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DDL MIGRAZIONE: GESTIRE E REPRIMERE LE PERSONE RAZZIALIZZATE
In questa nuova puntata di Harraga, trasmissione in onda ogni venerdì su Radio Blackout alle ore 15, abbiamo tentato una disamina del nuovo disegno di legge migrazione, che ad oggi vediamo approvato dal governo italiano e che si trova in fase di discussione al senato. Un disegno di legge che viene varato nell’ottica di spianare la strada al patto europeo Migrazione e Asilo (per approfondirlo rimandiamo al podcast: “Sul patto UE Migrazione e Asilo 2026”) e di dotare la legislazione italiana di ulteriori strumenti disciplinanti, repressivi e detentivi nei confronti delle persone migranti. Dalle nuove diposizione relative alle persone presenti sul territorio italiano, alla normativizzazione di pratiche già ampiamente utilizzate all’interno dei CPR, passando per le nuove ipotesi di espulsione giudiziale e le disposizioni sull’interdizione dalle acque territoriali, sino ad arrivare all’adeguamento della normativa in relazione al Patto UE, il tentativo di analisi di questo DDL lo faremo oggi con Giorgia, avvocata che in più occasioni ci ha aiutato a capire il groviglio e la recrudescenza delle legislazioni anti-migranti. Ascolta qui il podcast:
razzismo
repressione
guerra
deportazioni
frontiera
Salento: luoghi, corpi, frontiere – O.S.A.RE – Polizia Basca e Israele – AI e colonialismo cognitivo@1
Estratti dalla puntata del 25 maggio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia LUOGHI, CORPI, FRONTIERE: 26-27-28 GIUGNO 2026 IN SALENTO Un’iniziativa che cerca di intaccare l’apparente monodimensionalità del concetto di “frontiera” osservandone le declinazioni sul territorio, all’interno di un contesto – come quello pugliese – dove si compenetrano e interlacciano “confini” e “guerre”: il confine tra il turismo e lo sfruttamento, tra la guerra alle persone migranti e quella che foraggia l’industria militare, tra la devastazione ambientale e la deumanizzazione. Tre giorni per discutere, analizzare, confrontarsi, ascoltare testimonianze e desiderare scenari: O.S.A.RE: Operazioni Sanitarie Anti-Repressione Iniziamo, grazie al contributo di Tia, un percorso di presentazione di O.S.A.RE: una rete che si occupa di operazioni di cura, tanto nei cortei quanto negli spazi della cattura. In questo primo incontro cerchiamo di operare uno sguardo complessivo sull’origine di questo progetto, i suoi ambiti di intervento, le traiettorie verso cui desidera evolversi: Per contatti: osare.info@autistici.org POLIZIA BASCA E SIONISMO A partire dalle cariche sugli equipaggi della Flotilla appena rientrati all’aeroporto di Bilbao dopo il sequestro nei centri detentivi israeliani, osserviamo i legami politici e materiali tra le milizie repressive operative nei Paesi Baschi e le strutture israeliane per l’addestramento e la sorveglianza: COLONIALISMO COGNITIVO E AI L’AI opera diverse forme di colonialismo cognitivo, dalla produzione di dipendenza generata dall’esternalizzazione di funzioni, all’estrazione di competenze umane per addestrare la concorrenza robotica. A fianco della proliferazione di aziende focalizzate sull’imitation learning, osserviamo tecniche di apprendimento che ritraggono dalla prospettiva umana le operazioni di manualità fine e di compiti quotidiani (vedi approfondimento su Tasks di DoorDash), o – come la definisce Egolab – produzione di “dati egocentrici”. Dalla letalità del drone FPV (First Person View) che uccide l’umano, all’umano FPV che addestra il robot che intende sostituirlo. Humyn AI, Egolab e la capofila Build.ai, estraggono competenze da forza lavoro vulnerabile e semi-schiavizzata per venderli all’industria della robotica. Se la spinta disciplinante dell’AI sulla forza lavoro si basa sulla “minaccia della sostituzione”, cosa può accadere a quei pezzi di popolazione già sfruttata ai massimi livelli concepibili? Proviamo a dare un primo sguardo superficiale al fenomeno:
repressione
intelligenza artificiale
frontiera
bello come una prigione che brucia
israelificazione
Sul patto UE Migrazione e Asilo 2026@0
Nel giugno 2026 entrerà in vigore il nuovo Patto Migrazione e Asilo vincolante per tutti i 27 Stati membri dell’UE. Cercando di osservare la realtà prodotta da questa serie di regolamenti, andando oltre il piano meramente narrativo e propagandistico promosso dalle destre a reti unificate, possiamo scorgere come la recente standardizzazione europea di politiche migratorie escludenti e razziste – nonché, più ampiamente, l’omologazione a tali politiche di tutto l’occidente bianco e suprematista – si componga di strumenti giuridici sempre più affilati, di relazioni neocoloniali e di un proprio arsenale tecno-militare. Strumenti giuridici che devono rispondere a imperativi politici e identitari, ma anche economici: da un lato relegare le persone nei quadranti in cui l’occidente intrattiene interessi industriali/estrattivi/finanziari, in modo da assicurarsi un buon bacino di forza lavoro sfruttabile in loco; dall’altro prevedere un residuo di mobilità verso l’Europa, monitorabile e ricattabile, per rispondere alla necessità di manodopera semi-schiavizzabile nei settori dell’agricoltura, della logistica, ma anche della micro-criminalità. In questa puntata – realizzata in collaborazione tra Harraga, Yasha Maccanico e Bello Come Una Prigione Che Brucia – iniziamo con il delineare alcuni elementi che compongono il piano tecnico del patto: dal funzionamento del processo di screening alle frontiere, alla normalizzazione della detenzione nei cosiddetti Return Hubs (centri dententivi sempre più esternalizzati), per passare al concetto di “finzione giuridica di non ingresso” e concludere con un’analisi sulla questione dei Paesi terzi di origine sicura. Nella seconda parte, ripartendo dal concetto di “Paesi sicuri”, attraverso un excursus su precedenti tentativi di esternalizzazione della detenzione (Inghilterra-Ruanda, Italia-Albania, Olanda-Uganda), ragioniamo su come si conforma la neocolonialità europea. Nella terza parte, ci concentriamo su database biometrici, interoperabilità, automazione del controllo alle frontiere: architetture tecnologiche della War on Migrants volte a marchiare, profilare, controllare ed escludere. Un modello di governo della popolazione che – in questa fase – sta venendo normalizzato all’interno del suo bacino maggiormente vulnerabilizzato.
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Harraga live da Barriera di Milano – 19 ottobre 2025@2
Maggio 2021: Moussa Balde muore nel reparto di isolamento del CPR di Torino.Maggio 2025: il corpo senza vita di Hamid Badoui viene trovato in una cella del carcere di Torino. Le due storie, nella loro tragicità, si assomigliano. Entrambi erano stati costretti alla violenza della detenzione, amministrativa o penale, e qui erano stati sottoposti all’isolamento […]
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Podcast di HARRAGA – LA COLONIALITÀ IN TUNISIA: LA STRATIFICAZIONE DEL RAZZISMO INTERNO
Dopo la sigla il 16 Luglio del memorandum d’intesa Ue-Tunisia abbiamo  già cercato di delineare i suoi tratti in alcune puntate precedenti di Harraga in onda su Radio Blackout. In questa puntata torniamo a parlare di quanto sta accedendo in Tunisia, tenendoci stretti l’analisi a partire proprio dal rapporto di colonialità, contraddistinto anche in questo […]
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Podcast di HARRAGA – SAFETY RWANDA BILL E OPPOSIZIONI
In questo approfondimento andato in onda su Harraga abbiamo posto uno sguardo, assieme ad un’attivista d’inchiesta di Statewatch, sul Safety Rwanda Bill. Un disegno di legge, approvato il 22 aprile dal parlamento britannico, che consente all’esecutivo del premier Sunak di inviare i richiedenti asilo in Rwanda. Sono infatti immagini di questi giorni poliziotti che sequestrano […]
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Podcast di HARRAGA – MIGRATION PACT: LA NORMATIVIZZAZIONE DEL RAZZISMO
In questo approfondimento andato in onda su Harraga, abbiamo tentato di analizzare tendenze e strategie del nuovo patto migranti dell’Unione Europea assieme ad un attivista d’inchiesta di Statewatch. Tra le migliaia di pagine del migrant pact EU abbiamo individuato una serie di punti nevralgici che caratterizzano il passaggio da un sistema basato sulla coerenza a un sistema […]
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Podcast da HARRAGA – ACCORDO ITALIA/ALBANIA: FRA STRATIFICAZIONE COLONIALE E DEVOZIONE
In questa puntata di Harraga abbiamo parlato di esternalizzazione della detenzione amministrativa in Albania. Sebbene sembra che la scadenza del 20 Maggio, per l’apertura di un Hotspot a Shengin e di un CPRI a Ghader, stia saltando per via del passo rallentato al quale proseguono i lavori, sarà comunque in tempi molto prossimi che vedremo sorgere le […]
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DALLA PALESTINA AL BRENNERO: PER UNA SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALISTA.
Ai microfoni di Radio Blackout – in occasione della maratona radiofonica in solidarietà ai/lle compagni/e imputai/e nel processo per il corteo del 2016 al Brennero, che ha visto rinviati/e in appello molte/i compagne/i ma anche diverse prescrizioni e proscioglimenti – due interventi che ci restituiscono l’importanza pulsante della solidarietà internazionalista, che buchi ogni frontiera, fisica […]
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