ll primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Ciccio
Collina delegato sindacale del SI Cobas licenziato il 26 maggio 2026 dal
terminal Logiport del gruppo Grimaldi a Salerno a causa del suo impegno per la
sicurezza e contro il traffico di armi.
I motivi formali presentati dall’azienda Logiport (Gruppo Grimaldi) sono
definiti pretestuosi dalle sigle sindacali e dai movimenti di solidarietà.
Secondo la denuncia del SI Cobas e dei comitati territoriali, le reali ragioni
del provvedimento sono di natura politica e sindacale:
Lotta per la sicurezza nei porti: Collina si batteva da anni per il
miglioramento delle condizioni di sicurezza e contro i rischi lavorativi
all’interno del Terminal commerciale.
Opposizione al traffico di armi: Il delegato ha guidato e sostenuto l’impegno
sindacale e le denunce dei portuali contro l’economia di guerra, contestando il
transito e il carico nel porto di Salerno di navi cargo (in particolare della
compagnia Zim) contenenti armamenti destinati a conflitti internazionali.
Attività sindacale conflittuale: Il licenziamento viene inquadrato come una
ritorsione mirata a colpire l’organizzazione sindacale del SI Cobas all’interno
dello scalo salernitano, disincentivando ulteriori scioperi e forme di protesta
dei lavoratori portuali.
Chiunque può concretamente in questo momento aiutare Ciccio:
La raccolta fondi ufficiale per supportare la cassa di resistenza e coprire le
spese legali e di sussistenza di Ciccio Collina è coordinata dai sindacati
territoriali ed è appoggiata da un’organizzazione di volontariato dedicata. Ecco
i dettagli per effettuare la donazione:
SI Cobas Napoli:Intestatario: EGUAGLIANZA E SOLIDARIETA’ O.D.V. (Nota: per i
sistemi bancari la parola “solidarieta” va scritta con l’apostrofo finale e non
con la lettera accentata)
IBAN: IT59H0623011010000017097877
Causale obbligatoria: per Ciccio Collina
Buon ascolto
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Il secondo argomento della puntata lo abbiamo affrontrato in compagnia di
Riccardo del SUDD Cobas, per commentare assieme la vittoria dei lavoratori della
vertenza Acca srl. Infatti dopo il licenziamento di tutti gli operai da parte di
questo ramo d’azienda di una colosso cinese della logistica e del pronto moda,
70 giorni consecutivi di picchetti, sgomberati temporaneamente con la forza, sia
dalle forze dell’ordine che da una banda di padroni (anche totalmente esterni
all’azienda), grazie alla determinazione dei lavoratori, del sindacato e dei
solidali, hanno vinto un’importante battaglia per il comparto. Siamo scesi nei
dettagli, con il nostro ospite, su come si è riusciti ad arrivare a tanto e le
implicazioni politiche e sindacali che ha fatto emergere questa vicenda.
Buon ascolto
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Durante il corso della puntata abbiamo provato a ricordare che c’è una guerra in
corso contro i lavoratori, si perchè muore un lavoratore in media ogni 6 ore.
Abbiamo trasmesso durante la puntata alcuni interventi tenutosi durante il
dibattito assemblea che si è tenuto in Piazza della Stazione a Brandizzo il
30/08/2026 in occasione dell’anniversario della strage che ha ucciso sul lavoro
5 manutentori durante il loro lavoro.
Dal sito dell’assemblea nazionale lavoratori manutenzione
(https://www.anlm.it/brandizzo-30-agosto-2023-30-agosto-2026/), tra i promotori,
leggiamo:
“È il terzo anniversario della strage di Brandizzo. Mentre aspettiamo la prima
udienza del processo che vede imputato non solo il manutentore che quella sera
doveva scortare la ditta, ma anche la catena di comando fino ai vertici di RFI,
perchè consapevoli di ciò che accadeva sui binari, l’ex AD Strisciuglio viene
promosso a capo di tutto il gruppo FSI: una promessa di impunità.
Quanto accaduto a Brandizzo è destinato a ripetersi perché quel modo di operare
soddisfa interessi economici che portano a ritenere sacrificabili i lavoratori.
Non ci arrendiamo all’idea che il profitto vinca sulla sicurezza. “
Buon ascolto
Tag - morti sul lavoro
di Mauro Armanino Dai poveri e migranti al lavoro precario, dai sogni al
futuro: nella società del mercato tutto può essere svalutato. Persino le parole,
quando smettono di raccontare …
Il primo approfondimento della serata lo abbiamo fatto in compagnia di Fabio del
SiCobas Torino sulla loro giornata di mobilitazione del 20 luglio, che ha
compreso ben tre manifestazioni nella stessa giornata. Il filo conduttore
purtroppo è quello del decesso, infatti si è trattato di 3 vittime di quella che
si può definire come guerra di classe:
“Lunedì 20 luglio a Torino abbiamo promosso tre manifestazioni in una sola
giornata: tre manifestazione per tre morti.
La prima davanti all’Ispettorato del Lavoro con gli autisti e i camionisti delle
azienda in appalto BRT, in seguito alla morte del loro compagno di lavoro
Antonino Gala sul piazzale del magazzino di Settimo Torinese, schiacciato dal
suo stesso camion. Dalle prime ricostruzioni pare non avesse inserito
correttamente il freno a mano.
Quello che raccontano però i i suoi compagni di lavoro, anche delle numerose
altre aziende appaltatrici che operano per il colosso dei corrieri, è una
condizione diffusa di stress, sovraccarico di lavoro, oppressione di capi
e responsabili, paura di incorrere in sanzioni e addebiti di danni per
qualsivoglia sinistro possa accadere nelle lunghe ore di lavoro. Condizione che
non è affatto terminata dopo la morte di Antonino Gala. Anzi, soprattutto nei
confronti dei lavoratori iscritti al Si Cobas, i comportamenti oppressivi
(“Bartolini non vi vuole”, “siete indesiderati” solo alcune delle frasi
pronunciate) e le discriminazioni, inclusi demansionamenti illegittimi e
spostamenti di giri e turni, sono sempre più frequenti.
La seconda manifestazione è stata davanti al tribunale di Torino, sempre con la
nutrita partecipazione degli autisti appalti BRT; dove nel pomeriggio è arrivata
la storica sentenza – la prima in Italia – che condanna l’azienda Af Logistics e
il suo preposto Pasquale Martucci per il suicidio nel 2023 di un camionista
della piattaforma GS Carrefour di Rivalta. Il camionista Renato Fesce si era
tolto la vita tartassato e prigioniero oltre ogni limite del lavoro,
dell’aggressività del capo, dei turni massacranti, e della parallela paura di
perdere il lavoro.
La sentenza è arrivata anche grazie alla costituzione come parte civile del SI
Cobas (rappresentato dall’avvocato D’Amico), che ha permesso di celebrare con
serietà e fino in fondo un processo che altrimenti rischiava di finire anzi
tempo. Il Si Cobas è presente da anni nell’azienda e da anni lotta con un gruppo
di autisti per aumenti di salario, condizioni di sicurezza dei viaggi e delle
consegne e serenità sul lavoro. Davanti alla piattaforma Carrefour di Rivalta si
erano svolti anche gli scioperi della logistica dell’ottobre 2021 e lo sciopero
contro il genocidio in Palestina del 23 febbraio 2024.
La terza manifestazione è stata il corteo nel quartiere proletario di Barriera
di Milano per rivendicare GIUSTIZIA PER FAKIR, il facchino ammazzato domenica a
Bologna dalla polizia di Stato, sotto gli occhi di tutti. Una violenza inaudita,
frutto anche del senso di impunità delle forze dell’“ordine” rafforzato dai
decreti sicurezza del governo Meloni e dal clima di propaganda anti-immigrati
spinto dall’economia di guerra. Una violenza che resterà impunita senza la
mobilitazione massiccia di tutti noi lavoratori e lavoratrici, italiane e
immigrate.”
Buon ascolto
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Il secondo argomento della puntata è stato quello del licenziamento per motivi
chiaramente pretestuosi della storica coordinatrice RSU dell’Ospedale San
Raffaele di Milano, Margherita Napoletano. L’avevamo giusto sentita qualche
settimana fa per il provvedimento disciplinare che le era stato inflitto dalla
direzione dell’ospedale come chiaro atto intimidatorio rispetto all’instancabile
azione sindacale da lei svolta; oggi, dopo una conferenza stampa avvenuta lunedì
e promossa dal sindacato di cui Margherita fa parte, la CUB, l’abbiamo
intervistata mentre è in corso il suo sciopero della fame da incatenata nella
struttura dell’ospedale.
Ci siamo fatti raccontare dalla sua voce come sono andati i fatti che hanno
portato al licenziamento e le risposte che sono state messe in campo, con la
solidarietà delle altre sigle sindacali, utenza dell’ospedale e colleghe e
colleghi. Una risposta forte e necessaria per un attacco vergognoso alla
rappresentanza sindacale e al diritto di sciopero, che l’ospedale San Raffaele
spera di infliggere senza conseguenze.
Buon ascolto
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Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto in compagnia telefonica
di Clem dell’Assemblea Pdm/Pdb sullo sciopero del personale ferroviario al quale
hanno aderito con CUB e SGB che lo hanno lanciato.
Da lui ci siamo fatti ricordare le rivendicazioni di chi lavora in ferrovia e
che è costretto periodicamente a rinunciare a giorni di paga per cercare di
farsi ascoltare da azienda ed istituzioni con gli scioperi, per quanto la
Commissione di Garanzia dello Sciopero (paradossalmente) cerchi puntualmente di
mettergli i bastoni tra le ruote. L’adesione a questo ultimo sciopero sono state
infatti molto alte non a caso, tra morti sul lavoro che si susseguono,
organizzazione degli orari lavorativi e non solo insostenibili e la piaga delle
mansioni appaltate a ditte esterne, si vuole dare un chiaro messaggio a chi
continua a gettare fumo negli occhi rispetto ai problemi reali del pase, con
grandi opere e messaggi xenofobi.
Buon ascolto
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Sandro,
lavoratore in università di Torino iscritto al sindacato di base CUB. Con lui
abbiamo commentato quanto riportato nel loro ultimo comunicato:
“La gestione del cambio d’appalto per i servizi di portierato e supporto
logistico dell’Università di Torino è inaccettabile. Tra proroghe infinite e
totale mancanza di comunicazioni ufficiali, i lavoratori si trovano ad
affrontare un momento delicato basandosi solo su voci di corridoio.
Ricordiamo alla nuova azienda subentrante che esistono diritti che NON possono
essere messi in discussione:
Salvaguardia del contratto e dell’anzianità
Mantenimento delle mansioni
Nessuna riduzione di ore o stipendio“
Buon ascolto
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Il secondo argomento della puntata è stato quello dei controlli dell’Ispettorato
del Lavoro, infatti in compagnia telefonica di Valeria, Ispettrice iscritta al
sindacato USB, siamo andati a discutere su come vengono fatti i controlli, con
che limiti e come si potrebbero migliorare le cose. Abbiamo voluto fare questo
approfondimento per fare capire in quali condizioni versa questo istituto, che
se organizzato e finanziato meglio di come lo è allo stato attuale, potrebbe
essere davvero efficace per sgominare situazioni criminogene o rischiose per chi
lavora e per la popolazione in generale.
Buon ascolto
Da Amendolara ai ghetti agricoli, la strage dei quattro braccianti afghani
rivela il fallimento delle politiche sul lavoro e sull’immigrazione. Dietro il
caporalato c’è una filiera che unisce sfruttamento, decreti …
di Mauro Armanino Ad Amendolara quattro braccianti sono stati bruciati vivi
mentre chiedevano il salario dovuto. Una tragedia che interroga la coscienza di
un Paese che celebra il Corpo di …
di Renato Turturro I corpi bruciati dei braccianti non sono un incidente della
storia ma il prodotto di un sistema che trasforma il lavoro in ricatto, la
vulnerabilità in profitto …
Quattro braccianti uccisi in Calabria. Piantedosi, Salvini e Meloni
continueranno a parlare di sicurezza e invasione. Ma dietro questa strage ci
sono le loro leggi, il sistema dei decreti flussi …
Mentre Telt e la stampa favorevole all’opera rilanciano “Mission-S”, programma
che ha “l’obiettivo di garantire la massima sicurezza delle persone e
contrastare l’incidentalità” nei cantieri della Torino-Lione, sul versante
francese […]
The post TELT, obiettivo "sicurezza" first appeared on notav.info.
di Mauro Armanino La morte di Mamour Mbow Pape non è un incidente ma il volto
quotidiano di un sistema che uccide nel silenzio: tra fabbriche, sfruttamento e
fame globale, …