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[2026-05-15] Spagna 1936. La rivoluzione anarchica @ Federazione Anarchica Torinese
SPAGNA 1936. LA RIVOLUZIONE ANARCHICA Federazione Anarchica Torinese - corso Palermo 46 (venerdì, 15 maggio 21:00) Spagna 1936 La rivoluzione anarchica Venerdì 15 maggio ore 21 alla Fat in corso Palermo 46 A 90 anni dalla rivoluzione sociale in Spagna vi proponiamo tre documentari realizzati con filmati dell'epoca e interviste ai protagonisti dell'insurrezione e del processo rivoluzionario. ** Spagna 1936: l'utopia si fa storia Testi di Pino Cacucci (DVD 56', b/n) Immagini girate dai lavoratori dello spettacolo della CNT. Voci narranti: Paolo Rossi e Francesca Gatto. 18 luglio 1936 un sollevamento militare cerca di abbattere la repubblica. Il 19 luglio le popolazioni di Spagna insorgono. Protagonisti dell’insurrezione i lavoratori della CNT, l’organizzazione anarcosindacalista che nel proprio programma ha il comunismo anarchico e l’autogestione. Saranno tre lunghi anni di guerra civile, terminati con la sconfitta militare. Saranno gli anni in cui i lavoratori della Barcellona industriale e i contadini delle campagne esproprieranno le fabbriche, metteranno in comune le campagne, sperimentando concretamente l’anarchia. Le immagini, girate dai lavoratori dello spettacolo della CNT per la diffusione all’estero, ci restituiscono il clima di quegli anni: le barricate di Barcellona, i volontari in armi, le donne con la tuta e il fucile, le campagne dove si lavorava senza padrone, le fabbriche in mano agli operai. In questa edizione il testo di Pino Cacucci ricostruisce l'epopea misconosciuta di quel triennio in cui l'utopia libertaria diventa storia. Le straordinarie immagini raccolte nelle strade e sui fronti mostrano in diretta il farsi storico di una rivoluzione che coinvolse milioni di persone. ** Tra guerra e rivoluzione. Anarchici italiani in Spagna. A cura di Claudio Venza, docente di storia all'Università di Trieste, e Paolo Gobetti dell'Archivio cinematografico nazionale della Resistenza. La testimonianza viva di alcuni tra le centinaia di anarchici accorsi in Spagna in sostegno alla rivoluzione sociale. ** Gli anarchici e l'esperienza delle collettività agricole. In questo video le testimonianze di alcuni dei protagonisti dell'autogestione delle terre espropriate ai padroni.
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[2026-05-01] Primo Maggio Anarchico. Pace tra gli oppressi guerra agli oppressori! @ Torino, piazza Vittorio
PRIMO MAGGIO ANARCHICO. PACE TRA GLI OPPRESSI GUERRA AGLI OPPRESSORI! Torino, piazza Vittorio - Piazza Vittorio Veneto, Torino (TO) (venerdì, 1 maggio 08:30) PACE TRA GLI OPPRESSI, GUERRA AGLI OPPRESSORI! PRIMO MAGGIO ANARCHICO VENERDÌ 1 MAGGIO ORE 9 PIAZZA VITTORIO SPEZZONE ANTIMILITARISTA CONTRO TUTTE LE PATRIE PER UN MONDO SENZA FRONTIERE! PACE TRA GLI OPPRESSI, GUERRA AGLI OPPRESSORI! NEGLI ULTIMI ANNI I RICCHI SONO DIVENTATI ANCORA PIÙ RICCHI, MENTRE CHI ERA POVERO È DIVENTATO ANCORA PIÙ POVERO. E VA SEMPRE PEGGIO. OVUNQUE SI ALLUNGANO LE FILE DEI SENZA CASA, SENZA REDDITO, SENZA PROSPETTIVE. PER METTERE INSIEME IL PRANZO CON LA CENA IN TANTI SI ADATTANO AD UNA MIRIADE DI LAVORI PRECARI, SOTTOPAGATI, IN NERO, SENZA TUTELE. OVUNQUE CRESCE LA LISTA DEI MORTI E DEI MUTILATI SUL LAVORO: NON SONO INCIDENTI MA LA FEROCE LOGICA DEL PROFITTO CHE SI MANGIA LA VITA E LA SALUTE DI TANT*. IL PREZZO DI GAS E LUCE È RADDOPPIATO, TANTA GENTE È SOTTO SFRATTO O CON LA CASA MESSA ALL’ASTA. SE NON CI SONO I SOLDI PER IL FITTO E LE BOLLETTE, LA TUTELA DELLA SALUTE DIVENTA UNA MERCE DI LUSSO CHE POSSONO PERMETTERSI IN POCHI. LA LUNGA STRADA DELLA NORMALIZZAZIONE DELLE LOTTE SOCIALI, PARTITA DA TORINO NEL 1980 CON LA SCONFITTA DELLA RESISTENZA OPERAIA IN FIAT, STA ARRIVANDO AL PROPRIO EPILOGO. LA DISTRUZIONE DELLE PUR ESILI TUTELE CONQUISTATE NEGLI ANNI SESSANTA E SETTANTA VA DI PARI PASSO CON UNA SEMPRE MAGGIORE REPRESSIONE DELLE LOTTE. OGGI GLI EREDI DIRETTI DEL FASCISMO SONO AL GOVERNO E STANNO RESTAURANDO IL FASCISMO. NON SERVE LA DITTATURA FORMALE PER CANCELLARE GLI ESILI MARGINI DI LIBERTÀ CONCESSI A PREZZO DI LOTTE DURATE UN SECOLO. LE QUESTIONI SOCIALI SONO DIVENTATE UN AFFARE DI ORDINE PUBBLICO PER SCHIACCIARE CON LA VIOLENZA POLIZIESCA OGNI ACCENNO DI INSORGENZA SOCIALE. L’INSIEME DI LEGGI REPRESSIVE, CHE, QUESTO GOVERNO, IN PERFETTA CONTINUITÀ CON I PRECEDENTI, HA EMANATO, POSSONO SEPPELLIRE IN GALERA COMPAGNI E COMPAGNE PER BANALI EPISODI DI LOTTA. ORMAI UNA SEMPLICE SCRITTA SUL MURO, UN BLOCCO STRADALE, UN PICCHETTO, UN’OCCUPAZIONE, MAGARI CONIUGATI AD UNO DEI TANTI REATI ASSOCIATIVI, SONO TRATTATI CON ESTREMA DUREZZA. ALLA VIGILIA DEL 25 APRILE HANNO APPROVATO IL FERMO PREVENTIVO PER GLI ATTIVISTI POLITICI INVISI AL GOVERNO. MELONI COME MUSSOLINI: LE LEGGI SPECIALI DEL 1926 SONO DIVENTATE, PASSO DOPO PASSO LE LEGGI "NORMALI" DEL 2026. IL GOVERNO CONDANNA A MORTE I MIGRANTI CON IL BLOCCO NAVALE E METTE AL CONFINO (DASPO, FOGLI DI VIA, SORVEGLIANZA SPECIALE, SEQUESTRO PREVENTIVO) GLI ANTIFASCISTI. I TANTI PROVVEDIMENTI REPRESSIVI MESSI IN CAMPO NELL’ULTIMO DECENNIO PER DARE SCACCO AGLI INDESIDERABILI, AI CORPI IN ECCESSO, AI SOVVERSIVI NON SONO SUFFICIENTI PER UN GOVERNO CHE HA DECISO DI METTERE SOTTO CONTROLLO L’INTERA POPOLAZIONE. IN PERIFERIA L’OCCUPAZIONE MILITARE È DIVENTATA NORMALE. ANZI! OGNI GIORNO È PEGGIO. INTERE AREE DEI QUARTIERI POVERI VENGONO MESSE SOTTO ASSEDIO, CON CONTINUE RETATE DI PERSONE SENZA DOCUMENTI O CHE VIVONO GRAZIE AD UN’ECONOMIA INFORMALE. TORINO DA CITTÀ DELL’AUTO SI STA TRASFORMANDO IN CITTÀ DEI BOMBARDIERI E VETRINA PER TURISTI. UNA VETRINA CHE I POVERI CHE PASSANO ORE AI GIARDINETTI NON DEVONO SPORCARE. L’ASPIRAZIONE AD AVERE UNA SOCIALITÀ NON MERCIFICATA VA REPRESSA. IL GOVERNO A TUTTI I LIVELLI PUNTA IL DITO SULLE PERSONE PIÙ POVERE, RAZZIALIZZATE, CON IL CONTINUO RICATTO DEI DOCUMENTI, PER NASCONDERE LA GUERRA SOCIALE CHE HA SCATENATO CONTRO TUTTI I POVERI, ITALIANI E NATI ALTROVE, SCHIERANDOSI A FIANCO DEI PADRONI GRANDI E PICCOLI. IL CONTROLLO ETNICAMENTE MIRATO DEL TERRITORIO MIRA A REPRIMERE SUL NASCERE OGNI POSSIBILE INSORGENZA SOCIALE. IL CPR, LA GALERA AMMINISTRATIVA PER SENZA DOCUMENTI, È, AL PARI DEL CARCERE, UNA DISCARICA SOCIALE. IL GOVERNO SPERIMENTA TECNICHE DI CONTROLLO SOCIALE PRIMA IMPENSABILI, PUR DI NON METTERE UN SOLDO PER LA CASA, LA SANITÀ, I TRASPORTI, LE SCUOLE. LA SPESA MILITARE È IN COSTANTE AUMENTO, LE MISSIONI ALL’ESTERO DELLE FORZE ARMATE ITALIANE SI SONO MOLTIPLICATE. I MILITARI FANNO SEI MESI IN MISSIONI MILITARI ALL’ESTERO, SEI MESI PER LE STRADE DELLE NOSTRE CITTÀ. LA GUERRA PER IL CONTROLLO DELLE RISORSE ENERGETICHE VA DI PARI PASSO CON L’OFFENSIVA CONTRO LE PERSONE IN VIAGGIO, PER RICACCIARLE NELLE GALERE LIBICHE, DOVE TORTURE, STUPRI E OMICIDI SONO FATTI NORMALI. OGGI CI VORREBBERO TUTTI ARRUOLATI, TUTTI SCHIERATI NELLE GUERRE IN CUI IL NOSTRO PAESE È IMPEGNATO DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE. NOI NON CI STIAMO. NOI NON CI ARRUOLIAMO, RIFIUTIAMO LA RETORICA PATRIOTTICA COME ELEMENTO DI LEGITTIMAZIONE DI TUTTI GLI STATI E DELLE LORO PRETESE ESPANSIONISTICHE. L’ANTIMILITARISMO, L’INTERNAZIONALISMO, IL DISFATTISMO RIVOLUZIONARIO SONO STATI CENTRALI NELLE LOTTE DEL MOVIMENTO DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI SIN DALLE SUE ORIGINI. SFRUTTAMENTO ED OPPRESSIONE COLPISCONO IN EGUAL MISURA A TUTTE LE LATITUDINI, IL CONFLITTO CONTRO I “PROPRI” PADRONI E CONTRO I “PROPRI” GOVERNANTI È IL MIGLIOR MODO DI OPPORSI ALLA VIOLENZA STATALE E ALLA FEROCIA DEL CAPITALISMO IN OGNI DOVE. SIAMO A FIANCO DELLA GENTE CHE, OVUNQUE NEL MONDO, MUORE SOTTO LE BOMBE, SIAMO A FIANCO DI CHI, OVUNQUE NEL MONDO, SUBISCE CARCERE E REPRESSIONE PER ESSERSI OPPOSTO ATTIVAMENTE ALLA GUERRA. SIAMO CONTRO L’ECONOMIA DI GUERRA QUI E OVUNQUE. SIAMO A FIANCO DI CHI, IN OGNI DOVE, DISERTA LA GUERRA TRA GLI STATI, CHE SI CONTENDONO IL DOMINIO IMPERIALE SUI TERRITORI, LE RISORSE, LE VITE DI DONNE, UOMINI E BAMBIN*. SIAMO CONTRO LA GUERRA E CHI LA ARMA. SIAMO DISERTORI DI OGNI GUERRA, PARTIGIANI CONTRO OGNI STATO. IN UN SOLO GIORNO IL GOVERNO SPENDE 104 MILIONI DI EURO: CON LA STESSA CIFRA SI POTREBBE ATTREZZARE DI TUTTO PUNTO UN PRESIDIO SANITARIO TERRITORIALE. PROVATE AD IMMAGINARE QUANTO MIGLIORI SAREBBERO LE NOSTRE VITE SE I MILIARDI IMPIEGATI PER RICACCIARE UOMINI, DONNE E BAMBINI NEI LAGER LIBICI, PER GARANTIRE GLI INTERESSI DELL’ENI IN AFRICA, PER INVESTIRE IN ARMAMENTI, PER PAGARE I MILITARI NELLE STRADE DELLE NOSTRE PERIFERIE FOSSERO USATI PER SCUOLA, SANITÀ, TRASPORTI. MA IMMAGINARE NON BASTA. OCCORRE MUTARE PARADIGMA. SERVONO CAMBIAMENTI RADICALI. INUTILE CROGIOLARSI NELLA RIPROPOSIZIONE DI UNA PROSPETTIVA WELFARISTA OGGI INATTINGIBILE. L’ILLUSIONE WELFARISTA CONSEGNA UNA DELEGA IN BIANCO ALLO STATO, CHE OGGI, QUANDO È SOTTO FORTE PRESSIONE, SI LIMITA A ELEMOSINE. COSTRUIAMO ASSEMBLEE TERRITORIALI, SPAZI, SCUOLE, TRASPORTI, AMBULATORI AUTOGESTITI. CI RACCONTANO LA FAVOLA CHE UNA SOCIETÀ COMPLESSA È INGOVERNABILE DAL BASSO MENTRE CI ANNEGANO NEL CAOS DELLA GESTIONE CENTRALIZZATA E BUROCRATICA DELLE SCUOLE, DEGLI OSPEDALI, DEI TRASPORTI. LA LOGICA È QUELLA DEL CONTROLLO E DEGLI AFFARI. OCCORRE SPEZZARLA. È URGENTE FARLO SUBITO. CON L’AZIONE DIRETTA, COSTRUENDO SPAZI POLITICI NON STATALI, MOLTIPLICANDO LE ESPERIENZE DI AUTOGESTIONE, COSTRUENDO RETI SOCIALI CHE SAPPIANO INCEPPARE LA MACCHINA E RENDANO EFFICACI GLI SCIOPERI E LE LOTTE TERRITORIALI. UN MONDO SENZA SFRUTTATI NÉ SFRUTTATORI, SENZA SERVI NÉ PADRONI, UN MONDO DI LIBERI ED EGUALI È POSSIBILE. TOCCA A NOI COSTRUIRLO. FEDERAZIONE ANARCHICA TORINESE CORSO PALERMO 46 - RIUNIONI OGNI MARTEDÌ ALLE 20,30 WWW.ANARRESINFO.ORG
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Una nuova casa per la FAT!
Tutti conoscono la sede anarchica di corso Palermo 46. Siamo lì dal lontano 1982. Un luogo di incontro tra compagni e compagne che condividono la prospettiva di un mondo di libere ed eguali, senza Stati, frontiere, oppressione e sfruttamento. In quel seminterrato per decenni ci sono state serate di approfondimento, presentazioni di libri ed una socialità libera. In quel posto abbiamo costruito iniziative di lotta. Antimilitariste, anticapitaliste, antisessiste, ecologiste, antirazziste. Per noi un luogo del cuore. Il padrone dei locali ha deciso di triplicarci l’affitto. Siamo lavoratori, studenti, disoccupati, pensionati, precari. Da sempre attingiamo ai nostri portafogli perché ci sia un luogo che ospiti incontri, dibattiti, riunioni, feste, autoproduzioni. Non siamo in grado e neppure vogliamo pagare chi crede di poter approfittare della nuova Aurora gentrificata. Abbiamo scelto di lanciare il cuore oltre l’ostacolo. È tempo di aprire una nuova casa, ancora più bella. Ma. Da soli non possiamo farcela a comprare il posto che vorremmo. Tante volte abbiamo sentito forte il calore della vostra solidarietà di fronte alla repressione e nel sostegno alle lotte. Chi vuole contribuire può passare da noi o inviare i soldi qui: IBAN IT04 I010 0501 0070 0000 0003 862 intestato a Emilio Penna Vogliamo tornare a rivedere le stelle… Le compagne e i compagni della Federazione Anarchica Torinese
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[2025-05-16] Transfemminismo e anarchia @ Federazione Anarchica Torinese
TRANSFEMMINISMO E ANARCHIA Federazione Anarchica Torinese - corso Palermo 46 (venerdì, 16 maggio 21:00) TRANSFEMMINISMO E ANARCHIA UN UNIVERSALE PLURALE CHE SPEZZA I GENERI IN UN'IRRIDUCIBILE MOLTEPLICITÀ DI PERCORSI INDIVIDUALI. VENERDÌ 16 MAGGIO ORE 21 IN CORSO PALERMO 46 PRESENTAZIONE DELL'OPUSCOLO DELLA FAT E DEL GERMINAL DI TRIESTE CON ALCUN AUTOR I NOSTRI CORPI DEGENERI, ABBATTONO LE FRONTIERE TRA GLI STATI, LOTTANO CONTRO IL NAZIONALISMI ED OGNI IDENTITÀ ESCLUDENTE, FRANTUMANO LE TANTE LEGGI DEL PADRE, DEL PADRONE, DEGLI DEI E DEI LORO PRETI. QUI POTETE LEGGERE E SCARICARE LIBERAMENTE I TESTI: HTTPS://WWW.ANARRESINFO.ORG/TRANSFEMMINISMO-PERCORSI-E-PROSPETTIVE/ HTTPS://GERMINALTS.NOBLOGS.ORG/POST/2025/02/19/NON-CI-PUO-ESSERE-ANARCHISMO-SENZA-FEMMINISMO/ E QUI IL PDF: TRANSFEMMINISMO E ANARCHIA FEDERAZIONE ANARCHICA TORINESE CORSO PALERMO 46 - RIUNIONI OGNI MARTEDÌ ORE 20,30 WWW.ANARRESINFO.ORG
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Venerdì 16/5. Transfemminismo e anarchia
Anarchia e transfemminismo Un universale plurale che spezza i generi in un’irriducibile molteplicità di percorsi individuali. Venerdì 16 maggio ore 21 in corso Palermo 46 Presentazione dell’opuscolo della Fat e del Germinal di Trieste con alcun* autor* I nostri corpi degeneri, abbattono le frontiere tra gli Stati, lottano contro il nazionalismi ed ogni identità escludente, frantumano le tante leggi del padre, del padrone, degli dei e dei loro preti. Qui potete leggere e scaricare liberamente i testi: https://www.anarresinfo.org/transfemminismo-percorsi-e-prospettive/ https://germinalts.noblogs.org/post/2025/02/19/non-ci-puo-essere-anarchismo-senza-femminismo/ E qui il PDF: transfemminismo e anarchia Federazione Anarchica Torinese Corso Palermo 46 – riunioni ogni martedì ore 20,30 – www.anarresinfo.org
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Spezzone antimilitarista e anarchico al corteo del Primo Maggio
Il Primo Maggio, in tante e tanti hanno scelto di attraversare lo spezzone rossonero promosso dall’Assemblea Antimilitarista e dalla Federazione Anarchica Torinese. Una calda e gradevole giornata di sole ha fatto da cornice a una manifestazione combattiva che affonda le sue radici nelle imponenti rivendicazioni operaie di fine ‘800 per le otto ore lavorative. Un centinaio di antimilitarist* e anarchic* hanno sfilato in coda al corteo brandendo lo striscione “Pace tra gli oppressi, guerra agli oppressori”, segnando una netta distanza con coloro che formalmente si dichiarano contrari alla guerra, ma nei fatti, si schierano a favore di vecchi e nuovi imperialismi sotto la bandiera della resistenza, fornendo rinnovata linfa vitale a nazionalismi e guerre di religione che da sempre sono nemici di tutte le lotte che aspirano ad una reale emancipazione sociale. Numerosi slogan e interventi hanno ricordato sia le pessime condizioni in cui versa chi è disoccupato o chi è costretto a sopravvivere di lavori precari e sottopagati, sia l’aumento delle morti sul lavoro, diretta conseguenza dalla cinica logica del profitto a tutti i costi. Stessa determinazione ha contraddistinto la necessità di denunciare  fermamente la moltiplicazione degli sfratti, una piaga per coloro che non ce la fanno più a pagare fitto e bollette. Avere garantito un tetto sopra la testa si sta trasformando in un lusso per pochi privilegiati. Ogni contributo portato in piazza ci ha tenuto a ribadire l’urgenza di opporsi all’escalation bellica che sempre più sta travolgendo le nostre esistenze, partendo dai nostri territori, dove le armi vengono prodotte e testate per poi essere utilizzate nei conflitti che insanguinano vaste aree del pianeta; dove la militarizzazione investe con insistenza le periferie più povere e arriva ad assediare scuole e insegnamento; dove Leonardo e Politecnico si stanno impegnando nella costruzione della Città dell’Aerospazio, un polo di ricerca finalizzato alla progettazione di congegni e tecniche militari sempre più micidiali e all’avanguardia per uccidere e avvelenare interi territori. Le spese militari crescono inesorabilmente, così come i tagli ai servizi sociali fondamentali. L’industria bellica si arricchisce, mentre noi vediamo spalancarsi le porte della miseria e rischiamo di morire per mancanza di cure mediche adeguate. Anche in questa occasione, non si è mancato di contestare le politiche del governo fascista, che oltre ad intensificare la retorica patriottica per arruolarci nell’impresa a difesa degli interessi nazionali e renderci complici di massacri di popolazioni civili, si sta servendo di leggi speciali che trattano le questioni sociali come affari di ordine pubblico, portando avanti una spietata guerra ai poveri – autoctoni e migranti – e una durissima repressione di qualsiasi forma di dissenso. Ci vogliono muti e rassegnati, se non addirittura servili. La lotta di classe non è affatto un discorso relegato al passato. Lo sanno bene i burocrati del sindacalismo istituzionale e concertativo che fanno quotidianamente il gioco di chi prosciuga il nostro tempo e le nostre energie investite sul posto di lavoro, pur di continuare a estrarre ed accumulare capitale. Purtroppo, il sindacalismo di base, nonostante il generoso impegno, fa sempre più fatica a intercettare il disagio sociale di coloro che vivono nella nostra città. Ne consegue che serve organizzarsi collettivamente e superare il clima prevalente di atomizzazione e diffidenza tra sfruttat*, se davvero vogliamo che la paura cambi di campo. Siamo consapevoli che l’unica speranza che abbiamo di invertire la rotta, non può che essere quella di costruire e rinforzare reti di solidarietà e lotta in opposizione all’oppressione, allo sfruttamento, alle guerre volute e foraggiate da padroni e governanti. Solo praticando l’azione diretta possiamo pensare di impensierire i potenti della terra. Solo riportando al centro del dibattito il valore del disfattismo rivoluzionario e sostenendo attivamente i disertori di tutte le guerre degli stati, possiamo scongiurare il pericolo di un olocausto nucleare. Solo dando vita a spazi politici non statali possiamo porre le basi per un mondo di libere ed eguali, senza stati, padroni, frontiere, eserciti e polizie. Federazione Anarchica Torinese Assemblea Antimilitarista – Torino corso Palermo 46 – riunioni ogni martedì alle 20,30 – www.anarresinfo.org FB: https://www.facebook.com/ INSTAGRAM: https://www.instagram.com/p/
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[2025-05-01] Primo Maggio. Spezzone antimilitarista anarchico @ Torino, piazza Vittorio
PRIMO MAGGIO. SPEZZONE ANTIMILITARISTA ANARCHICO Torino, piazza Vittorio - Piazza Vittorio Veneto, Torino (TO) (giovedì, 1 maggio 09:00) Giovedì 1 maggio ore 9 piazza Vittorio Spezzone antimilitarista anarchico Contro tutte le patrie per un mondo senza frontiere! Pace tra gli oppressi, guerra agli oppressori! Federazione Anarchica Torinese Assemblea Antimilitarista Corso Palermo 46 Riunioni ogni martedì dalle 20,30 www.anarresinfo.org
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Il maestro e le margherite
Gianni è stato tante cose diverse. Era del 1938. Sua madre partorì in casa a Mombercelli. Lui era prematuro e gracile: la durezza degli anni della guerra facevano presagire che non avrebbe passato l’infanzia. Invece “Spinacino” ce ha fatta. In barba al freddo, alle bombe, alla fame e ai tanti malanni di quei primi anni, arriverà al 5 febbraio 2025, quando se ne è andato nel sonno. Lasciato il paese, da cui riporterà il ricordo indelebile degli alberi, delle foglie, dell’aria di collina, con i genitori e il fratellino si trasferisce a Torino. Il panorama della città nel primo dopoguerra è segnato dalle macerie delle case bombardate e dagli alberi dei viali tagliati per fare legna. I soldi sono pochi e la vita, in due stanze con il ballatoio ed il cesso fuori, è grama. La scuola sarà per lui un mondo speciale, che amerà sin dai primi anni. Al punto che sceglierà di fare il maestro. La laurea, che, all’epoca non serviva per insegnare alle “elementari” come si chiamavano allora, la prenderà anni dopo, con una tesi di pedagogia libertaria. A cavallo tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta il giovane maestro viene allontanato dall’insegnamento per cinque lunghi anni, in cui verrà confinato in un ufficio. Le sue idee erano troppo sovversive. A quell’epoca la scuola elementare era simile ad una piccola caserma. I bambini separati dalle bambine, le divise, lo stare sull’attenti, il recitare la preghiera, l’alzarsi in piedi quando entrava l’autorità, lo stare per ore immobili, “composti” nei banchi. Gianni si nutre delle idee e delle esperienze di Celestin Freinet, del nativo canadese Wilfred Peltier, della scuola pedagogica statunitense. Gianni, quando arriva in classe si fa dare del tu ai bambini, non li rinchiude nell’aula, li porta fuori a toccare con mano le cose: il fiume, gli alberi, ma anche la realtà sociale, quella dei profughi istriani delle Vallette, quella dei napoletani emigrati in gran numero a Cirié, all’imbocco delle valli di Lanzo, dove insegnerà a lungo dopo la pausa forzata imposta dal Ministero. A Cirié, complice una mamma che sapeva riparare le bici, i bambini partono ad esplorare il territorio per capire la cosa più importante: le domande da fare, la curiosità che nasce dall’esperienza, il proprio percorso nella vita. Con le bici Gianni e i suoi bambini arrivano ad invadere la pista dell’aeroporto di Caselle, per vedere come erano fatti gli aerei, con i quali i più fortunati partivano per paesi favolosi, che ai ragazzini della Ciriè operaia erano preclusi. Tante imprese, tanti viaggi, soprattutto viaggi nella realtà sociale, dove si parla di lavoro e di licenziamenti punitivi. Una volta, con i bambini occupa l’ufficio del sindaco perché a scuola fa freddo. Storie di frontiera in una scuola che oggi non è più fatta di autorità e disciplina anche grazie ai partigiani dei bambini come Gianni Milano. Lui lo diceva a chiare lettere: “bisogna dar voce ai bambini: sono loro che decidono come apprendere meglio, e cosa fare”. Gli ultimi anni a scuola, dove lavorerà per 40 anni, li trascorre a Lanzo dove insegna alle future maestre. Quando i suoi capelli sono diventati tutti bianchi, ha continuato a portarli lunghi e scarrufati, come ai tempi in cui si guadagnò il soprannome dispregiativo, ma portato con orgoglio, di “maestro capellone”. Lui non ne parlava più di tanto, ma se date un’occhiata ai libri, alle riviste, alla storia di quegli anni speciali scoprirete che è stato tra i protagonisti della cultura beat nel nostro paese. Era un fricchettone colto, scriveva poesie sulla sua lettera 32. Poesie che trovate sparse qua e là, di recente molte sono state raccolte in un volume per le edizioni Fenix. D’estate, quando le scuole erano chiuse, autostop e via per il mondo. Ma poi tornava sempre a Torino, che non era più la città bigia e dura dei suoi primi anni, ma sempre la città in cui si sentiva a casa, all’ombra delle montagne. Era amico di Fernanda Pivano e di Allen Ginsberg, è stato uno dei protagonisti della beat generation: pubblica Off Limits (1966), Guru (1967), Prana (1968), King Kong (1973), Uomo Nudo (Tampax, 1975). È tra i fondatori della Pitecantropus Editrice, un tentativo di unire le anime della cultura Beat. Spirito profondamente libertario, specie negli ultimi anni si lega al movimento anarchico, attraversandone le lotte. Abitava in fondo a corso Vercelli, a due passi dal Balon, dove lo incontravamo spesso in occasione di presidi e banchetti. Arrivava e parlava con tutti, indossando un fazzoletto rosso e nero, spacciando idee e libri. Vivace come un folletto, mai stanco, nonostante gli anni che passavano ed i nuovi malanni. Lo ricordiamo in tanti 25 aprile, tanti primi maggi, portare con orgoglio la bandiera rossa e nera. Anche in valle ha intersecato varie volte le strade dei cortei e delle lotte, perché in quella lotta popolare, specie in certi anni, seppe riconoscere il tempo che muta, quando la gente comune, quella che non ci è avvezza, alza la testa. Lo conoscevano tutt. Con la sua parlantina sciolta e il suo stile da vecchio maestro, lo trovavate nei posti dove la gente sceglie di essere protagonista, di alzarsi in piedi, di costruire da se il proprio cammino. Eravamo in tanti a salutarlo nel piazzale del Cimitero Maggiore di Torino, nonostante il freddo e la pioggerellina insistita. Il Cor’Occhio circondato da bandiere anarchiche, sullo sfondo uno striscione No Tav ha intonato i canti anarchici e quelli di chi diserta la guerra. Gianni che l’aveva conosciuta fu un antimilitarista convinto, senza sfumature. Lo abbiamo ricordato con la musica, le parole, le sue poesie. In questi tempi grami, con le scuole che rischiano di diventare nuovamente caserme, il ricordo del maestro capellone, che sfrecciava alla testa della sua ciurma di bambini liberati dai banchi per la campagna piemontese, resterà un’ancora che renderà più forte la determinazione a continuare a pedalare per cambiare il mondo intollerabile in cui siamo forzati a vivere. Nel lungo percorso attraverso le grandi statue del monumentale siamo arrivati in una zona povera. Gianni, nato sulla terra, ha scelto di tornarvi. Sulla bara una bandiera nera e tanti garofani rossi. Elfo di città, con un cuore contadino, continueremo a vederlo volteggiare a Torino e in Valle, o al Balon, dove si mescolava con gli anarchici e i senzapatria. Ciao Gianni! I compagni e le compagne della Federazione Anarchica Torinese
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