di Gianni Giovannelli* Rileggendo “Eternal Fascism” di Umberto Eco dopo che sono
trascorsi trent’anni …in modo che le cose presenti ci offendono, le future ci
minacciano; et così nella morte …
Tag - genocidio
L’inchiesta di Al Jazeera svela l’orrore oltre le macerie: non solo morti
sepolti, ma esseri umani volatilizzati a 3.000 gradi, ridotti a sangue, pelle e
frammenti Il genocidio a Gaza …
Il caso Francesca Albanese smaschera il meccanismo: governi che costruiscono
scandali, media che rilanciano senza verificare, e la parola “antisemitismo”
usata come manganello politico contro le voci indipendenti. C’è un …
Dopo mesi di repressione e migliaia di arresti, la giustizia britannica dichiara
illegale la messa al bando del gruppo: il governo ha usato le leggi
antiterrorismo per colpire la solidarietà …
Comunicato di giornalist3 e operator3 dell’informazione contro la campagna
mediatica orchestrata da molte/i colleghe/i e testate giornalistiche contro
associazioni e gruppi palestinesi in Italia. Come giornaliste/i e operatori
dell’informazione, condanniamo …
di Edoardo Todaro Un romanzo-testimonianza che documenta lo sterminio, riafferma
l’identità palestinese e trasforma la scrittura in un atto di resistenza morale
e politica La prefazione a cura di Mousa …
Dopo le prime denunce in tutta Italia, a Genova e Bologna il decreto sicurezza
diventa un’arma contro chi si mobilita per la Palestina Le denunce di Genova e
Bologna non …
71mila morti accertati, aiuti bloccati, ong sotto ricatto: mentre Israele
ammette il bilancio delle vittime, la distruzione sistematica della vita
palestinese continua nell’impunità generale. Settantamila. Anzi, più di
settantunomila. È …
“Ci siamo detti: pianifichiamo un castrofico successo“. Così Jared Kushner,
intervenuto sul palco di Davos dopo che il suocero Donald Trump aveva firmato la
fondazione del Board of Peace, ha commentato l’immagine della ‘new Gaza‘,
compresi grattacieli futuristici sul lungomare per il “turismo costiero”, hub di
trasporti e infrastrutture energetiche, da costruire sulle macerie della
distruzione provocata da oltre due anni di bombardamenti e raid israeliani che
hanno raso al suolo la Striscia di Gaza e provocato oltre 70mila morti. Nella
prima parte della puntata analizziamo alcune il Board of Peace voluto da Trump
per Gaza e i render della Gaza Riviera.
Nella seconda parte della puntata, insieme a Aida Kapetanovic, andiamo a vedere
l’eredità lasciata dagli Accordi di Dayton alla Bosnia Erzegovina, a 30 dalla
fine dalla guerra, il genocidio, la pulizia etnica, gli sfollamenti forzati, le
violenze.
Come evidenziato in un articolo di Leila Belhadj Mohamed, “se la pace è
concepita come amministrazione e non come processo, l’esito è una sospensione
del conflitto, non la sua risoluzione“. La logica della pace imposta
dall’esterno, nel caso degli Accordi di Dayton, ha prodotto, invece di reali
percorsi di trasformazione, strutture per amministrare e gestire le tensioni
etnico religiose che premiano i leader che soffiano sul fuoco dei nazionalismi e
che normalizzano la situazione di crisi, rendendo di fatto impossibile il suo
superamento.
Ancora oggi, per esempio, il curriculum scolastico per lx studentx varia a
seconda dell’appartenenza etnico religiosa, in quanto sussistono ancora classi,
e scuole, divise per la popolazione studentesca croata, bosgnacca e serba. Anche
i libri di testo su cui si impara la storia sono diversi, e raccontano 3
versioni diverse della Guerra in Bosnia.
In un territorio che ha conosciuto la guerra e il genocidio, e ha dovuto subire
processi di liberalizzazione guidati dai leader nazionalisti che hanno causato
la guerra e il genocidio, le lotte anti estrattiviste, ecologiste e studentesche
degli ultimi anni nei Balcani hanno dato un nuovo significato all’attaccamento
alla terra, innescando quei meccanismi trasformativi e solidali che le
istituzioni creatasi in conseguenza agli Accordi non perseguono.
Citati nella puntata:
Board of Peace: come Trump vuole assoggettare il mondo intero a partire dalla
liquidazione della questione palestinese – Comunicato dei Giovani Palestinesi
Dayton e Gaza: la logica della pace imposta dall’esterno – Articolo di Leila
Balhadj Mohamed
Le “blokade” in Serbia: una mobilitazione a guida studentesca che sta
trasformando radicalmente la società – Articolo di Aida Kapetanović
ArcelorMittal in Omarska: denying remembrance – Sulla miniera di ArcelorMittal
sul campo di Omarska
River protection movements in Bosnia and Herzegovina and Serbia: rethinking
locality and collective identity – Articolo di Aida Kapetanović
Mining is war – mappatura dei luoghi dell’estrattivismo nei Balcani
Swap and Sacrifice: The Colonial Legacy of Mapping in Bosnia and Herzegovina –
articolo sulla mappatura del territorio BiH come strumento coloniale
Le comunità della Bosnia Erzegovina unite per difendere i loro fiumi – reportage
per Internazionale
‘Sistem te laže!’: the anti-ruling class mobilisation of high school students in
Bosnia and Herzegovina – Articolo sulle proteste contro le scuole separate in
Bosnia Erzegovina
Breve documentario sulla coalizione regionale a difesa dei fiumi – Youtube
Il 25 novembre 2025, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, per
il secondo anno ha visto riempirsi piazze da tutta Italia: l’obbiettivo di dare
risalto ai nodi territoriali sfida il classico corteo nella capitale che
quest’anno si è tenuto sabato 22, contando 70 mila persone.
Ad oggi in Italia si parla di 91 femminicidi monitorati dall’osservatorio di
nudm solo nel 2025 e almeno 68 tentati femminicidi riportati. Il lavoro
dell’osservatorio è particolarmente importante in quanto in Italia non esiste
una banca dati pubblica sui femminicidi. Mentre secondo l’ISTAT sono 6,4 milioni
le donne che hanno riportato di aver subito delle forme di violenza.
Inoltre i dati dell’ISTAT pubblicati martedì confermano che le uccisioni
avvengono all’interno delle relazioni più strette della persona. Infatti si
riporta “Nel 2024, sulla base delle variabili disponibili, si stimano 106
femminicidi presunti su 116 omicidi con una vittima donna. Si tratta di 62 donne
uccise nell’ambito della coppia, dal partner o ex partner, 37 donne uccise da un
altro parente; sette casi, di cui tre donne uccise da un amico o conoscente e
quattro da sconosciuti, per i quali l’accanimento sul corpo della donna motiva
la classificazione dell’omicidio come femminicidio.”
La giornata è stata caratterizzata dal discorso sulla violenza strutturale che
ci circonda, espressa dal nesso tra guerra e patriarcato, due processi sistemici
aventi matrici comuni. Infatti non sono mancati i rimandi alle mobilitazioni a
sostegno della palestina con la esplicita volontà di inserirsi in una settimana
che si concluderà con lo sciopero generale contro la legge finanziaria di
economia di guerra venerdì 28 e il la 29 giornata mondiale per la palestina.
A questo proposito Fatou di nudm Torino ci racconta il comunicato nazionale
“Perchè come transfemministe sabotiamo la guerra”: (metti link)
Con Maria di nudm Torino il racconto della giornata, partita dalla mattina con
il fino al corteo serale cittadino:
Con Simona di Lucha y Siesta commentiamo il crescente attacco del governo ai
danni dei centri antiviolenza:
Mentre con Carlotta di nudm Milano raccontiamo il corteo che ha contato almeno
10.000 persone, culminato nell’occupazione simbolica del villaggio olimpico:
In ultimo riportiamo alcune delle interviste che abbiamo realizzato nel corso
del corteo per restituire il clima e la voce dellx partecipantx :