Tag - queer

[2026-11-04] AperiQueer di provincia @ Zac! Ivrea
APERIQUEER DI PROVINCIA Zac! Ivrea - Via dora Baltea 40/b, Ivrea (mercoledì, 4 novembre 18:00) Tutti i mercoledì di ottobre, dalle 18 allo Zac potrai trovare uno spazio sicuro e queer, dove conoscersi e chiacchierare in maniera informale. AperiQueer è accessibile: non sono necessarie particolari abilità sociali, troverai qualcunə prontə a facilitare le conversazioni. Il drink è offerto.
queer
Aperitivo
aperitivo
Queer
[2026-10-28] AperiQueer di provincia @ Zac! Ivrea
APERIQUEER DI PROVINCIA Zac! Ivrea - Via dora Baltea 40/b, Ivrea (mercoledì, 28 ottobre 18:00) Tutti i mercoledì di ottobre, dalle 18 allo Zac potrai trovare uno spazio sicuro e queer, dove conoscersi e chiacchierare in maniera informale. AperiQueer è accessibile: non sono necessarie particolari abilità sociali, troverai qualcunə prontə a facilitare le conversazioni. Il drink è offerto.
queer
Aperitivo
aperitivo
Queer
[2026-10-21] AperiQueer di provincia @ Zac! Ivrea
APERIQUEER DI PROVINCIA Zac! Ivrea - Via dora Baltea 40/b, Ivrea (mercoledì, 21 ottobre 18:00) Tutti i mercoledì di ottobre, dalle 18 allo Zac potrai trovare uno spazio sicuro e queer, dove conoscersi e chiacchierare in maniera informale. AperiQueer è accessibile: non sono necessarie particolari abilità sociali, troverai qualcunə prontə a facilitare le conversazioni. Il drink è offerto.
queer
Aperitivo
aperitivo
Queer
[2026-10-14] AperiQueer di provincia @ Zac! Ivrea
APERIQUEER DI PROVINCIA Zac! Ivrea - Via dora Baltea 40/b, Ivrea (mercoledì, 14 ottobre 18:00) Tutti i mercoledì di ottobre, dalle 18 allo Zac potrai trovare uno spazio sicuro e queer, dove conoscersi e chiacchierare in maniera informale. AperiQueer è accessibile: non sono necessarie particolari abilità sociali, troverai qualcunə prontə a facilitare le conversazioni. Il drink è offerto.
queer
Aperitivo
aperitivo
Queer
[2026-10-07] AperiQueer di provincia @ Zac! Ivrea
APERIQUEER DI PROVINCIA Zac! Ivrea - Via dora Baltea 40/b, Ivrea (mercoledì, 7 ottobre 18:00) Tutti i mercoledì di ottobre, dalle 18 allo Zac potrai trovare uno spazio sicuro e queer, dove conoscersi e chiacchierare in maniera informale. AperiQueer è accessibile: non sono necessarie particolari abilità sociali, troverai qualcunə prontə a facilitare le conversazioni. Il drink è offerto.
queer
Aperitivo
aperitivo
Queer
¡Storia del queerpunk C==8! parte due@0
parte due dello speciale sul queerpunk dajezz fonti: Queercore how to punk a revolution Punk-U-Mentary Step Up and be Vocal Torazine fanzine Roma 1994 Neogotic, darkzine Milano 1991 Helena Velena – Omosessuale, gay, frocio 2012 Autoinfectados: Los Frikis de Cuba Speed Demon queerzine Milano 2001 Hormony – Pelle Lessa erotic zine bologna Terror Sister cortometrggio 2019 compilation Stand Up and Fucking for it Queercore Explosion (canale yt) Dance Hall Crashers – Othello Nervous Gender – Confession The Screamers – 122 hours of fear Devo – Joko Homo Mombies – The third sex Animals are trapped ft Nirvana – Stay away (nightcore speed up remix) Limp Wrist – Does Your Daddy Knows? Bikini Kill – Suck my Left One Mercy Playground – Saint Joe on the School Bus Psychic Sluts – Acappella Mighty Sphyncters – Fag Bar Electric Six – Gay Bar Eskoria – Enamorado de la Muerte Dead Kennedys – I Fought the Law Harum Scarum – Mental Health (album) Tribe 8 – Rise above Halflings – Oi! Oi! We Fuck Boys Skinjob – Bun Your Rainbow The Gonads – Hitler was a Homo Two Nice Girls – The Queer Song Turbonegro – Suburban Anti Christ G.L.O.S.S. – Give Violence a Chance Les Conchitas Gutierrez – La Vita non è una Fattoria di Pony Heavens to Betsy – She’s the One Contessa Stuto – Reign in Ratched Slothrust – Crockpot
fanzine
hiv
queer
punk
hardcore
!storia del queerpunk C==8 parte uno¡ speciale porkast malormone@0
incredibile imperdibile special di malormone sul queerpunk, volume uno Fonti: John Waters – Pink Flamingos Queer Zine Archive Project qzap.org Homocore J.D.’s Outpunk vaginaldavis.com compilation Stand up and fucking for it Queercore: how to Punk a revolution Scott Trealeven The salivation army Bruce La Bruce – Rapesberry Reich Queercore explosion (canale yt) Act Up – Queer Nation Manifesto “Why queer” universotv Atlantide Occupata playlist: Edith Massey – Big girls don’t cry Slits – Typical girls Warpath – Silence equals death Anti-scrinti – Slave to my estrogen Decembrist – Heterosexual Panic Tribe 8 – Femme bitch on top Tribe 8 – Queen of the scene Victim’s Family – Homophobia Jayne County – Are you a boy or are you a girl? Pansy Division – Bunnies The bomb – B/E/A/F/A/G Sister double happiness – Sweet talker FIfth Column – Donna Liz Phair – Flower Flaming Lips – She don’t use jelly The Need – Vaselina Fagatron – Assikatron Scott Free – The living dead Sleater Kinney – Dig me out Vaginal Davis – Queens make the world go round Team Dresch – Fagetarian and Dyke Sister George – Handle Bar Go! – Fear of a gay planet Nihil Baxter – Male-Female-Fuck You! Ivan Cattaneo – Una zebra a pois Alga Kombu – Grida
fanzine
hiv
queer
punk
act up
Puntata del 10/03/2026@1
Il primo argomento della serata è stato lo sciopero transfemminista globale 2026, ne abbiamo parlato in collegamento telefonico con Chiara di Non Una Di Meno Torino: “Quest’anno sarà ancora sciopero transfemminista, lunedì 9 marzo, e l’8 sarà una giornata di lotta e mobilitazione. Due giorni potenti che fermino la produzione e la riproduzione sociale, che rendano visibile l’invisibile, che facciano emergere il sommerso e mettano al centro desiderio, rabbia e lotta. Per ribadire che questo presente costellato da violenza patriarcale, razzista e istituzionale, guerre, genocidi, militarizzazione, repressione, precarietà non è un destino a cui non possiamo sfuggire, ma il prodotto di politiche e retoriche autoritarie precise. Il genocidio incontrastato del popolo palestinese, la spartizione di Gaza, l’attacco al Venezuela, al Rojava, le stragi continue in Iran, Congo e Sudan, le violenze e gli omicidi dell’ICE, la repressione del dissenso che ovunque si abbatte sui movimenti e su chiunque non si allinea a questo sistema, le politiche persecutorie antimigranti e il razzismo istituzionale sempre più feroce, sono tutti sintomi della più generale deriva transnazionale, segnata da un’escalation bellica e di violenza patriarcale che ridisegna le priorità politiche ed economiche verso riarmo, guerra e imperialismo. L’economia di guerra non è più una minaccia astratta, ma una realtà tangibile che ci colpisce in modo ancora più terribile come donne, froce, lesbiche, persone queer, trans, non binarie, malatə, neurodivergenti e con disabilità, razzializzate, migrantə, sex workers, prigionierə, lavoratricə, anziane e in modo crescente bambinə. La sottrazione delle risorse destinate ai bisogni reali, per destinarle invece al riarmo e alla militarizzazione, è sistemica. L’autodeterminazione e la libertà dei corpi e dei popoli sono sotto attacco ovunque e in modi diversi, ma tutti con un impatto devastante. Una politica della guerra, sul piano interno, è quella che fa della cultura dello stupro e della violenza sessista, maschilista, istituzionale ed economica le proprie parole chiave; una politica che pone al centro la virilità maschile, in un Paese in cui i femminicidi sono all’ordine del giorno e in cui le istituzioni si mostrano incapaci di affrontare il problema su un piano politico, sociale e culturale. Siamo noi i soggetti che la società patriarcale ha deciso di sacrificare per poter garantire il proprio funzionamento, è su di noi che si scarica tutto il peso e la violenza di questa crisi capitalistica e delle sue guerre. La sentiamo nel peso del lavoro riproduttivo e di cura, nei femminicidi, nella violenza di genere e dei ruoli di genere, nel controllo dei corpi, nel consumismo e nell’estrattivismo sui territori. La nostra risposta alla violenza è collettiva, culturale e quotidiana e straborda nelle piazze e negli scioperi. Per farlo abbiamo bisogno della pratica transfemminista, che continua ad essere uno degli anticorpi più efficaci e potenti, perché riesce a mettere al centro le vite materiali, le relazioni personali e politiche e le infrastrutture della cura. Vogliamo continuare a immaginare insieme nuovi modi di opporci a questo presente soffocante, per costruire una lotta imprevedibile e concreta. Non permetteremo la strumentalizzazione della violenza patriarcale da parte del governo per legittimare risposte securitarie. “Sicurezza” che si traduce in politiche di controllo, militarizzazione dei quartieri, repressione e profilazione razziale, aumento dellə detenutə per reati penali, civili e amministrativi che sono costrettə a vivere in condizioni inumane in carceri sovraffollate. L’uso sproporzionato della forza contro i movimenti sociali, le manifestazioni studentesche e quelle sindacali è il volto interno di questa stessa politica di guerra. È stato approvato l’ennesimo Pacchetto Sicurezza: misure che non sono pensate per la nostra sicurezza, ma per reprimere chi esprime dissenso e svuotare le piazze, rendendo la lotta costosissima sul piano economico e sul piano sociale e dando più protezione economica e politica alle forze dell’ordine (che sono ancora senza numeri identificativi). La violenza dello stato si manifesta anche con proposte di legge come il DDL Bongiorno. Ci opponiamo alla formulazione della nuova legge sulla violenza sessuale, che elimina il consenso come parametro per giudicare se ci sia stata o meno violenza e smaschera la cultura profondamente patriarcale, misogina e antifemminista dell’esecutivo, che mette sul banco dellə imputatə chi ha subito violenza invece di chi l’agisce, mentre fa la guerra ai Centri Anti Violenza autonomi e transfemministi. Vogliamo rimettere al centro i nostri desideri, la nostra rabbia, l’autodeterminazione sui nostri corpi e sui nostri territori. Continuiamo a organizzarci, per trasformare il dolore in rabbia e la rabbia in lotta, per innescare il cambiamento personale e collettivo, tramare e cospirare insieme. La potenza transfemminista in grado di distruggere le fondamenta di questo sistema razzista, patriarcale, coloniale, abilista e repressivo, forte di quello che abbiamo costruito e trasformato negli ultimi 10 anni e di tutte le genealogie precedenti, ma che sia in grado di leggere il presente e adeguare pratiche e lotte. Lo sciopero è esploso in questi anni, anche a partire dal movimento transfemminista globale, nella sua dimensione di pratica sovversiva. È un processo politico costruito non solo su specifiche rivendicazioni, ma con l’obiettivo di trasformare radicalmente i presupposti materiali e sociali di disuguaglianze e gerarchie. E quindi, dopo dieci anni, oggi è ancora più urgente lo sciopero dal lavoro riproduttivo e produttivo, dai generi e di genere. Scioperiamo perché senza consenso è stupro. Scioperiamo perché senza dissenso è dittatura. Scioperiamo perché non vogliamo che le nostre vite siano regolate da un’economia di guerra che impone militarizzazione in ogni ambito delle nostre vite. Scioperiamo per lo smantellamento delle frontiere che generano morti continue e contro il razzismo di stato. Scioperiamo perché nelle scuole non vogliamo le forze dell’ordine ma un’educazione sessuo-affettiva al consenso e al desiderio. Scioperiamo perché siamo stanchə di vivere di contratti di lavoro poveri, di lottare contro la disoccupazione, contro la violenza economica, razzista e maschilista dentro e fuori ai luoghi del lavoro. Scioperiamo per una salute transfemminista per spazi e reti di cura – siano essi autogestiti o all’interno dei servizi di sanità pubblica – che sappiano farsi carico della nostra salute a 360°: dalla salute sessuale e riproduttiva alla salute mentale. Scioperiamo perché vogliamo una casa per tuttə. Scioperiamo perché ancora oggi il sud Italia è ai margini delle politiche istituzionali, in cui il progetto surreale del ponte sullo stretto è al centro e le nostre vite terrone sono dimenticate. Scioperiamo per il reddito di autodeterminazione. Scioperiamo per l’autodeterminazione dei popoli oppressi, per la fine del colonialismo in tutte le sue forme e delle guerre. Scioperiamo per immaginare una società che metta al centro la cura e la vita, non il profitto e la guerra. LE NOSTRE VITE VALGONO. NOI SCIOPERIAMO!“ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Claudio Signore di AL COBAS Milano a fronte dell’incidente del 27 febbraio in cui il tram linea 9 a deragliò finendo contro il muro di un’abitazione e provocando due morti e 54 feriti e di altri deragliamenti di tram avvenuti nei giorni successivi sempre nel capoluogo lombardo. Evidentemente c’è qualcosa che non và nel sistema di trasporto pubblico milanese e come sempre a farne le spese sono i lavoratori e gli utilizzatori del servizio, per questo il sindacato AL COBAS che rappresenta i lavoratori di questo settore, è già da tempo che porta avanti svariate battaglie sindacali, ultimo lo sciopero che è stato proclamato per il 27 marzo. Tra le rivendicazioni di questi lavoratori la riduzione dei carichi di lavoro, una maggiore attenzione alla sicurezza del personale e dei viaggiatori e l’opposizione ad un nuovo accordo in vista che aumenterebbe ulteriormente l’orario di lavoro giornalieri per i tramvieri. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- il terzo argomento della serata ha riguardato il trasporto aereo, ai nostri microfoni abbiamo quindi ospitato Gianni Cervone di CUB Linate e Malpensa. Da lui ci siamo fatti descrivere le motivazioni che hanno portato all’indizione dello sciopero del 18 marzo, sciopero che potrebbe venire “congelato” data l’apertura da parte delle aziende di handling tirate in causa, che si sono dette disponibili all’apertura di un tavolo di trattativa con i lavoratori. Buon ascolto
torino
corteo
guerra
morti sul lavoro
queer
[2026-01-22] Presentazione con Iren3 Villa | lesbismo, femminismo e teoria queer @ Radio Blackout 105.250
PRESENTAZIONE CON IREN3 VILLA | LESBISMO, FEMMINISMO E TEORIA QUEER Radio Blackout 105.250 - Via Cecchi 21/a, Torino (giovedì, 22 gennaio 18:00) Giov 22 gennaio Dalle 18 Aperitivo e chiacchiere con Iren3 Villa, ricercatric3 e autric3 Parleremo di lesbismo, femminismo e teoria queer a partire dai suoi libri "La minaccia color lavanda" e "Gayle Rubin". A seguire musichette Distro aperta. Benefit Radio Blackout
Benefit
benefit
distro
queer
musica
[2025-09-20] Aperitivo e concerto live rap transfemminista queer @ Manituana - Laboratorio Culturale Autogestito
APERITIVO E CONCERTO LIVE RAP TRANSFEMMINISTA QUEER Manituana - Laboratorio Culturale Autogestito - Largo Maurizio Vitale 113, Torino (sabato, 20 settembre 20:30) Dopo il laboratorio di panchine, dopo il pranzo sociale ma soprattutto dopo il corteo, torniamo tuttə insieme a Manituana Riapertura alle 20:00 e a seguire aperitivo e concerto live rap transfemminista queer con @cinquecentotre @siamocyborganafem @yungpaninaru 💜 No machi, no si0nisti! Porta le ame e porta il tuo bicchiere!
torino
Benefit
benefit
queer
concerto