SPAGNA 1936. LA RIVOLUZIONE ANARCHICA
Federazione Anarchica Torinese - corso Palermo 46
(venerdì, 15 maggio 21:00)
Spagna 1936
La rivoluzione anarchica
Venerdì 15 maggio
ore 21
alla Fat in corso Palermo 46
A 90 anni dalla rivoluzione sociale in Spagna vi proponiamo tre documentari
realizzati con filmati dell'epoca e interviste ai protagonisti dell'insurrezione
e del processo rivoluzionario.
** Spagna 1936: l'utopia si fa storia
Testi di Pino Cacucci (DVD 56', b/n)
Immagini girate dai lavoratori dello spettacolo della CNT.
Voci narranti: Paolo Rossi e Francesca Gatto.
18 luglio 1936 un sollevamento militare cerca di abbattere la repubblica. Il 19
luglio le popolazioni di Spagna insorgono.
Protagonisti dell’insurrezione i lavoratori della CNT, l’organizzazione
anarcosindacalista che nel proprio programma ha il comunismo anarchico e
l’autogestione. Saranno tre lunghi anni di guerra civile, terminati con la
sconfitta militare. Saranno gli anni in cui i lavoratori della Barcellona
industriale e i contadini delle campagne esproprieranno le fabbriche, metteranno
in comune le campagne, sperimentando concretamente l’anarchia.
Le immagini, girate dai lavoratori dello spettacolo della CNT per la diffusione
all’estero, ci restituiscono il clima di quegli anni: le barricate di
Barcellona, i volontari in armi, le donne con la tuta e il fucile, le campagne
dove si lavorava senza padrone, le fabbriche in mano agli operai.
In questa edizione il testo di Pino Cacucci ricostruisce l'epopea misconosciuta
di quel triennio in cui l'utopia libertaria diventa storia. Le straordinarie
immagini raccolte nelle strade e sui fronti mostrano in diretta il farsi storico
di una rivoluzione che coinvolse milioni di persone.
** Tra guerra e rivoluzione. Anarchici italiani in Spagna.
A cura di Claudio Venza, docente di storia all'Università di Trieste, e Paolo
Gobetti dell'Archivio cinematografico nazionale della Resistenza.
La testimonianza viva di alcuni tra le centinaia di anarchici accorsi in Spagna
in sostegno alla rivoluzione sociale.
** Gli anarchici e l'esperienza delle collettività agricole.
In questo video le testimonianze di alcuni dei protagonisti dell'autogestione
delle terre espropriate ai padroni.
Tag - anarchia
PRIMO MAGGIO ANARCHICO. PACE TRA GLI OPPRESSI GUERRA AGLI OPPRESSORI!
Torino, piazza Vittorio - Piazza Vittorio Veneto, Torino (TO)
(venerdì, 1 maggio 08:30)
PACE TRA GLI OPPRESSI, GUERRA AGLI OPPRESSORI!
PRIMO MAGGIO ANARCHICO
VENERDÌ 1 MAGGIO
ORE 9 PIAZZA VITTORIO
SPEZZONE ANTIMILITARISTA
CONTRO TUTTE LE PATRIE PER UN MONDO SENZA FRONTIERE!
PACE TRA GLI OPPRESSI, GUERRA AGLI OPPRESSORI!
NEGLI ULTIMI ANNI I RICCHI SONO DIVENTATI ANCORA PIÙ RICCHI, MENTRE CHI ERA
POVERO È DIVENTATO ANCORA PIÙ POVERO. E VA SEMPRE PEGGIO.
OVUNQUE SI ALLUNGANO LE FILE DEI SENZA CASA, SENZA REDDITO, SENZA PROSPETTIVE.
PER METTERE INSIEME IL PRANZO CON LA CENA IN TANTI SI ADATTANO AD UNA MIRIADE DI
LAVORI PRECARI, SOTTOPAGATI, IN NERO, SENZA TUTELE.
OVUNQUE CRESCE LA LISTA DEI MORTI E DEI MUTILATI SUL LAVORO: NON SONO INCIDENTI
MA LA FEROCE LOGICA DEL PROFITTO CHE SI MANGIA LA VITA E LA SALUTE DI TANT*.
IL PREZZO DI GAS E LUCE È RADDOPPIATO, TANTA GENTE È SOTTO SFRATTO O CON LA CASA
MESSA ALL’ASTA. SE NON CI SONO I SOLDI PER IL FITTO E LE BOLLETTE, LA TUTELA
DELLA SALUTE DIVENTA UNA MERCE DI LUSSO CHE POSSONO PERMETTERSI IN POCHI.
LA LUNGA STRADA DELLA NORMALIZZAZIONE DELLE LOTTE SOCIALI, PARTITA DA TORINO NEL
1980 CON LA SCONFITTA DELLA RESISTENZA OPERAIA IN FIAT, STA ARRIVANDO AL PROPRIO
EPILOGO.
LA DISTRUZIONE DELLE PUR ESILI TUTELE CONQUISTATE NEGLI ANNI SESSANTA E SETTANTA
VA DI PARI PASSO CON UNA SEMPRE MAGGIORE REPRESSIONE DELLE LOTTE.
OGGI GLI EREDI DIRETTI DEL FASCISMO SONO AL GOVERNO E STANNO RESTAURANDO IL
FASCISMO. NON SERVE LA DITTATURA FORMALE PER CANCELLARE GLI ESILI MARGINI DI
LIBERTÀ CONCESSI A PREZZO DI LOTTE DURATE UN SECOLO.
LE QUESTIONI SOCIALI SONO DIVENTATE UN AFFARE DI ORDINE PUBBLICO PER SCHIACCIARE
CON LA VIOLENZA POLIZIESCA OGNI ACCENNO DI INSORGENZA SOCIALE.
L’INSIEME DI LEGGI REPRESSIVE, CHE, QUESTO GOVERNO, IN PERFETTA CONTINUITÀ CON I
PRECEDENTI, HA EMANATO, POSSONO SEPPELLIRE IN GALERA COMPAGNI E COMPAGNE PER
BANALI EPISODI DI LOTTA. ORMAI UNA SEMPLICE SCRITTA SUL MURO, UN BLOCCO
STRADALE, UN PICCHETTO, UN’OCCUPAZIONE, MAGARI CONIUGATI AD UNO DEI TANTI REATI
ASSOCIATIVI, SONO TRATTATI CON ESTREMA DUREZZA.
ALLA VIGILIA DEL 25 APRILE HANNO APPROVATO IL FERMO PREVENTIVO PER GLI ATTIVISTI
POLITICI INVISI AL GOVERNO.
MELONI COME MUSSOLINI: LE LEGGI SPECIALI DEL 1926 SONO DIVENTATE, PASSO DOPO
PASSO LE LEGGI "NORMALI" DEL 2026.
IL GOVERNO CONDANNA A MORTE I MIGRANTI CON IL BLOCCO NAVALE E METTE AL CONFINO
(DASPO, FOGLI DI VIA, SORVEGLIANZA SPECIALE, SEQUESTRO PREVENTIVO) GLI
ANTIFASCISTI.
I TANTI PROVVEDIMENTI REPRESSIVI MESSI IN CAMPO NELL’ULTIMO DECENNIO PER DARE
SCACCO AGLI INDESIDERABILI, AI CORPI IN ECCESSO, AI SOVVERSIVI NON SONO
SUFFICIENTI PER UN GOVERNO CHE HA DECISO DI METTERE SOTTO CONTROLLO L’INTERA
POPOLAZIONE.
IN PERIFERIA L’OCCUPAZIONE MILITARE È DIVENTATA NORMALE. ANZI! OGNI GIORNO È
PEGGIO.
INTERE AREE DEI QUARTIERI POVERI VENGONO MESSE SOTTO ASSEDIO, CON CONTINUE
RETATE DI PERSONE SENZA DOCUMENTI O CHE VIVONO GRAZIE AD UN’ECONOMIA INFORMALE.
TORINO DA CITTÀ DELL’AUTO SI STA TRASFORMANDO IN CITTÀ DEI BOMBARDIERI E VETRINA
PER TURISTI. UNA VETRINA CHE I POVERI CHE PASSANO ORE AI GIARDINETTI NON DEVONO
SPORCARE. L’ASPIRAZIONE AD AVERE UNA SOCIALITÀ NON MERCIFICATA VA REPRESSA.
IL GOVERNO A TUTTI I LIVELLI PUNTA IL DITO SULLE PERSONE PIÙ POVERE,
RAZZIALIZZATE, CON IL CONTINUO RICATTO DEI DOCUMENTI, PER NASCONDERE LA GUERRA
SOCIALE CHE HA SCATENATO CONTRO TUTTI I POVERI, ITALIANI E NATI ALTROVE,
SCHIERANDOSI A FIANCO DEI PADRONI GRANDI E PICCOLI.
IL CONTROLLO ETNICAMENTE MIRATO DEL TERRITORIO MIRA A REPRIMERE SUL NASCERE OGNI
POSSIBILE INSORGENZA SOCIALE. IL CPR, LA GALERA AMMINISTRATIVA PER SENZA
DOCUMENTI, È, AL PARI DEL CARCERE, UNA DISCARICA SOCIALE.
IL GOVERNO SPERIMENTA TECNICHE DI CONTROLLO SOCIALE PRIMA IMPENSABILI, PUR DI
NON METTERE UN SOLDO PER LA CASA, LA SANITÀ, I TRASPORTI, LE SCUOLE.
LA SPESA MILITARE È IN COSTANTE AUMENTO, LE MISSIONI ALL’ESTERO DELLE FORZE
ARMATE ITALIANE SI SONO MOLTIPLICATE.
I MILITARI FANNO SEI MESI IN MISSIONI MILITARI ALL’ESTERO, SEI MESI PER LE
STRADE DELLE NOSTRE CITTÀ.
LA GUERRA PER IL CONTROLLO DELLE RISORSE ENERGETICHE VA DI PARI PASSO CON
L’OFFENSIVA CONTRO LE PERSONE IN VIAGGIO, PER RICACCIARLE NELLE GALERE LIBICHE,
DOVE TORTURE, STUPRI E OMICIDI SONO FATTI NORMALI.
OGGI CI VORREBBERO TUTTI ARRUOLATI, TUTTI SCHIERATI NELLE GUERRE IN CUI IL
NOSTRO PAESE È IMPEGNATO DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE. NOI NON CI STIAMO.
NOI NON CI ARRUOLIAMO, RIFIUTIAMO LA RETORICA PATRIOTTICA COME ELEMENTO DI
LEGITTIMAZIONE DI TUTTI GLI STATI E DELLE LORO PRETESE ESPANSIONISTICHE.
L’ANTIMILITARISMO, L’INTERNAZIONALISMO, IL DISFATTISMO RIVOLUZIONARIO SONO STATI
CENTRALI NELLE LOTTE DEL MOVIMENTO DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI SIN DALLE
SUE ORIGINI.
SFRUTTAMENTO ED OPPRESSIONE COLPISCONO IN EGUAL MISURA A TUTTE LE LATITUDINI, IL
CONFLITTO CONTRO I “PROPRI” PADRONI E CONTRO I “PROPRI” GOVERNANTI È IL MIGLIOR
MODO DI OPPORSI ALLA VIOLENZA STATALE E ALLA FEROCIA DEL CAPITALISMO IN OGNI
DOVE.
SIAMO A FIANCO DELLA GENTE CHE, OVUNQUE NEL MONDO, MUORE SOTTO LE BOMBE, SIAMO A
FIANCO DI CHI, OVUNQUE NEL MONDO, SUBISCE CARCERE E REPRESSIONE PER ESSERSI
OPPOSTO ATTIVAMENTE ALLA GUERRA.
SIAMO CONTRO L’ECONOMIA DI GUERRA QUI E OVUNQUE.
SIAMO A FIANCO DI CHI, IN OGNI DOVE, DISERTA LA GUERRA TRA GLI STATI, CHE SI
CONTENDONO IL DOMINIO IMPERIALE SUI TERRITORI, LE RISORSE, LE VITE DI DONNE,
UOMINI E BAMBIN*.
SIAMO CONTRO LA GUERRA E CHI LA ARMA.
SIAMO DISERTORI DI OGNI GUERRA, PARTIGIANI CONTRO OGNI STATO.
IN UN SOLO GIORNO IL GOVERNO SPENDE 104 MILIONI DI EURO: CON LA STESSA CIFRA SI
POTREBBE ATTREZZARE DI TUTTO PUNTO UN PRESIDIO SANITARIO TERRITORIALE.
PROVATE AD IMMAGINARE QUANTO MIGLIORI SAREBBERO LE NOSTRE VITE SE I MILIARDI
IMPIEGATI PER RICACCIARE UOMINI, DONNE E BAMBINI NEI LAGER LIBICI, PER GARANTIRE
GLI INTERESSI DELL’ENI IN AFRICA, PER INVESTIRE IN ARMAMENTI, PER PAGARE I
MILITARI NELLE STRADE DELLE NOSTRE PERIFERIE FOSSERO USATI PER SCUOLA, SANITÀ,
TRASPORTI.
MA IMMAGINARE NON BASTA. OCCORRE MUTARE PARADIGMA.
SERVONO CAMBIAMENTI RADICALI. INUTILE CROGIOLARSI NELLA RIPROPOSIZIONE DI UNA
PROSPETTIVA WELFARISTA OGGI INATTINGIBILE. L’ILLUSIONE WELFARISTA CONSEGNA UNA
DELEGA IN BIANCO ALLO STATO, CHE OGGI, QUANDO È SOTTO FORTE PRESSIONE, SI LIMITA
A ELEMOSINE.
COSTRUIAMO ASSEMBLEE TERRITORIALI, SPAZI, SCUOLE, TRASPORTI, AMBULATORI
AUTOGESTITI. CI RACCONTANO LA FAVOLA CHE UNA SOCIETÀ COMPLESSA È INGOVERNABILE
DAL BASSO MENTRE CI ANNEGANO NEL CAOS DELLA GESTIONE CENTRALIZZATA E BUROCRATICA
DELLE SCUOLE, DEGLI OSPEDALI, DEI TRASPORTI. LA LOGICA È QUELLA DEL CONTROLLO E
DEGLI AFFARI. OCCORRE SPEZZARLA.
È URGENTE FARLO SUBITO. CON L’AZIONE DIRETTA, COSTRUENDO SPAZI POLITICI NON
STATALI, MOLTIPLICANDO LE ESPERIENZE DI AUTOGESTIONE, COSTRUENDO RETI SOCIALI
CHE SAPPIANO INCEPPARE LA MACCHINA E RENDANO EFFICACI GLI SCIOPERI E LE LOTTE
TERRITORIALI.
UN MONDO SENZA SFRUTTATI NÉ SFRUTTATORI, SENZA SERVI NÉ PADRONI, UN MONDO DI
LIBERI ED EGUALI È POSSIBILE.
TOCCA A NOI COSTRUIRLO.
FEDERAZIONE ANARCHICA TORINESE
CORSO PALERMO 46 - RIUNIONI OGNI MARTEDÌ ALLE 20,30
WWW.ANARRESINFO.ORG
di Agricoltori educati Dalla “pista anarchica” alle leggi speciali: come il
potere crea nemici per legittimarsi Poco importa che nemmeno la Storia sappia
dirci con sicurezza se fu proprio Anteo …
Tutti conoscono la sede anarchica di corso Palermo 46.
Siamo lì dal lontano 1982. Un luogo di incontro tra compagni e compagne che
condividono la prospettiva di un mondo di libere ed eguali, senza Stati,
frontiere, oppressione e sfruttamento.
In quel seminterrato per decenni ci sono state serate di approfondimento,
presentazioni di libri ed una socialità libera.
In quel posto abbiamo costruito iniziative di lotta. Antimilitariste,
anticapitaliste, antisessiste, ecologiste, antirazziste.
Per noi un luogo del cuore.
Il padrone dei locali ha deciso di triplicarci l’affitto. Siamo lavoratori,
studenti, disoccupati, pensionati, precari. Da sempre attingiamo ai nostri
portafogli perché ci sia un luogo che ospiti incontri, dibattiti, riunioni,
feste, autoproduzioni.
Non siamo in grado e neppure vogliamo pagare chi crede di poter approfittare
della nuova Aurora gentrificata.
Abbiamo scelto di lanciare il cuore oltre l’ostacolo.
È tempo di aprire una nuova casa, ancora più bella.
Ma.
Da soli non possiamo farcela a comprare il posto che vorremmo.
Tante volte abbiamo sentito forte il calore della vostra solidarietà di fronte
alla repressione e nel sostegno alle lotte.
Chi vuole contribuire può passare da noi o inviare i soldi qui:
IBAN IT04 I010 0501 0070 0000 0003 862 intestato a Emilio Penna
Vogliamo tornare a rivedere le stelle…
Le compagne e i compagni della Federazione Anarchica Torinese
TRANSFEMMINISMO E ANARCHIA
Federazione Anarchica Torinese - corso Palermo 46
(venerdì, 16 maggio 21:00)
TRANSFEMMINISMO E ANARCHIA
UN UNIVERSALE PLURALE CHE SPEZZA I GENERI IN UN'IRRIDUCIBILE MOLTEPLICITÀ DI
PERCORSI INDIVIDUALI.
VENERDÌ 16 MAGGIO ORE 21
IN CORSO PALERMO 46
PRESENTAZIONE DELL'OPUSCOLO DELLA FAT E DEL GERMINAL DI TRIESTE CON ALCUN AUTOR
I NOSTRI CORPI DEGENERI, ABBATTONO LE FRONTIERE TRA GLI STATI, LOTTANO CONTRO IL
NAZIONALISMI ED OGNI IDENTITÀ ESCLUDENTE, FRANTUMANO LE TANTE LEGGI DEL PADRE,
DEL PADRONE, DEGLI DEI E DEI LORO PRETI.
QUI POTETE LEGGERE E SCARICARE LIBERAMENTE I TESTI:
HTTPS://WWW.ANARRESINFO.ORG/TRANSFEMMINISMO-PERCORSI-E-PROSPETTIVE/
HTTPS://GERMINALTS.NOBLOGS.ORG/POST/2025/02/19/NON-CI-PUO-ESSERE-ANARCHISMO-SENZA-FEMMINISMO/
E QUI IL PDF: TRANSFEMMINISMO E ANARCHIA
FEDERAZIONE ANARCHICA TORINESE
CORSO PALERMO 46 - RIUNIONI OGNI MARTEDÌ ORE 20,30
WWW.ANARRESINFO.ORG
Anarchia e transfemminismo
Un universale plurale che spezza i generi in un’irriducibile molteplicità di
percorsi individuali.
Venerdì 16 maggio ore 21
in corso Palermo 46
Presentazione dell’opuscolo della Fat e del Germinal di Trieste con alcun*
autor*
I nostri corpi degeneri, abbattono le frontiere tra gli Stati, lottano contro il
nazionalismi ed ogni identità escludente, frantumano le tante leggi del padre,
del padrone, degli dei e dei loro preti.
Qui potete leggere e scaricare liberamente i testi:
https://www.anarresinfo.org/transfemminismo-percorsi-e-prospettive/
https://germinalts.noblogs.org/post/2025/02/19/non-ci-puo-essere-anarchismo-senza-femminismo/
E qui il PDF: transfemminismo e anarchia
Federazione Anarchica Torinese
Corso Palermo 46 – riunioni ogni martedì ore 20,30 – www.anarresinfo.org
Il Primo Maggio, in tante e tanti hanno scelto di attraversare lo spezzone
rossonero promosso dall’Assemblea Antimilitarista e dalla Federazione Anarchica
Torinese.
Una calda e gradevole giornata di sole ha fatto da cornice a una manifestazione
combattiva che affonda le sue radici nelle imponenti rivendicazioni operaie di
fine ‘800 per le otto ore lavorative. Un centinaio di antimilitarist* e
anarchic* hanno sfilato in coda al corteo brandendo lo striscione “Pace tra gli
oppressi, guerra agli oppressori”, segnando una netta distanza con coloro che
formalmente si dichiarano contrari alla guerra, ma nei fatti, si schierano a
favore di vecchi e nuovi imperialismi sotto la bandiera della resistenza,
fornendo rinnovata linfa vitale a nazionalismi e guerre di religione che da
sempre sono nemici di tutte le lotte che aspirano ad una reale emancipazione
sociale.
Numerosi slogan e interventi hanno ricordato sia le pessime condizioni in cui
versa chi è disoccupato o chi è costretto a sopravvivere di lavori precari e
sottopagati, sia l’aumento delle morti sul lavoro, diretta conseguenza dalla
cinica logica del profitto a tutti i costi. Stessa determinazione ha
contraddistinto la necessità di denunciare fermamente la moltiplicazione degli
sfratti, una piaga per coloro che non ce la fanno più a pagare fitto e bollette.
Avere garantito un tetto sopra la testa si sta trasformando in un lusso per
pochi privilegiati.
Ogni contributo portato in piazza ci ha tenuto a ribadire l’urgenza di opporsi
all’escalation bellica che sempre più sta travolgendo le nostre esistenze,
partendo dai nostri territori, dove le armi vengono prodotte e testate per poi
essere utilizzate nei conflitti che insanguinano vaste aree del pianeta; dove la
militarizzazione investe con insistenza le periferie più povere e arriva ad
assediare scuole e insegnamento; dove Leonardo e Politecnico si stanno
impegnando nella costruzione della Città dell’Aerospazio, un polo di ricerca
finalizzato alla progettazione di congegni e tecniche militari sempre più
micidiali e all’avanguardia per uccidere e avvelenare interi territori.
Le spese militari crescono inesorabilmente, così come i tagli ai servizi sociali
fondamentali. L’industria bellica si arricchisce, mentre noi vediamo spalancarsi
le porte della miseria e rischiamo di morire per mancanza di cure mediche
adeguate.
Anche in questa occasione, non si è mancato di contestare le politiche del
governo fascista, che oltre ad intensificare la retorica patriottica per
arruolarci nell’impresa a difesa degli interessi nazionali e renderci complici
di massacri di popolazioni civili, si sta servendo di leggi speciali che
trattano le questioni sociali come affari di ordine pubblico, portando avanti
una spietata guerra ai poveri – autoctoni e migranti – e una durissima
repressione di qualsiasi forma di dissenso. Ci vogliono muti e rassegnati, se
non addirittura servili.
La lotta di classe non è affatto un discorso relegato al passato. Lo sanno bene
i burocrati del sindacalismo istituzionale e concertativo che fanno
quotidianamente il gioco di chi prosciuga il nostro tempo e le nostre energie
investite sul posto di lavoro, pur di continuare a estrarre ed accumulare
capitale.
Purtroppo, il sindacalismo di base, nonostante il generoso impegno, fa sempre
più fatica a intercettare il disagio sociale di coloro che vivono nella nostra
città. Ne consegue che serve organizzarsi collettivamente e superare il clima
prevalente di atomizzazione e diffidenza tra sfruttat*, se davvero vogliamo che
la paura cambi di campo.
Siamo consapevoli che l’unica speranza che abbiamo di invertire la rotta, non
può che essere quella di costruire e rinforzare reti di solidarietà e lotta in
opposizione all’oppressione, allo sfruttamento, alle guerre volute e foraggiate
da padroni e governanti.
Solo praticando l’azione diretta possiamo pensare di impensierire i potenti
della terra.
Solo riportando al centro del dibattito il valore del disfattismo rivoluzionario
e sostenendo attivamente i disertori di tutte le guerre degli stati, possiamo
scongiurare il pericolo di un olocausto nucleare.
Solo dando vita a spazi politici non statali possiamo porre le basi per un mondo
di libere ed eguali, senza stati, padroni, frontiere, eserciti e polizie.
Federazione Anarchica Torinese
Assemblea Antimilitarista – Torino
corso Palermo 46 – riunioni ogni martedì alle 20,30 – www.anarresinfo.org
FB: https://www.facebook.com/
INSTAGRAM: https://www.instagram.com/p/
PRIMO MAGGIO. SPEZZONE ANTIMILITARISTA ANARCHICO
Torino, piazza Vittorio - Piazza Vittorio Veneto, Torino (TO)
(giovedì, 1 maggio 09:00)
Giovedì 1 maggio
ore 9 piazza Vittorio
Spezzone antimilitarista anarchico
Contro tutte le patrie per un mondo senza frontiere!
Pace tra gli oppressi, guerra agli oppressori!
Federazione Anarchica Torinese
Assemblea Antimilitarista
Corso Palermo 46
Riunioni ogni martedì dalle 20,30
www.anarresinfo.org
Giovedì 1 maggio
ore 9 piazza Vittorio
Spezzone antimilitarista rosso e nero
Contro tutte le patrie per un mondo senza frontiere!
Pace tra gli oppressi, guerra agli oppressori!
Federazione Anarchica Torinese
Assemblea Antimilitarista
Corso Palermo 46
Riunioni ogni martedì dalle 20,30
Gianni è stato tante cose diverse. Era del 1938. Sua madre partorì in casa a
Mombercelli. Lui era prematuro e gracile: la durezza degli anni della guerra
facevano presagire che non avrebbe passato l’infanzia. Invece “Spinacino” ce ha
fatta. In barba al freddo, alle bombe, alla fame e ai tanti malanni di quei
primi anni, arriverà al 5 febbraio 2025, quando se ne è andato nel sonno.
Lasciato il paese, da cui riporterà il ricordo indelebile degli alberi, delle
foglie, dell’aria di collina, con i genitori e il fratellino si trasferisce a
Torino. Il panorama della città nel primo dopoguerra è segnato dalle macerie
delle case bombardate e dagli alberi dei viali tagliati per fare legna. I soldi
sono pochi e la vita, in due stanze con il ballatoio ed il cesso fuori, è grama.
La scuola sarà per lui un mondo speciale, che amerà sin dai primi anni.
Al punto che sceglierà di fare il maestro. La laurea, che, all’epoca non serviva
per insegnare alle “elementari” come si chiamavano allora, la prenderà anni
dopo, con una tesi di pedagogia libertaria.
A cavallo tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta il giovane maestro viene
allontanato dall’insegnamento per cinque lunghi anni, in cui verrà confinato in
un ufficio. Le sue idee erano troppo sovversive.
A quell’epoca la scuola elementare era simile ad una piccola caserma. I bambini
separati dalle bambine, le divise, lo stare sull’attenti, il recitare la
preghiera, l’alzarsi in piedi quando entrava l’autorità, lo stare per ore
immobili, “composti” nei banchi.
Gianni si nutre delle idee e delle esperienze di Celestin Freinet, del nativo
canadese Wilfred Peltier, della scuola pedagogica statunitense.
Gianni, quando arriva in classe si fa dare del tu ai bambini, non li rinchiude
nell’aula, li porta fuori a toccare con mano le cose: il fiume, gli alberi, ma
anche la realtà sociale, quella dei profughi istriani delle Vallette, quella dei
napoletani emigrati in gran numero a Cirié, all’imbocco delle valli di Lanzo,
dove insegnerà a lungo dopo la pausa forzata imposta dal Ministero.
A Cirié, complice una mamma che sapeva riparare le bici, i bambini partono ad
esplorare il territorio per capire la cosa più importante: le domande da fare,
la curiosità che nasce dall’esperienza, il proprio percorso nella vita. Con le
bici Gianni e i suoi bambini arrivano ad invadere la pista dell’aeroporto di
Caselle, per vedere come erano fatti gli aerei, con i quali i più fortunati
partivano per paesi favolosi, che ai ragazzini della Ciriè operaia erano
preclusi. Tante imprese, tanti viaggi, soprattutto viaggi nella realtà sociale,
dove si parla di lavoro e di licenziamenti punitivi. Una volta, con i bambini
occupa l’ufficio del sindaco perché a scuola fa freddo.
Storie di frontiera in una scuola che oggi non è più fatta di autorità e
disciplina anche grazie ai partigiani dei bambini come Gianni Milano.
Lui lo diceva a chiare lettere: “bisogna dar voce ai bambini: sono loro che
decidono come apprendere meglio, e cosa fare”.
Gli ultimi anni a scuola, dove lavorerà per 40 anni, li trascorre a Lanzo dove
insegna alle future maestre.
Quando i suoi capelli sono diventati tutti bianchi, ha continuato a portarli
lunghi e scarrufati, come ai tempi in cui si guadagnò il soprannome
dispregiativo, ma portato con orgoglio, di “maestro capellone”.
Lui non ne parlava più di tanto, ma se date un’occhiata ai libri, alle riviste,
alla storia di quegli anni speciali scoprirete che è stato tra i protagonisti
della cultura beat nel nostro paese.
Era un fricchettone colto, scriveva poesie sulla sua lettera 32. Poesie che
trovate sparse qua e là, di recente molte sono state raccolte in un volume per
le edizioni Fenix.
D’estate, quando le scuole erano chiuse, autostop e via per il mondo. Ma poi
tornava sempre a Torino, che non era più la città bigia e dura dei suoi primi
anni, ma sempre la città in cui si sentiva a casa, all’ombra delle montagne.
Era amico di Fernanda Pivano e di Allen Ginsberg, è stato uno dei protagonisti
della beat generation: pubblica Off Limits (1966), Guru (1967), Prana (1968),
King Kong (1973), Uomo Nudo (Tampax, 1975). È tra i fondatori della
Pitecantropus Editrice, un tentativo di unire le anime della cultura Beat.
Spirito profondamente libertario, specie negli ultimi anni si lega al movimento
anarchico, attraversandone le lotte.
Abitava in fondo a corso Vercelli, a due passi dal Balon, dove lo incontravamo
spesso in occasione di presidi e banchetti. Arrivava e parlava con tutti,
indossando un fazzoletto rosso e nero, spacciando idee e libri. Vivace come un
folletto, mai stanco, nonostante gli anni che passavano ed i nuovi malanni.
Lo ricordiamo in tanti 25 aprile, tanti primi maggi, portare con orgoglio la
bandiera rossa e nera. Anche in valle ha intersecato varie volte le strade dei
cortei e delle lotte, perché in quella lotta popolare, specie in certi anni,
seppe riconoscere il tempo che muta, quando la gente comune, quella che non ci è
avvezza, alza la testa.
Lo conoscevano tutt. Con la sua parlantina sciolta e il suo stile da vecchio
maestro, lo trovavate nei posti dove la gente sceglie di essere protagonista, di
alzarsi in piedi, di costruire da se il proprio cammino.
Eravamo in tanti a salutarlo nel piazzale del Cimitero Maggiore di Torino,
nonostante il freddo e la pioggerellina insistita. Il Cor’Occhio circondato da
bandiere anarchiche, sullo sfondo uno striscione No Tav ha intonato i canti
anarchici e quelli di chi diserta la guerra. Gianni che l’aveva conosciuta fu un
antimilitarista convinto, senza sfumature.
Lo abbiamo ricordato con la musica, le parole, le sue poesie.
In questi tempi grami, con le scuole che rischiano di diventare nuovamente
caserme, il ricordo del maestro capellone, che sfrecciava alla testa della sua
ciurma di bambini liberati dai banchi per la campagna piemontese, resterà
un’ancora che renderà più forte la determinazione a continuare a pedalare per
cambiare il mondo intollerabile in cui siamo forzati a vivere.
Nel lungo percorso attraverso le grandi statue del monumentale siamo arrivati in
una zona povera. Gianni, nato sulla terra, ha scelto di tornarvi. Sulla bara una
bandiera nera e tanti garofani rossi.
Elfo di città, con un cuore contadino, continueremo a vederlo volteggiare a
Torino e in Valle, o al Balon, dove si mescolava con gli anarchici e i
senzapatria.
Ciao Gianni!
I compagni e le compagne della Federazione Anarchica Torinese