Perché l’esperienza rivoluzionaria del confederalismo democratico è diventata un
bersaglio Kobane è di nuovo sotto assedio. Non perché la storia si ripeta in
modo meccanico, ma perché l’ordine mondiale fatica …
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Quartieri rasi al suolo, popolazioni espulse, democrazia distrutta: il genocidio
curdo avanza nel silenzio internazionale Quello che è accaduto ad Aleppo tra il
6 e l’11 gennaio non è un …
Ad Aleppo proseguono gli attacchi contro i quartieri curdi, colpiti con
artiglieria, droni e armi pesanti da forze legate al governo siriano, con il
sostegno della Turchia. I bombardamenti hanno causato vittime civili,
distruzione di infrastrutture essenziali e l’interruzione dell’assistenza
umanitaria.
L’escalation si inserisce in una fase delicata: sono in corso negoziati, con
mediazione internazionale, per l’integrazione delle Forze Democratiche
Siriane nel Ministero della Difesa siriano. Secondo diverse fonti, ogni
possibile avanzamento viene ostacolato dall’intervento di Ankara, che attiva
milizie dell’area HTS, poi impiegate contro le aree a maggioranza curda.
Il ricorso alla forza non è una novità né una soluzione. La lunga guerra contro
l’ISIS ha già dimostrato come la violenza indiscriminata non basti a piegare la
società del nord della Siria. In questo contesto, le proposte politiche avanzate
da Abdullah Öcalan dal febbraio 2025 restano uno dei pochi riferimenti per una
possibile uscita negoziale dal conflitto.
Ne abbiamo parlato con Jacopo Bindi, dell’Accademia della Modernità Democratica.
Negli ultimi giorni Aleppo è stata teatro di intensi scontri tra le forze
dell’autoproclamato governo nazionale siriano e delle frange di quelle che
furono le Syrian Democratic Forces (SDF), sciolte a seguito degli accordi del 1°
aprile, rimaste nell’area nella forma di unità di sicurezza curde (Asayish). Gli
scontri hanno avuto luogo principalmente nei quartieri […]
Una corrispondenza con un compagno internazionalista che in questo momento si
trova sulla diga di Tishreen, nella Siria del Nord-Est, un’importante
infrastruttura della regione difesa in prima persona dagli abitanti e dalle
abitanti del Rojava contro gli attacchi dell’aeronautica turca e delle truppe di
terra dell’Esercito Nazionale Siriano, una coalizione di milizie islamiste
finanziate e […]