Il 24 febbraio si è tenuto un presidio solidale con gli anarchici accusati di
devastazione e saccheggio per il corteo del 4 marzo 2023, quando lo sciopero
della fame di Alfredo Cospito era arrivato al quinto mese, mettendone a
repentaglio la vita.
Devastazione e saccheggio è un reato che prevede pene dagli 8 ai 15 anni. Un
reato collettivo, un non sense giuridico pensato per situazioni eccezionali che
tuttavia da 25 anni viene utilizzato come una clava contro i movimenti.
Ne abbiamo parlato in diretta dal tribunale con uno degli imputati, un compagno
dell’assemblea contro carcere e Cpr, che ci raccontato di un presidio
partecipato e di una significativa presenza in aula dove è stato letto un
documento che vi alleghiamo.
Ascolta la diretta:
Leggi il documento degli imputati:
Tag - devastazione e saccheggio
Martedì 24 febbraio h9 le compagne e i compagni imputati nell’operazione City
hanno chiamato una presenza solidale dentro e fuori il Tribunale di Torino, in
occasione di una delle ultime udienze dell’istruttoria dibattimentale del
processo che vede oltre 70 persone imputate per il corteo del 4 marzo 2023.
Un corteo conflittuale che aveva attraversato le strade di Torino, contro il
regime di 41-bis e l’ergastolo ostativo come forma di tortura di Stato e in
solidarietà con Alfredo Cospito, compagno anarchico detenuto in regime di 41-bis
e, in quel periodo, in sciopero della fame da oltre cinque mesi. Infatti,
l’ennesimo rigetto della Corte di Cassazione rispetto alla richiesta di revoca
del 41-bis si stava di fatto configurando come una vera e propria condanna a
morte per Alfredo e questo portò una nutrita assemblea pubblica al lancio del
corteo del 4 marzo.
A seguito di quel corteo, nell’aprile 2024 la Procura di Torino ha avviato
l’operazione repressiva denominata “City”: quasi una trentina di persone sono
state accusate di devastazione e saccheggio (art. 419 c.p.) in concorso con
ignoti, sulla base di una ricostruzione della Procura che parla di una presunta
premeditazione e di un fantomatico impianto paramilitare. Emerge come ulteriore
elemento di sperimentazione da parte della procura, l’utilizzo dell’articolo 115
c.p. (il cosiddetto “quasi-reato”) nei confronti delle persone fermate prima del
corteo, alle quali viene attribuita l’intenzione di commettere il reato di
devastazione e saccheggio per il solo fatto di stare andando alla
manifestazione.
Ne abbiamo parlato con una imputata dell’operazione City.
Oggi è fondamentale parlare del reato di devastazione e saccheggio non solo per
esprimere solidarietà all3 imputat3, ma perché si tratta di uno strumento
repressivo dal carattere chiaramente punitivo ed esemplare, utilizzato come
monito in contesti molto diversi. Viene impiegato per colpire e punire rivolte e
forme di resistenza nei CAS, nelle carceri e nei CPR, come nel caso della
rivolta dell’estate 2024 nel carcere minorile di Torino Ferrante Aporti. A
partire dal corteo del 4 marzo 2023, il reato di devastazione e saccheggio viene
sempre più spesso utilizzato per reprimere in modo durissimo le mobilitazioni di
piazza più conflittuali: è il caso dell’indagine aperta a Genova,
dell’operazione Ipogeo a Catania, fino ad arrivare persino alle ipotesi di
devastazione riportate dalle veline della questura per il corteo del 31 gennaio
a Torino.
I prossimi appuntamenti:
24 febbraio h9 (puntuali) presenza solidale con l3 imputat3 dell’operazione
City, dentro e fuori dal tribunale (aula maxi 3)
27 febbraio h18 BlackOut House – presentazione dell’opuscolo “Il conflitto e il
suo rimosso”, discussione a partire dal reato di devastazione e saccheggio e
aggiornamento sull’operazione City
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grado per i 19 imputatx accusatx di devastazione e saccheggio per i fatti
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