SPETTACOLO "UNA NINNA NANNA PROIBITA"
Comala - corso Francesco Ferrucci 65/a, 10137 Torino
(domenica, 17 maggio 11:00)
UNA NINNA NANNA PROIBITA, 17/5 H. 11 A COMALA
In occasione dell'anniversario della Nakba (l'esodo forzato della popolazione
palestinese dalle terre natìe da parte del neonato stato di Israele), il 15
maggio del 1948, abbiamo deciso di organizzare anche qui a Torino "Una ninna
nanna proibita", evento in omaggio alla musica e alla poesia palestinese. Tra
letture di poesie, performance musicali e la presentazione del libro "Una ninna
nanna proibita", di Mervat Alramli, renderemo evidente, ancora una volta, un
concetto fondamentale: se i genocidi intendono cancellare tutto di una
popolazione, le loro tradizioni, culture e parole in primis, allora creare
spazi, anche qui in Italia, per farle vivere, conoscere e diffondere assume un
portato politico fondamentale.
Avanti con la resistenza della cultura!
Tag - presentazione
MOVIMENTO 77’: MOSTRA, RACCONTI E MUSICA
Radio Alice Chieri - Via Avezzana 24, Chieri
(venerdì, 15 maggio 17:30)
MOVIMENTO ’77: mostra, racconti e musica
Un pomeriggio e una serata per attraversare uno dei momenti più intensi della
storia contemporanea: immagini, parole e suoni del Movimento ’77.
📸 Dalle 17:30
Mostra fotografica con 30 scatti di Uliano Lucas tra Bologna, Milano e Roma +
apericena condivisa
🎤 Dalle 20:00
Introduzione a cura di Radio Alice
Talk con Alberto Pantaloni ed Elio Limberti
🎶 A seguire: musiche e canzoni di lotta dell’epoca
📌 Venerd’ 15/05, H 17:30
📍 Via Avezzana 24, Chieri
Un’occasione per ricordare, confrontarsi e rivivere un pezzo di storia ancora
attuale.
APERICINEMA DYNAMO DORA - PROIEZIONE DI ALBUM D'APRILE DI MARCO PAOLINI
Circolo “Ost Barriera” - Via Luigi Pietracqua, 9
(venerdì, 8 maggio 19:00)
A grande richiesta torna l'AperiCINEMA della Dynamo Dora!
Quando: 8 maggio 2026
Dove: OST Barriera, il nostro circolo preferito in Via Luigi Pietracqua 9
@ost.barriera
Cosa: proiezione di Album d'aprile, biografia collettiva di Marco Paolini che
fotografa un pezzo di vita tra il campo da rugby e la piazza: un quadro dal
sapore forte, nel quale si incontrano passione politica e agonismo sportivo.
Tutto ciò con apericena e popcorn per essere felici.
Quando: apericena alle 19 e proiezione alle 20:30
Non perderti questa occasione e vieni a supportare la tua squadra di rugby
preferita!
FESTIVAL ALTRI MONDI ALTRI MODI – VANCHIGLIA QUARTIERE PARTIGIANO
Area Pedonale Via Balbo - Via Cesare Balbo, 10124, Torino
(domenica, 3 maggio 19:00)
COMUNICATO SAMBA Orchestra di percussioni di Gilson Silveira (Brasile/Italia)
Un nuovo progetto di uno dei più importanti e stimati percussionisti brasiliani
presenti in Italia: Gilson Silveira, virtuoso di pandeiro e percussioni
brasiliane.
Formata da oltre venti percussionisti, l’orchestra nasce a Torino nel 2005 con
l’intento di dare vira ad un ensemble ispirato ai gruppi di samba e batucada
tipici del Brasile ed a contaminazioni con altri stili ritmici etnici.
Gilson Silveira ne cura la direzione artistica e musicale, mescolando con
padronanza e passione ritmi tradizionali brasiliani come il maracatu, il samba
ed il congado con ritmi di estrazione cubana e africana orchestrando a regola
d’arte il vastissimo e ricco ventaglio di strumenti a percussione tradizionali
come il surdo, tamborim, repinique, congas, timbas e tanti altri. Un spettacolo
di incredibile impatto sonoro e scenico, irresistibilmente da ballare.
Il Comunicato samba ha suonato in vari festival e piazze d’Italia, tra cui il
Borgis Folk Music Festival (TO), Samba Italia nel giugno 2007 a Siena, PERFEST
festival delle percussioni di Laigueglia (Liguria), FestivaI I Suoni delle
Dolomiti,Neuma in concert al Pallarufini(TO), manifestazione e eventi per
Amnesty e tanti altri eventi.
Birrificio Popolare Quarticciolo – Apriamo dove tutto chiude
Il birrificio è un progetto di Bottega Quarticciolo – Economie di Quartiere,
nato dopo dieci anni di percorsi di lotta nella borgata romana in un momento
particolarmente critico per la vita del quartiere.
Dal dicembre 2023, Quarticciolo è uno dei nove luoghi in cui il governo Meloni
ha deciso di estendere il cosiddetto modello Caivano: tra operazioni dei parà e
sfratti a persone disabili, i compagni e le compagne di Quarticciolo Ribelle
hanno aperto una riflessione sullo sviluppo economico possibile in un luogo
devastato dal crack e sulla necessità di immaginare nuovi modelli produttivi.
Il birrificio nasce dalla palestra e dal comitato di quartiere, dal doposcuola e
dall’ambulatorio popolare. Nasce insieme a un progetto di ristorazione di donne,
a una falegnameria e a un mercato di produttrici e produttori diretti.
Per riaprire serrande dove tutto ha chiuso, per opporsi all’abbandono
istituzionale dei quartieri di case popolari.
FESTIVAL ALTRI MONDI ALTRI MODI – VANCHIGLIA QUARTIERE PARTIGIANO
Area Pedonale Via Balbo - Via Cesare Balbo, 10124, Torino
(sabato, 2 maggio 18:00)
Guerra. Per una nuova antropologia politica
Il libro di Silvano Cacciari parte da un assunto: la necessità di ribaltare
l’assioma di Clausewitz, per il quale la guerra sarebbe la continuazione della
politica con altri mezzi. Secondo Cacciari, invece, oggi è la politica a essere
una prosecuzione della guerra ibrida.
Individuare il momento della storia in cui è avvenuto questo ribaltamento di
paradigma non è semplice. Di sicuro c’è però il fatto che esso va di pari passo
con l’avvento di alcuni fenomeni: l’emergere della dimensione digitale e
virtuale, la diffusione dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione
tecnologica, il potere degli asset finanziari, la pervasività degli algoritmi.
Cacciari propone una lettura della guerra come paradigma del presente e come
orizzonte futuro, con un occhio attento sulle catene globali del valore e sui
loro flussi: energia, logistica e finanza come assi centrali della politica
bellica attuale. Ma, aggiungiamo noi, anche come nodi dirimenti per inceppare
potenzialmente questo meccanismo.
Silvano Cacciari fa parte dell’unità di ricerca NAF, Nuova Antropologia
Filosofica dell’Università di Firenze. Coordina il laboratorio CirLab, progetti
di ricerca e seminari su mutazione tecnologica ed evoluzione sociale presso il
PIN, Polo tecnologico di Prato. Ha scritto, con Luca Mori, il manuale di teoria
della comunicazione Mesh (2008). Ha curato, con Ubaldo Fadini, Lessico Virilio.
L’accelerazione della conoscenza (2013) ed è autore del capitolo “Guerra
finanziaria e guerra sul campo” del volume collettivo Postfordismo e oltre
(2023). Per La Casa Usher ha curato, con Lorenzo Giudici, Stadio Italia. I
conflitti del calcio moderno (2009).
FESTIVAL ALTRI MONDI ALTRI MODI – VANCHIGLIA QUARTIERE PARTIGIANO
Area Pedonale Via Balbo - Via Cesare Balbo, 10124, Torino
(sabato, 2 maggio 10:00)
LABORATORIO: Scuola d’Altri Mondi
Dalla scuola che forma all’educazione che trasforma.
Immagina un mondo nel quale student e docent abbiano l’occasione di reimmaginare
la scuola, Facendolo nell’unico modo possibile: INSIEME!
Un laboratorio per mettersi in gioco, per rimettere tutto in gioco, dalle
fondamenta, cercando la bussola per una rivoluzione pedagogica.
Perché questo presente distopico non è l’unico futuro possibile.
Laboratorio aperto a tutt: student, insegnant, genitor, esseri umani in
generale…
LABORATORIO: Lacrimogeni, viaggio informativo
L’iniziativa nasce dalla collaborazione di due Collettivi Universitari legati a
materie scientifiche e sanitarie che vedono come una necessità indagare le
conseguenze dell’uso dei lacrimogeni nelle città e nelle valli. Poiché essere
consapevoli delle implicazioni sanitarie e ambientali dell’uso delle armi di
repressione diventa sempre più necessario, poiché il clima repressivo che avanza
rende coinvolte non solo le persone che attivamente manifestano dissenso, ma
anche chi vive nei quartieri e nei pressi delle manifestazioni.
a cura di assemblee universitarie Scoiattoli Rossi e Oltre la cura.
FESTIVAL ALTRI MONDI ALTRI MODI – VANCHIGLIA QUARTIERE PARTIGIANO
Area Pedonale Via Balbo - Via Cesare Balbo, 10124, Torino
(mercoledì, 29 aprile 18:00)
Presentazione del dossier esportazioni militari ed energetiche per Israele e
della mappatura delle infrastrutture belliche piemontesi
A partire dai due lavori sulle infrastrutture belliche in Piemonte e sulla
partenza di armi e risorse dall’Italia a Israele nel laboratorio ci si propone
di individuare i flussi che compongono la complicità della guerra a partire dai
nostri territori, con l’obiettivo di tradurre le ricerche in strumenti di
attivazione e di lotta.
L’assemblea “Stop Riarmo” nasce a maggio 2025 per raccogliere l’esigenza di
costruire un contesto ampio ed eterogeneo di confronto e di messa in rete per
darsi la possibilità di agire in maniera concreta contro il riarmo e contro chi
finanzia il genocidio in Palestina. L’idea di individuare nella filiera bellica
sul nostro territorio un ambito dal quale partire ha portato all’organizzazione
della giornata del 5 luglio 2025 che ha visto un’iniziativa contro la Leonardo
di Caselle e un momento di tavola rotonda con l’obiettivo di delineare un quadro
composito del sistema guerra nei vari ambiti della produzione e della
riproduzione sociale, da cui è scaturito anche un documento dal titolo “Se la
guerra parte da qua, disarmiamola dalla città!”
I Giovani Palestinesi d’Italia (GPI) sono un’organizzazione politica a guida
palestinese e araba che si inserisce organicamente nella lotta per la
liberazione del popolo palestinese dal colonialismo sionista e
dall’imperialismo. Dalla diaspora in Italia, i GPI promuovono campagne di
boicottaggio e di embargo contro l’entità sionista, sostengono i prigionieri
politici palestinesi e difendono il diritto al ritorno, costruendo solidarietà
internazionale con i movimenti che nel mondo si oppongono all’imperialismo.
Torino per Gaza Coordinamento cittadino torinese nato dalla manifestazione del 2
dicembre 2023 in solidarietà al popolo palestinese.
FESTIVAL ALTRI MONDI ALTRI MODI – VANCHIGLIA QUARTIERE PARTIGIANO
Via Balbo - Via Cesare Balbo, 10124, Torino
(martedì, 28 aprile 17:30)
“Speculazione e transizione energetica ed ecologica: quali possibilità di
resistenza”
Scritto dalle attiviste Anuna De Wever e Lena Hartog e uscito nel 2025 per la
regia del belga Thomas Maddens, il documentario The Cost of Growth riflette sul
fallimento del Green deal e delle politiche economiche incentrate sulla
“sostenibilità”, propagandate in sede comunitaria come risolutive della crisi
climatica. Lungi dal rappresentare una soluzione, queste politiche rivelano
invece la loro natura strettamente connessa all’economia capitalistica e
all’imperativo della crescita a tutti i costi, che a sua volta è impensabile
senza la sistematica devastazione di ambienti sociali e naturali. Per raccontare
la storia del fallimento del Green deal, il documentario mette in relazione
alcune lotte che in Europa (dalla Serbia all’Italia, passando per la terra dei
sami in Norvegia) si stanno opponendo a un modello economico imposto dall’alto,
rifiutando l’estrattivismo indiscriminato di litio, la proliferazione di
impianti di energia “sostenibile” in ambienti naturali e l’imposizione di
modelli produttivi sordi alle esigenze di lavoratrici e lavoratori. Una
transizione energetica reale, suggerisce il documentario, passa necessariamente
da una critica alla speculazione e alla fame di profitto, con lo sguardo puntato
su chi abita i territori devastati dall’estrazione dei materiali critici e
dall’installazione di impianti sempre più estesi per la produzione di energia.
Vittorio Martone insegna Sociologia dell’ambiente all’Università di Torino. Tra
i suoi interessi di ricerca: politica e partecipazione su scala territoriale
attorno alla transizione ecologica ed energetica; controversie e conflitti sui
rischi per ambiente e salute; violenza ambientale ed ecomafie; ecocidio e forme
di accesso alla giustizia attraverso pratiche di ricerca “community-based”. Su
questi temi, ha di recente pubblicato il volume collettaneo Tossicità. Voci,
saperi e conflitti in una zona di sacrificio (Orthotes 2026, con R. Altopiedi,
E. Bechis e A.F. Ravenda) e Vite contaminate. Co-ricerca e azione politica nella
lotta alla violenza ambientale (Meltemi 2026, con R. Altopiedi).
Collettivo di fabbrica dei lavoratori GKN di Firenze, dello stabilimento di
Campi Bisenzio. A partire dalla lettera di licenziamento in ragione della
chiusura della fabbrica, per alcuni di essi è iniziata una lunga lotta che ha
parlato di sindacalismo, reintegrazione e riconversione industriale, piani
alternativi di produzione, ecologia e giustizia sociale. La chiusura è diventata
simbolo di resistenza, aggregando solidarietà concreta e mutualismo da parte di
tante e tanti in tutta Italia.
Confluenza è un progetto nato a Torino a gennaio 2024 dalla collaborazione di
attivisti provenienti da Comitati spontanei a difesa del verde cittadino, da
collettivi giovanili che si occupano di ecologia, da persone che partecipano
alle lotte per la difesa dei territori dalla città alla Val Susa. L’obiettivo di
Confluenza è costituire una rete effettiva a livello regionale e oltre, capace
di accumulare forza per contrapporsi all’aggressione dei territori, utilizzando
il media informativo Infoaut per sistematizzare, valorizzare e diffondere i
saperi che provengono dalle lotte. Pensiamo che il sistema sul quale poggia la
nostra società, che rende ogni cosa e ogni essere vivente merce da cui trarre
profitto, sia un cortocircuito, perché nel suo agire distrugge le stesse risorse
di cui espropria le collettività per disporne e arricchirsi.
FESTIVAL ALTRI MONDI ALTRI MODI – VANCHIGLIA QUARTIERE PARTIGIANO
Area Pedonale Via Balbo - Via Cesare Balbo, 10124, Torino
(domenica, 26 aprile 17:00)
Orizzonti di guerra: imperialismo e resistenze
La guerra oggi è il paradigma che ristruttura il modello capitalista in una fase
di crisi dell’egemonia occidentale, in particolare statunitense. L’attacco
all’Iran da parte di USA e Israele è un tassello in questo schema globale: oltre
a colpire chi sostiene la resistenza palestinese, l’obiettivo è garantire un
orizzonte imperialista. La guerra oggi significa anche utilizzo di tecnologie e
mezzi nuovi, in una sorta di tecnofascistizzazione generale in cui le Big Tech
stabiliscono un ordine mondiale. Significa anche conseguenze materiali per chi,
in ogni parte del mondo, si trova nella parte bassa della classe: la
contraddizione energetica è un tema centrale in una fase di finanziarizzazione e
di crisi del dollaro.
Qual è il nostro compito oggi? Blocchiamo Tutto ha consegnato delle indicazioni
precise: mobilitiamoci senza ambiguità a sostegno di chi resiste
all’imperialismo. Come costruire un movimento contro la guerra imperialista
oggi?
Youssef Boussoumah, Militante della causa palestinese dagli anni 80, partecipa
all’organizzazione nel 1998 della campagna per il diritto al ritorno in
Palestina e altre iniziative di solidarietà concreta. E’ stato tra i membri
fondatori del MIR e poi del PIR (Parti des Indigènes de la République) Oggi
collabora insieme a Houria Bouteldja e Louisa Yousfi al media libero Parole
d’Honneur, progetto informativo e di dibattito politico, in cui si dà voce
all’immigrazione post-coloniale e ai quartieri popolari ed è membro di QG
Décolonial. Compagno di lungo corso con un punto di vista decoloniale e sulla
necessità di una lettura dell’attualità in chiave anti-imperialista.
FESTIVAL ALTRI MONDI ALTRI MODI – VANCHIGLIA QUARTIERE PARTIGIANO
Area Pedonale Via Balbo - Via Cesare Balbo, 10124, Torino
(venerdì, 24 aprile 19:00)
Orizzonti di guerra: imperialismo e resistenze
La guerra oggi è il paradigma che ristruttura il modello capitalista in una fase
di crisi dell’egemonia occidentale, in particolare statunitense. L’attacco
all’Iran da parte di USA e Israele è un tassello in questo schema globale: oltre
a colpire chi sostiene la resistenza palestinese, l’obiettivo è garantire un
orizzonte imperialista. La guerra oggi significa anche utilizzo di tecnologie e
mezzi nuovi, in una sorta di tecnofascistizzazione generale in cui le Big Tech
stabiliscono un ordine mondiale. Significa anche conseguenze materiali per chi,
in ogni parte del mondo, si trova nella parte bassa della classe: la
contraddizione energetica è un tema centrale in una fase di finanziarizzazione e
di crisi del dollaro.
Qual è il nostro compito oggi? Blocchiamo Tutto ha consegnato delle indicazioni
precise: mobilitiamoci senza ambiguità a sostegno di chi resiste
all’imperialismo. Come costruire un movimento contro la guerra imperialista
oggi?
Youssef Boussoumah, Militante della causa palestinese dagli anni 80, partecipa
all’organizzazione nel 1998 della campagna per il diritto al ritorno in
Palestina e altre iniziative di solidarietà concreta. E’ stato tra i membri
fondatori del MIR e poi del PIR (Parti des Indigènes de la République) Oggi
collabora insieme a Houria Bouteldja e Louisa Yousfi al media libero Parole
d’Honneur, progetto informativo e di dibattito politico, in cui si dà voce
all’immigrazione post-coloniale e ai quartieri popolari ed è membro di QG
Décolonial. Compagno di lungo corso con un punto di vista decoloniale e sulla
necessità di una lettura dell’attualità in chiave anti-imperialista.