. L'ISIS ha compiuto un vero e proprio genocidio contro la popolazione Yazida del Sinjar, i profughi sono stati nell'ordine dei milioni. La sconfitta dell'ISIS ha fatto si che altre componenti salafite come la branca di Al Qaeda in Siria, guidata da Al Jolani, si presentassero per quello che non sono, un islam moderato e democratico, e hanno ricevuto la legittimazione di tutte le potenze globali dopo la caduta di Assad alla fine del 2024. Da un anno Assad non governa più: è fuggito a Mosca con la cassa. Al suo posto si è insediato un governo composto da elementi ex qaedisti, che, appena giunto al potere ha scatenato le proprie milizie contro la minoranza Alauita e contro la popolazione Drusa per costringerle ad accettare i nuovi padroni di Damasco. Appena la congiuntura internazionale l'ha permesso, ovvero appena ottenuto il placet statunitense, il governo siriano ha attaccato i quartieri curdi di Aleppo, che da anni si autogovernavano e poi direttamente il Rojava. La spartizione tra potenze globali e regionali dell'influenza sulla Siria è costruita sulla pelle di quanti negli ultimi quindici anni hanno saputo costruire, tra mille difficoltà ed aporie, un'alternativa laica, pluralista, fondata sulla parità di genere e la concreta messa in crisi degli oppressivi sistemi patriarcali. Il governo siriano con i suoi finanziatori di Ankara e di Riad puntano alla cancellazione di un'esperienza che, pur con alcuni limiti, ha rappresentato un'alternativa a un'ordine sociale strutturato sull'oppressione delle donne, la reazione religiosa, le divisioni settarie e il bieco sfruttamento. Denunciare questi attacchi e loro mandanti è necessario per difendere l'esperienza del Rojava e contrastare i disegni neo-ottomani di Erdogan. Assemblea Antimilitarista Federazione Anarchica – Torino corso Palermo 46 riunioni ogni martedì alle 20,30 www.anarresinfo.org --
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Barattolo. Storie di vita e di resistenza
“Ogni sabato e ogni domenica si tiene un mercato delle pulci in via Carcano, in un angolo lontano della periferia settentrionale di Torino fra il cimitero monumentale e un centro di raccolta di rifiuti urbani. Il mercato – controllato dall’associazione Vivibalon – garantisce la sopravvivenza di persone che appartengono alle classi sociali più povere della città. Quest’estate la regione Piemonte ha modificato la legge regionale relativa a questo tipo di esercizio e ha imposto un limite di dodici mercati annuali. In seguito a un negoziato con la giunta cittadina, a dicembre è stata emanata una convenzione che alza a quaranta il tetto di mercati annuali: meno della metà delle giornate attuali. Anche la convenzione sancirebbe la fine del mercato, realizzando finalmente il desiderio di politici di destra interessati a guadagnare consensi grazie alla guerra a poveri e immigrati. Da poche settimane è nata una mobilitazione per difendere il mercato: un comitato raccoglie le firme contro la legge regionale, politici di sinistra ed entità del terzo settore sostengono la realtà di via Carcano, altri gruppi invocano sui social la necessità di preservarne l’esistenza. Certo è importante opporsi alle politiche regionali discriminatorie, eppure provo scoramento nel leggere gli appelli alla difesa di via Carcano. Il mercato di via Carcano è un ghetto dove negli ultimi anni sono stati rinchiusi i poveri a seguito di politiche di riqualificazione urbana che hanno interessato l’area di Porta Palazzo e Borgo Dora. Nel 2017 il mercato domenicale, che un tempo occupava piazza della Repubblica, è stato spostato qui, accanto al cimitero. Poi nel 2019 la giunta Appendino ha attaccato il mercato degli straccivendoli che si teneva ogni sabato al Balon di Borgo Dora: i venditori più poveri sono stati esiliati in via Carcano dopo nove mesi di resistenza e lotte, in seguito a cariche della Celere e multe onerose. Mi auguro che possibili forme di solidarietà si espandano e siano efficaci e spero si possa immaginare uno scenario che trascenda la mera difesa di una gabbia.” Questo l’incipit di un articolo di Francesco Migliaccio su Monitor. Con Francesco abbiamo provato a fare il punto sulla situazione Ascolta la diretta:
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Macerie su Macerie – PODCAST 12/01/25 – Storie di straccivendoli a Torino e a Milano
Maurizio Marrone torna all’attacco nella sua decennale battaglia contro il mercato di carabattole, il cosiddetto “suk” . Un continuo repulisti che non lo vede solo, ma a cui hanno partecipato tutti i partiti di potere della città, sin da quando quello che è ora in via Carcano veniva tenuto ogni domenica in Piazza della Repubblica (2014). Di questo, delle storie di resistenza legate ai mercati di Porta Palazzo e di un altro caso, quello milanese di Piazzale Cuoco:
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Balon. La sinistra sgombera gli abusivi, la destra mira al ghetto di via Carcano
Negli ultimi mesi la repressione nei confronti degli abusivi che ogni sabato cercano di ricavarsi uno spazio per vendere abiti, scarpe, oggetti raccolti durante la settimana, si è fatta sempre più dura.Cacciati dalla scalinata del ponte Carpanini, si sono ricavati uno spazio lungo la Dora, costantemente monitorato dai vigili urbani, che ogni sabato, ogni volta […]
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25-11 Punto info antimilitarista al Balon
SABATO 25 OTTOBRE DALLE 11 ALLE 14 PUNTO INFO ANTIMILITARISTA AL BALON 4 novembre Smilitarizziamo la città! l 4 novembre, nell’anniversario della “vittoria” nella prima guerra mondiale, in Italia si festeggiano le forze armate, si festeggia un immane massacro per spostare un confine. In quella guerra a migliaia scelsero di gettare le armi e finirono davanti ai plotoni di esecuzione. La memoria dei disertori e dei senzapatria di allora vive nella solidarietà concreta con chi oggi diserta le guerre che insanguinano il pianeta.   Le celebrazioni militari del 4 novembre, servono a giustificare enormi spese militari, l’invio delle armi e l’impegno diretto dell’Italia nelle missioni militari all’estero, in difesa dei propri interessi neocoloniali.   In ogni dove ci sono governi che pretendono che si uccida per spostare un confine, per annientare i “nemici”, altri esseri umani massacrati in nome della patria, della religione, degli interessi di pochi potenti. In ogni dove c’è chi si oppone, c’è chi diserta le guerre degli Stati, chi straccia le bandiere di ogni nazione, perché sa che solo un’umanità internazionale potrà gettare le fondamenta di quel mondo di libere e liberi ed uguali che ciascuno di noi porta nel proprio cuore. A due passi dalle nostre case ci sono le fabbriche che costruiscono le armi usate nelle guerre che insanguinano il pianeta. Torino sta diventando uno dei maggiori centri dell’industria bellica: cacciabombardieri, droni, sistemi di puntamento vengono progettati a costruiti nella nostra città. Dal 2 al 4 dicembre sbarcheranno a Torino le principali industrie del settore a livello mondiale per la decima edizione dell’Aerospace and defense meetings, mercato internazionale dell’industria aerospaziale di guerra. Un evento a porte chiuse, riservato agli addetti ai lavori: governi, eserciti, agenzie di contractor che faranno buoni affari. Affari di morte. La scorsa edizione sono stati siglati 9.000 contratti di vendita di congegni micidiali, destinati a tutti i teatri di guerra. Nelle scuole bambine, bambini, ragazze e ragazzi, vengono sottoposti ad una martellante campagna di arruolamento, ad una sempre più marcata propaganda nazionalista. Nelle strade della nostra città militari armati di mitra e manganello affiancano polizia e carabinieri nel controllo, etnicamente mirato, delle periferie più povere. Vogliono farci credere che non possiamo fare nulla per contrastare le guerre. Chi promuove, sostiene ed alimenta le guerre ci vorrebbe impotenti, passivi, inermi. Non lo siamo. Ogni volta che un militare entra in una scuola possiamo metterci di mezzo, quando sta per aprire una fabbrica d’armi possiamo metterci di mezzo, quando decidono di fare esercitazioni vicino alle nostre case possiamo metterci di mezzo. Le guerre cominciano da qui. Contro tutte le patrie per un mondo senza frontiere!   Martedì 4 novembre. Smilitarizziamo la città! Via i mercanti d’armi! Sabato 29 novembre corteo antimilitarista ore 14,30 corso Giulio Cesare angolo via Andreis Martedì 2 dicembre blocc hiamo i mercanti armi all’Oval Lingotto in via Matté Trucco 70 No all’aerospace and defense meetings! Contro la guerra e chi la arma! Assemblea antimilitarista Corso Palermo 46 – riunioni ogni martedì alle 20,30 www.anarresinfo.org  
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[2025-09-13] STRIDENTI ARMONIE DI LOTTA @ Piazza borgo dora BALON
STRIDENTI ARMONIE DI LOTTA Piazza borgo dora BALON - Piazza borgo dora (sabato, 13 settembre 12:00) "Stridenti armonie di lotta" è l'appuntamento mensile, alle ore 12, al Balon, Borgo Dora angolo Via Andreis, a cura del Cor'okkio ".....la sempre più pesante e orrida realtà induce a uscire nelle strade con canti di lotta e letture, per denunciare l'intollerabile ed ingiusta persecuzione da parte dei poteri attraverso ogni forma di repressione. A seguire sangria benefit per rifacimento tetto Barocchio
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[2025-03-22] STRIDENTI ARMONIE DI LOTTA @ Balon
STRIDENTI ARMONIE DI LOTTA Balon - via Vittorio Andreis, 10152 Torino TO, Italia (sabato, 22 marzo 11:00) "Stridenti armonie di lotta" è l'appuntamento, penultimo sabato di ogni mese, alle ore 11, al Balon, Borgo Dora angolo Via Andreis, a cura del Cor'occhio ".....la sempre più pesante e orrida realtà induce a uscire nelle strade con canti di lotta e letture, per denunciare l'intollerabile ed ingiusta persecuzione da parte dei poteri attraverso ogni forma di repressione.
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8 marzo. Anarcofemminist* al Balon
Sabato 8 marzo punto info anarcofemminist* ore 10,30 al Balon I nostri corpi spezzano e annullano i confini tra i generi, le frontiere tra gli Stati, le divisioni imposte dalla nazione e dalle tante leggi del padre, del padrone, degli dei e dei loro preti. Sarà in distribuzione l’opuscolo Anarchia e transfemminismo Qui potete leggere e scaricare liberamente i testi: https://www.anarresinfo.org/transfemminismo-percorsi-e-prospettive/ https://germinalts.noblogs.org/post/2025/02/19/non-ci-puo-essere-anarchismo-senza-femminismo/ Federazione Anarchica Torinese corso Palermo 46 Riunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20,30
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[2025-02-22] STRIDENTI ARMONIE DI LOTTA @ Balon
STRIDENTI ARMONIE DI LOTTA Balon - via Vittorio Andreis, 10152 Torino TO, Italia (sabato, 22 febbraio 11:00) "Stridenti armonie di lotta" è l'appuntamento, penultimo sabato di ogni mese, alle ore 11, al Balon, Borgo Dora angolo Via Andreis, a cura del Cor'occhio ".....la sempre più pesante e orrida realtà induce a uscire nelle strade con canti di lotta e letture, per denunciare l'intollerabile ed ingiusta persecuzione da parte dei poteri attraverso ogni forma di repressione.
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[2025-01-25] Stridenti armonie di lotta @ Balon
STRIDENTI ARMONIE DI LOTTA Balon - via Vittorio Andreis, 10152 Torino TO, Italia (sabato, 25 gennaio 11:00) "Stridenti armonie di lotta" è l'appuntamento, penultimo sabato di ogni mese, alle ore 11, al Balon, Borgo Dora angolo Via Andreis, a cura del Cor'occhio ".....la sempre più pesante e orrida realtà induce a uscire nelle strade con canti di lotta e letture, per denunciare l'intollerabile ed ingiusta persecuzione da parte dei poteri attraverso ogni forma di repressione.
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