Fra i lasciti più incisivi del quadriennio Meloni sono certamente la
decretazione repressiva presente nei pacchetti sicurezza e in particolare nella
direzioni di dispositivi che limitano le possibilità di lotta nel mondo del
lavoro, nel contrasto alle grandi opere e contro l’economia di guerra. Per
domenica 18 ottobre alle 10e30, è stata lanciata l’ottava assemblea nazionale
della Rete Liberi di Lottare. Il focus dell’assemblea sarà l’appello per una
campagna per l’abrogazione dei decreti sicurezza e la cancellazione della
delibera 26/88 “strangola scioperi” della Commissione di garanzia.
In compagnia di Eddie della rete7novembre, abbiamo ripercorso la decretazione
sul tema dell’attuale governo e anche i progetti di ulteriori decreti in
cantiere.
Tag - ddl 1660
Estratti dalla puntata del 12 ottobre 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia
REPRESSIONE IN SICILIA
Grazie al contributo di due compas dalla Sicilia andiamo ad approfondire alcuni
aspetti dell’attuale contesto repressivo in quella regione.
Con Andre, partiamo da una rapida descrizione della giornata del Carnevale No
Ponte tenutasi a Messina nel 2025 per arrivare alla sua esperienza detentiva
nelle carceri di Bari e Potenza, tra piccole rappresaglie e solidarietà.
Insieme a Luigi, arrestato per l’Operazione Ipogeo, ripartiamo gli scontri
avvenuti durante la giornata di mobilitazione a Catania del 17 maggio 2025
contro il DDL1660 per arrivare a osservare le relazioni tra apparato antimafia e
repressione del conflitto sociale in Sicilia.
/ / / Rilanciamo appuntamento di Sabato 17 ottobre
USA: UN SINDACATO CONTRO LA WAR ON ANTIFA
Restiamo all’interno del capitolo repressione con una notizia che arriva dagli
USA e che riguarda la nascita di un’organizzazione di solidarietà e supporto per
persone denunciate, arrestate o condannate all’interno della War on Antifa
scatenata dall’amministrazione Trump. Nasce in questi giorni la NSPM-7
Defendants Union: il sindacato delle persone imputate per NSPM-7, ovvero il
National Security Presidential Memorandum del 25 settembre 2025, dove si
classificava Antifa come network terroristico globale.
FRANCIA: PARCOURSUP
La lotta studentesca che si sta dispiegando in questo autunno francese, ha tra
gli obbiettivi Parcoursup: un portale per la definizione dei percorsi di
formazione superiore.
La costruzione di un’architettura algoritmica per ammantare di neutralità
tecnologica i dispositivi politici della discriminazione e dello sfruttamento.
Leggiamo alcuni estratti da alcune analisi pubblicate su Lundi Matin, dove si
paragona la sovradeterminazione statistica operata da questo sistema a quella
dei software di polizia predittiva, in un contesto di governo dei fenomeni dove
se “per i responsabili delle politiche pubbliche sembra essere forte la
tentazione di nascondersi dietro l’algoritmo per sottrarsi alla fatica di dover
compiere scelte, prendere decisioni e assumersene la responsabilità”.
di Rete liberi/e di lottare – fermiamo il ddl 1660 Criminalizzare il dissenso:
nella relazione di Piantedosi in Parlamento, le lotte sociali sono un problema
“ordine pubblico”, mentre cresce la …
Estratti dalla puntata del 24 novembre 2025 di Bello Come Una Prigione Che
Brucia
RAPPRESAGLIA REPRESSIVA CONTRO LE MOBILITAZIONI DI PIAZZA
Dopo la perturbazione delle relazioni di forza rappresentata dalle
manifestazioni oceaniche per la Palestina tra settembre e ottobre 2025, gli
apparati securitari dello Stato (procure, questure, DDA, ecc.) ricorrono alla
rappresaglia.
Con una certa sincronia si dispiegano operazioni repressive tra Catania,
Cagliari e Brescia, tese a colpire chi si è mobilitato negli ultimi mesi contro
il DDL Sicurezza, il Genocidio di Gaza, la militarizzazione e l’industria
bellica. A queste si aggiunge l’accanimento, tanto su un piano muscolare quanto
sanzionatorio, contro le realtà studentesche conflittuali a Torino.
AHMAD SALEM E L’ELASTICITÀ DEL “TERRORISMO DELLA PAROLA”
Grazie al contributo di una compagna cerchiamo di approfondire la storia di
Ahmad Salem: giovane palestinese colpito dalla repressione in Italia.
Appelli alla mobilitazione contro il Genocidio diventano istigazione, filmati
pubblici di azioni della resistenza palestinese si configurano come
“auto-addestramento”.
Se per il caso di Anan, Ali e Mansour risulta evidente il controllo israeliano
sull’apparato inquisitorio italiano, nella vicenda di Ahmad si delineano in
particolar modo la volontà comprimere l’agibilità politica di pezzi di
popolazione, di stabilire la loro vulnerabilità di fronte a categorie repressive
come quella del “terrorismo”, di sperimentare l’elasticità delle norme contenute
nell’ultimo Pacchetto Sicurezza (ex DDL 1660) a questo scopo.
/ / A questo proposito segnaliamo l’arresto e l’attivazione delle procedure per
la deportazione dell’imam di Torino Mohamed Shahin
AGGIORNAMENTI DA PRISONERS FOR PALESTINE
Silenzio stampa, censura impermeabile dei media di regime.
La meschinità delle guardie per cercare di rompere lo sciopero.
Mentre prigioniere e prigionieri di Palestine Action entrano nella quarta
settimana di sciopero della fame ricevono la solidarietà di chi è stato
rinchiuso nelle carceri israeliane.
/ / Nel frattempo apprendiamo che le condizioni di salute di Kamran Ahmed si
sono deteriorate ed è stato ricoverato in ospedale il 25 novembre 2025
Ildecreto 48/2025 verrà discusso in parlamento il 26 maggio.
🛂 Stato di Polizia
📌 Sabato 25 gennaio
dalle 15 alle 17,30
Punto info in piazza Carlo Felice di fronte alla Stazione di Porta Nuova.
Porta Nuova, che assieme a San Salvario, Torino Centro, Aurora e Barriera di
Milano è ” Zona a sorveglianza rinforzata” sino al 30 aprile.
🟢 Zone rosse, daspo, militari per le strade, leggi speciali contro
l’opposizione politica e sociale
🟣 Il governo sperimenta nuovi meccanismi di esclusione e controllo degli
indesiderabili. Muri invisibili ma concreti segmentano le città, separando chi
può accedere liberamente nelle aree più pregiate e chi deve esserne tenuto
fuori.
Con le zone rosse e il daspo urbano il ministro dell’Interno ha arricchito la
cassetta degli attrezzi della polizia di nuovi strumenti, che le forze del
disordine statale possono utilizzare senza neppure scomodare un magistrato.
La stretta securitaria, collaudata inizialmente a Bologna e Firenze, a dicembre
si è estesa a Milano e Napoli, e con l’anno nuovo ha investito Roma, dove la
morsa poliziesca durante il giubileo è imponente. A Torino il sindaco annuncia
un approccio più “morbido”: niente zone rosse ma aree a “sorveglianza
rinforzata”, come a Roma. Difficile cogliere le sfumature di fronte alla
declinazione sabauda delle direttive governative. Nei fatti, dal 27 gennaio al
30 aprile saranno zone rosse Porta Nuova, San Salvario, Torino centro, Aurora e
Barriera di Milano.
Nei fatti le forze di polizia possono allontanare con la forza chiunque, assuma
“atteggiamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti”. Va da se che
gli “atteggiamenti” non sono atti e, quindi gli uomini e le donne in divisa
mandano via le persone il cui modo di stare in strada sia considerato, a loro
arbitrio, indesiderabile.
🔵 Queste direttive sono solo l’ultimo tassello del mosaico
repressivo del governo, che colpisce ogni forma di contestazione e lotta
politica e sociale.
Il DDL 1236 – ex 1660 – approvato alla Camera in settembre ed oggi in
discussione alla commissione giustizia del Senato si inserisce nel solco già
aperto da altri provvedimenti (i decreti rave, Cutro, immigrazione, Caivano) che
colpiscono i poveri, gli stili di vita non conformi, gli stranieri senza
documenti. Le misure contro la socialità non mercificata, quelle contro i
profughi e i migranti, l’affondo verso i giovani, la repressione dei movimenti
di lotta sono le architravi del progetto repressivo del governo.
🟠 Il DDL 1236 infligge colpi sempre più duri a chi lotta nei CPR e nelle
carceri, a chi si batte contro gli sfratti, a chi occupa, a chi fa scritte su
caserme e commissariati, a chi blocca una strada o un treno, a chi fa picchetti
sui luoghi di lavoro, a chi sostiene e diffonde idee sovversive.
Si criminalizzano i movimenti climatici, sociali e sindacali, anticarcerari e no
border e si cerca di bloccarli, infliggendo lunghe pene detentive per
banalissime pratiche di lotta politica e sociale.
La logica di classe e di repressione verso chi cerca di cambiare il mondo
intollerabile in cui viviamo è connaturata con l’ordinamento giudiziario
democratico: ma i provvedimenti adottati da questo governo la rendono sempre più
spudorata e violenta.
Quest’insieme di nuove leggi rende sempre più forti i poteri di polizia,
riducendo le pur esili tutele alla libertà di espressione, movimento,
opposizione sociale.
🔴 L’articolo 31 del DDL 1236 permette ai servizi segreti di entrare a far parte
di organizzazioni terroristiche, cercando di assumerne il controllo, nella
certezza dell’anonimato e dell’impunità per i reati commessi. Dulcis in fundo
questi agenti provocatori legalizzati possono costruire e detenere bombe.
Finisce la favola dei servizi segreti “deviati”, le mele marce che hanno
burattinato, con la complicità dei fascisti, le tante stragi di Stato che hanno
insanguinato il nostro paese negli anni
Settanta ed Ottanta. Oggi, con i fascisti al potere, stanno per ottenere la
licenza di strage. Di Stato. Per Legge.
Lo stesso articolo prevede l’obbligo, di fatto, anche per università ed enti di
ricerca di collaborare con i servizi segreti, inclusa la possibilità di derogare
alle normative sulla riservatezza.
⚫ In generale il fortissimo aumento delle pene, l’introduzione di nuovi reati,
la meticolosa scelta dei soggetti da colpire e di quelli da tutelare sono il
segno distintivo del DDL 1236. Più galera per molti, ma non per tutti, perché la
trama dei vari provvedimenti di Meloni è esplicitamente autoritaria e di classe.
Le lotte nelle carceri e nei CPR vengono perseguite in modo più duro perché chi
le attua è dipinto come costitutivamente criminale, illegale, fuori norma. A
questo governo non basta massacrare di botte, privare di ogni dignità, vuole
seppellire in carcere chi da vita a rivolte nei luoghi di reclusione.
Questo governo vuole mettere a tacere qualunque protesta, introducendo
nell’ordinamento un reato collettivo, equiparato a quelli di mafia e terrorismo,
che persegue anche le azioni non violente come lo sciopero della fame.
Dalla criminalizzazione pubblica dell’opposizione politica e sociale scaturisce
il reato di “terrorismo della parola”.
🟡 Questi dispositivi si configurano come diritto penale del nemico, pur
mantenendosi in una cornice universalista.
Il diritto penale del nemico è informato ad una logica di guerra. In guerra i
nemici vanno annientati, ridotti a nulla, privati di vita, libertà e dignità.
Per il nemico non valgono le tutele formali riservate ai cittadini.
Quando la logica bellica si applica al diritto, alcuni gruppi umani vengono
repressi per quello che sono più che per quello che fanno. L’intera azione
dell’esecutivo è informata a questo principio. Un principio sulle cui fondamenta
sono stati costruiti i lager nazisti e i gulag staliniani. La definizione del
“nemico” interno è squisitamente politica ed è appannaggio di chi detiene il
potere di decidere chi mantiene le prerogative del “cittadino” e chi ne è
privato perché considerato individualmente e collettivamente incompatibile con
il nuovo ordine che il governo sta costruendo.
Un ordine che non ha neppure bisogno delle famigerate “leggi eccezionali” del
1926 per colpire la libertà di scioperare, di scrivere e dire la propria, di
lottare per casa, salute, libertà, dignità.
Le leggi sono il precipitato normativo dei rapporti di forza all’interno di una
società. Oggi i fascisti al governo si sentono forti e giocano tutte le carte a
loro disposizione per assicurarsi il totale controllo politico e il
disciplinamento sociale.
🟢 Il governo effettua una manovra a tenaglia, muovendosi contemporaneamente su
più fronti. Oltre al piano squisitamente repressivo, Meloni punta ad una riforma
istituzionale che renda ancora più forte l’esecutivo, e persegue un’egemonia
culturale, che vede la scuola, i media e il territorio come spazi di conquista.
Il fascismo sta tornando. Usano la cornice democratica per dare una secca svolta
autoritaria al paese: segno che la democrazia è solo illusione di libertà e
giustizia sociale.
🟣 Fermarli è ancora possibile. Occorre rinforzare le reti ed i movimenti che si
battono contro la svolta autoritaria e, insieme, mantenere fermo l’impegno
contro la guerra, il militarismo, il patriarcato, le frontiere, lo sfruttamento,
la devastazione ambientale, il nazionalismo.
Il tempo è ora.
🏴 Federazione Anarchica Torinese
Assemblea Antimilitarista – Torino
riunioni, aperte agli interessat, ogni martedì alle 20,30 in corso Palermo 46
ll podcast del nostro viaggio del venerdì su Anarres, il pianeta delle utopie
concrete.
Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche in
streaming.
Ascolta e diffondi l’audio della puntata:
> Anarres del 10 gennaio. Stato di Polizia. Città delle armi: il Politecnico in
> prima fila. La Siria come l’Afganistan? Seconda puntata…
Dirette, approfondimenti, idee, proposte, appuntamenti:
Stato di Polizia. Zone rosse, profilazione etnica e sociale
Il ministro dell’Interno ha arricchito la cassetta degli attrezzi della polizia
con nuovi strumenti di controllo e punizione, che le forze del disordine statale
possono utilizzare senza neppure scomodare un magistrato.
Il Governo implementa le “zone rosse” nelle aree urbane.
A Roma, nei prossimi due mesi nei quartieri Quarticciolo ed Esquilino, il
prefetto Giannini ha disposto “zone a vigilanza rafforzata“: qui le forze di
polizia possono allontanare con la forza chiunque, assuma “atteggiamenti
aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti”. Va da se che gli
“atteggiamenti” non sono atti e, quindi, viene data alla polizia la possibilità
di intervenire per spostare persone il cui modo di stare in strada sia
considerato, a loro arbitrio, indesiderabile.
Si tratta dell’estensione territoriale delle “zone rosse”, inizialmente disposte
da Piantedosi a fine 2024 a Milano e Napoli città, dopo le prime sperimentazioni
repressive di 3 mesi a Firenze e Bologna.
Secondo il Viminale, dal 31 dicembre a oggi sono state controllate 25mila
persone, con 228 allontanamenti coatti, quasi la metà dei quali solo a Milano:
qui, su 8.303 controlli, 106 i provvedimenti disposti. Segue Bologna (7.613
controlli e 43 allontanamenti), Firenze (6.217 controlli, 68 allontanamenti) e
infine Napoli (2.854 controlli, 11 allontanamenti).
Nel frattempo il DDL 1660, passato in settembre alla Camera, dopo qualche mese
in Commissione, approderà presto nell’aula del Senato.
Ne abbiamo parlato con Eugenio Losco, avvocato milanese, che difende tanti
indesiderabili politici e sociali.
Città delle armi. Il coniglio dal cappello del Politecnico
Il progetto di Città dell’Aerospazio, nuovo polo bellico a Torino, promosso da
Leonardo, la maggiore industria armiera italiana, e dal Politecnico, è fermo dal
2021, quando venne annunciato per la prima volta l’avvio dei lavori. Nel 2023,
in occasione della mostra mercato dell’industria aerospaziale di guerra, che si
tiene ogni due anni a Torino, ci fu un nuovo annuncio, finito in nulla. Il 20
dicembre del 2024 il Politecnico ha tirato fuori dal cappello un bel mucchio di
soldi.
Nello specifico è stata annunciata la nascita di una “nuova infrastruttura
tecnologica d’innovazione “IS4Aerospace – Knowledge Transfer Innovation
Infrastructure for New Aerospace Challenges” dal valore complessivo di 23
milioni e 600mila euro, finanziata dal Ministero dell’Università e della Ricerca
nell’ambito del PNRR e proposta dal Politecnico di Torino, che la coordina,
insieme ad Avio Aero, Leonardo e Thales Alenia Space, che cofinanziano
l’iniziativa in partenariato pubblico-privato.”
IS4Aerospace descritto come primo tassello per la Città dell’Aerospazio, che
ospiterà laboratori congiunti per ricerca e impiego di tecnologie chiave nel
campo dei velivoli di prossima generazione.
Il Politecnico fornisce sempre maggiore copertura ad un’operazione volta a
migliorare la capacità bellica di cacciabombardieri, droni, satelliti impiegati
sui tanti fronti di guerra.
La Siria come l’Afganistan? Seconda puntata
La repentina caduta del regime baathista in Siria ci ricorda quanto avvenne
nell’agosto del 2021 in Afganistan. L’accordo tra Stati Uniti e talebani portò
al rapido ritiro degli statunitensi da Kabul e all’affermarsi dei talebani dal
“volto umano”, che per qualche tempo hanno finto di voler mantenere qualche
libertà alle donne, prima di murarle vive nelle case-prigioni, senza alcun
diritto.
Oggi gli jihadisti siriani, promossi di colpo dai media al rango di “ribelli” si
sono presi buona parte della Siria, mentre le truppe di Assad si sono ritirate
quasi senza combattere.
Il vero vincitore della guerra mondiale per procura che si è combattuta negli
ultimi 13 anni in Sira è la Turchia, che profittando dell’indebolimento di
Russia, Iran ed Hezbollah, gli storici alleati di Assad, ha dato il via libera
alle truppe jihadiste che ha foraggiato e sostenuto in questi anni.
Nel nord della Siria, pur sotto durissimo attacco dell’Esercito Siriano Libero,
diretta emanazione della Turchia, le formazioni dell’SDF provano a difendere
l’esperienza del confederalismo democratico ed a combattere il ritorno degli
Jihadisti.
Il mese scorso ne abbiamo parlato con Lollo, questa settimana ne abbiamo
discusso con Stefano Capello
Appuntamenti:
Sabato 18 gennaio
Leggi di guerra, zone rosse, militari per le strade
Il paradigma autoritario del governo Meloni
Punto info al Balon
dalle 10,30 alle 13,30
Venerdì 31 gennaio
Crisi climatica e azione diretta
Strumenti di ricerca, misurazione, analisi e lotta
ore 21 alla FAT
corso Palermo 46 Torino
Interverrà il fisico Andrea Merlone, Dirigente di ricerca all’Istituto Nazionale
di Ricerca Metrologica (INRiM) e ricercatore associato all’Istituto di Scienze
Polari del CNR.
A-Distro e SeriRiot
ogni mercoledì
dalle 18 alle 20
in corso Palermo 46
(A)distro – libri, giornali, documenti e… tanto altro
SeriRiot – serigrafia autoprodotta benefit lotte
Vieni a spulciare tra i libri e le riviste, le magliette e i volantini!
Sostieni l’autoproduzione e l’informazione libera dallo stato e dal mercato!
Informati su lotte e appuntamenti!
Contatti:
Federazione Anarchica Torinese
corso Palermo 46
Riunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20,30
per info scrivete a fai_torino@autistici.org
Contatti:
FB
@senzafrontiere.to/
Telegram
https://t.me/SenzaFrontiere
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La rete “No ddl Sicurezza – A pieno Regime” ha convocato per domani una
manifestazione nazionale a Roma, alle 14 in piazzale del Verano, per protestare
contro l’introduzione del nuovo DDL Sicurezza (DDL 1660), che nei sogni del
governo Meloni vorrebbe essere una vera e propria camicia di forza per i
movimenti sociali. Il decreto […]
VERSO LA MOBILITAZIONE DEL 29 E 30 NOVEMBRE 2024.
È cominciato il 4 novembre lo sciopero degli avvocati di tre giorni proclamato
dall’Unione delle Camere Penali Italiane. La protesta nasce contro il DDL 1660
approvato lo scorso 18 settembre alla Camera e attualmente in fase di esame al
Senato. Significativo il fatto che L’Unione delle Camere Penali è
un’organizzazione di categoria di stampo spiccatamente […]